Oggi parlare a vanvera è la moda

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Ho letto sul suo blog [www.stefanomontanari.net (N.d.R.)] la risposta ad un commento in cui viene tirata in ballo Wikipedia. Può spiegare l’accaduto?

Stefano Montanari – Bisognerebbe partire considerando che cos’è realmente Wikipedia.

RD – Cioè?

SM – Uno scherzo. Vede, un’enciclopedia pubblica solo voci i cui autori sono degli esperti della materia, mentre Wikipedia non attua alcuna selezione scientifica e, così, non può avere alcun valore.

RD  –  Eppure…

SM – Eppure è riuscita a spacciarsi come enciclopedia autorevole. Complimenti a loro e al regime che la sostiene.

RD  – Regime?

SM – La consulti per quanto riguarda voci essenziali per il regime come, ad esempio, gli inceneritori di rifiuti o i vaccini, tanto per non citare che due capisaldi della dittatura globale, e si accorgerà delle distorsioni grottesche riportate, degli errori e dei silenzi. Io stesso ho avuto il disonore di essere citato da quella pseudoenciclopedia, ovviamente con tutte le bufale del caso, e c’è voluto del bello e del buono perché mi cancellassero.

RD – Ma veniamo al fatto di cui le chiedevo.

SM  – Pare che su quel guazzabuglio che è Wikipedia chi mi ha scritto avesse inserito la voce “burning semen disease”, cioè la reazione che diverse donne sviluppano contro lo sperma inquinato da particelle. Quella condizione noi l’abbiamo individuata ormai da molti anni, ci stiamo lavorando con un gruppo di andrologi e abbiamo osservato che è provocata da inquinamento da particelle che entrano nel liquido seminale modificando le proteine. In fondo, quasi un’ovvietà. Questo fa sì che quelle sostanze alterate non siano riconosciute dall’organismo di alcune donne e così si ha la reazione allergica. Il fatto è ampiamente noto in campo scientifico ed è qualitativamente lo stesso, per esempio, che avviene nei riguardi del glutine che esiste oggi: un complesso proteico che è stato artificialmente alterato negli anni per motivi di resa economica.

RD – E che cosa è accaduto con Wikipedia?

SM – Pare che un personaggio che si presenta sotto lo pseudonimo di Aplasia abbia fatto cancellare la voce sostenendo che quanto riportato era nient’altro che il punto di vista di una coppia bizzarra che lavora più o meno nella cucina di casa propria. La coppia bizzarra, manco a dirlo, è quella della famiglia Montanari, cioè mia moglie ed io.

RD  – E Wikipedia l’ha davvero cancellata?

SM – Così mi è stato scritto. Una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere in un’enciclopedia, ma Wikipedia tutto è fuorché enciclopedia e, dunque, la palese sciocchezza di un tale senza nome, senza una qualifica e senza un dato scientifico proprio, per di più senza motivazione apparente se non si vuole pensare male è diventato il verbo. Ma non dobbiamo stupirci: oggi, nella farsa tragica in cui viviamo, stupidaggini al di là dell’assurdo sono diffuse capillarmente e accettate come indiscutibili.

RD – Mi fa un esempio?

SM – Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Un tale che, non mi chieda come, è entrato nei cervelli del gregge come un luminare ha comunicato al mondo, un mondo limitato all’Italia, sia chiaro, che il vaccino contro il solo morbillo non solo non esiste ma che sarebbe una follia per le ditte farmaceutiche produrlo dicendo che sarebbe come chiedere alle case automobilistiche di produrre un freno ABS che si disattiva automaticamente per quindici minuti ogni ora.

RD – Non credo di capire.

SM – Non può chiedere a me la spiegazione perché qui entriamo in territori della mente che richiedono altre competenze. Che c’entri l’ABS con il vaccino antimorbillo è cosa che solo l’autore di questa misteriosa enormità potrebbe svelare. Del resto, il personaggio ci aveva già illuminato con dimostrazioni ineccepibili riguardanti l’efficacia dei vaccini: una palla di ferro non galleggia nell’acqua, la Terra è rotonda e, dunque, i vaccini sono efficaci e sicuri.

RD – Mi dispiace: non capisco.

