L’intervista di Natale al dottor Stefano Montanari

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Roberta Doricchi intervista il dottor Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Se è d’accordo, prima di passare a qualcosa che potrebbe cambiare molti aspetti di ciò che riguarda ricerca e salute, vorrei iniziare con ciò che ho letto sul suo blog  a proposito della censura che ha subito in Estonia (http://www.stefanomontanari.net/me-ei-ole-uksi/). Ma prima vorrei che traducesse il titolo del post.

Stefano Montanari– In estone significa semplicemente “non siamo soli.”

RD– E che cosa dice del fatto?

SM – Le dico che sono divertito. In fondo, non c’è niente di più prevedibile e noioso della stupidità umana. Da che esistono i libri tutte le dittature ne sono terrorizzate e i roghi fanno parte del folclore tradizionale. A volte il rogo è solo virtuale come fu per la messa all’indice cristiana e, almeno, in quel modo non si rischiava un inquinamento ambientale. Ha mai letto il libro Fahrenheit 451 che Ray Bradbury scrisse oltre 60 anni fa? Nel mondo descritto nel romanzo leggere era considerato un reato gravissimo ed esisteva una specie di corpo dei vigili del fuoco incaricati d’incenerire qualunque libro fosse stato trovato. Lo metta insieme a 1984 di Orwell e vedrà che il mondo di oggi è figlio di quell’incrocio. Il regime in cui sguazziamo volontariamente esercita una censura implacabile e ciò che passa deve correre sui binari che fanno comodo.

RD – L’ultimo libro del professor Burioni…

SM – Ha colpito ancora?

RD – Sì.

SM – Vabbè. Lasciando da parte gli editori di regime, sempre più patetici, magari aspettiamo di scrivere un bel libro metà lui e metà io.

RD – Non accadrà mai.

SM – Ovviamente. Le pare che, dopo essere sfuggito per anni a qualunque confronto, possa rischiare qualcosa del genere?

RD – Passiamo ad altro. Siamo a fine anno e lei aveva posto questo limite per la raccolta fondi. Che cosa farà?

SM – Fosse stato solo per me, io avrei fatto quello che avevo deciso. La voglia di mandare al diavolo tutto e tutti è enorme. Ma… Ovviamente lei conosce mia moglie e conosce molto bene Nino Ferri, presidente dell’associazione Vita al Microscopio. Lei ragiona non solo da scienziata ma anche da mamma. Lui ragiona in modo forse più freddo di me e, in sintesi, il succo è questo: noi il microscopio lo avremo comunque a disposizione fino al 28 febbraio 2019 e sono stato convinto, ma farei meglio a dire violentato, ad aspettare quella data. Aggiungiamo altri due mesi di raccolta fondi e vediamo che cosa succede.

RD – Crede che si arrivi alla somma necessaria?

SM– Qui il discorso si farebbe lunghissimo. Se guardo i risultati delle cosiddette “maratone televisive” di raccolte fondi non posso altro che confessarle tutta la mia irritazione. E mi fermo all’irritazione.  Con quanto arriva in una giornata noi non solo potremmo pagare il microscopio ma andremmo avanti per anni. Se, poi, vado a cercare i risultati reali che sono arrivati da tutti quei soldi… Preferisco non aggiungere niente se non l’invito a controllare e a rendersi conto di persona. Poi mi arrabbio ancora di più quando la mattina accendo il computer e mi ritrovo una lista interminabile di mail di persone che mi raccontano i loro guai, qualcosa che varia fra la tragedia vera e propria e il capriccio. Comunque, tutti pretendono qualcosa da me come se io fossi una specie di elettrodomestico a disposizione di chi si prende il disturbo di premere un bottone. Beninteso un elettrodomestico non solo comodo ma gratis.

