La coppia ribelle

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Una coppia di coniugi, scienziati, italiani porta luce nelle tenebre della ricerca attorno al coronavirus provocando il regime

E’ un atto di pace collegare gli esseri umani di paesi diversi. Per riuscirci è meglio mettere in primo piano ciò che ci lega tutti e cioè proprio l’aspetto umano (“Menschlichkeit”), anche quello degli scienziati. E’ toccante vedere come gli scienziati di nanopatologia Antonietta Gatti e Stefano Montanari mettono le loro competenze al servizio dei cittadini, consapevoli dell’obbligo morale che nasce dalle loro scoperte scientifiche. Un analisi dei reperti autoptici della zona intorno a Bergamo/Italia in ambito delle nanopatologie potrebbe portare una nuova luce sulle malattie da Covid19.

Quanto impegno ci si potrebbe aspettare dal Professor Christian Drosten [l’equivalente tedesco del Prof. Burioni in Italia] se dovesse autofinanziare le sue ricerche? Se dovesse lavorare sotto condizioni inconvenienti, se avesse accesso al suo laboratorio al massimo una volta alla settimana a 200 km da casa, se non avesse spazio di spiegarsi nei media, se i suoi avvertimenti sulla salute cadessero nel vuoto o fossero addirittura ridicolizzati, se gli fosse sequestrato il pc di lavoro dalla polizia …?
Ci sta che rinuncerebbe e si concentrerebbe su aspetti più allettanti della vita. E chi lo potrebbe biasimare per questo?

Oppure sarebbe talmente convinto del proprio operato e del suo contributo alla salute per la società, che addirittura venderebbe la sua propria casa per poter continuare la sua ricerca.
Chissà?!

Per molti impossibile, per gli scienziati-coniugi Dott.ssa ANTONIETTA GATTI e Dott. STEFANO MONTANARI è la realtà.

Lei fisica e bioingegnere, ha guidato per quasi trent’anni il laboratorio dei biomateriali del dipartimento di neuroscienze all’università di Modena e ha, inoltre, rivestito diversi incarichi di ricerca e di insegnamento in Europa e negli USA (1). Lui farmacista e ideatore di diversi brevetti, tra l’altro in ambito di chirurgia cardiovascolare e pneumologia (2).
Insieme hanno dato vita a una nuova disciplina scientifica, quella delle nanopatologie. Si tratta della ricerca di malattie causate da polveri sottili, cioè nano e microparticelle. Se queste particelle arrivano agli alveoli, possono passare la barriera polmonare in 60 secondi e in un’ora possono arrivare a fegato e reni e da lì raggiungere tutti i siti del corpo.

L’Organizzazione mondiale della Salute (WHO) ha stimato, nel 2019, in 7.000.000 ogni anno le morti per patologie dovute all’inquinamento e la dimostrabilità è diventata tangibile grazie all’approccio sistemico della coppia Gatti/Montanari perfezionato in anni di ricerca pionieristica svolta insieme a colleghi internazionali.

La dimostrazione nei tessuti

La dott.ssa Antonietta Gatti dal 2002 al 2005 è stata coordinatore del Progetto Europeo “NANOPATHOLOGY. The role of micro and nanoparticles in inducing biomaterial pathologies” (3) assieme all’Università di Cambridge e altri partners europei. Il progetto ha messo a punto una tecnica di microscopia elettronica per riuscire a vedere polveri ambientali anche micro e nanodimensionate all’interno di tessuti patologici e per definirne lacomposizione chimica. Questo permette di rintracciarle nell’ambiente e di individuarne la sorgente. Queste analisi sono state molto apprezzate nei tribunali, dai giudici, nella commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, perché hanno messo in correlazione la malattia con l’agente che l’aveva innescata. (4)

Inoltre, il Progetto Europeo di Nanotossicologia chiamato DIPNA (5), sotto la guida della dott.ssa Gatti ha confermato nel 2009, dopo 3 anni di ricerca, che il sistema immunitario non reagisce in modo efficiente in presenza di nanoparticelle. Infine il progetto “Impact of Nanoparticles in Environmental Sustainability and Ecotoxicity” (INESE) (6), anch’ esso guidato dalla dott.ssa Gatti dal 2009 al 2012, ha verificato che anche le piante risentono dell’ inquinamento ambientale, ammalandosi.