SM – Non capisce perché lei, esattamente come me, appartiene alla zoologia degli asini. Chiunque non condivida le eccentricità del personaggio è per forza di cose un asino.

RD – Ritorniamo al morbillo.

SM – Il governo italiano è in imbarazzo. Più di qualcuno si sta accorgendo della reale attività dei vaccini e non è più tanto disposto a sottomettersi alle punturine. Così, grottescamente, c’è chi sta proponendo di mantenere l’obbligatorietà per la sola vaccinazione contro il morbillo. Lasciando da un canto l’assurdità di quella vaccinazione, della sua reale efficacia, delle sue reali conseguenze e di che cosa sia di fatto quella malattia esantematica, il problema pratico è che in Italia non è in circolazione un vaccino mirato al solo morbillo. Ciò che esiste è un trivalente che comprende anche parotite e rosolia e un tetravalente che a quelli aggiunge la varicella.

RD – Dunque, se passasse la legge, sarebbe di fatto impossibile attenervisi perché si sarebbe vaccinati anche per altre due o tre malattie al di fuori di ogni obbligo.

SM – È così. Però, ovviamente, ci sarebbe qualche intralcio legale indiscutibile. Io avrei tutti i diritti di non farmi vaccinare contro malattie che, magari, ho già superato diventandone naturalmente immune o anche solo perché, non essendo obbligato, posso decidere come voglio. Se mi si forzasse a ricevere i vaccini polivalenti, io avrei tutto il diritto di portare in tribunale chi mi ha vaccinato e nessun giudice onesto potrebbe rifiutare di condannare chi mi ha fatto una violenza fisica. La legge è chiara. Aggiungo che vorrei conoscere la posizione dell’Ordine Nazionale dei Medici nei confronti non solo di un’illegalità ma di una vera e propria follia come è vaccinare chi è già immune. Questo oltre a tutto quanto non ha niente a che fare con la buona pratica medica ma che corre tranquillamente quando ad essere in ballo sono i vaccini senza che né l’Ordine professionale né la magistratura intervengano.

RD – Si dice che vaccinandosi quando si è già immuni si diventa più immuni.

SM – Mi permetta: solo un corrotto, un idiota o un perfetto ignorante può sostenere una bestialità simile. Ma, ancora una volta, da sportivo mi complimento con il regime: riuscire a far passare una stramberia del genere è prova di un’abilità straordinaria e della conoscenza perfetta della psicologia delle masse. Ho letto tra i commenti alle esternazioni del personaggio delle palle di ferro e della Terra rotonda che vaccinarsi contro malattie che non c’entrano con il morbillo rafforza l’organismo contro il morbillo stesso. Credo che non ci siano più limiti.

RD – Perché, a suo parere, non si può chiedere a un’industria farmaceutica di produrre un vaccino solo contro il morbillo?

SM – Perché una palla di ferro affonda nell’acqua e la Terra è tonda come una palla. E poi, lei vorrebbe che l’ABS si disattivasse per un po’ ogni ora?

RD – Come lei accennava, pare che il governo sia effettivamente in imbarazzo.

SM – Il fatto è che si è esagerato. Quando nel 2014 l’Italia fece un patto con le industrie farmaceutiche non pensava che, prima o poi, ci sarebbero stati dei problemi. Chi prese quegli accordi non aveva alcuna competenza sanitaria e probabilmente si lasciò tentare da certe proposte. In poche parole, l’Italia doveva diventare una specie di laboratorio sperimentale medico e sociologico in cui osservare su grandissima scala le reazioni a livello di salute di decine di milioni di persone a vaccinazioni praticate in modo incontrollato. Poi si voleva vedere se un popolo avrebbe potuto accettare senza reazioni fastidiose una follia del genere. Ora qualche problema sta facendo capolino, se non altro perché i danni da vaccino stanno emergendo a dispetto delle distorsioni che il regime opera.

RD – Se mi permette, visto che siamo più o meno in argomento, vorrei chiederle un parere su quanto la persona cui si riferiva prima pronunciò a proposito dei bambini portatori di malattie virali.

