Com’è finita la vicenda del sequestro dei computer?

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Roberta Doricchi – Non è passato tanto dalla nostra ultima intervista, ma credo ci sia qualcosa d’interessante da aggiungere a quanto detto allora. La curiosità di tanti è quella di sapere com’è finita la vicenda del sequestro dei computer e dei documenti.

Stefano Montanari – Con 27 giorni di fermo totale della nostra attività, la restituzione di tutto, giornali cartacei e Internet che ci hanno rovesciato addosso carrettate di fango e, in definitiva, un danno enorme sotto ogni punto di vista. Il Tribunale ha stabilito che quel sequestro non si poteva fare, che non esisteva nulla che avesse una qualunque rilevanza penale e che, insomma, si è scherzato. Naturalmente abbiamo avuto bisogno di un avvocato e di un tecnico informatico per difenderci dall’attacco e né l’uno né l’altro sono gratis. Manco a dirlo, nessuno ci ripagherà di quanto abbiamo subito.

RD – Ma almeno qualcuno si sarà scusato…

SM – Ricordi che siamo in Italia e qui gli errori li paga solo chi non li commette.

RD – Però una parola di scuse…

SM – Educazione e morale non sono citate nei codici. Tutto bene così.

RD – Non c’è da stare tranquilli. Se si entra nel tritacarne di cui lei parlava tempo fa in altra occasione…

SM– La prego, cambiamo discorso.

RD – Posso almeno chiederle se le è stato restituito tutto nelle condizioni in cui era?

SM – Le ho chiesto di cambiare discorso.

RD – Mi perdoni se insisto: almeno i giornali e i vari siti web che hanno diffamato lei e sua moglie hanno pubblicato le dovute smentite?

SM – Ma no, naturalmente! La macchina del fango ha regole antiche e precise: si rovesciano le peggiori infamie addosso a chi, non importa per quale motivo, si vuole danneggiare e poi, una volta che tutto è dimostrato falso, si tace e basta. Quell’immondizia resterà in perpetuo a disposizione dei pettegoli che sguazzano nel fango per consolarsi della loro miseria e l’obiettivo è raggiunto. Pensi che c’è ancora chi rivanga la notiziona di sette senatori, oggi fortunatamente rottamati, che nel 2016 presentarono un’interrogazione parlamentare contro di noi, un’interrogazione che definire grottesca è farle un complimento. Naturalmente a quasi due anni di distanza per loro sette e per l’amichetta a favore della quale i senatori della Repubblica si mossero non ci fu alcuna risposta da parte del parlamento, ma il pettegolo di turno ripropone quella povera stupidaggine ormai abbondantemente decaduta come qualcosa in essere che porterà mia moglie e me al massacro. Idem per le querele che una poveretta partorisce a cadenze regolari contro di noi per poi vedersele finire ogni volta negli archivi delle procure. Ma, la prego, cambiamo argomento.

RD– Possiamo parlare della signora Alice Pignatti?

SM – Una figura preoccupante che getta un’ombra ancora più sinistra sullo squallore legato ai vaccini. Della sua ignoranza tecnica non potevano sussistere dubbi: le enormità con cui esordì a proposito della pertosse la classificarono fin dall’esordio e, se vivessimo in una società dignitosa, la signora sarebbe stata rispedita alle sue precedenti occupazioni. Invece… Poi, come accade quando si perde la testa, quella ha mostrato il suo vero volto e qui, per pietà, sarebbe stato opportuno stendere un velo e dimenticarci della stessa esistenza del personaggio restituendolo all’oblio e alla sua vita precedente. Un brutto fatto da cui si dovrebbero tratte le ovvie conclusioni, ma le confesso che ciò mi ha sconvolto di più non è stato l’orrore indiscutibile delle affermazioni ma il fatto che chi le ha scritte abbia trovato solidarietà. Non mi chieda di commentare oltre un fatto così nauseante e preoccupante. Dico solo che chi sta avendo parole di stima verso chi meriterebbe altro è infinitamente peggio di lei.

RD – La signora Pignatti ha dichiarato di essere stata fraintesa.

