Nessuno tocchi Antonietta Gatti e Stefano Montanari

Antonietta-Gatti-e-Stefano-Montanari2.jpg

Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – Ho saputo che qualche giorno fa è accaduto uno strano episodio in laboratorio.

Stefano Montanari – Beh, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, quindi, proprio strano non è. Noi siamo come il miele per le mosche.

RD – Vuole raccontare che cosa è successo?

SM – Venerdì scorso, come al solito, mia moglie ed io eravamo a Pesaro, al lavoro su quello che doveva essere il nostro microscopio. Mi squilla il cellulare. Era una dottoressa che sta facendo delle traduzioni per noi e che si trovava in laboratorio a Modena perché lì ha a disposizione tutti i documenti che le servono. Mi dice che ci sono alla porta due persone che affermano di essere Carabinieri. Non in divisa: sono in borghese. Le dicono che vogliono ispezionare il laboratorio. Alla sua richiesta d’identificarsi e di mostrare un mandato, quelli rifiutano dicendo semplicemente che devono entrare e che vogliono parlare con la dottoressa Gatti, mia moglie, al momento a Pesaro con me. Con me non vogliono parlare anche se, in quel momento, sono collegato e disponibile al telefono. Se ne vanno. Subito dopo io, da Pesaro, telefono al maresciallo della stazione dei Carabinieri di Spilamberto, il comune in cui è situato il laboratorio, e lui mi dice che quelli non erano certo Carabinieri perché i Carabinieri si comportano in tutt’altra maniera. Se non altro s’identificano e mostrano un mandato firmato da un magistrato. Comunque, di quei due lui non sa niente. Intanto, manda subito un paio di agenti a raccogliere la testimonianza della signora. Chiamo, allora, il maresciallo dei Carabinieri di Castelnuovo Rangone, il comune in cui io abito. Anche lui mi dice la stessa cosa: qui due non possono essere Carabinieri, e va a controllare se c’è qualcosa di strano a casa mia. Telefono pure ai miei due avvocati e tutti e due mi confermano che i personaggi non sono certamente Carabinieri. La stessa cosa mi dice un giudice di cui sono amico, e una conferma arriva anche da un colonnello del Comando provinciale dei Carabinieri di Modena, avvertito del fatto da un altro amico avvocato.

RD – Che cosa pensa?

SM – Fin troppo ovviamente quei due hanno millantato una posizione che non avevano, il che li pone in condizione di aver commesso un reato. Il fatto che volessero vedere mia moglie per entrare in laboratorio è quanto meno sospetta perché il responsabile sono io. Dunque, di certo si tratta di qualcosa di losco. Lei, sono sicuro, ricorderà che noi siamo stati e continuiamo ad essere al centro dell’attenzione di personaggi non proprio di tutto riposo e anche qualche istituzione non ha tenuto un comportamento come dovrebbe. Se mi chiede chi fossero quei due e a che cosa mirassero, non ho risposta.

RD – Ladri?

SM – Non credo. Da noi non c’è assolutamente nulla da rubare e la cosa è nota a chi ci tiene sotto controllo. Forse volevano infilare qualche dispositivo da qualche parte. Non lo so. Dopotutto, noi siamo continuamente spiati, comprese intrusioni perfettamente documentate nei nostri computer.

RD – Ha preso delle contromisure?

SM – L’associazione Vita al Microscopio ci ha chiesto d’istallare delle telecamere di sorveglianza. Le spese saranno sostenute con denaro preso dalla raccolta fondi per il microscopio e il laboratorio, raccolta fatta per conto proprio dell’Associazione e dall’Associazione controllata. Per il resto, le autorità competenti e i nostri avvocati sono stati avvertiti. Insomma, chi lo doveva sapere, lo sa.

RD – A proposito, come sta andando la raccolta?

SM – Di fatto è ferma. La gente continua a rivolgersi a noi piagnucolando per mille guai e ritenendo che noi, per motivi misteriosi, siamo a disposizione del mondo. A separarsi da un centesimo, però, quella gente nemmeno ci pensa.

RD – Eppure siete stati contattati addirittura da istituzioni che si sono impegnate a sostenere il laboratorio e le ricerche.

SM – Ciarlatani. Poveri ometti che fanno i loro miseri interessi personali.

RD – Ci sono ancora in piedi dei contatti?

SM – Il nostro paese abbonda di mistificatori. Alla sua domanda se ci sono ancora dei contatti rispondo di sì, ma sono quasi certo che, a conti fatti, si tratterà ancora una volta di personaggi che ci faranno solo perdere tempo. Del resto, ormai è una tradizione.

