La terza rivoluzione digitale per liberare il potere dell’anticensura

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di James Grundvig

La settimana scorsa la Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella casa e nel laboratorio scientifico dei dottori Antonietta Gatti e Stefano Montanari. La polizia si è portata via tutto il materiale informatico in possesso dei coniugi nanopatologi prendendosi computer fissi e portatili e ogni supporto informatico e, con quelli, anni di lavoro e di ricerca.

Dal momento che nel 2016, Gatti e Montanari avevano portato la loro ricerca sulle nano polveri e le nanoparticelle da osservazioni in vivo (cioè su organismi viventi) e in vitro (cioè in provetta) fino alla contaminazione non vista all’interno dei vaccini, le loro figure sono state messe sotto il microscopio delle autorità statunitensi, europee ed italiane. I due erano entrati nel terzo binario della medicina. Avevano toccato la zona vietata commettendo il presunto crimine insito nella ricerca scientifica e nella scoperta. Individuando nanocontaminazioni in vaccini presi a caso, Gatti e Montanari avevano rivelato, per la prima volta, qualcosa di cui nessuno era al corrente: i vaccini contengono qualcosa di più degli adiuvanti fatti di sali di alluminio, Polisorbato-80 e diverse sostanze inorganiche. I vaccini contengono pure acciaio inossidabile, tungsteno, rame ed altri metalli ed elementi rari che non possono stare in ciò che si inietta a feti, donne incinte, neonati, bambini e lattanti che stanno sviluppando i loro polmoni e i loro sistemi immunitario e nervoso.

Quando i due scienziati pubblicarono le loro scoperte nel gennaio 2017 ( New Quality‐Control Investigations on Vaccines: Micro‐ and Nanocontamination) il primo passo logico per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e per il CDC (Centers for Disease Control) avrebbe dovuto essere l’apertura di un’indagine su ciò che veniva affermato, e l’incarico a scienziati indipendenti di eseguire i loro test di laboratorio per confermare o smentire i risultati. Se confermati, gli enti che si occupano di salute avrebbero dovuto mettere in atto nuove procedure riguardanti la sicurezza della catena di produzione dei vaccini con l’imposizione di programmi di rigorosi controlli assicurazione di qualità.

Ma niente di tutto questo è accaduto. Passò un anno. Per le autorità fu molto più conveniente  e a buon mercato attaccare gli scienziati italiani di quanto non fosse sconvolgere l’albero della cuccagna dei vaccini che mantiene i politici.

Miglioramenti sulla sicurezza sono ciò che è accaduto per l’industria automobilistica e del tabacco. Ma nulla di ciò è stato per la sicurezza dei vaccini. Perché? I cosiddetti guardiani della salute se la fanno con Big Pharma e con i media più importanti, quelli che di fatto appartengono alle industrie farmaceutiche grazie all’acquisto di enormi spazi pubblicitari, e i vaccini sono diventati un argomento tabù. Molto semplicemente, i media non intendono dar seguito a nessuna storia negativa sui vaccini.

Oggi dibattere pubblicamente sui vaccini è disapprovato e demonizzato. A questo si aggiunga la mancata informazione ai consumatori dell’esistenza dell’algoritmo di censura messo a punto nella Silicon Valley per Facebook, Twitter e Google/YouTube e il conseguente muro che i consumatori, i medici impegnati e gli scienziati devono superare per condividere informazioni e dati scientifici.

In più, ci sono la crisi degli oppiacei e milioni di bambini trattati esageratamente con i farmaci e, con quelli, la morte della logica è interamente spiegata.

Che cosa si può fare per rendere trasparente il fosco mondo della medicina e della produzione dei vaccini di Big Pharma con gli enti governativi che ben si guardano dall’occuparsi di ciò che importa veramente e con i media che cancellano la libertà di parola e la comunicazione pubblica?

La risposta è la tecnologia Blockchain.

 

Blockchain nata dalla Crisi

 

Come ricaduta della crisi finanziaria del 2008, la fiducia tra consumatori, grandi banche e governo federale andò a pezzi. Satoshi Nakamoto pubblicò un comunicato di nove pagine, Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, (https://bitcoin.org/bitcoin.pdf) [Un sistema monetario di contanti elettronico tra pari], che ha sfidato le secolari politiche della Federal Reserve e delle banche centrali che hanno rimbalzato debiti tra persone e imprese come si trattasse di cosa da nulla.

Bitcoin, insieme ad altre criptovalute, sta capovolgendo il vecchio modo di gestire le grandi banche.

La tecnologia che sta alla base di Bitcoin è la blockchain, una sorta di registro pubblico distribuito di transazioni peer-to-peer. Prendendo spunto dal Web 3.0, blockchain trasformerà ogni processo aziendale ed ogni settore nell’era digitale. È efficiente dato che eliminerà l’intermediario, dalle belle arti e diamanti all’acquisto di case e automobili.

