Come ci stiamo difendendo dal Coronavirus?

StefanoM2019.jpg

Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – Non le posso garantire che riusciremo a pubblicare l’intervista, ma, se è d’accordo, vediamo di farla lo stesso. Dopotutto, però, quella che fu cancellata ha trovato altri mezzi di diffusione superando abbondantemente il milione di lettori.

Stefano Montanari – Proviamoci, a patto che non mi chieda di ripetere per l’ennesima volta le stesse cose.

RD – Sì, certo, ma per quanto ci si ripeta, non si potrà mai competere con l’enorme capacità di diffusione che hanno i mezzi di quello che ormai è diventato un regime con ben pochi oppositori.

SM – Faccia del suo meglio.

RD – Lei ha detto più volte che le contromisure per la diffusione del virus sono inefficaci.

SM – In realtà, ho detto qualcosa di un po’ diverso: ho detto che in certi casi sono controproducenti.

RD – Ce lo spiega in termini semplici?

SM – Partiamo dalla reclusione in casa. Bisogna tener presente un concetto fondamentale: è certo importante il virus, ma di più lo è il terreno che gli si offre.

RD – Cioè?

SM – Noi viviamo immersi in un ambiente zeppo di un’infinità di virus diversi, della maggioranza dei quali non abbiamo nemmeno conoscenza. Per un certo numero quelli sono potenzialmente patogeni, ma, di solito, non ci ammaliamo. Se non fosse così, la specie umana sarebbe estinta da un pezzo o, più verosimilmente, non esisterebbero forme di vita sulla Terra. Ciò che è fondamentale per la conservazione della vita è offrire ai virus un terreno inadatto alla loro replicazione o, comunque, un terreno tale da non renderli patogeni. Un organismo in perfetta efficienza è, nella stragrande maggioranza dei casi, in quelle condizioni.

RD – Il che significa?

SM – Il che significa che dobbiamo tenere in efficienza l’organismo, e questo con un’alimentazione corretta e con uno stile di vita sano. Da millenni sappiamo che lo stile di vita sano prevede che almeno una parte della giornata si svolga all’aperto e che ci si muova. L’esposizione al sole è fondamentale perché possiamo utilizzare la vitamina D, essenziale per le nostre difese immunitarie e, se restiamo chiusi in casa, il sole non arriva. Se, poi, non si può fare esercizio fisico, tutto l’organismo s’indebolisce. Pensi solo ai polmoni, l’organo che questo virus particolare attacca. Se lei non li esercita con dell’attività aerobica come correre o anche solo passeggiare o andare in bicicletta, i polmoni s’indeboliscono e diventano più attaccabili. È così che il virus trova un terreno ideale.

RD – Dunque, lei consiglia d’infrangere la legge.

SM – Dio me ne guardi! La legge va rispettata comunque. Lei mi ha chiesto un parere sanitario e non uno legale o politico.

RD – E dal punto di vista psicologico?

SM – Pensi soltanto ai bambini. Costringerli tra quattro mura, senza sole, senza movimento, senza contatti sociali, senza gioco significa massacrarli. Io ricevo mail e telefonate che arrivano da genitori di bambini autistici e tutti, invariabilmente, mi parlano dei regressi vistosi e rapidi di questi poveri bambini. Far fare loro un gradino verso un miglioramento è spesso possibile ma è impegnativo e lungo. In pochi giorni si perde facilmente tutto. Ma poi c’è il problema delle scuole chiuse. Non voglio insistere sulla qualità delle nostre scuole, ma sono sempre meglio di niente. L’insegnamento per via telematica ha un’efficacia non certo paragonabile con quella in aula, e, per certe materie pratiche, è impossibile. Con il “tutti promossi” ope legis avremo un ulteriore abbassamento del livello dell’intera nazione, un livello già non proprio eccelso.

RD – A quanto pare, cominciano già ad esserci dei casi di suicidio.

