Anche i medici dovrebbero leggere il libro sul paracetamolo

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari

 

Roberta Doricchi – Oggi vorrei cominciare dal fatto più recente: l’incontro del 23 marzo scorso a Faenza.

Stefano Montanari – Io avevo detto che non avrei più fatto conferenze ma, come si suol dire, fatta la legge… Cristiano Lugli, l’amico fondatore di Renovatio 21, ce la fa spesso ad attirarmi in una trappola: non è una mia conferenza ma, semplicemente, un mio intervento in una manifestazione. E poi, c’è la raccolta fondi per il microscopio… Anche a Faenza è stato così. L’argomento era, ancora una volta, quello dei feti umani usati per produrre vaccini e io avrei dovuto dire due cose dal punto di vista scientifico e andarmene con il ricavato della raccolta.

RD – E che cosa è successo?

SM – Niente che esuli dalla normalità. Cristiano ha fatto il suo intervento parlando di etica e di religione e io, prima che intervenisse l’altro fondatore di Renovatio 21, Roberto Dal Bosco, ho proiettato un po’ delle solite cose: il che stupisce sempre a testimonianza della poca e, soprattutto, della cattiva informazione corrente.

RD – Ma ho visto che il tutto si è svolto in un ristorante, quando, almeno mi pare, era stato concesso un ambiente all’interno del vescovado.

SM – Sì, questo è quello che sapevo anch’io ma, evidentemente, alle autorità cattoliche non fa piacere far loro notare che dovrebbero essere scomunicate perché sono loro stesse a stabilirlo.

RD – Mi spieghi.

SM – La premessa necessaria è che io non sono credente. Dunque, non parlo da fedele della Chiesa Cattolica né di qualunque altra confessione. Parlo da semplice uomo della strada che constata.

RD – Dunque?

SM – Dunque, in questa circostanza io ragiono in base a quelle che sono le regole che la Chiesa detta: più o meno come fossi un arbitro di calcio che espelle come da regolamento un calciatore che afferra la palla con le mani nel corso di una partita ma nulla ha da eccepire se a raccogliere con le mani una palla è un bambino al parco. Insomma, quando si gioca ad un gioco, si devono rispettare le regole.

RD – Insisto: mi spieghi.

SM – La cosa è semplice fino alla banalità. L’aborto volontario è classificato come il più grave dei peccati mortali, tanto da meritare la scomunica detta “latae sententiae” in termini di diritto canonico.

RD – Il che significa…?

SM – Il che significa che è sufficiente aver commesso il fatto considerato peccaminoso per essere automaticamente scomunicati. A maggior ragione sono scomunicati i fiancheggiatori e i complici a qualunque titolo lo siano. Ora, da decenni, ci sono donne che vengono ingravidate solo per produrre a pagamento un feto che sarà loro estratto dal ventre, vivo e sano, per essere smembrato nei suoi differenti tessuti ad uso industriale. Il tutto nella più assoluta volontarietà, magari non del feto, ma di chi quel feto ha prodotto. Le tariffe sono disponibili pubblicamente.

RD – Da quello che si sente quando si solleva il problema, pare che si tratti di due feti e che gli aborti risalgano a parecchi anni fa.

SM – Siamo alla comicità più sinistra e truffaldina. Se anche si trattasse davvero di due aborti, non credo che la Chiesa contempli una specie di prescrizione. I fatti, però, sono, e non di poco, molto diversi. I feti abortiti per la produzione di vaccini sono almeno centinaia. Fu un tale Stanley Plotkin, medico americano attivissimo nell’uso di feti per produrre vaccini, a raccontare la storiella dei due soli aborti. Poi, davanti al giudice, disse tranquillamente che non erano proprio 2 ma 76, e questo limitatamente ad un suo solo lavoro. Quando il magistrato gli chiese a quanti lavori analoghi avesse partecipato, Plotkin disse di non ricordarlo ma che, comunque, erano diversi. Faccia lei le sue deduzioni, tenendo conto che Plotkin è solo uno dei tanti e che la pratica è in uso in varie parti del mondo, Cina in primis.

RD – Però quella che lei chiama storiella dei due aborti è quanto è sostenuto correntemente e correntemente creduto.

