Scie chimiche: perchè non sono state ancora analizzate?

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Se non le dispiace, vorrei cominciare con chiederle della storia che corre in rete secondo cui lei avrebbe rifiutato di analizzare delle scie chimiche.

Stefano Montanari – Se non dispiace a lei, vado a raccattare le braccia che mi sono cadute. Come è noto, l’imbecillità non costituisce reato e ognuno è libero di esercitarla come più gli aggrada. Dunque, siamo nella più completa legalità. Ormai da ben più di una decina d’anni io sono tormentato dalle scie chimiche. Beninteso, come tutti, anche chi ha gli occhi accuratamente foderati di prosciutto, le vedo anch’io, ma da lì a che io possa dire che cosa c’è dentro ce ne corre. Quanto al mio presunto rifiuto di analizzarle, siamo davvero a livelli mortificanti.

RD – Ma che cosa è successo ultimamente?

SM – C’è un tale che io, fortunatamente, non ho mai incontrato di persona il quale, per motivi noti solo a lui, se la prende con me da non saprei dire quanti anni. Questo personaggio è fissato con le scie chimiche, una fissazione su cui, sia chiaro, io non ho niente da obiettare e che, anzi, se portasse a qualcosa di condotto in maniera intelligente, troverei utile perché sarebbe interessante sapere che cosa c’è davvero in quelle strisce che, piaccia o no, appaiono ben diverse dalle scie di condensa degli aerei. Anni fa, senza che ce ne fosse bisogno, il tale cui accennavo si spacciò per laureato in architettura quando, invece, è un geometra [http://leoniero.blogspot.com.au/2010/03/la-carta-didentita-di-rosario-marciano.html (N.d.R.)]. Nulla di male ad essere geometra. Non altrettanto è spacciare un titolo di studio che non si ha. Dico questo solo per dare un elemento utile a valutare la credibilità dell’individuo. Bene: il personaggio ha un sito Internet in cui racconta periodicamente di analisi fatte a campioni di scie chimiche, analisi della cui attendibilità mi permetto di dubitare, sempre che qualcuno qualcosa abbia analizzato davvero.

RD – Da dove vengono i dubbi?

SM – Le scie che vediamo sono prodotte a qualche chilometro di quota ed è praticamente impossibile che, qualunque cosa ci sia dentro, si sia in grado di raccattarne tracce sicure al suolo. La dispersione che avviene in atmosfera e tutti i confondenti, dalle polveri del traffico a quelle del riscaldamento domestico, dalle fonderie alle centrali a biomassa, dalle centrali elettriche agli inceneritori formano irrimediabilmente un miscuglio tale che diventa impossibile individuare qualcosa eventualmente caduto a tanta distanza. Insomma, le fonti inquinanti sono tali e tante che, lavorando a così grande distanza dall’origine, per di più con differenze enormi di altitudine e con i venti in quota, è di fatto impossibile ritenere che ciò che, nel caso, si rileva analiticamente raccogliendo polvere al suolo sia rappresentativo della scia. Come già ho avuto modo di riferire parecchie volte, mi è capitato di analizzare quelle che, a detta di chi me le portava, erano campioni di scia. Di fatto, invece, si trattava in tutti i casi di normalissima polvere ambientale come chi è del mestiere sa che si trova di norma per terra, scia o non scia. Stavolta un tale a me sconosciuto mi scrive dicendo di essere un lavoratore di un aeroporto e di aver messo le mani su qualcosa, mi pare un liquido, con cui, a suo dire, verrebbero prodotte le scie chimiche. Da dove venga questa idea non saprei dire, ma poco m’importa. La sua richiesta scritta è di eseguire una spettrografia di massa sul campione. Noi, però, facciamo tutt’altro e certo non spettrografia di massa, non essendo nemmeno dotati della strumentazione indispensabile per quel tipo d’indagine. Dunque, gli rispondo che quel quell’analisi è facilmente eseguibile non da noi ma da qualunque università che abbia una facoltà di Chimica o di Farmacia e che, per forza di cose, è dotata dell’apparecchio. A questo punto il geometra, venuto al corrente della cosa o forse già preventivamente informato, si scatena raccontando ai suoi lettori che io mi sarei “defilato” accampando scuse traballanti per non analizzare il campione [http://www.tankerenemy.it/2017/12/scie-chimiche-analizzato-il-liquido.html (N.d.R.)] Sia chiaro: io dirigo un laboratorio privato e, se si vuole analizzare qualcosa, lo faccio, ovviamente a pagamento. Io, però, analizzo micro- e nanoparticelle solide e inorganiche e non altro né eseguo spettrometrie di massa. Dunque, mi sarebbe stato impossibile accontentare il richiedente. E, allora, mi chiedo che cosa avrei dovuto fare. Chiunque sarebbe stato capace di capire l’ovvietà, ma, evidentemente, non il geometra delle scie. Intelligenza insufficiente, malafede o altro non saprei dire, ma non sono fatti che mi riguardino. Allora ho mandato un commento al blog per chiarire la cosa e il commento non è mai stato pubblicato. Glie ne ho mandato un altro e nemmeno quello è comparso. Il che non mi stupisce: da Grillo a Burioni personaggi di quel calibro si comportano tutti in fotocopia, semplicemente fingendo che l’obiezione, la correzione o il commento non ci siano mai stati. E, allora, nella testolina dei frequentatori del blog del personaggio, ecco Montanari che si “defila”.

