Importante intervista al dott. Claudio Pizzagalli, ex direttore dell’ARPAM di Pesaro

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Team “Leukemia Research” (a destra il dott. Claudio Pizzagalli)

Cristiano Lugli intervista per “Vita al Microscopio” il dott. Claudio Pizzagalli, ex Direttore dell’ARPAM di Pesaro. 

 

La questione del Microscopio Elettronico che, teoricamente ma anche praticamente, i ricercatori Stefano Montanari e Antonietta Morena Gatti non potrebbero più utilizzare dal 28 febbraio scorso, ha sempre fatto discutere. Probabilmente perché trattasi di una questione molto complessa, a volte non semplice da capire per i non addetti ai lavori. Il dott. Stefano Montanari, in particolare, non ha mai fatto mancare le dovute spiegazioni e i dovuti avvertimenti in vista del famigerato 28 febbraio. Ad oggi, i due ricercatori, non hanno avuto notizie a proposito del “destino” del Microscopio Elettronico in uso a Pesaro, attraverso il quale hanno condotto, negli anni, importantissime ricerche. Qual è, però, l’uso che ne è stato fatto dall’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale MARCHE) di Pesaro? E quali sono stati e sono, ad oggi, i rapporti fra questo importante Ente e le ricerche fatte attraverso il microscopio?

Ne abbiamo parlato con il Dott. Claudio Pizzagalli, ex Direttore dell’ARPAM di Pesaro, tramite un’esauriente intervista che chiarisce, in maniera trasparente e lineare, i dubbi a riguardo dell’utilizzo del microscopio e dell’importanza della ricerca – unica quanto rara – dei dottori Gatti e Montanari.  

 

Dottor Pizzagalli, fino all’agosto del 2016 Lei è stato il direttore dell’ARPAM Pesaro. Vuole spiegarci che tipo di ricerche vengono effettuate nella struttura?

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche non ha come compito istituzionale la ricerca, ma svolge, sul territorio regionale, attività di sorveglianza e controllo ambientale. La struttura tecnico-operativa dell’ARPAM è il Dipartimento, che esegue controlli ed analisi su tutte le forme di inquinamento nelle varie matrici ambientali ( acqua, aria, suolo, rifiuti, campi elettromagnetici, rumore, ecc. ) secondo quanto previsto dalla Normativa vigente e fornisce supporto tecnico-scientifico alle Autorità Competenti (Regione, Provincia, Comuni), di polizia e giudiziaria. Inoltre, altri obiettivi dell’agenzia sono la diffusione della conoscenza dell’ambiente e dei fenomeni che la caratterizzano, oltre ad attività di sensibilizzazione, di prevenzione e di promozione della salute degli ecosistemi per una migliore qualità della vita e della sicurezza per la collettività.

Nel periodo in cui sono stato Direttore del Dipartimento ARPAM di Pesaro, la struttura era articolata in specifici Servizi tematici:

– Servizio Acque: Mare (controlli analitici sulle acque di balneazione, monitoraggio costiero, fenomeni eutrofici, acque destinate alla vita dei molluschi…..), fiumi e laghi (esami chimici, microbiologici e biologici…), analisi su acque di scarico, acque sotterranee, acque potabili e minerali e alimenti di origine vegetale.

Servizio Aria: Controllo della qualità dell’aria mediante analisi delle emissioni (PM10, PM2.5, ossidi di azoto, biossidi di zolfo, monossido di carbonio e altro), bollettino dell’ozono e controlli dell’inquinamento atmosferico di origine industriale ed urbano effettuate anche in forma itinerante con mezzo mobile attrezzato su richiesta delle Autorità Locali ed in caso di emergenze ambientali.

– Servizio Rifiuti/suolo: Controlli su discariche, cave, siti inquinati, contaminazione dei suoli, analisi merceologica dei Rifiuti Solidi Urbani, raccolta e gestione dei dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti degli impianti di trattamento e Sezione Regionale Catasto Rifiuti.

– Servizio Radiazione/rumore: Rilevazioni di inquinamento da rumore mediante misurazioni acustiche, controlli su radiazioni ionizzanti (radioattività, raggi x, radon) e non ionizzanti ( campi elettromagnetici di bassa frequenza come gli elettrodotti, e di alta frequenza come le antenne per la telefonia) ed altro.

– Servizio impiantistico: Verifiche, nei cantieri, degli apparecchi di sollevamento e degli impianti elettrici; verifiche periodiche degli ascensori ed altro.

In ogni Servizio venivano eseguiti sopralluoghi, campionamenti, analisi ed emissione di pareri per la varie Autorità Competenti per il rilascio di autorizzazioni.

ARPAM è accreditata per competenza tecnica ed idoneità professionale degli operatori dall’Ente di Certificazione Accredia.