SM – Non deve meravigliarsi. Il degrado psicologico e culturale al quale il regime è riuscito a ridurre una grandissima parte della gente permette di far credere ciò che più aggrada. E non ci sono prove che tengano, nemmeno se sono rese disponibili da parte degli stessi rei confessi, sempre che usare feti abortiti a pagamento sia un reato.

RD – A questo punto, qual è la posizione della Chiesa?

SM – Una posizione divisa e antitetica. Da una parte c’è una piccola minoranza che vorrebbe il rispetto delle regole autoimposte. La personalità più eminente in questo caso è il cardinale Raymond Leo Burke al quale si deve l’incontro romano del 13 marzo scorso (http://www.stefanomontanari.net/care-mamme/ [N.d.R.]). Dall’altra parte c’è la posizione delle maggiori autorità ecclesiastiche: una posizione di assoluto silenzio o di balbettii imbarazzati. Poi ci sono i preti di regime, esattamente come ci sono quelli che appartengono a Mafia e ‘Ndrangheta, che incitano alla vaccinazione tappando la bocca ai fedeli che osano porre qualche domanda. Ora, se si prende per buono il diritto canonico, le autorità cattoliche silenziose e i preti vaccinisti sono sotto scomunica. Se, invece, si è scherzato e l’aborto è peccato mortale solo se non ci sono quattrini di mezzo, è un fatto di cui prendo atto e che, comunque, non mi riguarda.

RD – Ma mi pare che la Pontificia Accademia per la Vita abbia in qualche modo giustificato l’uso dei vaccini in caso di epidemia.

SM – Io non conosco i membri di quell’accademia. L’impressione è che costoro si fingano molto più ignoranti di quanto in effetti non siano e si stiano goffamente arrampicando su specchi scivolosissimi. Al di là di ogni valutazione sulla liceità di uccidere qualcuno per salvare un altro e, detto per inciso, non da morte, quei signori danno per scontato che i vaccini abbiano un’attività di protezione contro le malattie infettive, quando è sufficiente rifarsi a tutti i dati ufficiali di enti come gli uffici di statistica di Stati Uniti ed Inghilterra per constatare come i vaccini non abbiano avuto la minima incidenza su qualunque malattia infettiva si prenda in esame. Insomma, come sarebbe capace di capire anche un bambino vedendo quei grafici, i vaccini sono stati del tutto indifferenti, con qualche eccezione, però.

RD – Quali eccezioni?

SM  – Anche qui siamo nella più totale ufficialità dei dati. In diversi casi le vaccinazioni hanno aggravato la situazione. Negli Anni Sessanta dell’Ottocento la vaccinazione antivaiolosa provocò morti a non finire in Gran Bretagna. Molto più recentemente, pochi anni fa, diverse epidemie di morbillo hanno visto per protagonisti i vaccinati. Così per i disastri fatti dalla vaccinazione contro la dengue, una malattia delle zone tropicali. Così, ancora, per la poliomielite causata proprio dal vaccino, come è stato costretto ad ammettere con un documento dell’8 agosto 2018 il nostro Ministero della Salute. Questo senza tener conto della diffusione del virus scimmiesco e, dunque, estraneo all’uomo, introdotto negli esseri umani per mezzo della vaccinazione antipolio e responsabile di cancri di cervello e ossa anche a distanza di decenni passati in quiescenza. E che dire dei problemi innescati dal vaccino contro la pertosse, somministrando il quale si diventa untori a vita? Ma potrei continuare a lungo, sempre citando dati ufficiali che sono di regola molto benevoli con i vaccini e che, pur nella loro gravità, rendono una rappresentazione edulcorata dei fatti.

RD – Ritornando alla posizione della Chiesa…?

SM – La posizione di chi si barcamena contraddicendo le proprie tesi. Da quanto mi viene riportato e con tutto il beneficio di dubbio del caso, parrebbe che le industrie farmaceutiche sostengano economicamente le scuole cattoliche e, di fatto, siano nella posizione di chi ne può in qualche modo decidere le sorti. Se le cose stessero così, le regole della fede sarebbero sacrificate all’interesse economico. Niente da eccepire da parte mia: se si vuole gestire il potere o partecipare ai vantaggi dei potenti, il denaro prima di tutto. In fin dei conti, la Chiesa è un’enorme organizzazione con bilanci adeguati alle dimensioni e con autorità assoluta sul giudizio morale, almeno tra i suoi adepti. Per questo, se ne ha l’interesse, può mandarsi assolta da qualunque accusa e commettere non importa quale reato senza pagare dazio.