Oltre a innumerevoli pubblicazioni scientifiche (7), esistono intanto anche diversi libri di divulgazione, tra i quali in inglese “Nanopathology: The Health Impact of Nanoparticles” (2008), “Nanotoxicology and particle toxicology” (2015) e “Advances in Nanopathology” di prossima pubblicazione.

Che cosa rende le loro ricerche così pericolose?

Le scoperte di Gatti/Montanari hanno anche creato loro dei problemi, in particolare da parte delle lobby e dei politici sponsorizzati dalle lobby stesse. A coloro che investono in inceneritori o in industrie militari o farmaceutiche evidentemente non piacciono.

I loro studi dimostrano un alto pericolo per la salute, tra gli altri, da:

– cibo inquinato,
– polveri da qualsiasi tipo di inceneritore, inclusi impianti di biomassa,
– le nanoparticelle contenute nei vaccini non riferite nei fogli illustrativi (8),
– cosidetto “Filtro antiparticolato”, cioè FAP (tra cui anche il FAP delle macchine Diesel).

Uno potrebbe pensare che non ci vuole un premio Nobel per capirlo, ma solo un buon senso funzionante e un buon intuito. Stefano Montanari e Antonietta Gatti collegano entrambi con rigore scientifico, dimostrando la presenza di nanoparticelle inorganiche attraverso un microscopio ad alta risoluzione e spiegando il loro effetto patogeno.

Coppia risoluta

Sarebbe lungo raccontare come il loro accesso al microscopio sia stato spostato a 200 km da casa loro e il suo utilizzo ridotto a una volta alla settimana, anzi recentemente, a causa del divieto di allontanarsi da casa, di nuovo negato del tutto. Anche il sequestro temporaneo dei pc da parte della polizia, sequestro che si è poi rivelato illegale attraverso il tribunale, è una storia a parte. Nonostante ciò, gli scienziati non si lasciano intimidire e hanno pure venduto la loro casa per continuare a finanziare la loro ricerca.

Soprattutto Stefano Montanari rende le loro scoperte accessibili a un grande pubblico attraverso libri divulgativi e conferenze, dovunque venga chiamato: tra cui associazioni ambientalisti che vogliono impedire un impianto di inceneritore, critici di vaccini obbligatori ecc.

Queste conferenze hanno un certo successo in Italia perché sensibilizzano la popolazione locale e ostacolano azioni arbitrarie da parte dei sindaci: questi infatti hanno una certa responsabilità sulla salute dei “propri” cittadini e devono garantire che la qualità dell’aria non deteriori. Mentre da una parte soldati affetti da malattie gravi si rivolgono volentieri agli scienziati come periti, dall’altra, politici e scienziati, finanziati dall’industria farmaceutica temono piuttosto il confronto diretto con loro.

Nanopatologie e Covid19 – è possibile un’altra spiegazione

Così come non hanno avuto peli sulla lingua nel dire che cosa pensano delle misure politiche “nel nome della salute”, Gatti/Montanari hanno espresso una certa cautela per quanto riguarda la pericolosità del virus Covid 19.

Piuttosto hanno sottolineato i possibili co-fattori evidentemente presenti per poter spiegare la mortalità superiore della popolazione, specialmente quella più anziana, in alcune zone.

Perché se tutti i morti con il virus fossero morti dal virus, la mortalità sarebbe uguale dovunque, ed evidentemente non è così. Anche attraverso una lettera all’Unione Europea, Gatti/Montanari hanno invitato a differenziare le ricerche, analizzando eventuali co-fattori nella zona di Milano, Brescia e Bergamo.