RD – Eppure di persone danarose ce ne sono parecchie e non dovrebbe essere così difficile…

SM – Lei ha intenzione di farmi arrabbiare davvero. Negli anni da noi è passata una sfilata, un presepio, visto che siamo in clima natalizio, di persone che hanno promesso la luna per poi scomparire nel nulla dopo avermi fatto perdere tempo. Poi si viene a sapere che questi hanno devoluto somme non disprezzabili per associazioni pseudoscientifiche da cui non è mai arrivato un risultato o per salvare dal fallimento una squadra di calcio o per altri scopi ugualmente importanti e meritevoli. Naturalmente, con i propri soldi ognuno faccia quello che vuole, ma poi abbia almeno il pudore di non venire ad importunarmi facendomi perdere tempo o, peggio, piagnucolando perché è capitato qualcosa anche a loro e loro sono come il marchese del Grillo di Alberto Sordi.

RD – Dunque, altri due mesi di raccolta.

SM – Altri due mesi.

RD – Cambiamo argomento. Lei ha scritto una lettera ad un cardinale e il cardinale le ha risposto.

SM – Sì. Vede, io, purtroppo, per uno scherzo maligno del destino faccio lo scienziato e mi posso occupare solo di ciò che si misura. C’è, però, chi si dedica ad altro, a qualcosa che sfugge alla scienza e che nessuno ha mai dimostrato. Che le loro convinzioni siano vere o non lo siano non è cosa che mi riguardi ma, al di là di ogni altra considerazione, queste persone hanno il dovere morale di essere coerenti e ancor di più lo devono se occupano una posizione di guida per chi, per qualunque ragione, si affida a loro. Ora, è un fatto che la Chiesa Cattolica sta tenendo un comportamento che coerente non è e gli amici di Renovatio 21 mi hanno chiesto di interrogare le autorità ecclesiastiche mettendole davanti a qualcosa di obiettivo e a ciò che la Chiesa sostiene.

RD – Cioè?

SM – È un fatto notissimo, confermato dalle ditte produttrici, che non pochi tipi di vaccino siano prodotti usando tessuti di feti umani abortiti appositamente per essere venduti.

RD – Ma potrebbero essere feti frutto di aborti involontari.

SM – Naturalmente no. I tessuti devono essere sani e un aborto uscito da una situazione patologica potrebbe non essere adatto. Non si può rischiare.

RD – Dunque?

SM – Dunque, deducendo secondo logica da ciò che la Chiesa afferma, chi si vaccina con quei prodotti è complice di un peccato mortale e, per ovvi motivi, è ugualmente colpevole. Ma ancora più colpevole è la Chiesa che fa finta di niente, tradendo la sua stessa dottrina. Non mi chieda perché lo faccia: non sono fatti miei.

RD – E allora lei ha scritto ad un cardinale.

SM – Su richiesta di Renovatio 21 ho scritto al Cardinale americano Raymond Leo Burke chiedendogli ragione del perché la Chiesa sponsorizzi un peccato mortale [il testo della lettera del dott. Montanari e la risposta del Cardinale sono in calce all’intervista (N.d.R.)]. La sua risposta è stata che lui non è affatto d’accordo su quella posizione.

RD – Che cosa ne conclude?

SM – Che la Chiesa è in una posizione di grave imbarazzo. Se la sua dottrina è vera, allora le autorità e i fedeli che si vaccinano con quei prodotti commettono un peccato mortale. Se non è vera, la Chiesa ha semplicemente scherzato e la sua dottrina è vera o falsa a seconda se faccia o non faccia comodo.

RD – Non è un po’ troppo severo?

SM – Non provo simpatia per chi prende per i fondelli il prossimo.

RD – Che ne dice dei biologi che si oppongono al Presidente dell’Ordine Nazionale per la sua posizione sui vaccini?

SM – Che cosa posso dirle? La loro posizione si commenta da sé. Riassumendo, il Presidente ha dato 10.000 Euro ad un’associazione che ha pagato delle analisi fatte su un paio di lotti di un vaccino.

RD – Mi scusi se la interrompo. Le analisi le avete fatte voi?

SM – No: si tratta di analisi che noi non facciamo. Noi ci occupiamo di un tipo d’inquinamento che, in un certo senso, è ancora più grave di quello già assurdamente grave uscito dalle analisi dell’associazione che ha commissionato le indagini.

