Ancora emergenza amianto anche nelle scuole

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Roberta Doricchi intervista Stefano Montanari

Roberta Doricchi – Vorrei iniziare il nostro incontro di oggi partendo da una notizia appena uscita che ha risvolti non proprio tranquillizzanti. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia esistono ancora 40 milioni di tonnellate di quel minerale libero e i morti legati a quella presenza sono 6.000 ogni anno.

Stefano Montanari – Certo: i numeri sono impressionanti ma nessuno può stupirsi. Che l’amianto sia fortemente patogeno lo sappiamo e lo documentiamo da una ventina di secoli. Che sia a buon mercato, che sia un ottimo coibentante e un ottimo ignifugo è noto a tutti. Insomma, costa poco e funziona benissimo. Il che si traduce in denaro. Da qui tutto il resto, malattie e morti abbondantemente comprese.

RD – Spieghi meglio.

SM – Per tempo immemorabile, a certi livelli si è finto di non sapere ciò che la medicina e l’esperienza sapevano perfettamente. Che di amianto si morisse è stato per tanti anni un fatto irrilevante per chi con quel prodotto faceva quattrini. Tanti quattrini. L’importante era che il gregge non fosse messo al corrente della cosa o che fosse distratto. Poi, con qualche briciola del denaro che arrivava grazie al business, un business ricchissimo, da qualche scribacchino si facevano compilare articoli fasulli spacciati per scientifici che si facevano firmare da cosiddetti scienziati. In quegli articoli grotteschi si dimostrava scientificamente che l’amianto era perfettamente innocuo e li si portava trionfalmente ai politici, ai decisori, che non aspettavano altro. Quattro soldi anche a loro e il gioco era fatto. Ma non creda che la tecnica si applichi solo all’amianto: è diffusissima in tanti settori che hanno a che fare con la salute.

RD – Ma poi l’amianto è stato messo fuori legge.

SM – L’Islanda lo fece nel 1983. Noi e altri paesi nel 1992 con un’entrata in vigore ritardata all’anno dopo.

RD – Ventisei anni.

SM – Ventisei anni e in quel quarto di secolo abbondante si sarebbe dovuto in qualche modo mettere in sicurezza l’amianto. Lo diceva la legge. Invece…

RD – Invece?

SM – Invece, le leggi si rispettano se fa comodo che siano rispettate. E quella, evidentemente, non faceva comodo. Così, come ha detto lei, 40 milioni di tonnellate sono ancora presenti e in totale libertà. Pensi che, lasciando da parte i manufatti fuorilegge, noi abbiamo discariche enormi dove l’amianto è accumulato senza cautele davvero efficaci. Depositi che sono dei veri e propri centri di diffusione di quelle fibre tanto piccole quanto micidiali. In almeno un milione di siti è presente quel prodotto un tempo dipinto come innocuo: case, capannoni, migliaia di scuole, impianti sportivi, biblioteche, mezzo milione di chilometri di tubature, ponti che oggi crollano allegramente, ospedali…

RD – Insomma, molti impianti pubblici.

SM – Moltissimi. Del resto, a non rispettare le regole lo stato ha una lunga abitudine. Se avesse una fedina penale, non so se un volume della Treccani sarebbe sufficiente per ospitarla tutta.

RD – Le scuole…

SM – Se lei si prendesse la briga di controllare le scuole, temo che ne troverebbe ben poche in regola. E non sto parlando solo dell’amianto: le scuole sono in sfacelo sotto mille punti di vista. Qui, però, si aprirebbe un discorso infinito che coinvolgerebbe istituzioni e persone. Ma la stessa cosa vale per tanti laboratori universitari, per tanti ospedali con le loro belle sale operatorie… Anni fa mi capitò di analizzare ciò che usciva dalle decine di chilometri di tubi sistemati lungo i corridoi dei sotterranei di un grandissimo ospedale: sotterranei che ospitavano, e continuano ad ospitare, ambienti in cui lavora a tempo pieno parecchio personale e corridoi in cui passano le barelle con i malati, la biancheria e il cibo.

RD – Il risultato?

SM – Il risultato fu che quei tubi erano stati avvolti molti anni prima con dell’amianto trattenuto da della garza e, con l’invecchiamento dei materiali, la garza si rompeva e le particelle d’amianto uscivano di continuo galleggiando nell’aria: un’aria che era quella di sotterranei dove il ricambio è davvero poco.

RD – E che cosa si fece per rimediare?