Come il bitcoin, la democratizzazione e il decentramento dei dati tramite blockchain consentirà ai consumatori e alle piccole e medie imprese di aggirare i controllori di un’industria, un ente governativo, una banca centrale, una società o una piattaforma di social media. Questi non eserciteranno più il controllo esclusivo su dati e informazioni. La trasparenza sarà ciò che conta. Ognuno si farà carico dei i costi e si avvantaggerà del risparmio di tempo e dell’efficienza radicale. (Scopri di più sulla blockchain ascoltando Andreas Antonopoulos in Understanding The Blockchain.)

 

Progetti Blockchain per la Salute

 

Oggi esistono diversi progetti sanitari lanciati sulla blockchain condotti dall’industria, dalle assicurazioni e dai fornitori di assistenza sanitaria, ma non vanno verso le persone. Perché ospedali, medici e dentisti conservano i dati sanitari dei loro pazienti in banche dati separate ma non lo fanno le persone che generano quelle informazioni? Una società figlia di Google, Gem, ha annunciato lo scorso autunno che stava lavorando con il CDC e la società di software norvegese Tieto nella messa a punto di una piattaforma basata sulla blockchain per l’assistenza sanitaria negli Stati Uniti. Lo scorso autunno a Dublino ad una conferenza su blockchain ho ascoltato una presentazione su un progetto di “consenso informato” che Tieto stava preparando per la Commissione Europea. Quando chiesi al relatore se la piattaforma del “consenso informato” fosse lo stesso progetto in corso negli Stati Uniti con il CDC la risposta categorica fu “No: si tratta di una piattaforma diversa. ”

Non potendosi fidare del CDC, del suo deliberato insabbiamento degli studi sull’Agente Arancio [il defoliante usato dall’Esercito USA in Vietnam (N.d.T.)] negli anni ’80 e dell’assunzione di scienziati mercenari per truccare i dati sulla sicurezza dei vaccini, è ora che la gente si faccia sentire e crei i propri progetti blockchain, progetti liberi da interferenze governative, liberi dalle istituzioni mediche legate a Big Pharma e liberi dalle pratiche di censura generalizzata e dei social media in particolare.

 

Casi dell’uso di Blockchain in campo scientifico

Dopo aver subito il bombardamento di una dittatura di stampo mussoliniano – una “democrazia imperfetta” in declino secondo l’l’Economist Democracy Index 2017 – la dottoressa Gatti ha risposto ad una conversazione via e-mail dicendosi d’accordo che “un registro condiviso di blockchain è indispensabile nel campo dell’industria sanitaria.”

Il caso d’uso di blockchain per quanto riguarda scienziati come Gatti e Montanari sarebbe quello di mantenere in futuro le loro risorse digitali critiche in un caveau digitale esterno in modo che la prossima volta che la polizia faccia eventualmente  irruzione presso gli scienziati, la loro vita di lavoro non andrebbe persa …

Altri casi di utilizzo di blockchain sono la possibilità di rintracciare le origini dei vaccini a partire dalle materie prime, come l’incubazione di uova e terreni su cui i virus sono cresciuti, ad ogni fase del processo di fabbricazione e della catena di distribuzione fino all’ambulatorio del medico che pratica l’inoculazione o fino al farmacista.

Probabilmente la più grande possibilità d’uso blockchain potrebbe essere per i singoli individui che, pur mantenendo la loro privacy, potrebbero caricare in memoria reazioni avverse a vaccini e ad altri farmaci, inclusi follow up e trattamenti per le loro patologie. Il progetto blockchain colmerebbe l’enorme vuoto costituito dall’assenza di quei dati dal momento che oltre il 90% dei medici e degli ospedali non inserisce le informazioni anche quando queste sono segnalate.

La rivoluzione, insomma, non è limitata al settore bancario. Blockchain trasformerà il modo in cui le persone raccolgono, monitorano e condividono universalmente i loro dati sanitari. E questo spaventerà i guardiani della sanità, dimostrando che non sono più gli unici arbitri e gestori delle informazioni personali.

 

James Grundvig è un autore, giornalista investigativo e direttore operativo e fondatore della startup blockchain Myntum Ltd. con sede a Dublino, in Irlanda. Come autore, il suo libro di debutto intitolato “Master Manipulator: L’esplosiva storia vera di frodi e appropriazione indebita al CDC”, spalanca la vista sul circolo di corruzione di Poul Thorsen.

Fonte: https://worldmercuryproject.org/news/the-third-digital-revolution-to-unleash-the-power-of-anti-censorship/?utm_source=mailchimp

 

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