Vaccini puliti?

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Oggi vorrei affrontare con lei diversi argomenti. Il primo riguarda la sanzione comminata dall’Ordine dei Medici al dott. Roberto Petrella.

Stefano Montanari – Che cosa posso dire che non abbia già detto in tante altre occasioni? Da tempo i medici non fanno più il mestiere che forse si erano illusi di fare quando, ragazzi, s’iscrissero all’università. Oggi fare il medico significa ubbidire a diktat del tutto estranei alla morale medica che hanno la loro origine nelle case farmaceutiche, cioè nelle entità di gran lunga più ricche del mondo. Con la quantità immensa di denaro di cui dispongono e con i margini e i privilegi inavvicinabili per qualunque altra attività che i loro prodotti permettono, queste possono permettersi di tutto. Assurdità come l’immunità di gregge o come il morbillo spacciato per letale, e cito appena un paio delle prese per i fondelli d’uso, esistono solo perché esistono politici corrotti ed entità mediche che lo sono almeno altrettanto. Poi ci sono i sottopancia costituiti dai mezzi di cosiddetta informazione e, in fondo all’abisso, i milioni di vittime consenzienti, pronte a regalare i loro figli a dei personaggi su cui è inutile apporre aggettivi.

RD – E il dott. Petrella?

SM – Petrella è un medico vero. Questo è il suo problema. Fedele fino allo stremo alla deontologia di una delle professioni più difficili, Petrella ha sempre lavorato in scienza e coscienza, cioè secondo i principi sbandierati in modo vergognosamente ridicolo dai suoi cosiddetti colleghi che di scienza sanno poco e di coscienza nulla, e ha semplicemente riportato la sua esperienza più che quarantennale di medico che ha guarito un’infinità di persone usando la più rigorosa medicina. Era ovvio che una persona del genere spiccasse troppo vistosamente nella folla dei medici di regime e, dunque, andava eliminata. Insomma, l’ennesima vergogna che non fa nemmeno notizia. Non è la prima e non sarà l’ultima se il popolo continuerà a dormire e la magistratura a fare altro rispetto a ciò che almeno io mi aspetterei.

RD – Che fare?

SM – Una è da fare e una da sperare. Quella da fare è abolire senza indugio l’Ordine dei Medici e quella da sperare è che la magistratura intervenga una buona volta e faccia giustizia. Dopotutto, è quello ciò che viene pagata per fare, è quello che noi abbiamo il diritto di avere e la giustizia non guarda in faccia nessuno.

RD – Che bisogno c’è dell’Ordine dei Medici?

SM – Dipende dal punto di vista. Consideri lei come si comporta e tragga le sue conclusioni.

RD – Cambiamo argomento: la bambina malata di tetano…

SM – Naturalmente io, e non solo io, non so nulla di preciso. Da lontano, però, mi pare che siamo in un’altra situazione da romanzetto dell’orrore o della comicità di cattivo gusto. Prendere il tetano cadendo a terra e svilupparlo in un battibaleno è cosa a dir poco straordinaria. Sarebbe interessante avere un confronto con il responsabile medico che ha in cura la bambina e con chi ha emesso la diagnosi per rendersi conto della loro cultura e della loro esperienza in proposito. Capisco che, con l’aria che tira, mettere al rogo una strega, magari con il plauso entusiasta di una folla di spettatori che, a loro insaputa, sono tutti nell’elenco delle vittime designate, porti vantaggi, ma io sarei almeno molto più prudente. Il tetano è una malattia rarissima, non so quanto prevenibile con la vaccinazione, pratica che a me pare inefficace, ma è una malattia che, contrabbandata istericamente e al di là di ogni dato medico o ragionieristico di epidemiologia come è al momento, consente di fare quattrini. E, allora, ecco casi come quello che per anni ha tenuto sulla griglia al pubblico ludibrio una famiglia in cui un bambino si era ammalato. Si era ammalato non di tetano come si finse che fosse, come faceva comodo che fosse, come il popolo degli spettatori dei roghi pubblici pretendevano per il loro diletto, ma, intanto, quei genitori passarono le pene dell’inferno prima che la verità, timidamente e senza pubblicità, venisse a galla. Il tutto, naturalmente, senza che i responsabili di quel linciaggio morale pagassero. Senza che possiamo meravigliarci, l’Ordine dei Medici ben si guardò dal radiare i camici bianchi che avevano sbagliato, così come non è mai intervenuto su quei personaggi che fanno esperimenti all’insaputa dei pazienti, che spaccano le ossa di persone ignare addormentate sul letto operatorio per fare allenamento, che fanno comparaggio, che mentono o che, comunque, s’illustrano per qualche criminalità che, quando mai venisse scoperta, viene trattata, al massimo, come una marachella da niente [https://disinformazione.it/2019/07/01/dalla-scienza-delle-evidenze-alla-scienza-delle-convenienze/ (N.d.R.)]. Abolire l’Ordine è una necessità.

