COMUNICATO STAMPA

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Precisazioni riguardo le dichiarazione rese dal sig. Andrea Rinaldelli durante la conferenza stampa del 25 gennaio scorso presso la Camera dei Deputati 

 

Il 25 gennaio scorso l’onorevole Sara Cunial (Movimento 5 Stelle) organizzò una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati nel corso della quale l’associazione Corvelva ebbe a riferire di risultati analitici preliminari eseguiti su 4 vaccini.

Tra le persone chiamate a rappresentarla, Corvelva aveva invitato il sig. Andrea Rinaldelli,  padre di un militare deceduto ormai diversi anni fa. Nel suo discorso il sig. Rinaldelli sostenne che il CPCM (Comitato per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie dei soldati) abbia avuto a disposizione 2.830.000 Euro per varie ricerche atte a identificare l’origine delle patologie contratte dai militari di ritorno dalle missioni di pace in area balcanica e a studiare i vaccini somministrati ai soldati. Poi ha elencato coloro che si sarebbero “spartiti” quel denaro. Dalle parole del sig. Rinaldelli si sarebbe potuta facilmente evincere una distrazione del denaro pubblico cui avrebbe partecipato anche la dottoressa Antonietta Gatti. A questo proposito abbiamo interpellato la dott.ssa Gatti che ci ha risposto:

“Ho fatto parte di tutte e 4 le commissioni parlamentari sull’uranio impoverito e, nominata dall’allora ministro della difesa Arturo Parisi per le mie competenze di fisico, bioingegnere ed esperta di nanopatologie, ho partecipato ai lavori del CPCM. All’interno di quel gruppo ho dato il mio contributo per poter attivare misure di prevenzione per i soldati. Inoltre ho partecipato a un bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per quanto riguardava ricerche relative all’impatto delle nanoparticelle sull’ambiente. Pochi in Italia possiedono competenze in proposito e io mi aggiudicai il bando. Purtroppo il contratto di ricerca che doveva essere di 3 anni fu ridotto ad uno per mancanza di fondi e per la chiusura del CPCM. Quindi la ricerca, esauritasi in un anno, ricevette un finanziamento molto inferiore a quello stabilito e a quello riferito dal sig. Rinaldelli. Il piccolo finanziamento ricevuto e condiviso con qualche università e altri centri che parteciparono alla ricerca servì appena a pagare le spese vive sostenute senza alcun compenso personale per i ricercatori coinvolti, il loro lavoro e il loro tempo e che, di fatto, lavorarono a titolo gratuito, senza parlare di tante piccole spese su cui si sorvola. Quindi, l’affermazione del sig. Rinaldelli è di chi non conosce i fatti compresa tutta la burocrazia del caso, e non si tratta di altro se non di speculazioni del tutto personali che, malauguratamente, si prestano ad interpretazioni che potrebbero portare alla calunnia. Preciso, inoltre, che io non sono mai stata coinvolta in indagini sui vaccini nei quali sarebbe stato impegnato in CPCM.”

 

In una conversazione privata, il sig. Andrea Rinaldelli ha pure affermato che, in un convegno tenutosi a Padova ormai diversi anni fa, il dott. Stefano Montanari avrebbe affermato che le morti dei militari impegnati nelle missioni di pace non sarebbero dovute ai vaccini, con questo guadagnandosi la sua disapprovazione. Noi abbiamo interpellato il dott. Montanari e da lui abbiamo avuto la dichiarazione che segue:

“Temo che il sig. Rinaldelli non abbia capito granché. In quell’occasione, a Padova, si pretendeva che io dicessi che un militare morto anni fa sarebbe deceduto a causa dei vaccini. Il campione di tessuto analizzato da mia moglie, la dott.ssa Antonietta Gatti, mostrava la presenza di particelle solide e inorganiche, cosa del tutto solita in quei militari. Nulla, però, che potesse essere riconducibile ai vaccini somministrati. Perché si possa affermare una cosa simile occorre quanto meno analizzare il vaccino in causa e controllare che gli inquinanti eventualmente individuati coincidano con quanto trovato nel tessuto patologico. Lo stato non ha mai messo a disposizione i campioni di vaccini e, dunque, quelle analisi non furono eseguite. Dunque, ogni correlazione era scientificamente impossibile. Deve essere chiaro che io faccio lo scienziato e affermo solo ciò che sperimento personalmente. Per questo non posso prestarmi a sostenere tesi di comodo. Per essere ancora più chiaro: oggi io non posso non auspicare che siano eseguite indagini serie sui troppi militari morti al ritorno dalle missioni e questo deve per forza coinvolgere le vaccinazioni, ma per quanto riguarda il caso tirato in ballo dal sig. Rinaldelli non esisteva nulla a sostegno di un’accusa rivolta ai vaccini. Insomma, il sig. Rinaldelli non sa di che cosa parla e dicendo quelle cose addirittura in un ambiente istituzionale non ha fatto un favore a Corvelva.”

Concludendo, riteniamo che le associazioni farebbero cosa opportuna se selezionassero i loro rappresentanti scegliendoli tra chi ha competenza e credibilità. Ci rendiamo conto di come accada che organi d’informazione possano prendere per veritiere affermazioni prive di fondamento come accadde, proprio a proposito dei presunti finanziamenti ottenuti dalla dott.ssa Gatti, per quanto riguarda un noto settimanale che riportò qualcosa che nulla ha a che fare con i fatti. Anche per questo, un po’ di prudenza da parte delle associazioni non  guasterebbe.

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