RD – Posso chiederle, allora, perché continuate a dare attenzione a queste persone?

SM – Perché così non avremo il dubbio di aver lasciato qualcosa d’intentato.

RD – Tempo fa lei mi parlò del progetto di istituire una scuola in cui trasmettere ciò che avete scoperto e studiato in tutti questi anni di ricerca.

SM – Progetto per ora in alto mare. Direi quasi naufragato.

RD – Perché?

SM – Perché c’è il solito problema volgare dei quattrini. Per fare una scuola della nostra materia occorrono almeno una sede e le attrezzature del caso, attrezzature che hanno come base inderogabile un microscopio elettronico adatto senza il quale come faremmo ad insegnare agli allievi? Dunque, ancora l’antico problema non solo irrisolto ma che non interessa a nessuno risolvere. O, meglio, che interessa a qualcuno non risolvere.

RD – Mi pareva di ricordare che anche un ordine professionale fosse interessato…

SM – Lasciamo perdere. Quando ci sono certi interessi di mezzo o quelli che in certi contesti sociali si chiamano consigli… Vediamo di cambiare argomento.

RD – D’accordo: cambiamo argomento. Un altro medico, stavolta a Rimini, è a rischio di radiazione per la sua posizione sui vaccini [https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/medico-no-vax-radiazione-1.4816248 (N.d.R.)].

SM – Non c’è niente di nuovo sotto il sole, a partire dal comportamento di quelli che dovrebbero essere i colleghi del medico sotto torchio. Lei ricorderà l’episodio increscioso del dott. Roberto Petrella e ricorderà certo chi fu il personaggio che lo denunciò. Poi, a proposito della farsa tragica di Rimini, se si ha un certo senso dell’umorismo, è quanto meno divertente leggere le dichiarazioni di quel tale Maurizio Grossi, presidente dell’ordine provinciale dei medici. Parlare di posizioni scientifiche significa non avere la più pallida idea di che cosa sia la scienza e di che cosa sia la medicina. E poi è particolarmente buffo leggere del vaiolo debellato dal vaccino quando sarebbe sufficiente dare un’occhiata ai dati ufficiali disponibili a partire da quasi due secoli, e leggere le bizzarrie affermate sulla poliomielite. Il dottor Grossi, qualunque sia la sua origine, ignora che è proprio il vaccino a provocare la malattia. Se s’informasse, magari leggendo i comunicati stessi del Ministero della salute oltre che a quanto è correntemente disponibile pur con non poco imbarazzo, non direbbe certe enormità.

RD – Il dottor Grossi fa consulenze sulla malasanità [https://www.paginegialle.it/grossi-dr-maurizio-medicina-legale-rimini (N.d.R.)]

SM – Un singolare conflitto d’interessi.

RD – Secondo lei che cosa accadrà al medico?

SM – Posso esprimere solo congetture senza valore. Se il medico incriminato calerà le mutande, non accadrà null’altro che un trionfo del regime forte del pentimento. Altrimenti, se conserverà la sua dignità di uomo e di medico che si comporta come da codice deontologico, sarà radiato. In ogni caso, il delatore avrà ottenuto il suo scopo.

RD – A pagamento?

SM – Non ho idea. Forse certe azioni non si fanno senza avere o senza  almeno sperare di avere qualcosa in cambio.

RD – Restando in argomento, ha letto il botta e risposta relativo all’interrogazione parlamentare presentata sui vaccini da Sara Cunial e Andrea Cecconi [http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=77463 (N.d.R.)]?

SM – Ho letto qualcosa.

RD – La sua opinione?

SM – Se, tra qualche anno, qualcuno riesumerà i documenti, troverà testimonianza del comportamento del regime. Mesi fa Sara Cunial ebbe ad organizzare una conferenza stampa a proposito di certe analisi effettuate su qualche vaccino. Occorre dire che quella conferenza stampa non fu il massimo dell’approccio scientifico, si esibì anche qualcuno sul cui copione ci sarebbe qualcosa da ridire e più di qualcosa di opinabile fu detto, ma, comunque, i risultati presentati dovevano quanto meno essere degni di attenzione.

RD – Ma voi avete analizzato molti più vaccini, avete pubblicato i risultati, lo fate da molti anni e avete regolarmente trovato qualcosa di piuttosto inquietante.

SM – Noi non contiamo nulla. Non facciamo parte né del regime né della giostrina dei cosiddetti anti-vax, quelli che appartengono alla categoria dei furbetti. Noi diamo fastidio a tutti e basta. Anzi, diamo fastidio anche a noi stessi.

