“Anche con i computer sotto sequestro manterrò gli impegni presi”

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – So che lei non vuole parlare del sequestro dei computer contenenti, tra l’altro, tutto il materiale relativo alle vostre ricerche.

Stefano Montanari – Non credo sia opportuno parlarne. Lasciamo che la Magistratura proceda e poi vedremo il da farsi.

RD – E, allora, parliamo del risultato delle elezioni.

SM – Vogliamo essere ottimisti?

RD – In che senso?

SM – Il PD è tracollato, e questo è un dato quanto mai positivo. Mi auguro, per il bene di questo povero paese che, tutto sommato, non riesco a odiare, che Renzi resti solo confinato ai brutti sogni o alle satire e che, ora declassato a senatore, non faccia troppi guai. Altro dato che potrebbe essere positivo è che la signora Lorenzin potrebbe togliere il disturbo come zarina della salute italica.

RD – Beh, se non fa parte della maggioranza è evidente che non sarà più ministro.

SM – Così la logica vorrebbe: sei in minoranza e non fai il ministro. Ma l’Italia ha una logica particolare e, quando si tratta degli italiani, le sorprese non sorprendono nessuno. Ammetta che i grillini, una volta ottenuta la garanzia che Renzi non nuocerà, si alleino con il PD e il PD, per motivi che a me sono evidenti ma di cui non dirò, trascini i petalosi al governo, ecco allora che la signora Lorenzin potrebbe riappiccicarsi a quella poltrona che tanto piace alle industrie farmaceutiche. È improbabile, lo so, ma improbabile non equivale a impossibile.

RD – La signora Lorenzin ha vinto a casa sua: a Modena

SM – Per prima cosa io abito a una decina di chilometri da Modena e lì la signora, che io ho avvistato alle pompe funebri dove, con grande appropriatezza, ha fatto parte della campagna elettorale, non era nel menu. Se si è presentata a Modena e non altrove, avrà avuto le garanzie del caso. Magari avrà contato su un livello intellettivo, culturale e morale dei modenesi che la rincuoravano e qualcuno le avrà assicurato che a Modena non avrebbe avuto problemi. E così è stato. Del resto, nella vicina Bologna ha vinto Casini presentandosi con i vecchi nemici. Dunque…

RD – Posso chiederle per chi ha votato?

SM – Certo! Non ho mai fatto mistero che avrei rifiutato le schede e questo ho fatto: sono andato al seggio, ho fatto la fila e, quando è stato il mio turno, non ho toccato le schede, facendo verbalizzare il mio rifiuto.

RD – Ha avuto difficoltà?

SM – La signora che stava a capo del seggio era indispettita e quel dispetto l’ha chiaramente espresso, ma io le ho fatto tranquillamente notare che delle sue opinioni non m’interessava un fico secco. Far mettere tutto a verbale era un mio diritto e c’è addirittura il carcere se quel diritto viene negato.

RD – Che ne dice del risultato del Movimento 5 Stelle?

SM – Ne sono felice.

RD – Lei mi sorprende. Non mi pare che lei si sia mai espresso a favore dei grillini. Anzi…

SM – E non ho cambiato parere. Nessun partito ha danneggiato me e, danneggiando me, l’Italia più dei grillini e la loro ipocrisia è stata per anni grottescamente evidente a chi non se la sentiva di chiudere occhi, orecchi e cervello. Al loro santone si deve la sottrazione del microscopio con tanto di ostacoli enormi alla ricerca di cui, poi, quelli pretendono i risultati. A loro si deve la chiusura della onlus che avrebbe dovuto diffondere i risultati delle nostre ricerche. A loro si devono le valanghe di fango che ho ricevuto.

RD – E, allora, da dove viene la sua felicità?

SM – Ora che sono diventati grandi, sono certo che ripareranno al male che hanno fatto. Chi sfila al seguito delle bandiere di onestà, correttezza, bene dei cittadini e quant’altro di lodevole esista non può non essere onesto, corretto e lontano dal bene dei cittadini. Dunque, invece di continuare a raccontare fandonie, a scappare sottraendosi ad ogni confronto e a giocare con i soldi, restituiti o no che effettivamente quei soldi siano, in un colpo solo ricompreranno il microscopio che Grillo lasciò portare via e forniranno i mezzi per mantenerlo. Basterebbe niente.

RD – Ci crede davvero?

SM  – Mi faccia la prossima domanda.

RD – E per quanto riguarda i vaccini?