SM – Non leggo i giornali e non lo so. Chi già è in condizioni psicologiche difficili potrebbe ricevere la botta finale. Poi, tra i messaggi che ricevo ci sono quelli di persone che hanno il divieto di raggiungere i genitori vecchi, magari ricoverati in qualche struttura protetta, e questi vecchi si disperano e fanno le azioni dei disperati, dove disperato significa letteralmente senza speranza. Per non dire di problemi pratici dei quali chi detta le regole forse non ha idea. Un esempio di adesso: quello di una pensionata relegata in un piccolo paese di montagna con una pensione di poche centinaia di Euro con cui, tra l’altro, paga l’affitto. Per farcela a mangiare, la signora fa lavoretti in casa altrui, lavoretti che ora non può più fare. La domanda è: come mangia questa persona? Ma è l’intera nazione ad andare a catafascio e la ripresa, sperando che ci sia, impiegherà molto tempo a mostrare i suoi effetti. Tutto questo per non dire di tante piccole imprese azzerate per sempre.

RD – Però lo stato ha promesso aiuti economici…

SM – Personalmente trovo la cosa imbarazzante. Lo stato dà qualche aiuto in denaro, ma, se i soldi non li stampa, dove li prende? La risposta è evidente: dai cittadini. Insomma, ora farà arrivare qualche elemosina ma in tempi brevi dovrà necessariamente riassestare la cassa e, per riassestarla, farà ciò che tutti i politici incapaci fanno da sempre: spremerà i cittadini. Già anni fa abbiamo avuto Amato che, nottetempo, attinse ai conti correnti, con questo calpestando l’articolo 53 della Costituzione. Poi c’è l’IVA e credo non occorra essere profeti per prevederne un appesantimento. Questi mezzi saranno l’ulteriore mazzata ad un’economia che anni di governi su cui ognuno è libero di farsi un’opinione hanno massacrato.

RD – Lei ha delle proposte?

SM – Ormai la follia ha infettato il mondo intero e temo che non ci sia niente da fare. Miliardi di persone sono state trasformate, spesso con il loro consenso, in animali da reddito e, dunque, sia fatta la volontà della maggioranza. Per quanto riguarda l’Italia, da diverse legislature tutto il nostro parlamento è costituito in spregio agli articoli 56 e 58 della Costituzione e i risultati sono evidenti.

RD – A proposito del parlamento, ho letto che un senatore ha scritto in uno dei cosiddetti social che lei e sua moglie sareste implicati in un affare di truffa.

SM – Questo fa parte della macchina del fango tipica di questo regime e io sono da anni bersaglio di questi personaggi, a qualunque livello si situino. La cosa più inquietante, almeno da un certo punto di vista, è che non di rado questa gente approfitta addirittura della magistratura e delle possibilità che certe procedure consentono con denuncie che non stanno né in cielo né in terra e, invece di essere puniti non fosse altro che per aver fatto perdere tempo ad una magistratura già oberata di lavoro, se ne vanno beati e senza danno una volta che il tutto finisce con un’assoluzione. Inutile dire che quell’individuo mente spudoratamente, perché niente di quanto afferma ha una seppur vaga ombra di verità. Io gli ho scritto chiedendogli spiegazione ed un confronto, invitandolo anche ad esibire prove di ciò che afferma. Senza che ci si possa sorprendere, non ho avuto risposta. Così ho scritto a chi è a capo del suo partito e la reazione è stata la stessa: l’arroganza del silenzio. È chiaro che, quando i politici si collocano ad un livello simile, la nazione non potrà certo prosperare. Comunque sia, questi individui raggiungono sempre l’obiettivo: milioni di persone daranno loro credito.

RD – E, allora, è inevitabile arrivare al prossimo argomento. Il cosiddetto Patto per la Scienza [https://www.pattoperlascienza.it/ (N.d.R.)] afferma nel suo statuto che tutte le voci contrarie o anche solo critiche nei riguardi di ciò che quel gruppo afferma devono essere zittite e chiedono che tutti i partiti politici si prestino a quell’azione. Credo che avrà letto la diffida che hanno mandato alla dottoressa Gismondo [https://www.open.online/2020/03/22/coronavirus-patto-trasversale-per-la-scienza-diffida-la-virologa-maria-rita-gismondo-per-aver-minimizzato-epidemia/ (N.d.R.)].