Attualmente il Nuovo Regolamento prevede solo due Servizi: Laboratoristico e Territoriale, con competenze analoghe a quanto previsto dal precedente ordinamento.

Può spiegarci come mai il microscopio elettronico comprato con una sottoscrizione pubblica per i dottori Gatti e Montanari è finito all’ARPAM?

La vicenda tra i ricercatori Gatti/Montanari, Beppe Grillo e l’Associazione Bortolani Onlus è arcinota. Dopo la donazione che la Onlus ha fatto a favore dell’Università di Urbino il microscopio è rimasto per un certo periodo inutilizzato. A questo punto è doveroso ricordare che, nel 2011, la giunta regionale aveva deliberato l’istituzione del    “Centro Regionale Amianto” presso il Dipartimento Provinciale dell’ARPAM di Pesaro. La nascita di questo Centro si inseriva all’interno dei programmi del servizio sanitario regionale, e doveva essere in grado di offrire, attraverso l’elaborazione di dati, un censimento degli edifici con presenza di amianto. Per assolvere a questo ed altri compiti era necessaria una strumentazione piuttosto sofisticata per cui avevo chiesto ed ottenuto un finanziamento dalla Regione Marche per l’acquisto di un Microscopio Elettronico a Scansione (SEM). L’Università di Urbino, che collabora da anni con ARPAM, venuta a conoscenza della necessità per il nostro Istituto di un Microscopio Elettronico mi ha proposto la cessione in comodato d’uso del sofisticato strumento donato dalla ONLUS. Si è quindi stipulata un’apposita convenzione che stabiliva le modalità di utilizzo del microscopio permettendo così che i fondi regionali venissero comunque utilizzati per potenziare ulteriormente l’ ESEM e per acquistare nuovi accessori.

Che uso ne viene fatto all’ARPAM?

Nel periodo della mia direzione il Microscopio Elettronico veniva usato principalmente nella ricerca di fibre di amianto nei MCA, nelle acque, nei rifiuti, per misurare la concentrazione di fibre aerodisperse e di polveri respirabili a composizione metallica, per la tipizzazione delle polveri sottili (PM10 – PM2.5) e per ricercare particolari inquinanti nei rifiuti. Inoltre, essendo in grado di operare in modalità ESEM ( Environmental SEM ), a differenza dei normali microscopi elettronici a scansione potendo analizzare anche campioni umidi, ci avrebbe dato l’opportunità di fare indagini biologiche, individuazione e riconoscimento di alghe tossiche (ostreopsis ovata e altro) poiché permette un’analisi morfologica degli organismi. Lo strumento veniva utilizzato anche da ricercatori universitari e dai dott. Gatti e Montanari secondo quanto stabilito nella convenzione stipulata con l’Università.

 È lo strumento adatto per il lavoro che l’ARPAM svolge?

Come ho detto precedentemente, essendo un Microscopio Elettronico a scansione ambientale ESEM per le indagini prettamente istituzionali dell’Agenzia forse era sovradimensionato.

È vero e, se è vero, perché verrà sostituito con un altro apparecchio?

Probabilmente per le ragioni che ho accennato in precedenza e anche per un fattore economico, visti gli elevati costi di gestione, ma credo che questa domanda andrebbe rivolta alla nuova Direzione.

In questo caso, che sorte avrà il microscopio attualmente in uso?

Non so, forse ritornerà al legittimo proprietario.

Quali sono stati e quali sono i rapporti tra Lei e i dottori Gatti e Montanari?

I miei rapporti con i due ricercatori erano di reciproco rispetto e di collaborazione. Ognuno dei tre soggetti, Agenzia Pubblica, Istituto di Ricerca Universitario ed Istituto di Ricerca Privato utilizzava il Microscopio Elettronico per i propri compiti istituzionali e di ricerca secondo quanto previsto dagli accordi con l’Università di Urbino e da quanto indicato nella convenzione.

Ritiene necessaria una raccolta fondi per acquistare un nuovo microscopio per continuare la ricerca dei dottori Gatti e Montanari?

Certamente, perché penso che la ricerca scientifica sia necessaria sempre. L’importanza della ricerca è indiscutibile e purtroppo i pochi fondi che annualmente vengono stanziati in Italia per la ricerca scientifica e tecnologica potrebbe portarci ad un impoverimento scientifico e culturale. Oggi stiamo assistendo ad uno spostamento dei nostri ricercatori verso laboratori esterni, meglio attrezzati e con maggiori fondi a disposizione. E’ un impoverimento che rischia di penalizzare per una intera generazione i nostri centri di ricerca e di regalare all’estero tante scoperte.

Grazie, Dott. Pizzagalli, per il tempo concessoci e per le importanti informazioni forniteci.

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