Non abbiamo bisogno di medaglie

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – Oggi, iniziando l’incontro, vorrei che lei spiegasse perché ha rifiutato il premio che era stato inizialmente attributo a lei e a sua moglie come eroi dell’umanità dal World Boxing Council.

Stefano Montanari – In realtà le cose stanno un po’ diversamente.

RD – Cioè?

SM – Molto in breve, ci arriva il comunicato ufficiale del WBC in cui viene annunciato questo riconoscimento. A tempo di record, tre italiani su cui non esprimo giudizi ma chiunque sarebbe in grado di farlo scrivono al WBC nell’identico inglese da macchietta di Alberto Sordi illustrando le nostre nefandezze e spiegando che mai e poi mai dovrebbero premiarci.

RD – Posso sapere che cosa interessa a loro se siete premiati?

SM – Non lo chieda a me. Evidentemente qualcuno si serve di questi poveretti.

RD – E poi?

SM – A questo punto, incredibilmente, ci viene chiesto dal WBC di rispondere alle accuse.

RD – E lei che cosa ha fatto?

SM – Premetto che uno dei tre autori aveva scritto anni fa ad un editore straniero con cui avevamo pubblicato articoli scientifici e lui si fece due risate. Al WBC ho risposto che di fronte a tenere idiozie del genere chiunque avrebbe preso quelle lettere per ciò che erano: le manifestazioni di tre imbecilli. Pensi che uno dei personaggi, una povera donna ormai in età avanzata e pluricondannata, è arrivato persino ad affermare che fa attivamente pugilato, aggiungendo, forse per modestia, che lei è solo una dilettante. Un altro è una di quelle bislacche macchiette da bar che, ignoranti irrecuperabili, pretendono di smascherare le bufale senza, ovviamente, capirne nulla; e un’altra è una disturbata mentale che usa presentarsi nei modi più disparati, dalla ragazza paraplegica all’avvocato, dal medico all’ingenua donna qualunque. Pensi che, tra le non poche bizzarrie, questa fu addirittura allontanata dalla forza pubblica per schiamazzi ad un paio di mie conferenze. Insomma, roba da psicopatici che come tale si sarebbe dovuta archiviare.

RD – Invece?

SM – Invece quelli mi chiedono di spiegare.

RD – Dunque?

SM – Dunque ho risposto che io non avrei certo perso tempo a rispondere a quelle assurdità e che avremmo accettato il premio solo a fronte di scuse della WBC per averci chiesto di difenderci. Insomma, se volevano, la medaglietta potevano tenersela.

RD – E la WBC…?

SM – Non abbiamo avuto risposta. Magari si sono offesi senza nemmeno rendersi conto che ci hanno insultato. Del resto, non si può pretendere… Ma, comunque, della loro medaglia non c’importa un fico secco anche perché non aggiunge nulla a ciò che abbiamo fatto e facciamo.

RD – Rapporti chiusi?

SM – Io ho semplicemente detto che pretendo le scuse. Facciano loro. Non mi pare stiano facendo una bella figura.

RD – Ha mai pensato che potrebbe essere una specie di tranello ai vostri danni?

SM – Spero per la WBC che non sia così.

RD – E, allora, chiudiamo e cambiamo argomento. Ho saputo che il microscopio è arrivato.

SM – Sì.

RD – Non andrete più a Pesaro all’ARPAM?

SM – Potremmo doverci andare ancora di tanto in tanto. E poi, le confesso che non andare a Pesaro mi dispiace un po’ perché all’ARPAM ci siamo trovati benissimo. Pensi che, a sorpresa, mi sono persino arrivati gli auguri di compleanno. Tutte persone squisite.

RD – Microscopio arrivato e, dunque, avrete cominciato a lavorare, suppongo.

SM – Purtroppo non è così. Il microscopio è arrivato da oltre una decina di giorni ma è in attesa di essere montato, calibrato e collaudato.

RD – Quindi, non avete cominciato ad analizzare le autopsie di Bergamo.

SM – Non lo avremmo fatto comunque, visto che non è arrivato niente.

RD – Come mai?

SM – Non lo chieda a me. Il 13 aprile, il lunedì di Pasqua, dopo settimane di inutili tentativi, siamo riusciti a far arrivare a Bergamo il sistema che abbiamo regalato per mettere al sicuro il medico che pratica l’autopsia. L’accordo era che l’ospedale avrebbe firmato una convenzione secondo cui noi avremmo analizzato al microscopio elettronico i reperti autoptici. Ad oggi, a quasi due mesi di distanza dalla nostra donazione, della convenzione non c’è traccia e, di conseguenza, non ci arrivato niente.

RD – Mi faccia capire. I medici non vogliono che voi…?

SM – Non credo proprio. Anzi, i medici di Bergamo mi paiono molto interessati a vedere i nostri risultati.

RD – Ma, allora…?

SM – Evidentemente c’è qualche impedimento che noi non conosciamo. Di fatto, non abbiamo materiale da analizzare.