RD – Ma perché non siete stati coinvolti?

SM – Non può chiederlo a me. Diciamo che le nanopatologie, cioè la disciplina che abbiamo fondato e su cui si basano le nostre analisi, sono un po’ troppo avanzate e forse si fatica a capirne del tutto il significato.

RD – Continui, la prego, con ciò che stava dicendo sui biologi che contestano l’Ordine.

SM – Prescindendo dal ridicolo di cui si sono coperti e da qualche sospetto che qualcuno, certo sbagliando, potrebbe avanzare, si tratta di persone sulla cui cultura, intelligenza e morale ci si potrebbe porre qualche domanda.  Molto banalmente, se i vaccini sono davvero puliti come viene sostenuto, ogni analisi dovrebbe essere la benvenuta, visto che costituirebbe una conferma dell’assunto. Opporsi alle analisi significa temerle e, inevitabilmente, ammettere che si sa benissimo che si tratta di prodotti a dir poco critici e che, per ragioni che dovranno essere illustrate, si vuole tenere nascosto qualcosa.

RD – Ma intanto sono usciti risultati non proprio tranquillizzanti.

SM – Certo ma, del resto, noi stiamo denunciando la situazione da più o meno 16 anni. Abbiamo avvertito due volte i Carabinieri del NAS. Il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità sono al corrente di tutto, eppure… Logica vorrebbe che questi enti indagassero sul serio e si confrontassero con noi, così come da anni invitiamo a fare senza avere risposte. Ma, come si dice nello sport, squadra che vince non si cambia e, fino a che i piazzisti di regime riusciranno a spacciare i vaccini senza controlli e indiscriminatamente, si andrà avanti così, inventando epidemie, stragi e miracoli, calpestando le leggi e la medicina e ricorrendo ad espedienti su cui non appongo aggettivi come reclutare sportivi professionisti, cantanti e arrivando perfino ad un’astronauta come se, mettendo insieme tutto ciò che quelli sanno di vaccini, si ottenesse qualcosa che abbia un significato. Ormai l’ignoranza è diffusa in modo capillare e non se ne uscirà se non a strage avvenuta. Fu così per l’amianto, per il piombo tetraetile, per i clorofluoro carburi e per un’infinità di altri veleni contrabbandati per sani quando non indispensabili.

RD – Hanno trovato perfino degli erbicidi.

SM – Ne parlo almeno da tre anni alle mie conferenze.

RD – Allora, analisi inutili?

SM – Tutt’altro: analisi importantissime! Il nostro metodo di analisi non è adatto per la rilevazione di un sacco di porcherie che sono state individuate con questa indagine.

RD – E perché loro non hanno visto ciò che vedete voi da tanti anni?

SM – Perché in ambedue i casi si tratta di tecniche mirate che si completano a vicenda aggiungendo informazioni.

RD – Ma le vostre analisi sono così difficili da fare?

SM  Purtroppo decenni di esperienza non si sostituiscono con un grottesco “lei non sa chi sono io.” Noi siamo più che disposti ad insegnare come si fanno e, soprattutto, come si leggono. Ma gli insegnanti senza allievi non servono a niente.

RD – Da quanto risulta da un tribunale americano, da 32 anni non si controllano i vaccini

[https://www.notizieora.it/salute-benessere/vaccini-nessun-test-sulla-qualita-negli-ultimi-32-anni-vittoria-in-tribunale/ (N.d.R.)]

SM – Perché si dovrebbero controllare? I vaccini sono prodotti privilegiati: un toccasana per le tasche di chi, in qualche modo, ha le mani in pasta. Sono l’unico farmaco che non sia sottoposto a controlli, l’unico farmaco che non sia sperimentato, l’unico prodotto al mondo che sia esente da responsabilità civili e penali e, ancora una volta, l’unico prodotto al mondo che non debba cercare clienti. Insomma, una pacchia. Chi si nasconde dietro ai fatturati che, almeno per ora, sono inferiori a quelli di altri farmaci come, ad esempio, gli antitumorali finge di non sapere che investire sui vaccini significa moltiplicare per numeri altissimi il capitale iniziale. Eppure, costoro dovrebbero saperlo, se non altro perché è proprio da lì che arrivano le loro mance.