SM – Era difficile essere più chiari di come è stata. Forse è fraintesa ora quando dice di essere stata fraintesa.

RD – E adesso che cosa accadrà?

SM – Come si diceva un paio di millenni fa, il futuro è sul grembo di Giove. Inutile nasconderci dietro un dito ipocrita: il denaro che gira intorno ai vaccini è talmente tanto che, con quello, si può indurre in tentazione un bel po’ di gente. Va da sé che io mi auguro vivamente che la legge demenziale sui vaccini venga cancellata come primo atto del nuovo governo, di qualunque governo si tratti, e che i funzionari che non hanno controllato come avrebbero dovuto e potuto siano destituiti e sostituiti con chi merita l’incarico.

RD – Lei ci crede?

SM – No.

RD – Ci spera?

RD – Sperare è gratis.

RD – Lei che posizione prenderà?

SM – Quella che ho sempre avuto: io sono disponibile ad aiutare chiunque affronti il problema con il solo scopo di proteggere la salute. Qualcuno che, naturalmente, non sia in nessun modo collegato con le industrie farmaceutiche.

RD – C’è chi si è messo in contatto con lei?

SM – Naturalmente no.

RD – Perché quel “naturalmente”?

SM – Perché, come ho sempre sospettato, molti sono già pesantemente coinvolti nel business ed evidentemente chi non lo è ancora non sarebbe forse dispiaciuto di ricevere un invito a cena.

RD – Nomi?

SM – Ci mancherebbe altro! Io faccio solo delle supposizioni che spero siano smentite dai fatti.

RD – Altro argomento: ultimamente lei sta facendo diverse conferenze per raccogliere fondi a favore dell’acquisto del microscopio. Come vanno le cose?

SM – La fatica è tanta. Le mie conferenze durano diverse ore e poi, al contrario dei ciarlatani di regime, io rispondo alle domande del pubblico e spesso queste si susseguono per ore. Tutto questo per raccattare il denaro necessario all’acquisto del microscopio che, come ho detto mille volte, a me non serve. Serve, invece, e tanto, a tutti coloro che pretendono risposte e aiuto da me e da mia moglie. Insomma, io mi massacro per fare un favore a chi, invece, storce il naso se gli si chiede di rinunciare alla serata in pizzeria. La cosa divertente è che quella rinuncia non è certo per me ma per ciò che poi loro stessi pretendono.

RD – Ma denaro ne arriva con le conferenze?

SM – Dipende da come sono organizzate. A volte qualcosa, mai grandi cifre, arriva, a volte il risultato è deludente, con persone che restano per ore, magari fanno domande, e poi se la svignano. Se l’immagina la stessa cosa per lo spettacolo di un cantante o di un comico? Lo sa che cosa risponderebbero gli ipotetici cantanti o comici a chi pretende lo spettacolo in cambio di qualche spicciolo? Ma io sono solo uno scienziato e non posso certo paragonarmi a chi fa divertire la gente. Comunque sia, d’ora in poi io vado solo se mi si garantisce un risultato decente.

RD – E lei dalle conferenze che cosa si porta a casa?

SM – Oltre la fatica, il rimborso delle spese di viaggio e, se c’è tempo, cosa che accade raramente, una cena, cena che è di regola un vero e proprio tormento perché chi siede a tavola mi subissa di domande su questioni personali.

RD – Torniamo per un attimo alle domande del pubblico. Lei già mi disse che non ci sono mai domande da parte dei medici. È sempre così?

SM – Vede, i medici non sono così stupidi e ignoranti come pare facciano di tutto per apparire. Loro o, almeno, la stragrande maggioranza di loro, ricordano ciò che hanno studiato, vedono la situazione di cui loro stessi sono attori e sanno perfettamente di essere trattati come strumenti meccanici di un regime che a tutto mira tranne che a fare ciò che dovrebbe fare un governo. Se ponessero domande, se, peggio ancora, tentassero critiche, finirebbero con il rendersi ridicoli. E, allora, se mai sono tra gli spettatori, prudentemente se ne stanno zitti. I farabutti, pochi, in verità, corrono poi a casa a scrivere idiozie indirizzate al popolo bue, quelle idiozie che fanno fare un gradino di carriera e danno la certezza di non correre rischi. Vada, poi, a vedere in quanti di loro si vaccinano o vaccinano i propri figli e tutto le sarà chiaro.