RD  – Non mi pare che la Chiesa ne esca bene.

SM – Sono fatti che non mi riguardano. Del resto, ebrei e musulmani, assatanati come sono contro i maiali, cosa di cui, credo, i maiali ringrazino, non battono ciglio quando si iniettano un vaccino.

RD – Per il contenuto di maiale?

SM – Certo: i vaccini contengono gelatina di pelle di maiale, ottima come stabilizzatore termico. Ma, come vede, quando corrono i quattrini tutto il resto passa in secondo piano o svanisce nel nulla. E mica solo a livello di religione. Pensi ai vegetariani e ai vegani. I vaccini si fanno utilizzando uova e parti di animali: scimmie, cani, conigli… Poi, seppure su pochissimi soggetti, qualche vaccino viene iniettato in qualche animale per vedere se schiatta. E qui una risata la meriterebbero pure gli animalisti che piangono giustamente sulle sorti dei cani abbandonati all’autogrill ma agli animali uccisi per illudersi di non ammalarsi di pertosse non riservano un pensierino. L’incoerenza non ha confini.

RD – Lei ha accennato alla racconta fondi. Com’è andata a Faenza?

SM – Raccolta misera come sempre è. Ma la saletta conteneva al massimo 100 posti e la gente non è disposta a sacrificare ciò che spende per ascoltare un cantante o un comico o per vedere una partita di calcio. Evidentemente, capire che quei soldi sono per loro, per poter rispondere alle loro domande, per la salvaguardia dei loro figli, è troppo difficile.

RD – Lei parla di rispondere alle domande…

SM – Sì: lei non ha idea di quanto sia comodo io. La gente ha fretta, non legge, non ascolta… Poi mi scrive. Addirittura c’è chi mi dà il suo  numero di telefono e vuole essere chiamato. Ma c’è pure chi pretende che io dia la mia opinione su qualcosa, a patto che sia coincidente con la sua. Anche oggi ho ricevuto la solita raffica di domande alle quali non solo ho risposto centinaia di volte ma su cui ho scritto non saprei dire quanti articoli oltre a diversi libri scientifici e divulgativi. Pensi che ancora ricevo parecchie domande su come fare ad evitare le vaccinazioni come se io lo sapessi; su come fare a convincere il coniuge a non vaccinare il povero ragazzino, e c’è chi vuole che vada a casa sua per parlare direttamente; su quale vaccino faccia meno male; su dove trovare vaccini puliti; sul dilemma se vaccinare o no contro il Papilloma virus… E c’è ancora chi continua ad interrogarmi sull’argento colloidale della cui follia ho detto e scritto all’infinito. Poi qualcuno vuole che io descriva, raccomandandosi che sia in dettaglio, gli effetti collaterali possibili di un farmaco o il contenuto d’inquinanti di un altro. Forse un giorno raccoglierò in un libro le perle più luminose.

RD – Cambiamo un po’ argomento, restando in quello di chi non legge. Come sta andando il suo libro sulla Tachipirina?

SM – Non sulla Tachipirina in particolare ma sul paracetamolo che è il principio attivo condiviso da centinaia di farmaci.

RD – Come sta andando?

SM – Non ho idea. Ho già risposto a qualche intervista e ho già avuto richieste di fare delle presentazioni. Spero almeno che, prima di farmi domande sull’argomento, ci si prenda la briga di leggerlo. Dopotutto è un libro di facile lettura e molto snello. In più, costa poco. Dunque, non ci sono motivi per non leggerlo, sempre che l’argomento interessi.

RD – Sì: è di facile lettura. Glielo dico perché io l’ho letto. Sbaglio se dico che anche i medici dovrebbero leggerlo?