SM – Nulla, naturalmente. Quella nostra piccola analisi era stata fatta per una trasmissione televisiva che non andò mai in onda. Insomma, si tacque. Ma, vede, l’amianto non ha fretta. Il mesotelioma, il cancro tipico di quel minerale, procede lentissimamente e la letteratura riporta casi che hanno impiegato ben oltre mezzo secolo a manifestarsi. Insomma, non c’è un effetto sufficientemente veloce all’esposizione per mettere in bilancio la paura di essere scoperti e, allora, i responsabili fanno in tempo ad incolpare, eventualmente, qualcun altro, a restarsene al sicuro all’estero, ad andare in pensione, a morire… È difficilissimo, di fatto impossibile, stabilire con certezza quando la malattia sia iniziata ed imprecisioni anche di decenni sono del tutto normali.

RD – Lei ha parlato di mesotelioma.

SM – Sì: una forma di cancro che è tipica dell’amianto anche se possono esistere pure altri fattori scatenanti per quella malattia. A me capitò d’imbattermi in un mesotelioma pleurico originato da fibre di cotone e in un mesotelioma peritoneale originato da particelle che uscivano da una ceramica. Le diagnosi erano corrette ed erano state fatte da medici che non avevano capito l’origine della malattia, ma per noi era tutto chiaro perché quelle cose le vediamo al microscopio elettronico. Ma ci sono pure mesoteliomi a carico del pericardio, la sacca che contiene il cuore, e della tunica vaginale dei testicoli. E l’amianto, come ogni altra nanoparticella, può provocare anche altre forme di cancro. Poi c’è l’asbestosi: una fibrosi dei polmoni che può essere il preludio del cosiddetto cuore polmonare, cioè una condizione in cui il cuore si trova a dover pompare il sangue verso polmoni che, semplificando molto, sono intasati e oppongono resistenza. E l’asbestosi può preludere pure a un mesotelioma o a un altro cancro del polmone.

RD – Lei ha parlato di tubature. Parliamo anche di condotte idriche?

SM – Malauguratamente abbiamo moltissimi chilometri di acquedotti costruiti con misture di cemento e amianto ed è inevitabile che le fibre finiscano nell’acqua che beviamo e con cui cuciniamo.

RD – E qual è il problema?

SM – Qui ci troviamo di fronte a diversi sindaci che, istituzionalmente, sono la massima autorità sanitaria del comune che amministrano. Non è affatto raro che, quando costoro devono affrontare il discorso dei loro acquedotti fatti di Eternit, cioè di cemento e amianto, affermino che non esiste nessun pericolo. Se, invece, avessero qualche nozione di medicina, saprebbero che esiste il mesotelioma peritoneale, una malattia mortale che rappresenta tra il 10 e il 30% di tutti i mesoteliomi, e quella malattia si può tranquillamente prendere con l’acqua in cui sta sospeso l’amianto.

RD – Esistono cure?

SM – Sì: la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia…

RD – Con che percentuali di successo?

SM – Zero. Al di là di un vago prolungamento di una vita di sofferenze terribili e al di là di chiacchiere disoneste, la risposta è zero.

RD – Dunque, non resta che la prevenzione.

SM – È così. Ma bisogna farla davvero, anche se chissà quante persone stanno già covando malattie da amianto che si riveleranno clinicamente tra anni o, probabilmente, tra decenni. La prevenzione bisogna comunque farla a cominciare dal mettere davvero in sicurezza, esattamente come prevede la legge troppo spesso disattesa anche dallo stato, tutto l’amianto che ancora è presente sul territorio. Naturalmente bisogna smetterla di far finta di niente e bisogna smetterla di produrlo. Ancora oggi Russia, Cina e Brasile ne producono centinaia di migliaia di tonnellate e le esportano. Cina e India esportano prodotti finiti che contengono amianto e, come dicevo, si fa finta di niente. Ma poi c’è anche una specie di produzione come effetto secondario.

RD – Che cosa significa?

SM – Ci sono montagne fatte di rocce amiantifere e, quando le si perfora, per esempio, per fare gallerie, enormi quantità di amianto sono liberate e portate dal vento. Tenga anche conto del fatto che l’amianto non è degradabile e, una volta immesso nell’ambiente, lo si ritroverà per omnia saecula saeculorum, magari filtrato dai nostri polmoni che sono filtri eccellenti. Peccato solo che si ammalino.

RD – Che cosa può commentare a proposito di quanto abbiamo discusso?