SM – Se la cosa non fosse tragica sarebbe ridicola. Quei signori hanno deciso da loro, dicendoselo da sé, che sono i depositari unici e inappellabili della verità scientifica. Si autodefiniscono scienziati ma, a dire il vero, prescindendo dalla loro moralità su cui ognuno si faccia un’opinione, questi non conoscono nemmeno le regole più semplici del dibattito scientifico. A dimostrazione della loro inconsistenza sta proprio la loro pretesa che le voci critiche siano vietate, il che stride proprio con una delle regole basilari della scienza, cioè il confronto. Insomma, se questi avessero degli argomenti scientificamente fondati, sarebbero ben lieti di confrontarsi, se non altro per avere la possibilità di dimostrare che la ragione sta dalla loro parte. Invece, è un po’ come se si organizzasse una gara alla quale potesse partecipare un atleta solo.

RD – Ma, secondo lei, come finirà con la vicenda giudiziario della dottoressa Gismondo?

SM – Non ne ho idea, ma, da cittadino, mi pare che la dottoressa abbia semplicemente espresso il suo pensiero, peraltro di addetta ai lavori, senza offendere nessuno, il che è un pilastro del vivere civile. Se, per qualunque ragione, si dovesse proibire a chicchessia di esprimersi, allora questo sarebbe davvero il certificato di morte di una società. Le ripeto che, se ci si atteggia a scienziati, si devono accettare le regole della scienza, e quelle regole impongono il confronto. Il bavaglio non appartiene alla scienza e, meno che mai, appartiene alla dignità dell’uomo. Dunque, se proprio vuole una risposta, penso che nessun magistrato possa dare seguito a un atto del genere.
RD – Quindi, secondo lei è un tentativo d’intimidire la dottoressa?

SM – Non saprei risponderle. Se fosse così, sarebbe la dimostrazione della loro debolezza, dell’incapacità di sostenere i loro punti di vista e, dunque, della necessità di ricorre a mezzi su cui non credo sia necessario commentare. Purtroppo temo che la cosa finirà in nulla senza che chi l’ha attaccata abbia qualche incomodo.

RD – Torniamo all’argomento di partenza. Lei ha detto più volte che certi rimedi sono peggiori del male. I guanti…

SM – Chi ha un minimo di nozioni d’igiene non può non saperlo. La pelle delle mani, come tutta la pelle del corpo, del resto, è coperta da microrganismi il cui compito è di contrastare i microrganismi patogeni: insomma, i nemici. Se lei mette i guanti, quell’azione non può più avvenire. Così, con le mani guantate, lei entra in contatto con microrganismi e virus patogeni senza difesa.

RD – Ma quei virus non arriveranno a contatto della sua pelle.

SM – Certo, ma con quei guanti ricoperti dei patogeni lei toccherà i suoi vestiti e, in genere, gli oggetti comuni, e in questo modo avrà fatto da veicolo a ciò che s’illudeva di contrastare. Prenda, ad esempio, la cassiera del supermercato. Con quei guanti tocca non solo se stessa e il suo posto di lavoro ma il denaro, le carte di credito, i sacchetti con la merce…

RD – So che l’ha già fatto altre volte, ma vorrei che chiarisse il concetto dell’immunità che si può acquisire contraendo una malattia. Circolano voci contrastanti [https://www.freedompress.it/covid-19-asintomatici-con-anticorpi-gli-immunologi-del-cnr-studiarli-per-capire-la-loro-resistenza-al-virus/ (N.d.R.)].

SM – Ci sono malattie che, una volta contratte e superate, rendono immuni a vita. Morbillo, parotite, varicella, rosolia sono alcuni esempi. Altre malattie, invece, possono essere contratte ripetutamente, dal tetano al volgare raffreddore. Questo perché l’organismo non forma gli anticorpi del caso o, se attua qualche difesa, questa svanisce velocemente. Pare che questo sia il caso del virus di cui tutti parlano oggi, e ne parlano chi da perfetto ignorante, chi da persona che ne sa poco perché, di fatto, poco si sa.

RD – Dunque, chi si è ammalato e ne è guarito, può riammalarsi.

SM – Sì. O, almeno, così sono alcune notizie che arrivano. In realtà, si sa ben poco.

RD – Eppure, c’è chi parla d’immunità di gregge.