RD – Passiamo a qualcosa che pare aver suscitato grande interesse. Ci sono famiglie che vorrebbero essere accompagnate da lei al colloquio prevaccinale.

SM – Lo so, e io non ne sono affatto entusiasta.

RD – E il motivo?

SM – Secondo i personaggi di regime io dovrei disporre di pochi minuti per smantellare le menzogne stravaganti con cui hanno rimbambito e continuano a rimbambire il popolo bue e di cui, magari, sono loro stessi imbevuti. Per ripristinare la realtà occorre calma, tempo e attenzione: tutti requisiti non disponibili. Come faccio in un attimo a spiegare loro che cosa significano tutti gli inquinanti che compaiono nei vaccini, che cosa combinano quando sono insieme, che cosa fanno le particelle, che effetti reali hanno i vaccini secondo le statistiche ufficiali…? Come faccio in pochi minuti a mostrare loro i risultati indiscutibili di ricerche effettuate sul campo? Soprattutto, come faccio a trovare dei cervelli aperti? Mi pare scontato: quando ci si trova di fronte a persone la cui sopravvivenza economica, magari agiata, e quando la cui carriera dipendono dall’obbedienza cieca ad un regime non è possibile pretendere l’atto eroico di essere onesti.

RD – I genitori che chiedono come fare a sfuggire alla vaccinazione coatta sono tanti…

SM – …e da me pretendono la soluzione. Ma vediamo di essere obiettivi: la colpa principale è loro. Chi ha permesso a governi come quelli che abbiamo da anni d’insediarsi? È inutile agire da pigri, a volte da profittatori, a volte da vigliacchi e poi venire a lamentarsi del proprio comportamento strillando per uscire dall’inferno in cui loro stessi si sono cacciati. Io posso andare davanti ai funzionari che brandiscono le siringhe con tutta la documentazione che voglio e, magari, quelli si rendono pure conto di compiere un atto criminale, ma la reazione sarà sempre quella già vista, per esempio, al Processo di Norimberga, quello contro i nazisti che prestavano la loro opera nei campi di concentramento: “Eravamo comandati.” Insomma, si scarica la propria responsabilità morale su qualcun altro e la coscienza è tranquilla. Per quanto mi riguarda, quei miserabili mi danno ancora più nausea di chi li comanda.

RD – Lei ha detto più volte che la legge sui vaccini obbligatori è illegittima. Dunque, è qualcosa che riguarda la Magistratura.

SM – La Magistratura ha altro da fare che occuparsi di quella strage.

RD – Sì, le responsabilità della situazione sono oggettivamente di tutti, ma ora c’è il problema dei bambini che rischiano la salute. Che fare?

SM – Beh, il prossimo governo, se mai riusciremo a raffazzonarne uno, potrebbe farci la sorpresa di comportarsi secondo il volere della nazione e cancellare quella follia. In questo modo si salverebbero milioni di bambini e, se le ditte farmaceutiche e tutto quanto ruota loro intorno perderanno qualcosa, se ne dovranno fare una ragione. Per ora, se le famiglie vogliono, semplicemente non portino i bambini alla vaccinazione e non credo proprio che ci sarà qualche invasato che alzerà un dito.

RD – E le tante associazioni? Che cosa stanno facendo?

SM – Forse è meglio che lo chieda a loro. C’è chi ha capito la situazione e c’è chi afferma che noi non serviamo a niente. Facciano loro. Finora, però, le chiacchiere non hanno portato lontano. Noi non siamo altro che dei poveri scienziati forse un po’ troppo avanti con le nostre ricerche e certo fastidiosi a chi, in un modo o nell’altro, riesce a trovare il modo si sopravvivere in questo letamaio. Dopotutto, perché costoro dovrebbero cercare un cambiamento?

RD – Che fare?

SM – La sola via d’uscita è recuperare cervello e anima. Dell’esistenza dell’anima si è sempre discusso e dubitato. Di quella del cervello diminuiscono le certezze.

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