SM – Che non abbiamo imparato niente. Che chi è investito del dovere di decidere e di legiferare continuerà imperterrito a mentire al gregge e che il gregge mentirà a se stesso. Mentirà perché chi lo guida lo incanta con storielle in cui tutto va bene e questo è ciò che il gregge si vuol sentire raccontare. E, poi, quanto è comodo crederci! La paura è uno stato della mente e, se modifichiamo il pensiero, ecco che sparisce la paura e, visto che si deve comunque morire, tanto vale farlo senza troppe preoccupazioni. Tanto peggio per chi rimarrà per un altro po’.

RD – A questo punto, a proposito di storielle e di gregge, è impossibile non tornare per l’ennesima volta all’argomento dei vaccini.

SM – Una delle tante illusioni che piacciono ai truffati. Piacciono tanto da convincerli a lottare per continuare ad esserne vittime. Eppure gli effetti di quei farmaci, nel bene e nel male, sono sotto gli occhi di tutti. Ma è stato così per un’infinità di prodotti un tempo quasi divinizzati e continuerà ad essere così. In fondo, se vogliamo, noi siamo molto coerenti nella nostra stupidità.

RD – Mi permette un cambio d’argomento toccando la politica?

SM – Magari mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

RD – Che ne dice dei risultati delle elezioni europee di qualche giorno fa?

SM – Che il trionfo della Lega non mi stupisce affatto. Come è stato per tanti partiti che hanno goduto di boom elettorali, la Lega cavalca lo scontento popolare. Il che, da un certo punto di vista, è comprensibile e da un altro è curioso, visto che la Lega è forza di governo e lo è con grande rilevanza.

RD – E del Movimento 5 Stelle?

SM – Non so se vado controcorrente, ma mi pare che abbia ottenuto un successo eccezionale.

RD – Ma i numeri…

SM – A me pare straordinario che esista ancora qualcuno che dà fiducia a quel partito. In Italia ha votato circa il 64% degli aventi diritto e, su 100 di quegli elettori, 17 hanno scelto i grillini. Questo a dispetto dei voltafaccia che, almeno a me, paiono un insulto nei riguardi dei loro elettori, e delle figuracce continuamente rimediate per la solenne, imbarazzante incompetenza dei loro rappresentanti. Evidentemente esistono forme di masochismo elettorale. Sono convinto, però, che se a votare fosse andata la totalità degli aventi diritto, la percentuale a favore dei grillini sarebbe calata vistosamente.

RD – E il PD?

SM – Come accade in fisica, anche in politica quando si determina un vuoto c’è qualcosa che quel vuoto va ad occupare. Ancor più di quanto è stato per i grillini, il risultato è in qualche modo straordinario. Partito tradizionalmente in sfacelo, è riuscito addirittura ad aumentare i consensi. Credo che nessuno dei loro capi se lo aspettasse.

RD – Forza Italia?

SM – Pochi zombie che comminano ancora grazie al fascino un po’ perverso di Silvio Berlusconi. Mi lasci dire che Berlusconi, visto per quello che è veramente, magari visto anche per la macchietta rappresentata da Maurizio Crozza, mi sta umanamente simpatico.

RD – E gli altri partiti?

SM – È indubitabile che l’Italia non possiede nessuna figura che abbia qualche valore politico. Noi non abbiamo un Metternich, un Bismarck, un De Gasperi… Dia un’occhiata alla composizione del nostro parlamento e poi scelga se ridere o piangere. Del resto, uno statista degno di quel nome non ce l’ha nemmeno l’Europa e, allora, mal comune… Una torma di nullità. Però, almeno per quanto ci riguarda, una torma di zero assoluti che è riuscita ad impadronirsi di 60 milioni di persone calpestando le garanzie costituzionali e timonando il Paese come peggio credo sarebbe difficile fare. Noi siamo sempre più saldamente il fanalino di coda dell’Europa e la gente, quella che una volta si chiamava il popolo, la protagonista del primo articolo della Costituzione, non fa assolutamente niente per riprendersi le chiavi di casa. Pigramente, ingenuamente, gli italiani hanno consegnato loro stessi a degli abusivi rozzamente incapaci e non sono stati nemmeno all’altezza di mettere insieme una forza politica per recuperare la loro dignità.

RD – Lei?

SM – Io?

RD – Io so che lei ha avuto contatti con alcuni partiti.

SM – Sì, ma io non ho mai cercato nessuno: qualcuno è venuto a cercarmi ma hanno tutti perso tempo e hanno fatto perdere il mio.

RD – Perché?