RD – Qualche complottista potrebbe incastrare questo fatto con i tanti cadaveri cremati senza autopsia.

SM – Ma no! È semplicemente che per far calare un timbro su una banalissima convenzione occorrono mesi. Il tempo per una firma, poi…

RD – Mancano i soldi per le spese?

SM – Non c’è altra abbondanza.

RD – Dunque, ancora una volta mancano informazioni importanti su questa patologia.

SM – Manca molto altro.

RD – In affetti, chi ha visto l’intervista di Gianluca Spina al dott. Stefano Scoglio non può non constatare che manca parecchio, compreso il virus [https://www.facebook.com/gianlucaspinapage/videos/1127073557662163/ (N.d.R.)]

SM – Un’intervista molto interessante e molto chiara che dovrebbe essere vista da tutti, dagli addetti ai lavori giù fino all’ultimo poveraccio che passeggia o, peggio, guida o, peggio ancora, fa jogging con la famigerata mascherina. E dovrebbe essere vista da tutti quei genitori che obbligano i bambini a respirare con naso e bocca impediti senza rendersi conto del danno che arrecano a quei poveri innocenti la cui sola colpa è avere i genitori che si ritrovano. Pensi che oggi mia moglie ha incontrato una famigliola a spasso su una pista ciclabile vicina a casa nostra. Il bambino aveva la mascherina ma glie l’avevano bucherellata perché la sera ha sempre mal di testa. Non mi chieda commenti. Guardate quell’intervista.

RD – Sì: quella del dottor Scoglio è un’intervista che merita non solo la massima attenzione ma risposte.

SM – Risposte che non arriveranno. Il business è troppo grande e lo sforzo fatto fino ad oggi per portarlo in porto è arrivato ad un punto di non ritorno. Ormai solo in Italia decine di milioni di persone sono state ipnotizzate e il successo è vicino. Che il virus non dia immunità duratura, che il virus muti velocemente, che il virus non sia mai stato isolato, che il virus sia scomparso, che i tamponi siano buffonate… Tutte cose che non devono entrare nella testa delle vittime. Tutte cose che devono essere cancellate, arrivando alla violenza inaudita di trattamenti sanitari obbligatori per chi tenta anche solo di sollevare dubbi.

RD – E lei? Lei non ha paura?

SM – Se il regime mi attaccasse andando oltre ciò che ha già fatto e ciò che fa segnerebbe un autogol clamoroso. Come dice Scoglio, quando la mafia comanda, a fare politica ci vanno i cretini, ma anche loro sanno che non ci si può spingere in zone troppo pericolose o, comunque, chi li comanda li informa.

RD – Che cosa si dovrebbe fare?

SM – La cosa più semplice del mondo: come dico da anni, dobbiamo riprenderci le chiavi di casa. Cosa semplice da dire ma difficilissima da attuare. Quando il potere è arrivato a tutti i livelli, quando le fonti di cosiddetta informazione, tutte compatte, raccontano le stesse enormità, quando i medici vivono sotto ricatto, riprendere possesso della dignità personale, qualcosa che oggi ha coinvolto pesantemente anche la salute, è vicino ad essere un’impresa impossibile.

RD – Le fonti d’informazione… Lei è stato attaccato personalmente dalla RAI e da Mediaset.

SM – Se qualcuno cercava una prova certa che ciò che dico è corretto, ecco che l’ha trovata. Pensi che i poveri giornalisti di regime autori dei vari servizi, nella loro totale incompetenza, non si sono nemmeno resi conto che mi attaccavano su dati che erano esattamente quelli del regime che li sostiene e che loro sostengono. Guardi solo al poveretto che mi ha attaccato perché dicevo un’ovvietà: i guanti sono dei veicoli d’infezione e, al proposito, guardi a ciò che ha fatto ora l’Ospedale di Piacenza [https://www.liberta.it/news/cronaca/2020/05/28/vietato-entrare-in-ospedale-coi-guanti-meglio-avere-le-mani-pulite/ (N.d.R.)]. E sono stato attaccato quando ho fatto notare un’evidenza: il lockdown è controproducente. Ora c’è chi, dall’interno del regime, pur timidamente, lo dice [http://www.modenatoday.it/politica/venturi-errore-lockdown-coronavirus-5-giugno-2020.html (N.d.R.)]. Poi, per chi ha pazienza e un certo senso dell’umorismo, c’è un tale Salvo Di Grazia, un ginecologo di un ospedaletto di provincia di cui invito a cercare il curriculum, che viene presentato come capace di smascherare errori commessi da altri, altri che posso essere pure scienziati. Insomma, del tutto fuori delle sue competenze. Da sportivo non sparo sulla Croce Rossa, ma se il personaggio avesse mai il coraggio di presentarsi ad un confronto secondo le regole, come si fa in campo scientifico e non all’osteria, temo che ne uscirebbe piuttosto malconcio. Eppure, questi signori, nella migliore delle definizioni appena dei dilettanti, transitano attraverso la scatola magica della TV ormai quasi tutta di regime e raccolgono credibilità.