RD – Che cosa intende fare ora?

SM– Nulla. Ho già perso troppo tempo. Quel tale vive nel suo mondo, qualunque cosa ne ricavi, e in quel mondo vive anche qualche ingenuo sul tipo del signor Gianni Lannes, autodefinito giornalista d’inchiesta, che pure se la prende con me sempre con la favoletta del mio coinvolgimento nelle scie. Anzi, per lui sono addirittura un agente della NATO e vedi mai che sia proprio io a schizzare le scie. Lascio a lei ogni considerazione in merito. In fondo quei poveretti alla ricerca di restare a galla grazie ad un nemico a tutti i costi mi fanno tenerezza. Dal punto di vista scientifico siamo né più né meno all’ingenuamente ridicolo e per il resto, quello psicologico, mi conceda di non aggiungere altro a quanto ho già detto.

RD – Bene. Cambiamo completamente argomento e passiamo alla politica. È vero che lei si presenterà alle prossime elezioni?

SM – Non che io sappia.

RD– Ma è vero o no che alcuni partiti l’hanno contattata?

SM – Nessuno. Vede, io sono pericoloso e tutti coloro che hanno qualche esperienza politica sia perché la politica l’hanno vissuta da dentro o la vivono sia perché ad entrarci ambiscono sanno perfettamente che io non sono disponibile a nessun compromesso, a nessun giochetto, a nessuna rinuncia. Ma, come dicono i farabutti che sono gabellati per politici, la politica è l’arte del compromesso e, allora, io non sono adatto.

RD – Ma non tanto tempo fa lei si disse disponibile.

SM – Certo, e disponibile resto. Ma alle mie condizioni e, nella nostra società, le mie condizioni sono semplicemente impossibili da rispettare perché pretendono qualcosa che nessuno è disposto a dare.

RD – Cioè?

SM – L’onestà incondizionata.

RD – Lei mi sta dicendo che tutti i politici sono disonesti?

SM – È la storia delle mele marce che attaccano quelle sane. A me è capitato di conoscere persone più che perbene e dotate delle migliori intenzioni che, raggiunta la posizione cui ambivano, nel giro di un attimo sono diventate Mr. Hyde: totalmente irriconoscibili. Il contagio del potere, non importa di quale portata, contiene un patogeno con una capacità enorme di infettare. Va da sé che c’è anche chi resiste all’infezione, e quei pochi sono i classici fiori cresciuti nel fango. Chi arriva a posizioni di potere è regolarmente circondato da farabutti e comportarsi come loro, quasi sempre senza neppure rendersi conto di che cosa sta accadendo, diventa la normalità. I valori morali diventano semplicemente qualcosa di cui farsi beffe perché chi siede nel salottino buono non può certo abbassarsi ad essere onesto. Esserlo significherebbe l’ostracismo immediato. Siamo obiettivi: io non sono adatto, se non altro perché sarei per tutti un corpo estraneo da espellere il più in fretta possibile e, se restassi per un tempo sufficiente, metterei in pericolo il castello di carte. Già in passato mi capitava di essere definito un fascista quando tenevo conferenze dove dominava la sinistra e un comunista dove la potere c’era la destra. Insomma, io do fastidio a tutti. E guardi anche nel mondo di chi è critico nei confronti dei vaccini. Anche lì io non sono certo benaccetto.

RD – E, allora, restando fuori dalla politica, come vede il futuro prossimo dell’Italia?