RD – Dunque, su quella interrogazione…?

SM – Trovo particolarmente divertente la risposta data dal viceministro della salute. La salute di chi non è dato sapere. Costui parla di autorizzazioni in base a criteri di qualità, sicurezza ed efficacia. Fosse così, supponendo ragionevolmente che si tratti di criteri sani, nessun vaccino potrebbe essere mai utilizzato. Poi il viceministro parla dell’accurata registrazione delle reazioni avverse e di controlli su ogni lotto , il che è tragicomico. Mi fermo qui e non affondo perché non ho nessuna voglia di subire ritorsioni. Mi limito a confermare ciò che dico da anni: se vogliamo sopravvivere, il parlamento deve essere svuotato del tutto e si devono indire elezioni che rispettino gli articoli 56 e 58 della Costituzione. Inoltre, i candidati non devono avere nessun tipo di conflitto d’interesse, per remoto che sia, con la carica che aspirano a ricoprire.

RD – Che ne dice dei due parlamentari autori dell’interrogazione?

SM – Non li conosco. Da quanto leggo sono due degli epurati dalla combriccola di Grillo. Probabilmente avevano ingenuamente creduto a quanto i grillini avevano strepitato fino a cinque minuti prima di andare al governo con gli applausi entusiasti di quello zoccolo duro che ora li applaude ancora dopo essere stato preso per i fondelli.

RD – Lasciando da parte quell’episodio, che ne dice dei controlli sui vaccini?

SM – Bisogna essere obiettivi: non vengono fatti o, peggio, molto peggio, vengono fatti male. Non vedere certi inquinanti è impossibile, non impedire che sostanze dichiaratamente pericolose si trovino in quei farmaci è follia pura. Ma, del resto, sono le industrie farmaceutiche a farsi il maggiore carico delle spese degli enti di controllo e, dunque, ognuno si faccia un’opinione. E poi, la stragrande maggioranza dei controlli, veri o presunti tali che siano, sono quelli a carico dei produttori. Provi a immaginare la Guardia di Finanza che sanziona solo gli evasori che si autodenunciano.

RD – È così soltanto in Italia?

SM – No di certo. Big Pharma ha i mezzi per arrivare ovunque. Guardi alla folle proposta europea di inserire nei passaporti i dati sulle vaccinazioni subite e mediti. Senza sollecitazioni di un certo tipo…

RD – A proposito di sollecitazioni, lei ha scritto un  post su Marco Tardelli [http://www.stefanomontanari.net/non-prendetevela-con-lui/  (N.d.R.)]…

SM – Fu un eccellente calciatore centrocampista.

RD – E poi?

SM – E poi avrebbe forse fatto meglio a fermarsi li. Prestarsi a quel mortificante spot è stato qualcosa di penoso. L’ho scritto e le confermo la mia opinione: era convinto di fare una cosa giusta.

RD – Perché?

SM – Perché, come tantissima gente, non sa di che cosa parla e si fida alla cieca di ciò che tutto il cast di esperti inventati dal regime dà a credere. In qualche modo io lo capisco: quando ci si trova al cospetto di un personaggio presentato come professore universitario, un uomo della strada come è Tardelli resta a bocca aperta e non gli passa per il capo di esercitare un minimo di critica. Non pensa nemmeno di controllare professore e università: è il Verbo con la maiuscola e basta. Quello spot, per avvilente che sia, corre dritto sui binari della tecnica pubblicitaria più rozza e più efficace. Si prende una faccia nota, gli si fa dire qualunque cosa e il popolo bue è soddisfatto e convinto. Del resto la stessa tecnica la usano pure i partiti quando mettono in lista personaggi che non sarebbero capaci di partecipare ad un consiglio di condominio dicendo cose sensate. Molto spesso quei tali poi rappresentano il popolo. L’ho detto mille volte: un giorno Grillo mi disse che, se si vuole avere successo, bisogna puntare sui cretini: numerosissimi e facili da manipolare. Lo vede? A volte Grillo sa di che cosa parla.

RD – A proposito di questo, che ne dice di Davide Casaleggio all’ONU?

SM – Mi lasci la libertà di non risponderle. Chiunque abbia un minimo di discernimento può capire a che livello siamo arrivati.

RD – Ora vorrei cambiare del tutto argomento. I Carabinieri hanno trovato un’enorme discarica di rifiuti nel Lago d’Iseo [https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/01/news/lago_iseo_montagna_rifiuti_plastica_sott_acqua-237397613/ (N.d.R.)]