SM – Noi stiamo dando troppa importanza ad un personaggio di cui chi ha un minimo di cultura e d’intelligenza ha già abbondantemente capito la stazza. Comunque, riassumendo, la trovata è che i figli, perché di figli parlò, si ammalano di patologie virali per loro quasi innocue e le trasmettono agli adulti con conseguenze definite atroci. Illustrare l’assurdità di un’affermazione del genere equivarrebbe a fare torto a chi leggerà questa intervista. Mi rendo conto che migliaia di persone prestano fede a quell’individuo, ma questi sono fatti che riguardano solo loro.

RD – Ma pare che anche l’Ordine dei Medici gli presti fede, tanto da prendere per buone le sue denuncie.

SM – Non ho nessuna voglia di prendermi una querela. Perciò non rispondo.

RD – È vero che quella persona non è abilitata a fare il medico e che è stato bocciato a vari concorsi universitari prima di entrare alla ribalta nazionale?

SM – Tutte cose che ho letto anch’io ma come posso sapere se siano vere o no? E poi, non m’interessa. Quelle che dice, regolarmente condite da insulti perché quello è il suo argomento forte, sono cose prive di qualunque fondamento e non ha alcuna importanza se sia un medico abilitato o se sia stato promosso o bocciato qui o là. Quello che conta è ciò che dice e scrive. Insomma, non m’interessa.

RD – Allora cambiamo argomento. Pare stia tornando alla ribalta il calcolo fatto sulle particelle che avete trovato nei vaccini.

SM – Ancora una prova dell’imbarazzo in cui si dibatte il regime e dell’incapacità di uscirne. Riassumendo, un tale Silvestri, grazie ai grillini sbocciato nell’immaginario popolare come luminare non è chiaro di che, pretende di contare le particelle e commette un errore dell’ordine dei miliardi di volte. Non sono io a dirlo ma il professor Livio Giuliani che è un matematico. Nessuno pretende che quel tale Silvestri si scusi ma credo che cancellare tutto sarebbe stato prudente. Invece… Invece pare che quell’errore da solenne bocciatura sia diventato il verbo, esattamente come quello di Aplasia con Wikipedia. Ultimamente un burocrate di un’unità sanitaria se n’è impossessato e, da perfetto incompetente qual è, non si è accordo dello svarione e, basandosi su quello, conclude che a sbagliare siamo noi. Ma, al di là di tutto, questi personaggi non hanno nemmeno le basi della nanotossicologia e non si rendono conto di che cosa significhino le nostre analisi. Nessuna meraviglia: oggi parlare a vanvera è la moda.

RD – Cambiamo ancora argomento: ho letto sul suo blog che lei non risponderà più alle domande.

SM – Ho cercato di spiegarlo innumerevoli volte: io non sono l’ufficio informazioni. Ogni mattina mi ritrovo nella posta centinaia di domande: sempre le stesse alle quali ho risposto innumerevoli volte scrivendo libri e articoli, facendo conferenze, parlando alla radio e in televisione e via mail personalmente. Ma la gente non si scomoda e pretende che io sia al servizio di chiunque ha un problema o anche solo una curiosità. Adesso basta davvero. Chi vuole il mio lavoro, lo paga. Se non paga significa che non ne ha bisogno. Io non sono da meno di qualunque professionista, dall’avvocato al commercialista, dal medico al sarto.

RD – Lei sarà a San Giovanni Valdarno il 4 maggio e a Roma alla manifestazione dell’8 maggio.

SM – Sì, e non saranno conferenze. A San Giovanni interverrò con il professor Mastrangelo, l’avvocato Mastalia e mia moglie e a Roma sarò alla manifestazione per qualcosa che potrebbe apparire in contraddizione con ciò che dirò. Ma non sarà in contraddizione perché, finalmente, ed era ora, quella è una manifestazione organizzata dai genitori delle migliaia di danneggiati da vaccino e non dalle varie, troppe associazioni. Mi auguro che di genitori ce ne siano tanti. E sono convinto che chi ci sarà ci sarà perché si rende conto che la situazione sta diventando insostenibile e che continuare a chiacchiere fa solo il gioco di chi si crede o si finge di contrastare.

RD – E che cosa dirà?