SM – Se ha lo stomaco per farlo, dia un’occhiata alle celebrazioni inscenate per il settantesimo della Costituzione. Guardi chi della Costituzione canta le glorie, poi veda come quello è arrivato al posto che occupa e come si comporta. Non le sarà difficile rendersi conto dell’ipocrisia beffarda, per non dire altro, che impera. Ripensi a come tutti i parlamentari, su fino al presidente della Repubblica, sono finiti in poltrona proprio in spregio della Costituzione. Torni a quando Grasso, presidente del senato mai eletto da nessuno, vietò la proiezione del film Vaxxed per i senatori. Legga il testo della legge fatta passare dalla Lorenzin. Guardi alla scuola di rieducazione per i giornalisti e le sarà facile compararla con quanto è la prassi in qualunque paese a regime dittatoriale. Guardi ai partiti che si preparano a competere per le poltrone. Lasciando da parte i grillini che restano coerentemente comici, guardi, ma solo a titolo d’esempio, alla formazione che addirittura si presenta nientemeno che con la faccia della signora Lorenzin. E, fuori del parlamento, guardi alla Corte Costituzionale che non si accorge delle tante incostituzionalità che rendono l’Italia un paese ridicolo. E, fuori ancora, guardi all’Ordine dei Medici. Guardi ai mezzi che continuiamo a chiamare d’informazione. Guardi alle università. Purtroppo potrei continuare a lungo ma mi fermo qui per la nausea che provo e la vergogna di essere italiano. Lei mi chiede come posso vedere il futuro di un paese alla deriva che sta naufragando a metà strada tra la tragedia e la farsa. Che cosa posso pensare di avventurieri senza scrupoli? Che cosa posso pensare di un popolo di ovini privi di amor proprio che si lasciano abbindolare e calpestare senza un moto di ribellione e, anzi, spesso applaudendo senza far caso all’umiliazione subita? Che cosa posso pensare di un popolo che se ne infischia dei propri figli e li regala a chi con quei bambini ridotti a carne da macello fa soldi? In fondo, l’Italia ha quello che vuole e quello che si merita. Peccato solo per la prossima generazione che si farà inevitabilmente delle domande e alla quale si dovranno spiegare tante cose. E di sicuro non sarà facile.

RD – Chi vincerà le elezioni?

SM – Non lo so, ma, se non arriverà un’invasione aliena a sconvolgere tutto, chiunque le vinca sarà una tragedia. Il rischio è che le vinca il gregge di Grillo con tutta la catastrofe del caso, ma, d’altra parte, mi chiedo se la ripetizione del governo che ci troviamo ora tra i piedi non sia peggio. Il fatto è che, per pigrizia, per ignoranza, per stupidità ci siamo lasciati imprigionare in un inferno da cui non abbiamo alcuna intenzione di uscire. Eppure la porta è spalancata: basta volersene andare per mandare al diavolo i nostri aguzzini e, almeno, tentare di allestire una società dignitosa. Ma è evidente: il nostro è il mondo dove scorrazzano in totale licenza le Lorenzin, i Burioni, le Bebe Vio… Siamo dei suicidi.

RD – Bebe Vio…

SM– Ottima atleta.

RD – Ma…

SM – Come tanta altra gente arrivata per qualunque motivo ad una certa visibilità, anche la ragazza, magari in buona fede, si permette di pontificare su qualcosa di cui è perfettamente ignorante. Certo, lei ha subito la tragedia di una malattia ma questo non può significare che sia esperta di altro al di fuori del suo dolore. È un po’ come se qualcuno scampasse ad un disastro aereo e per questo semplice fatto diventasse credibile se parla d’ingegneria aeronautica.

RD – Lasciando da parte Bebe Vio, ha qualche proposta?

SM – Possiamo salvarci solo riprendendoci le chiavi di casa ma la reazione deve venire da ognuno di noi. Fino a che saremo in quattro gatti non ci sarà scampo e, valutando la situazione oggettivamente, non solo non vedo reazioni ma mi pare di scorgere segni evidenti di un’ipnosi sempre più profonda. Il regime attuale cadrà da sé come è la regola storica, ma lo farà dopo essersi lasciato alle spalle una scia di dolore che sarà molto difficile lavare.

RD – Lei parlava di ipnosi. A quanto vedo pubblicato pare che le persone critiche nei riguardi dei vaccini siano in diminuzione e ci sia un vero e proprio boom di richieste di vaccinazioni.

SM – Veda chi ha sponsorizzato quella buffonata di statistica e ne valuti lei la credibilità. Comunque, non c’è da stupirsi: una popolazione che si fa vaccinare contro l’influenza, addirittura iniettando quella roba ai vecchi, è capace di qualunque follia. Siamo un popolo volontariamente ignorante e tutto ciò che ci casca addosso lo meritiamo.

RD – Restando ai vaccini, pare che ci siano casi di morte tra i vaccinati che sono stati colpiti dalla malattia che questi volevano prevenire.