Da diverse settimane si affermano sempre più osservazioni effettuate da vari ospedali italiani, secondo le quali, molte delle presunti polmoniti interstiziali da Covid 19 si stanno rivelando tromboembolie polmonari le quali vanno curate diversamente, anzi, quando il trattamento è sbagliato, potrebbe essere fatale (9).

In altre parole, con la malattia di Covid19 non si tratterebbe di un problema prettamente respiratorio, ma in particolare anche cardiovascolare. E potrebbe proprio essere dovuto alla presenza di nanoparticelle all’interno del corpo, cosa che , come Gatti/Montanari hanno dimostrato già 20 anni, può causare dei trombi.

Ecco perché gli scienziati hanno donato un sistema di protezione specifico: la loro azienda Nanodiagnostics ha offerto tute speciali all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo per assicurare agli operatori di autopsie di poter lavorare senza rischi, in modo sicuro. Gli scienziati si sono resi disponibili ad esaminare i reperti autoptici verificando la presenza o meno di nanoparticelle tossiche sotto il microscopio, non appena sarà di nuovo accessibile.
Si tratta di verificare una possibile nano-bio-interazione tra nanoparticelle e il virus, cioè se le polveri sottili si rivelino un co-fattore di mortalità.

Fin’ora è solo un’ipotesi scientifica, che è stata anche presa in considerazione da alcuni ricercatori dell’Università di Harvard: ci sono corpi estranei, cioè nanoparticelle, legate al virus?

Stefano Montanari dice:
“Una ricerca simile non è mai stata fatta a livello mondiale e darebbe certamente risultati importanti.” (10)

Anche se Antonietta Gatti sottolinea di non essere virologa, è sicura della sua competenza in questo ambito. I virus sono nanoparticelle in quanto hanno la stessa dimensione delle nanoparticelle stesse. Per cui, dice la Gatti, la suddetta interazione organica-inorganica, anche all’interno dei polmoni stessi, non solo è possibile, ma probabile. (11) Gatti/Montanari sanno, come pochi scienziati sulla faccia della terra, come si comportano le nanoparticelle, come si diffondono, come possono fungere da portatori di virus e come possono causare malattie nuove.

Necessità di un finanziamento alternativo

In Italia le istituzioni politiche fanno tutt’altro che cercare la collaborazione con questi scienziati connazionali, anzi! Come già detto prima, questi ricercatori, come la maggior parte dei loro compatrioti, sono stati chiusi in casa, senza accesso, nel loro caso, al microscopio lontano. L’obbligo di mascherine è per loro più che altro una mascherata dannosa e riconoscono la museruola che gli viene imposta, soprattutto come scienziati.

Anche se loro avessero il permesso, per motivi di lavoro, di accedere al microscopio nella regione limitrofa, avrebbero comunque la difficoltà di avere a disposizione i reperti autoptici da analizzare, visto che, all’oggi, l’ospedale di Bergamo ancora non glieli manda.

Pare oggi quasi profetica la decisione di Gatti/Montanari, due anni fa, di fondare la ONG internazionale “Salute,Legge e Scienza” la quale punta alla cooperazione internazionale tra medici, legali e scienziati per la protezione della salute dei cittadini.

In occasione della crisi del virus, questa ONG ha pubblicato un manifesto il quale richiama scienziati di tutto il mondo “per eliminare la paura orchestrata del Covid-19”. Si fa riferimento anche al diritto all’integrità fisica dell’essere umano e dei pericoli che nascono dall’obbligo vaccinale. La ONG ha sede a Ginevra, per la vicinanza locale delle istituzioni competenti per la salute pubblica (WHO) e i diritti umani (ONU).

In origine, questo articolo voleva invitare a firmare il manifesto. Nel frattempo, in Germania, si è costituita l’associazione MWGFD [un’associazione gemella della ONG di Gatti/Montanari], la quale gravita intorno al Professor Bhakdi, epidemiologo e microbiologo. Ecco perché ora sta nel primo piano una collaborazione a livello europeo. Comunque si chiede di far conoscere il lavoro degli scienziati italiani, la loro ONG e il loro manifesto (12).