RD – Cambio d’argomento: diversi farmaci molto comuni sono stati ritirati per il rischio che gli utilizzatori corrono [https://retenews24.it/allarme-medicinali-pericolosi-plasil-e-altri-9-famosi-ritirati-attenzione-se-li-avete-in-casa/ (N.d.R.)]

SM – Del problema eravamo al corrente da anni [https://www.sportellodeidiritti.org/news/item/sicurezza-dei-farmaci-belgio-due-farmaci-al-domperidone-saranno-ritirati-dalle-farmacie-dal-1-settembre-in-italia-invece-laifa-pubblica-in-questi-giorni-le-nuove-raccomandazioni-per-la-prescrizione-di-medicinali-a-base-di-domperidone (N.d.R)] ma prima di fermare il business grasso che le medicine assicurano ce ne vuole… Ormai di regola i medicinali non si sperimentano se non sulla clientela pagante ed è per questo che io non prenderei mai un farmaco che abbia meno di una decina d’anni di carriera, magari anche molti di più, alle spalle. Questo lasciando da parte il fatto che io i farmaci li lascio ad altri e che i farmaci ritirati hanno molto più di dieci anni.

RD – Lei sta dicendo che siamo usati come cavie?

SM – Sì. Vede, le ditte farmaceutiche godono di privilegi impensabili in altri campi degli affari e uno di questi, certo non il solo, è quello di poter disporre potenzialmente di miliardi di cavie non solo gratuite ma pronte a pagare. Per essere pratici, quando un medico consiglia un farmaco dicendo che si tratta di un ritrovato nuovissimo, quella è la ragione essenziale per mandarlo a quel paese. A margine, ci sono situazioni quanto meno imbarazzanti a proposito della sperimentazione su cui ancora una volta la magistratura se ne sta zitta.

RD – Cioè?

SM – Veda, per esempio, a ciò che disse un tale professor Lopalco secondo il quale i vaccini vengono sperimentati su bambini volontari [http://www.stefanomontanari.net/lopalco-scenico/ e  http://www.vincenzodanna.it/?p=11311 (N.d.R.)]. In un paese degno di rispetto un magistrato avrebbe immediatamente convocato il personaggio per capire come stiano le cose. Bambini volontari… Siamo a metà strada tra l’orrore e il ridicolo. Ma, evidentemente, quando si parla di vaccini e, di conseguenza, del fiume di denaro sempre in piena che li caratterizza, ogni cosa è permessa.

RD – Altro cambio di argomento ma che, in qualche modo, ha a che fare con i bambini. Una certa Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals è riuscita a pubblicare un articolo in cui riferisce come l’uso di tessuti fetali umani nei vaccini possa provocare l’autismo (https://www.dionidream.com/autismo-vaccini-feti-umani-abortiti/?fbclid=IwAR0cD8Nm3mqkdXaOCSF3HbpMoqaasVkF9w7Ek4vbUdhJpB8mq3SEafokgWM). Che ne dice?

SM – Io posso rispondere solo dei risultati miei e, dunque, non posso dire molto su quanto è stato pubblicato. Che le vaccinazioni causino l’autismo è cosa su cui io non nutro il minimo dubbio e che, comunque, qualunque addetto ai lavori indipendente sa perfettamente. Questo per almeno due motivi: il primo è ciò che vedo al microscopio elettronico, cioè la quantità d’inquinanti sotto forma di particelle che sono presenti in tutti i vaccini che abbiamo analizzato. Quei corpi estranei possono colpire il cervello, in quel modo originando diverse patologie tra cui l’autismo. Quando questo avviene, l’effetto è visibile chiaramente entro poche ore. L’altra possibilità è che quegli inquinanti arrivino all’intestino provocando infiammazioni che vanno ad alterare il microbiota. Gli enzimi, allora, non vengono più prodotti come si dovrebbe e, per questo, il cervello smette di funzionare in modo corretto. È quello il caso in cui l’autismo insorge a distanza di qualche tempo: a volte anche mesi.

RD – E il secondo motivo?