RD – Insomma, un problema politico.

SM – Non ci sono dubbi. Oggi la politica non è la conduzione virtuosa della cosa pubblica ma la messa in opera degli interessi di una lobby potentissima che, a forza di denaro, si è impadronita del mondo. La cosa che mi sorprende di più è il fatto che questa cricca dice le cosa come stanno. Pensi a Bill Gates: il personaggio ha affermato pubblicamente che il suo obiettivo è di sfoltire del 15% la popolazione mondiale e di volerlo fare con i vaccini. A conti fatti, un miliardo di esseri umani dovrebbe togliere il disturbo. Insomma, chi sopravviverà avrà più probabilità di trovare un parcheggio disponibile. Ma, a parte questo grande vantaggio, ci sarà l’effetto collaterale della malattia.

RD – Cioè?

SM – È evidente che tanti colpi, la maggioranza dei colpi, non andranno interamente a segno e moltissime persone vaccinate non moriranno ma, semplicemente, resteranno malate a vita. Dopotutto, anche questo fa parte del progetto. Se lei ripensa ai grandi sterminatori della storia recente, da Stalin a Hitler, si accorge inevitabilmente che quelli erano niente più che dei piccoli dilettanti, dei monelli. Qualche milione… Bill Gates mira molto più su: tre ordini di grandezza di differenza. Bene: la gente è al corrente di questo perché la cosa è stata illustrata con semplicità e con chiarezza. Direi quasi con onestà. Eppure, nella sola Italia sono in decine di milioni ad essere entusiasti del genocidio dichiarato. Ma pensi a come i dati ufficiali dell’assoluta inutilità di tutti i vaccini siano a disposizione di chiunque. Basta consultare gli istituti di statistica inglese e americano per vedere grafici che anche un bambino capirebbe. Eppure… E pensi alla catastrofe della vaccinazione antipolio, quella vaccinazione che è stata santificata agli occhi del popolo. I dati indiani della strage sono pubblici e così il documento stesso del Ministero della Salute nostrano [http://www.salute.gov.it/Malinf_Gestione/50-18.pdf (N.d.R.)]. Eppure… E pensi ai crimini commessi da decenni sui feti umani abortiti a pagamento per fare i vaccini. Persino la Chiesa tace e i cattolici che ne sono al corrente fanno ipocritamente finta di niente mentre in tanti sono tenuti all’oscuro. Eppure… Eppure quello è il più grave dei peccati mortali, sempre che quella del peccato mortale non sia un burletta come tutta la Chiesa sembrerebbe confermare. Idem per ebrei e musulmani che s’iniettano la gelatina di maiale presente nei vaccini.

RD – Non c’è niente da fare?

SM – A volte i miracoli esistono. Da non credente spero che la fiammella della sapienza scenda sulla testa almeno di chi comanda così come fu per gli Apostoli a Pentecoste. Intanto, vediamo di fare qualcosa noi.

RD – Sì: il 20 giugno prossimo saremo a Firenze.

SM – Nel pomeriggio saremo a Piazza Santa Croce e, in diversi oratori, parleremo principalmente di Costituzione, cioè della garanzia che chi detiene il potere offre agli amministrati. Come chiunque può constatare, i termini di quella garanzia sono stati e continuano ad essere ogni giorno di più calpestati. Mi lasci dire che in quell’occasione uscirà un libro che raccoglie alcune delle interviste che lei mi ha fatto negli anni e il tema principale saranno i vaccini. Gli introiti andranno a sostenere l’associazione Vita al Microscopio che da tempo immemorabile, a differenza di tante altre associazioni che hanno fatto chiacchiere, ha sostenuto le nostre ricerche. E mi lasci dire che, se non ci fosse stata Vita al Microscopio, noi avremmo chiuso bottega da un pezzo.

RD – Lei pensa che la manifestazione non troverà opposizione?

SM – Mi auguro che il regime sia prudente. Si tratterà dell’occasione per la gente, spero tanta, di ascoltare punti di vista che il regime imbavaglia e sarà qualcosa di assolutamente civile e pacifico. Come ho detto e ripetuto chissà quante volte, io non tollero nulla che esca dai confini della civiltà e della buona educazione.

RD – Lei ci sarà.

SM – Sì: ci sarò e ci sarà pure mia moglie. E tra chi parlerà ci sarà pure Sara Cunial, da qualche settimana nota per aver preso una posizione critica nei confronti dei suoi colleghi parlamentari.

RD – Sara Cunial ha fondato un movimento…

SM – Un errore. Il fronte della costituzionalità e della dignità della persona non aveva bisogno di un elemento ulteriore di divisione. Personalmente temo che quell’iniziativa giochi a favore di chi vuole un’opposizione sbriciolata in mille gruppetti.

RD – Ci rivedremo allora a Firenze e lei autograferà i libri.

SM – Se non mi arrestano prima…

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