SM – Se il concetto è stravagante nella sua assurdità di qualunque malattia si tratti, qui siamo alla truffa spudorata. Ma diffondere questa stramberia è necessario se si vuole avere successo con il business del vaccino contro questa polmonite, un vaccino che, e non è difficile pronosticarlo, diventerà obbligatorio in spregio alla Costituzione e alla biologia. Glie lo ripeto: un vaccino contro una malattia che non dà immunità non può esistere e, inoltre, è tecnicamente impossibile valutare l’efficacia di un vaccino se non lavorando su molti milioni di cavie umane e per molti anni. Purtroppo la biologia non è influenzabile né dalle leggi né dalla finanza né dalle pretese di chicchessia. La Natura si domina solo obbedendole, diceva Francis Bacon a cavallo tra Cinquecento e Seicento e chi pretende altro è, nella migliore delle ipotesi, un illuso.

RD – Vuole accennare a qualcosa sul famoso tampone?

SM – Un metodo costoso e non di grande utilità. Consideri l’altissimo numero di falsi positivi e ne consideri pure le conseguenze. Dato che si tratta di un virus che si diffonde con enorme facilità e che nella stragrande maggioranza dei casi non provoca nessuna conseguenza, con quel metodo si troveranno positivi reali che stanno benissimo e positivi fasulli che saranno messi in quarantena. Sappia, poi, che con il tampone non si può avere nessuna indicazione circa l’eventuale risposta immunitaria del soggetto e nessuna possibilità di previsione di ciò che succederà a quello stesso soggetto di lì a un attimo dopo.

RD – Che ne dice dei delatori? Voglio dire quelle persone che segnalano alle forze dell’ordine chi scorgono in strada?

SM – Chi ha letto la Storia della Colonna Infame di Manzoni non potrà non notare come l’uomo sia dotato di scarsa fantasia e la stupidità resti una delle sue caratteristiche.

RD – Da ultimo, vorrei che dicesse qualcosa a proposito di ciò che ha già pubblicato. È vero che chiuderà il laboratorio?

SM – Non sono certo io a farlo chiudere. È tutta la gente che da anni piagnucola, pretende risultati, risposte, consigli e quant’altro, ma preferisce non rendersi conto che mantenere un laboratorio di ricerca costa denaro. Da anni è in atto una raccolta fondi per acquistare il microscopio che una decina d’anni fa Beppe Grillo ci fece sottrarre. Come credo sia notissimo, noi potevamo usare quel microscopio, e solo grazie alla sentenza di un giudice, una volta la settimana facendoci 400 km. Oggi la cosa non è più possibile a causa delle condizioni in cui lo stato costringe tutti. È evidente che, se avessimo il microscopio in laboratorio, potremmo continuare la ricerca ed è altrettanto evidente che ora non si può più. La raccolta c’è, ma si fa finta di nulla.

RD – A quanto è arrivata, ad oggi, la cifra raccolta?

SM – La cifra esatta è 238.776,69 Euro.

RD – Meno della metà di quanto serve per il solo acquisto.

SM – Certo. Aggiunga gli almeno 120.000 Euro che servono ogni anno e tragga le sue conclusioni. Quindi, se entro il 30 aprile non raggiungeremo l’obiettivo, chiuderemo e non risponderemo più a nessuno.

RD – E che farà del denaro arrivato?

SM – Sceglieremo una delle ricerche già iniziate da portare a termine e la concluderemo, sperando che il microscopio che usiamo una volta la settimana ritorni raggiungibile. Poi non saremo più disponibili per nessuno.

RD – Crede che ci si arriverà alla cifra necessaria?

SM – Vede, in questo bizzarro paese si fanno le cosiddette maratone televisive per raccogliere soldi e in un paio di giorni si arriva facilmente a non pochi milioni. Se lei dovesse interrogare i donatori riguardo gli obiettivi di quelle raccolte e, soprattutto, li interrogasse circa i risultati conseguiti grazie alla quantità di denaro enorme arrivata negli anni, temo che avrebbe quasi solo scene mute.

CHI VOLESSE CONTRIBUIRE ALL’ACQUISTO DEL MICROSCOPIO TROVERA’ TUTTE LE INDICAZIONI COLLEGANDOSI A https://www.stefanomontanari.net/ricerca-e-vita-3/ O INVIANDO LA DONAZIONE A
Stefano Montanari Microscopio
c/o Banca Popolare di San Felice 1893 filiale Modena B
IBAN IT67E0565212901CC0120104034
SWIFT CODE SFSPIT22
Con la causale DONAZIONE MICROSCOPIO

Diffondi questo articolo

PinIt