SM – Il secondo motivo è il comportamento goffo e ridicolo della medicina di regime. Le mie sono osservazioni scientifiche ovvie e chi fa scienza (non parlo di business) dovrebbe subito impegnarsi ad approfondire, magari mettendo in dubbio ciò che io affermo. Ma, almeno in campo scientifico, chi mette in dubbio s’impegna a giustificare quel dubbio proponendo ricerche proprie. Ad oggi, come è facile constatare, le reazioni di chi vive grazie ai favori di Big Pharma oscillano tra il terrore e l’isteria. Di fatto, nessuno è disposto a confrontarsi. Quello che si fa è sparare valanghe d’insulti, e noi italiani abbiamo un campione in questo sport, o impedire che le ricerche, quelle vere e indipendenti, intendo, abbiano il loro corso. E anche qui noi italiani non siamo secondi a nessuno.

RD – Un confronto…

SM – Nessuno di quei poveri personaggi correrebbe mai il rischio di confrontarsi. Sono quello che sono ma non sono stupidi e, dunque, sanno perfettamente che da un confronto uscirebbero a pezzi.

RD – Ma, a parte tutto ciò, i vaccini sono sempre fatti con feti umani abortiti a pagamento?

SM – Le parrà strano, ma su questo non c’è nessun mistero. Le case farmaceutiche stesse lo dicono apertamente da decenni. Personalmente non mi stupisco: nei vaccini c’è di tutto. Mi permetta solo di sottolineare ancora una volta come io provi il più profondo disprezzo per le autorità religiose cristiane che fanno finta di niente. A questo punto ho una sola certezza: che quei personaggi profumati d’incenso, millantatori di una rappresentanza di una divinità che, se avesse le prerogative che le si attribuiscono, ne proverebbe ribrezzo, non credano a una parola di quanto affermano. E tutti quei crimini passano bellamente sotto silenzio.

RD – In effetti, un argomento di questo genere non arriva alla ribalta dei media.

SM – Mi pare ovvio. I vaccini sono un business immenso e nessuno vuole rinunciare alla sua fetta del bottino, di qualunque dimensione la fetta sia. Restando alla religione, guardi come parecchie scuole cattoliche rifiutino i bambini che non si sono vaccinati con i prodotti ricavati da altri bambini assassinati a scopo di lucro.

RD – In un modo o nell’altro, sono spesso i bambini ad andarci di mezzo.

SM – Guardi agli orrori di Reggio Emilia con tanto di benestare delle autorità e di silenzi al contorno (https://www.fanpage.it/attualita/reggo-emilia-false-relazioni-per-allontanare-bimbi-dalle-famiglie-e-darli-in-affido-18-arresti/ N.d.R.). Un incubo da fare accapponare la pelle sfidando la fantasia di qualunque autore di romanzi sado-maso con contrappunto di pedofilia, ma quanto, in fondo, c’è di diverso dalle vaccinazioni forzate, feti inclusi? Forse nel caso dello schifo ruspante di provincia di Reggio Emilia non c’è una giostra di denaro interessante e, magari, per questo qualcuno farà qualche mese di carcere. I vaccini sono altra cosa. I vaccini sono santificati. Chi ci lascia le penne è un desaparecido senza importanza o, come disse uno dei delinquenti di regime, è un caduto per una guerra giusta. E, poi, ai morti e ai malati è quasi sempre negata anche la per loro inutile giustizia di una verità postuma.

RD – Ancora un cambio. Ultimamente lei sta rispondendo in modo piuttosto duro a chi le scrive.

SM – Dipende da che cosa mi si scrive. Forse è colpa mia. Forse sono stato io a viziare la gente. Ogni giorno io ricevo valanghe di mail e qualche telefonata attraverso cui si pretendono risposte su argomenti che ho già trattato fino alla noia scrivendo articoli e libri e, magari, parlandone a Radio Studio 54 e alle mie conferenze. Quelli che io chiamo, come usava un tempo a Bologna, i milordini pretendono che io ripeta tutto privatamente per loro perché non hanno voglia di leggere un libro in cui ci sono assolutamente tutte le risposte. Poi c’è chi vuole incontri privati, chi vuole che io lo accompagni ad incontrare i burocrati dei vaccini, chi vuole che io vada a casa sua a convincere il coniuge o i suoceri che i vaccini sono deleteri, chi vuole che io scriva controbattendo alle idiozie scritte da qualche pediatra idiota, chi pretende addirittura informazioni legali o vuole che io indichi trucchi per sottrarsi alle vaccinazioni. Poi c’è la sfilata infinita di chi m’invita, naturalmente a mie spese, ad un convegno. Arriverebbero anche ad offrire una pizza, poi. La scelta è tra non rispondere e mandare a quel paese i personaggi. Pensi che ora cominciano a scrivere a mia moglie, visto che io non rispondo.

RD – Ultimo cambio. Lei non partecipa a manifestazioni di piazza, l’ultima delle quali quella di Rimini del 29 giugno.