RD – Concludendo:  chiuderà o no?

SM – Non dipende da me. Se si vuole che continui, è sufficiente ciò che arriva in un giorno di “maratona televisiva”. L’alternativa è quella di andare al diavolo. Come si suol dire, le chiacchiere stanno a zero.

RD – Buon Natale.

SM – Anche a lei e a tutti coloro che avranno avuto la pazienza di leggere questa intervista.

 

 

Testo della lettera del dott. Montanari al Cardinale Raymond Leo Burke:

 

A Sua Eminenza

Cardinal Raymond Leo Burke

 

 

 

Modena, 17 novembre 2018

 

Sua Eminenza,

Mi permetto di scriverle nella duplice veste di scienziato e di uomo della strada chiedendoLe rispettosamente lumi sull’insegnamento e il comportamento di Santa Romana Chiesa.

La premessa necessaria è che il lavoro che svolgo da non molto meno di mezzo secolo è quello di ricercatore nel campo della Medicina e questo mio lavoro mi ha portato a scoprire insieme con mia moglie quelle che oggi vengono definite universalmente nanopatologie, vale a dire le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche.

Svolgendo la mia attività di ricerca, da 16 anni analizzo i farmaci e, tra questi, i vaccini. Indipendentemente dalle opinioni personali su quei prodotti, opinioni spesso sostenute senza alcuna cognizione di causa, ciò che risulta dalle osservazioni di microscopia elettronica è che tutti i vaccini per uso umano sono inquinati da particelle e da altre sostanze, e questo, ovviamente, non compare nelle informazioni fornite dai produttori. Ciò che compare, invece, è che diverse decine di tipi di vaccini sono prodotte utilizzando tessuti di feti umani. Per ridurre i problemi sanitari che, comunque, ci sono sempre quando si iniettano tessuti estranei, i feti devono essere perfettamente sani. Quindi, non è possibile servirsi di aborti spontanei, essendo questi almeno sospetti di essere affetti da qualche patologia. Ciò che si fa, allora, è di acquistare feti umani abortiti solo per questo scopo.

La documentazione in proposito non lascia dubbi: le tariffe di acquisto sono pubbliche e i produttori non fanno mistero dell’uso di quei tessuti.

Dal mio punto di vista, vale a dire quello puramente scientifico, il rischio è quello di somministrare DNA di dubbia accettabilità per il ricevente, e io mi fermo necessariamente qui.

Ora, svestiti i panni dello scienziato, mi permetto di rivolgermi a Lei perché m’illumini sul comportamento della Chiesa.

A quanto viene affermato, l’aborto volontario costituisce un peccato mortale. Forse l’aggravante del caso è quello dello scopo di lucro. La Chiesa, però, tace o, quando fa timidamente sentire la propria voce, afferma che i feti in oggetto risalgono a molto tempo fa, come se questo cancellasse la colpa.

Al di là dell’imbarazzante ingenuità di un’affermazione simile e per quanto, almeno a mio parere, la cosa sia irrilevante, i feti abortiti a pagamento continuano a costituire la prassi e nessun produttore ha mai negato la cosa.

Se dal punto di vista scientifico, totalmente avulso da quello morale e religioso, io non ho dubbi sulla pericolosità della pratica, non posso che rivolgermi ad un’Autorità religiosa per chiarire l’aspetto etico su cui io non ho voce in capitolo.

Insomma, se si deve giudicare da ciò che appare, la Chiesa, in contraddizione con se stessa, approva un peccato mortale.

Con osservanza,

dott. Stefano Montanari

c/o Nanodiagnostics

Via E. Fermi, 1/L

41057 San Vito (Modena)

 

 

La risposta del Cardinale si trova all’indirizzo https://www.facebook.com/Renovatio21/photos/a.213400659198516/443509859520927/?type=3

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