SM – Dirò che le manifestazioni che si sono svolte finora sono perfettamente inutili perché non solo il regime se ne infischia ma ne ride. E sono controproducenti perché chi interviene investe denaro per quella che è solo una scampagnata, e quel denaro potrebbe essere essenziale per la causa se solo non finisse nel nulla. Se lei calcola quanto la gente ha speso per manifestazioni come, ad esempio, quelle di Pesaro e di Bologna e considera il risultato ottenuto, si accorgerà di che cosa sto parlando. Aggiunga a questo le varie raccolte fondi di cui nessuno conosce la sorte. Quando una squadra continua a perdere si deve cambiare qualcosa.

RD – A proposito di fondi, anni fa la fondazione I Bambini delle Fate stanziò 150.000 Euro perché, se ricordo bene, qualcuno facesse analisi sui vaccini o, sempre se non sbaglio, perché legasse, nel bene e nel male, grazie ad analisi gli spettri autistici ai vaccini. Quali sono stati i risultati?

SM – Provi a chiederlo alla fondazione o all’associazione che ricevette la somma perché a me non risulta niente. Non che mi se ne debba rendere conto. Posso solo dire che con 150.000 Euro di vaccini se ne analizzano parecchi.

RD – A proposito di associazioni, lei sostiene che siano troppe.

SM – Non ci sono dubbi. Sono tante, sono polverizzate e, così, servono solo a mantenere loro stesse senza ottenere il minimo risultato pratico.

RD – Però pare che Corvelva abbia ottenuto un grande risultato con le analisi su quattro vaccini.

SM – Quando i risultati saranno disponibili secondo i criteri scientifici potrò dirle qualcosa in proposito. Ad oggi si tratta di qualcosa di grande interesse ma in attesa di conferma.

RD – Non è sufficiente quello che è stato trovato?

SM – Il problema è che si tratta di un argomento di grande complessità che va affrontato con estrema prudenza se non altro per gli interessi in gioco. Certo, i risultati sono molto indicativi e dovrebbero mettere gli enti di controllo sul chi vive. Ma gli enti di controllo tutto fanno tranne che controllare e chiunque metta a rischio la loro posizione deve aspettarsi qualunque reazione. È per questo che la prudenza e il rispetto rigoroso degli usi e costumi che valgono in campo scientifico sono indispensabili.

RD – Insomma, che cosa si dovrebbe fare?

SM – Per esempio, indicare chi ha fatto le analisi, come, dove, con che apparecchiatura… E poi, certo, al di là della prematurità dell’annuncio, non era la stanza del Parlamento il luogo giusto per rendere noto quanto era a disposizione. Non è chiaro, inoltre, che ci stesse a fare tra i cosiddetti relatori una persona totalmente incompetente dell’argomento.

RD – Corvelva sostiene che aspettare a dare l’annuncio non avrebbe allertato chi è candidato alla vaccinazione.

SM – Sì, certo. Che ogni giorno che passa qualche vittima si aggiunga è indubitabile e capisco la posizione di Corvelva. Ma questa fretta, se vogliamo chiamarla così, ha lasciato campo libero alle critiche strumentali che tanto fanno comodo al regime.

RD – Posso chiederle in che rapporti è con Corvelva?

SM – Nessun rapporto.

RD – Ha rapporti con qualche associazione?

SM – Solo con Auret per l’amicizia che mi lega al suo presidente, l’avvocato Roberto Mastalia, e per la stima che ho nei suoi confronti.

RD – Avete tenuta aperta la sottoscrizione per l’acquisto e il mantenimento del microscopio.

SM – Sì. L’abbiamo fatto perché l’Università di Urbino ha rinnovato il comodato d’uso del nostro microscopio a favore dell’ARPAM di Pesaro e, così, potremo continuare ancora credo fino a febbraio prossimo con quel microscopio una volta la settimana. È fin troppo evidente che non è così che si può fare ricerca e che si possono istruire dei giovani. Non so per quanto tempo potremo ancora fare i salti mortali. Dunque, se la gente capirà, ci metterà in condizione di disporre del microscopio e di mantenerlo. Se non capirà, sono fatti che non mi riguardano.

RD – Ma non ci doveva essere una fondazione…?

SM – Non mi chieda perché: il mondo pullula di chiacchieroni, di perditempo, di illusi, di millantatori, di profittatori, di “vorrei ma non posso”…

RD – Mi pareva che ci fosse stata una proposta molto interessante dalla Sardegna, addirittura per fondare una scuola.

SM – Vale la risposta che le ho appena dato.

 

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