SM – L’ho ripetuto all’infinito. So di attirarmi un po’ di antipatie, ma quelle manifestazioni mi ricordano molto i pensionati che s’incontrano all’osteria per darsi ragione l’uno con l’altro. Il risultato è lo stesso. Ai politici, a chi fa quattrini o carriera o anche solo a chi ottiene un po’ di agognata ribalta come è classico dei falliti grazie alla corruzione imperante nel campo dei vaccini di quelle manifestazioni si fanno quattro risate, esattamente come fu ai vecchi tempi delle manifestazioni grilline contro gli inceneritori. Per quelle, guardi che cosa è successo a Parma, a Torino, a Roma… Per i vaccini siamo alla fotocopia. Una tecnica vecchia di millenni: si attira chi è contrario a qualcosa, lo s’illude che quella sia la guerra santa e, di fatto, li s’impegna in qualcosa della cui inefficacia si è certi. Il giochetto è quello e funziona perfettamente. Per la guerra ci vuole altro.

RD – Cioè?

SM – Cioè un’arma contro cui il nemico non può nulla.

RD – In questo caso…?

SM – Le evidenze scientifiche.

RD – Protagonista della manifestazione di Rimini è stata la vecchia conoscenza David Gramiccioli…

SM – Il dottor Gramiccioli?

RD – Sì, ma…

SM – Siamo in attesa che ci mostri il diploma della laurea che afferma di avere o, magari, i diplomi, visto che a volte pare che le lauree siano due. Così come aspettiamo di avere informazioni sul figlio danneggiato da vaccino visto che a me, che lo conosco da molti anni, non risulta che abbia mai avuto figli. Così come delle sue imprese di inviato di guerra di cui quelli che avrebbero dovuto essere i suoi colleghi pare non lo abbiano mai sentito nominare. Ma sono tante le cose di cui prima o poi fornirà la documentazione del caso e, allora, noi sapremo davvero di trovarci al cospetto di “quell’uom di multiforme ingegno” di omerica memoria di cui dobbiamo andare orgogliosi. Ma, a parte l’alone pittoresco che può esercitare una certa attrazione su qualcuno, il personaggio dimostra ancora una volta di pontificare su qualcosa di cui non ha conoscenza. Niente d’insolito oggi: magari, un lasciapassare per il successo.

RD – Di che cosa non ha conoscenza?

SM – Beh, stando a quanto un amico mi ha trasmesso con un paio di screen shot, il personaggio si è un po’ scoperto. Riassumendo dal suo dissertare ampolloso, il Gramiccioli-pensiero è che il professor Genovesi, che, tra l’altro, era un mio caro amico, diceva che i vaccini ideali sono puliti. E, allora, ecco la brillante conclusione del Gramiccioli: se sono tutti sporchi, perché continuare a dare soldi per analizzarli? Soldi. È chiaro?

RD – Soldi…?

SM – Vede, la lingua batte dove il dente duole e il punto dolente sono i soldi. E il pericolo è che, invece di finanziare le scampagnate, qualcuno devolva il costo di una pizza all’acquisto e al mantenimento del microscopio elettronico con cui noi analizziamo, tra l’altro, i vaccini. Lasciando da un canto il fatto che i vaccini costituiscono, a dire tanto, un ventesimo dei nostri interessi di ricerca, e, nel caso, dia un’occhiata al nostro lavoro sulla leucemia o a quello che facciamo per cibo, ambiente, guerra e altre quisquilie, il personaggio ignora che cosa significa valutare gli inquinanti presenti nei vaccini. E, per valutarli, non si fanno quattro analisi buttate là. È chiaro, però, che per un incompetente si può tranquillamente estrapolare il concetto di “sporco” rendendolo universale senza avere nemmeno idea di che cosa significhi.

RD – Pare che, in qualche modo, il professor Burioni strizzi d’occhio a Gramiccioli.

SM – Che c’è di strano? Da anni Burioni è terrorizzato dall’idea di un confronto secondo le regole della scienza e trovarsi d’improvviso un alleato che, in qualche modo, ha un certo ascendente su una parte di quelli che dovrebbero essere i suoi nemici è una piccola manna dal cielo. Sempre che l’alleato arrivi davvero all’improvviso e inaspettato, naturalmente.

RD – Ma, a parte ciò, che ne pensa del sindaco di Rimini e della sua posizione a proposito dei vaccini?

SM – Semplicemente che quel tale, laureato in scienze politiche, e sarebbe interessante fargli qualche domanda in pubblico perché mostri la sua cultura sanitaria e la sua esperienza in proposito, non è piovuto dal cielo ma sono stati i cittadini a volerlo. E, allora, se lo tengano e la prossima volta, se non va bene quello che fa, stiano più accorti.

 

 

 

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