Il baratro intellettuale dell’Università di Pavia

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Di solito lasciamo passare qualche settimana tra un’intervista e l’altra, ma ora arriva una notizia su cui vorrei il suo parere e stavolta mi limiterò solo a questo argomento. Ancora una volta il punto dolente è quello dei vaccini. Da quanto si apprende, il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pavia ha bloccato gli esami di stato per protestare contro l’Ordine Nazionale dei Biologi che, seppure con una cifra modestissima, ha finanziato alcune analisi sui vaccini [https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/il-presidente-dell-ordine-biologi-e-no-vax-i-professori-bloccano-esami-di-stato-a-pavia_3191415-201902a.shtml (N.d.R.)].

Stefano Montanari – Una squalifica per un’università che ha goduto di prestigio, non fosse altro che per aver avuto un tempo tra i docenti Camillo Golgi che si portò a Pavia un Premio Nobel.

RD – Una squalifica…?

SM – Beh, mi pare evidente. Qui si va in modo palese contro le regole elementari del gioco. Qualunque scienziato, a qualunque livello si ponga, sa che la regola numero uno è la messa alla prova. Se io dico che salto in alto due metri, quell’asticella la devo superare in presenza dei giudici di gara. Molto semplicemente, qualunque teoria, qualunque assunto, non possono essere dogmi accettati per fede o per costrizione ma devono necessariamente passare attraverso il vaglio della prova. Se il passaggio non c’è, resta quanto meno il legittimo dubbio. Se quel passaggio viene in qualche modo ostacolato, le prove contrarie alla bontà di quello che fino a quel momento è solo un dogma si rafforzano. Se quel passaggio viene impedito, soprattutto se viene impedito da chi, invece, dovrebbe metterlo in atto in maniera gelidamente scientifica, arriva la quasi certezza che il dogma è falso.

RD – Quindi?

SM – Quindi, tra arroganza e ingenuità, quei professori stanno dimostrando che i vaccini non sono quello che si vorrebbe fossero.

RD – Una zappata sui piedi?

SM – Esattamente.

RD – Come giudica il finanziamento da parte dell’Ordine Nazionale dei Biologi?

SM – Un piccolissimo atto dovuto. A quanto risulta evidente, l’Ordine non è né pro né contro niente ma, molto banalmente, vuole vedere. Insomma, altro non fa se non applicare ciò che la scienza pretende.

RD – Già ho avuto modo di chiederle che cosa pensa delle analisi incriminate e lei non ha preso posizione.

SM – Non ho preso posizione perché non ho elementi per farlo. Mia moglie ed io, da anni, analizziamo tra mille difficoltà e con conseguenze personali pesanti i vaccini e su quelle analisi io metto la mano sul fuoco. Ma la nostra tecnica è totalmente diversa da quella delle analisi ora oggetto di scandalo e noi vediamo altre cose. Noi vediamo micro e nanoparticelle che, naturalmente, non ci devono essere e che, evidentemente, nessuno si dà la pena di controllare.

RD – Voi analizzate i vaccini da anni, però i vostri risultati non hanno fatto altrettanto scalpore.

SM – Non è proprio così. I nostri risultati sono arrivati capillarmente dovunque, fino all’EMA [l’Agenzia Europea per i Medicinali che ha sede a Londra (N.d.R.)], ma hanno una caratteristica imbarazzante: non sono contestabili. Chi ha tentato di contestarli come, ad esempio, quel tale Guido Silvestri che fa da controllore del Movimento 5 Stelle, non solo non ha rifatto le analisi ma ha commesso errori talmente grotteschi da consigliare a chi condivide interessi con le case farmaceutiche di adottare una grande prudenza. Il professor Livio Giuliani ha rifatto i calcoli rendendo pubblici gli svarioni del Silvestri e, allora, si fa finta di niente. Le analisi uscite ora, invece, appaiono più facili da attaccare.

RD – E sono attaccate.

SM – Sì, ma in modo totalmente sbagliato. Le regole della scienza sono poche e sono semplici: si rifanno le stesse analisi e si presentano i risultati. Poi si discute e poi ancora, eventualmente, le analisi si fanno insieme, cioè alla presenza delle due “fazioni”.