SM –  Mi è difficile risponderle. Parlando in generale e con le dovute eccezioni che ci sono, i medici non conoscono la chimica e conoscono poco la farmacologia. Una delle conseguenze è l’abuso preoccupante del paracetamolo così come di tanti altri farmaci con gli antibiotici e i cortisonici in testa. Io mi sono imbattuto in casi che sarebbero ridicoli se non fossero preoccupanti.

RD – Per esempio?

SM – Per esempio quello dei medici che il paracetamolo lo somministrano prima della vaccinazione per evitare la febbre, cioè la reazione che permette ai vaccini di raggiungere qualche sia pure temporanea efficacia. Per esempio quello, a dir poco fantasioso, di un pediatra che consiglia il farmaco per far dormire il bambino. Poi ce n’è uno di un genitore “fai da te” che lo dà tutte le sere al figlio per prevenzione. Non mi chieda a che cosa sia mirata la prevenzione perché la cosa è ignota persino al genitore stesso. Ma l’abuso più comune insieme con quello di farmaco contro il dolore è la somministrazione per abbassare la febbre quando il rialzo sia di pochi gradi. La gente e, a quanto pare, tanti medici, ignorano che la febbre è la prima difesa, e la più efficace, contro una quantità di malattie. Una temperatura più alta del fisiologico migliora l’attività dell’esercito chimico e biologico che possiamo schierare oltre a rendere più difficile la vita dei batteri e la replicazione dei virus. Consideri un fatto banale: quando si prende freddo ci si ammala, per esempio, di tosse, di raffreddore o di mal di gola. Questo semplicemente perché è a temperatura bassa che le nostre difese diventano meno efficaci e, contemporaneamente, virus e batteri diventano più aggressivi. È solo per questo che la natura ci difende con la febbre. Se noi facciamo crollare quella difesa, diamo vita facile al nemico.

RD – Perciò anche i medici dovrebbero leggere il libro.

SM – Magari come spunto di qualche riflessione. Poi, ne sono certo, ci saranno le proteste e i messaggi di medici che mi vorranno dimostrare quanto sono bravi. A settant’anni queste cose le ho imparate.

RD – Lei ha detto che non vuole più fare conferenze. L’8 maggio, però, a Roma ci sarà.

SM – Ci sarò, ma non sarà una conferenza. Come ho già detto chissà quante volte, io non amo le manifestazioni di piazza sia per la loro inefficacia sia perché costano un sacco di soldi che potrebbero essere usati molto meglio. Ma in quell’occasione, e in via del tutto eccezionale, a Roma ci sarò.

RD – Come mai?

SM – Perché voglio constatare chi ci sarà e chi non ci sarà. Perché voglio cercare di far capire ad un popolo che è rimasto quello dell’Italia medievale dei comuni divisi in una miriade di staterelli che non contavano nulla che così non si va da nessuna parte.

RD – Ora, per chiudere, un ultimo argomento. Si continua a sostenere che lei avrebbe contestato le analisi di Corvelva sui vaccini e che quelle analisi smentirebbero le sue.

SM – Quando qualcuno metterà in circolazione il vaccino contro la stupidità non posso che augurarmi che almeno quello funzioni. Io non ho mai contestato la validità delle analisi per il semplice fatto che non ne so abbastanza. Come ho già detto, ma senza effetto, quel tipo d’indagine non può vedere ciò che vediamo noi perché la tecnica non lo permette. D’altra parte, quell’analisi può vedere cose che noi non vediamo. Quindi, chi dice che quelle analisi smentirebbero le nostre è semplicemente un incompetente.

RD – Leggendo le reazioni di Corvelva, sembrerebbe che l’associazione se la sia presa con voi.

SM – Corvelva ha commissionato le analisi e basta. Non potrà pretendere che chi se la prende con noi capisca anche di che cosa parla. Come ho sempre detto, se si potesse lavorare insieme, si potrebbero ricavare dati interessanti, ma, a quanto pare, gli obiettivi non coincidono.

RD – Secondo lei a Roma ci saranno rappresentanze di tutte le associazioni che si occupano di vaccini?

SM – Non ne ho idea. La sola cosa di cui ho idea è l’assurdità di un movimento che più legittimo e necessario in questo momento non potrebbe essere, diviso in briciole inoffensive.

 

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