SM – No: lei non sta cambiando argomento. Stiamo tornando a quello dei controlli.

RD – In questo caso il controllo è stato fatto.

SM – Certo. In questa circostanza si tratta di residui della lavorazione della gomma e, dunque, forse un’origine di quelle porcherie non è poi così difficile da rintracciare. Il fatto è che situazioni di orrore, temo anche ben più gravi di quella, siano diffusissime. Purtroppo, però, i controlli non si fanno.

RD – Perché?

SM – Non mi faccia dire ciò che è meglio che non dica. Facciamo che mancano i mezzi per eseguire i controlli del caso e tanto basti. Pensi ai farmaci che, e mica sempre accade, ci si accorge essere micidiali dopo anni di uso entusiastico. Pensi alle sozzerie che mangiamo. Di tanto in tanto scoppia lo scandalo di qualche magazzino di alimentari infestato dai topi o di alimenti scaduti da anni e immessi di nuovo in commercio con etichette fasulle. Sono gocce in un oceano sconfinato. Due giorni e nessuno se ne ricorda più. I controlli sono pochissimi e spesso fatti male. A me capitò di occuparmi su richiesta di una Procura della Repubblica di carichi di grano trasportati da camion i cui cassoni avevano contenuto rifiuti. Un’ovvia illegalità, ed era tanta roba che andava avanti da chissà quanto tempo. Purtroppo non c’erano i soldi per poter rimborsare le analisi del caso e, dunque, si fece solo un controllo sproporzionatamente piccolo. Detto tra parentesi, noi eseguimmo quel controllo e le spese ci furono solo parzialmente rimborsate.

RD – Parzialmente? Insomma, lo avete fatto a vostre spese?

SM – Ci furono rimborsate, e non le dico con quanta fatica da parte nostra, le spese vive di analisi ma non quelle delle varie trasferte, cosa che, d’altra parte, si era già verificata con altre Procure le quali, peraltro, in alcuni casi non ci pagarono nemmeno le analisi se non in minima parte.

RD – Ma voi continuate a lavorare per gli enti pubblici?

SM – No: non possiamo permettercelo e abbiamo deciso di non farlo più.

RD – Mi lasci cambiare ancora argomento. Stanno cominciando ad uscire le liste per alcune elezioni e stanno comparendo nomi che mi sembrano discutibili.

SM – Sì, l’ho visto. Per esempio, c’è il nome di un tale che cercò subdolamente ma in ogni modo di bloccare le nostre ricerche sui vaccini e lo vedo in una lista di cosiddetti antivaccinisti. Ci si potrebbe chiedere come mai. E vedo pure nella stessa lista il nome del sodale di un personaggio che in altri contesti sarebbe una macchietta ma che, con l’arte inelegante ma efficace dell’imbonitore da fiera di paese, millantando grottescamente titoli e imprese, riesce a raccattare quattrini tra gli ingenui genitori dei tanti danneggiati da vaccini per le proprie privatissime esigenze.

RD – Come può difendersi un elettore?

SM – Non me lo chieda. Di fatto è impossibile per chi vota essere sicuri e, d’altra parte, sono certo che anche i partiti, specie quelli piccoli e neonati, non abbiano capacità di verifica. Insomma, prendono chi si offre perché trovare candidati per imprese palesemente destinate al fallimento è difficile. Così lei s’imbatterà in persone degnissime affiancate a qualcuno che proprio degno non è.

RD – A proposito di politica, quanto durerà questo governo? Una sua opinione.

SM – Dipende. Se l’Italia fosse una nazione seria, quel governo non sarebbe mai esistito neppure nella fantasia di un comico. Se gli interessi di chi maneggia i quattrini a livello planetario riterranno che è bene mantenere le cose come stanno ora, quel governo durerà cent’anni.

RD – Ma prima o poi ci dovranno essere le elezioni.

SM – Se per l’ennesima volta saranno il dileggio della Costituzione, che cosa si aspetta? Grillini e figli di don Camillo e Peppone sono stati bocciati senza appello da tutte le ultime consultazioni elettorali, per quello che valgono, eppure se ne stanno seduti nelle poltrone di governo pronti a battere il record che sembrava imbattibile dei danni fatti in crescendo dai governi precedenti.

RD – Speranza?

SM – Il ministro della salute?

RD – No: quella vera.

SM – Certamente: ci salveremo, ma solo a disastro completato.

Diffondi questo articolo

PinIt