Si è visto che proprio in tempi di crisi i dati essenziali ed affidabili diventano scarsi: o non vengono pubblicati o non vengono nemmeno rilevati. Meno i ricercatori dipendono dalla politica, dall’industria e da fondazioni interessate e più vengono pagati direttamente dai cittadini, più è probabile che mettano le loro ricerche al servizio degli stessi cittadini.

Mollati diverse volte dalle istituzioni, Gatti/Montanari non devono più rendere conto a nessuna autorità pagante. E qui sta la grande opportunità. In effetti, chiunque può rivolgersi a loro per far esaminare sostanze potenzialmente tossiche, anche vaccini. Così, cittadini emancipati, non hanno più bisogno di far affidamento alle indicazioni dei foglietti illustrativi.

Entrambi ricercatori hanno più di 70 anni e dispongono di un’esperienza scientifica straordinaria. Una loro visione è quella di fondare una scuola extra-universitaria per divulgare non solo la loro conoscenza, ma anche la competenza tecnica per poter generare nuove conoscenze.

I costi sono naturalmente notevoli: Tale microscopio specifico costa quasi 500.000 € per l’acquisto e all’incirca 120.000 € all’anno per la manutenzione e la ricerca. La coppia è costretta ad acquistarne uno per poter lavorare come si deve. Soltanto grazie all’accelerazione della campagna di donazione nelle ultime settimane si è riuscito a finanziare almeno l’acquisto, così da poter, probabilmente, riprendere il lavoro con il nuovo microscopio per metà giugno nel loro laboratorio di Modena.

Così la scienza arriva al popolo.

Per donazioni per la manutenzione del laboratorio e della scuola cliccare qui: hier

Fonti e annotazioni:
(1) CV Antonietta Gatti: Biografie di Antonietta Gatti
(2) CV Stefano Montanari: Biografie di Stefano Montanari
(3) iscritto sotto QOL-147-2002
(4) I risultati vengono riportati nel rapporto finale della “COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUI CASI DI MORTE E DI GRAVI MALATTIE CHE HANNO COLPITO IL PERSONALE ITALIANO IMPIEGATO IN MISSIONI MI- LITARI ALL’ESTERO,
NEI POLIGONI DI TIRO E NEI SITI DI DEPOSITO DI MUNIZIONI, IN RELAZIONE ALL’ESPOSIZIONE A PARTICOLARI FATTORI CHIMICI, TOSSICI E RADIOLOGICI DAL
POSSIBILE EFFETTO PATOGENO E DA SOMMINISTRAZIONE DI VACCINI, CON
PARTICOLARE ATTENZIONE AGLI EFFETTI DELL’UTILIZZO DI PROIET- TILI ALL’URANIO IMPOVERITO E DELLA DISPERSIONE NELL’AMBIENTE DI NANOPARTICELLE DI MINERALI PE- SANTI PRODOTTE DALLE ESPLOSIONI DI MATERIALE BELLICO E A EVENTUALI INTERAZIONI” documenti.camera.it
(5) iscritto sotto FP6- STREP NMP2006-03231
(6) SEED Nr. 21547 dell’Istituto Italiano di Tecnologia
(7) https://www.researchgate.net/profile/Antonietta_Gatti2
(8) https://medcraveonline.com/IJVV/new-quality-control-investigations-on-vaccinesmicro–and-nanocontamination.html
(9) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/07/coronavirus-lo-studio-dellospedale-dibergamo-pazienti-morti-per-trombosi/5794748/ und https://www.medrxiv.org/content/
10.1101/2020.04.19.20054262v1
(10) Intervista del 16 aprile 2020: Interview vom 16. April 2020
(11) Intervista del 22 marzo 2020: Interview vom 22. März 2020
(12) http://www.healthlawscience.com/home-english.html

Fonte: https://www.rubikon.news/artikel/das-rebellenpaar

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