Comunicato stampa di rettifica alla Gazzetta di Modena

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Ringraziando la Gazzetta di Modena per lo spazio concessoci, come Associazione “Vita al Microscopio”, da anni in collaborazione e a sostegno delle ricerche dei dottori Gatti e Montanari, vorremmo cogliere l’occasione per puntualizzare alcune imprecisioni che in questi giorni, sia in testate cartacee che online, si sono potute riscontrare.
Come prima cosa va detto che il primo comunicato ufficiale lanciato sui social network, titolato “Ennesimo attacco alla verità”, non è stato assolutamente scritto dal dott. Stefano Montanari il quale, in quel momento, non sarebbe nemmeno stato in grado di farlo per il semplice fatto che era impegnato con la Finanza, la quale a sua volta stava ritirando gli apparecchi di comunicazione: computer, file, hard disk, e via di scorrendo.
Circa l’accusa e la denuncia, sono circolate sul web anche illazioni infondate, come ad esempio l’idea che l’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia di un paziente ammalto di tumore, rivoltosi alla dottoressa Antonietta Gatti per un’analisi dei tessuti tumorali alla ricerca di Nanoparticelle cancerogene. L’accusa di “truffa”, ancora, non trova le precise motivazioni che aiuterebbero a spiegare l’attacco ai due ricercatori.
Siamo in attesa di ulteriori precisazioni e, dunque, è inutile tentare ad indovinare. Ciò che è certo è che la raccolta fondi per la raccolta di un nuovo microscopio elettronico – quello ora in utilizzo, concesso ai ricercatori una volta a settimana a Pesaro, sarà fatto rottamare –  non c’entra nulla con la denuncia; e questo lo dimostra il fatto che durante la perquisizione si sono cercati documenti legati alle ricerche, non di certo soldi o quant’altro. Peraltro, di questa raccolta ci occupiamo noi come associazione, e tutto è stato sempre fatto nel modo più pulito e trasparente.
Va poi detto che la Bortolani Onlus, con la quale si è andati a processo per il microscopio di Beppe Grillo, è stata condannata nel primo grado di giudizio dal Tribunale di Reggio Emilia (in allegato la sentenza), ma la notizia non ha suscitato  un interesse tale da rendere noto il fatto, che ha, non poco, infangato la reputazione dei due scienziati.
Detto questo, concludiamo dicendo che la scienza non è soggetta a pareri personali, e a “remare contro i vaccini”, come qualcuno pensa, non si fa di certo carriera, né tanto meno si fanno soldi: piuttosto è vero il contrario, cioè carriera rovinata, messi all’angolo e, appunto, costantemente attaccati. I dottori Gatti e Montanari sono scienziati, e come tali parlano per ciò che hanno visto e vedono, non per pareri personali. Parlare di “medici no-vax”, oltre che lesivo per la loro deontologia professionale e per la dignità umana dei medesimi, risulta essere banale, cioè privo di un giudizio oggettivo che aiuti a comprendere il ruolo della ricerca da loro condotta e che, a quanto pare, continua ad infastidire molti.
Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena il 24/02/2018

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