SM – Qui bisognerà vedere che cosa diranno Big Pharma e il loro consulente Guido Silvestri. Fino ad ora i grillini sono stati coerenti con loro stessi, cioè ambigui. Ora dovranno venire allo scoperto e vedremo.

RD – E che ne dice del pieno di voti di Salvini?

SM – Premesso che i vincitori, come da tanto tempo accade, sono stati coloro che non hanno votato, è evidente che i consensi dati alla Lega Nord arrivano almeno in grande misura da chi non ne può più di governi come quelli che ci siamo trascinati appresso per anni e tentano la sorte, magari pensande che peggio di così sarebbe difficile. Questi elettori vogliono liberarsi dei vari Renzi, Grasso, Boldrini, Lorenzin e, insomma, di tutti quei personaggi che, mai eletti da nessuno ma con un potere enorme tra le mani, da anni conducono l’Italia in un modo preoccupante fino ad una vera e propria dittatura. Personalmente mi dispiace che, malgrado il mancato consenso popolare, questa gente riuscirà in gran parte a restare in parlamento, con questo comportandosi in un modo che altrove, in nazioni nelle quali il concetto di dignità non è il nostro, avrebbe suscitato riprovazione o perfino ilarità. Spero, però, che almeno questi siano messi in condizione di non fare troppi guai. Quanto a Salvini, vedremo che cosa vorrà fare. Il centrodestra, pur lontano da un minimo di maggioranza e forzatamente bisognoso di rinforzi, è la prima coalizione e dovrebbe poter tentare di mettere in piedi un governo. Certo che, con Forza Italia dal fiato corto, tra l’altro dopo aver commesso l’errore gravissimo di proporre Tajani, e con la Meloni che più di tanto non può dare, non so se fare quell’alleanza sia stata cosa saggia per Salvini. Si dovesse fare, si tratterebbe di certo di un governo molto traballante. I numeri vorrebbero Lega e Grillo, ma non pare che, almeno a parole e limitandoci a questo momento, la cosa sia fattibile. Ancora una volta, vedremo. Magari torneremo a votare tra poco, paralizzando una volta di più il Paese e sprecando montagne di quattrini.

RD – E, restando alla Lega, per quanto riguarda il problema dei vaccini?

SM – Salvini è stato grillescamente ambiguo. Credo che dei vaccini gli importi meno di nulla e, magari, non conosce nemmeno compiutamente il problema, ma, se non toglierà l’obbligo petaloso, perderà parecchi consensi. Forse fin lì ci arriva.

RD – E, a proposito di vaccini, che ne dice di tutti i piccoli partiti più o meno anti-vax?

SM – Le rispondo alla Totò: ma mi faccia il piacere! Ben altro è quello che avrebbero dovuto fare, cominciando da rappresentanti di tutt’altra statura. Sia chiaro, tra loro c’erano anche bravissime persone, ma ci vuole altro! Quando dissi che quelli, per di più frammentati, non avrebbero raccattato nulla e che i voti dati a loro sarebbero stati dispersi ero fin troppo facile profeta. Presentarsi alle elezioni non è diverso da cercare di vendere un qualsiasi prodotto: bisogna entrare nella testa della gente, e, per entrarci, bisogna avere accesso alle grandi TV e ai grandi giornali, cosa che chiunque abbia un minimo di esperienza sa essere impossibile. Quelli sono strumenti di potere cui solo chi il potere ce l’ha o chi dispone di denaro a sufficienza può accedere. E, al contrario delle bizzarrie annaspanti sparate dalla signora Lorenzin, chi è critico nei riguardi dei vaccini non ha un briciolo di potere e non ha un soldo. Dunque, è l’ovvio fallimento. Pensi: in parlamento ci vanno persone come la Lorenzin, la Boschi, Casini, la Boldrini, Grasso e non ci va Miedico.

RD – Che ne dice dei ministri in pectore dei vari partiti?

SM – Vede, io sono sempre stato del parere che un ministro, cioè colui al quale fanno capo tutte le attività nazionali nel suo settore di competenza, competente dovrebbe essere. Tanto per fare un esempio, come si può affidare la ricerca e l’istruzione a chi la scuola l’ha vista poco? O la salute a chi sparacchia che i virus strisciano e saltellano e che il tetano si trasmette da nonno a nipote oppure che il morbillo fa strage e non s’interessa delle migliaia di morti per infezioni contratte in ospedale? Noi, in Italia, di persone all’altezza le assicuro che ne abbiamo, ma, forse proprio perché quelle sono culturalmente e moralmente di alto livello, non sono accettabili a chi sta nel salottino buono. Dunque, il Paese è condannato. Prenda nomi come, ad esempio, Livio Giuliani da mettere al ministero della ricerca o come Paolo Maddalena alla giustizia e mediti. Noi ce li abbiamo e non li mettiamo neppure in panchina.