RD – Non mi pare che lo si sia fatto.

SM – No, non lo si è fatto ma, del resto, chi non rispetta le regole della scienza può contare su un appoggio politico e mediatico sorretto da mezzi economici apparentemente illimitati. La possibilità ha fatto sì che si potesse operare una specie di ipnosi collettiva, cosicché prese di posizione sconsiderate e argomenti assurdi fino ad essere offensivi sono accettati popolarmente come se nulla fosse. Pensi che un pediatra spesso alla ribalta è arrivato ad affermare che chi si oppone all’uso indiscriminato dei vaccini gode di finanziamenti definiti vergognosi. Chiunque abbia una briciola di discernimento si renderebbe subito conto del livello del personaggio e cancellerebbe dalla mente una stupidaggine di quella posta. Chi mai investirebbe un centesimo in cambio di niente? E, invece, addirittura otto senatori, per quello che valgono, hanno preso quella stravaganza inserendola in una loro ancor più stravagante interrogazione parlamentare.

RD – Perché, secondo lei, quella reazione dei professori di Pavia?

SM – Credo che si potrebbe rispondere da sola. È evidente che questi personaggi non hanno capito in che cosa consiste la scienza o, se l’hanno capito, hanno motivi per impedire che le sue regole siano applicate.

RD – Non sfugga. Le ho chiesto il perché.

SM – E invece sfuggo perché, se dicessi le cose come stanno, dovrei pagare un avvocato e perdere tempo in tribunale. Le posso solo dire che, evidentemente, ci sono interessi che spingono ad azioni assurde come quella.

RD – Interessi di che genere?

SM – Autocensurandomi, potrei azzardare dicendo che ci sono interessi psicologici o, un pochino oltre, che qualcuno ha interesse a modificare qualcosa all’interno dell’Ordine Nazionale dei Biologi. Non mi chieda di dire di più.

RD – Mi dica almeno come giudica la presa di posizione dei professori di Pavia.

SM – Controproducente, ridicola e vergognosa.

RD – Il professor Burioni ha prontamente applaudito all’iniziativa.

SM – È tutta coerenza.

RD – E ora che cosa accadrà?

SM – Non saprei dire. Il nostro paese è strano: a volte è fin troppo facile da indovinare e a volte sorprende. Come noto, io non ho competenze legali e non ho idea di come si ponga nei dettami dei codici un atto del genere. Da uomo della strada non posso altro che pensare che a quei poveri ragazzi viene sottratto un diritto che, oltre tutto, avevano pagato. Penso pure che quei docenti sono stati i maestri di chissà quanti studenti e mi chiedo che cosa abbiano potuto trasmettere.

RD – Quali saranno le conseguenze?

SM – Per i ragazzi sarà il guaio di non poter sostenere, almeno per ora, l’esame di stato e, dunque, di avere dei problemi con l’inizio o lo svolgimento della professione. Per chi ha messo in atto quella protesta, non solo dimostrando il vuoto scientifico della loro cultura ma una grande arroganza, credo che non accadrà proprio niente. Un’università fedele a ciò che ne deve essere l’anima non se ne starebbe zitta e così pure una magistratura degna di se stessa. Ma, naturalmente, queste sono opinioni di un ingenuo uomo della strada.

RD – Che cosa dovrebbero fare i neolaureati in attesa di sostenere l’esame di stato?

SM – Premettendo che non c’entrano per nulla con le ragioni addotte per bloccare gli esami e pagano per un debito mai contratto, forse esporre i fatti ad un magistrato non sarebbe tempo perso. E, magari, potrebbero richiamare ai loro doveri coloro che hanno pagato.

RD – Secondo lei che cosa farà l’Ordine Nazionale dei Biologi?

SM – Che cosa farà proprio non saprei dirle. Che cosa speri io, invece, sì. Io spero che abbia la forza di resistere ad attacchi su cui preferisco non apporre aggettivi.

RD – Lei sta collaborando con l’Ordine?

SM – Io ho un motore potentissimo che è senza benzina. Sto alla finestra.

RD – C’è la possibilità che qualcuno faccia il pieno di quella benzina?

SM – Non certo le istituzioni che, a quanto pare, sono più tranquille così.

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