SM – Senza che questo sia il motivo più importante, perché si è trattato in ogni caso di partitelli velleitari, spesso indistinguibili l’uno dall’altro, senza esperienza, senza il becco d’un quattrino e senza agganci mediatici: insomma, c’era tutto tranne ciò che serve. Poi ci sono io. Ormai oltre un decennio fa io mi lasciai convincere a fare, in qualche modo, da polo d’attrazione per un nanopartito appena nato con le caratteristiche dei partitelli di cui sopra. Il risultato fu un risibile 0,3% di consensi. Insomma, di me gli italiani non sanno che farsene.

RD – Ora, però, le cose potrebbero essere cambiate.

SM – Non ci sono dubbi. Magari oggi potrei raddoppiare i consensi raggiungendo lo 0,6%. Per arrivare in parlamento, italiano o europeo che sia, e, soprattutto, là contare qualcosa occorrono appoggi e quattrini, e le mille armate Brancaleone che costellano il panorama con manciate di persone che si ritrovano sui cosiddetti social a darsi ragione l’una con l’altra non hanno né appoggi né quattrini. Questo prescindendo dalla loro competenza. Ma, del resto, stando ai fatti, non mi pare che disponiamo di politici competenti. Dunque, va bene tutto.

RD – E i partiti che appoggi e quattrini ce li hanno?

SM – Qui ci sono due impedimenti di uguale importanza. Uno è che nessuno di loro verrebbe mai a cercarmi perché sanno perfettamente chi sono, che cosa penso e quanto sono ottusamente rigido, non riuscendo nemmeno a capire che la fisica, la chimica, la fisiologia e lo spirito delle leggi sono plasmabili a piacere. L’altro è che tutti, nessuno escluso, mi danno la nausea. Ma, poi, a parte tutto, lei mi vede ministro di qualcosa?

RD – All’ambiente… Alla salute…

SM – Un ministro dell’ambiente che vieta di bruciare la plastica e che mette al bando i filtri antiparticolato? Un ministro della salute che fa rispettare la medicina e la legge cancellando le mostruosità partorite dalla Lorenzin e peggiorate dalla Grillo e che impone che tutti i farmaci siano puliti e controllati? E quelli sarebbero solo gli inizi. Quanto crede che durerebbero ministri del genere?

RD – Dunque, non la vedremo mai in politica?

SM – Ognuno deve giocare nel ruolo che gli compete. Io so giocare nel mio.

RD – Ma non glie lo lasciano giocare.

SM – Non sono fatti miei. Peggio per la squadra.

RD – Che cosa pensa?

SM – Che ho sprecato la mia vita.

RD – Continuerà a fare ricerca?

SM – Finché ce la farò. Finché ce la faremo. Con quello che abbiamo, con quello che ci è rimasto dopo le razzie di regime, mia moglie ed io abbiamo fatto e continuiamo a fare i miracoli. A dispetto di tutto. Pensi che ora, con i mezzi miserabili di cui disponiamo, stiamo lavorando su un caso di una bambina malata di leucemia con la madre, a sua volta, malata di cancro. Tutto a nostre spese, naturalmente. Bene: la signora dottoressa che ha istituzionalmente in cura la bambina rifiuta di darci i campioni biologici che ha, preferendo buttarli. E, al colmo della ripugnanza, ha detto ai genitori di non rivolgersi a noi perché noi, nella sua visione delle cose, miriamo solo ai quattrini. Quando il padre le ha fatto notare che non gli è mai stato chiesto un soldo, la dottoressa ha alzato le spalle. Per rispondere alla sua domanda, sono proprio episodi di squallida delinquenza del genere, e sono tanti, a farci continuare nonostante tutto.

RD – Diversi mesi fa sembrava che un’istituzione fosse pronta ad inglobare il vostro laboratorio in una fondazione.

SM – Se dovessi compilare l’elenco di tutti i ciarlatani e i cialtroni che sono transitati nel nostro laboratorio raccontandoci di una bacchetta magica esistente solo nella loro mente malata, dovrei fare uno sforzo di memoria notevole per ricordarmeli senza dimenticarne qualcuno. Blaterare, travestirsi, impegnarsi per qualcosa di cui si è incapaci sono gli sport prediletti di questa società. Guardi alle persone più in vista oggi e le valuti. Si accorgerà che molte di loro sono fatte solo di bava.

RD – Ma, in fondo, per mettervi in condizione di operare come si deve richiederebbe somme di denaro irrisorie.

SM – Il problema non è quello del denaro: è che noi diamo fastidio a chi maneggia il denaro.

RD – E allora?

SM – E, allora, fra quattro miliardi e mezzo di anni non esisterà più il sistema solare. Che vuole che importi quello che succede in un lampo nell’eternità?

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