RD – Cambiamo argomento, partendo da Livio Giuliani e da Paolo Maddalena. I due erano relatori al convegno sulle nuove frontiere della biologia che si è tenuto a Roma venerdì scorso. Lei c’era. Che ne dice?

SM – Ci sono state relazioni interessantissime ma anche, me lo lasci dire, interventi di cui si sarebbe potuto fare a meno perché riferivano di qualcosa che con le nuove frontiere non avevano proprio a che fare, se non altro trattandosi di dati risalenti a molti anni fa. Comunque, il senatore D’Anna, oggi non più senatore per sua scelta, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, è stato ammirevole. Una folla di perfetti imbecilli ha tentato fino all’ultimo di bloccare quel convegno per il terrore che ci fosse qualcuno che presentava dati imbarazzanti sui vaccini. Ma D’Anna è andato avanti senza lasciarsi intimorire addirittura da iscritti all’Ordine e ne è uscito un convegno brillantissimo.

RD – Ma, e io c’ero, di relazioni contro i vaccini non ce ne sono state. Appena qualche accenno di passaggio.

SM – E relazioni dedicate non erano nemmeno in programma. Però la paura era evidente. Pensi che proprio per questo al giornalista RAI Franco Di Mare che avrebbe dovuto moderare il convegno è stato consigliato di cancellare l’impegno già preso. Tra parentesi, le dico che la rinuncia è stata una fortuna per il livello della manifestazione.

RD – Ho ascoltato sua moglie, la dottoressa Gatti, anche lei relatrice. Nemmeno lei ha parlato di vaccini, e questo nonostante tutte le ricerche che avete svolto insieme negli anni a questo proposito.

SM – L’argomento del suo intervento era un’illustrazione sintetica di che cosa sono le nanopatologie, un argomento sempre più importante ma ben poco conosciuto anche da chi dovrebbe essere un addetto ai lavori.

RD – Qualcosa, però, è stata detta da Giulio Tarro.

SM – Ha detto cose sui vaccini che chiunque li abbia studiati da dentro non può condividere. I benefici che Tarro ha sostenuto semplicemente non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti ma, naturalmente, ognuno ha diritto e facoltà di dire ciò che vuole.

RD – Insomma, dei vaccini si è parlato bene.

SM – Sì, anche se per chi ha capito ciò che diceva Luc Montagnier che un Nobel l’ha vinto, ci sono punti su cui quanto meno prestare enorme attenzione.

RD – Verso la fine del convegno è arrivata una piccola troupe de La7 e, a quanto pare, l’intento era piuttosto polemico.

SM – Io ho visto appena la cosa perché sono stato di fatto impegnato continuamente con persone, biologi, medici e gente comune, che desideravano parlarmi. Il giornalista era un tale Casadio al quale pochissimo tempo fa ho rifiutato una specie d’intervista sui vaccini perché mi offriva cinque minuti compreso il tempo occupato dalle sue domande. È palese che in un tempo simile non si può certo mettere una pezza alle centinaia di ore di bugie che tutte le TV, certo La7 non esclusa, hanno trasmesso sui vaccini. E poi, da quanto mi è stato riferito, pare che quel giornalista non fosse proprio ferrato sull’argomento anche se ha affermato di essere laureato in medicina. E qui non mi chieda commenti sul livello delle nostre università.

RD – In definitiva, a parte l’incidente con La7, dunque un giudizio positivo sull’iniziativa.

SM – Assolutamente e senza riserve. Sarebbe bello se tutti gli ordini professionali avessero responsabili così illuminati e anche coraggiosi.

RD – Mi perdoni se torno in qualche modo all’argomento di cui lei non vuole parlare. So che lei ha in programma qualche conferenza per marzo e anche la partecipazione a un congresso. Come farà se le hanno messo sotto sequestro i computer che contengono le immagini e i dati? Ha cancellato gli impegni?

SM  – No: siano tutti rassicurati. Io terrò fede a quanto mi sono impegnato a fare.

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