SM – Sì, di tanto in tanto trapela qualcosa ma io temo che si tratti della classica punta dell’iceberg che, per un attimo, sfugge miracolosamente alla censura per poi scomparire in un fiat. Ci sono malattie che esistono solo perché fatte sopravvivere dai vaccini e altre che, grazie ai vaccini, esistono ora come forme nuove, varietà artificiali sconosciute prima, del patogeno. Ci sono malattie che si contraggono perché chi si è vaccinato è stato illuso di essere protetto persino verso ceppi diversi di quelli previsti dal farmaco e non si difende più con le precauzioni del caso. Ci sono vaccini, e sono tanti, sulla cui efficacia non si sa assolutamente niente, a partire dal produttore che, peraltro, molto spesso lo dichiara sinceramente. Ci sono vaccini che aumentano a dismisura la mortalità dei vaccinati come accade da anni in Guinea Bissau senza che nessuno faccia una piega. Ci sono epidemie che avvengono solo a carico dei vaccinati. Ci sono vaccini che vengono praticati su soggetti assolutamente incapaci di sopportarli. Nessuna vaccinazione è somministrata dopo avere eseguito i controlli che la buona pratica medica impone. Si arriva perfino a iniettare vaccini a chi ha già contratto e superato la malattia raccontando di una sorta di superprotezione che altro non è se non una squallida truffa ai danni dei gonzi. E, per quanto riguarda i controlli sui prodotti, mi sono già espresso più volte con tanto di denuncie alle autorità che chiamiamo competenti senza il minimo risultato. Se posso essere franco, siamo degli idioti in mano a dei pazzi. Se continueremo a non renderci conto che tutto ciò che ruota intorno ai vaccini compresa l’idea stessa di vaccino è totalmente da rivedere, la generazione in arrivo sarà totalmente indifesa, e le avvisaglie sono già chiare.

RD – Lei dice che non c’è speranza, eppure non mi pare che abbia smesso di lottare.

SM – Ci ho fatto l’abitudine. Ho lottato tutta la vita e non credo che saprei fare altro. O, forse, non saprei vivere altrimenti. Glie l’ho detto: alla fine questo regime morirà come è accaduto per qualunque regime dittatoriale, e morirà ucciso dalla sua stessa follia. Ma lo farà in modo naturale senza l’intervento di nessuno, meno che mai il mio. Io potrei servire solo ad accelerare la morte e questo eviterebbe dolori e lutti, ma sia fatta la volontà della maggioranza, grande o piccola che sia o, magari, neppure maggioranza ma, comunque, qualcosa che per ora costituisce la massa più pesante. Non passerà molto che si riderà di chi oggi ci tiranneggia, della sua volgarità, della sua ignoranza, delle sue menzogne così evidenti, della sua ottusità, della sua ridicola sete di quattrini, di potere o anche solo di ribalta. E si riderà di chi, con incredibile ingenuità, ha prestato fede a questi protagonisti del nulla fino a sgomitare per sacrificare i propri figli. Ma che cosa ci vuole fare? Nessun essere vivente è più stupido dell’Homo sapiens e noi dobbiamo convivere con ciò che siamo. Forse è questo il purgatorio dove scontiamo la pena per peccati di cui non abbiamo memoria, e anche questo potrebbe far parte della pena.

RD – Lei crede che continuerà a lottare?

SM – Non ne ho idea. Ora la cosa non dipende più da me. Se il microscopio che ci toglieranno non sarà rimpiazzato, continuare a correre come un criceto sulla ruota sarebbe solo ridicolo.

RD – Ma sarà rimpiazzato?

SM – Non è a me che deve chiederlo.

RD – Tanto per aprire il nuovo anno, ha ascoltato il discorso del presidente della Repubblica?

SM– Noi non abbiamo nessun presidente della Repubblica. Il signore che i contribuenti pagano per alloggiare al Quirinale è stato piazzato lì da un consesso di abusivi mai eletti da nessuno e, dunque, vale infinitamente meno di un qualunque capo condominio che, almeno, è passato attraverso un’elezione di chi aveva titolo per votare. Comunque, no: non l’ho ascoltato perché di ciò che dice m’importa quanto di ciò che dice un qualunque passante. L’esperienza di discorsi passati dei suoi predecessori, intrisi di una misera retorica dolciastra tipica del compositore di aria fritta, mi è più che sufficiente. Noi abbiamo bisogno solo di una cosa: il ripristino incondizionato della Costituzione, e le pare che il personaggio sia disposto ad ammettere che lui con la Costituzione non ha nulla a che spartire? Lui, esattamente come gli altri, entrerà nella storia minore come esempio di dove può condurre una democrazia allo sbando a causa di una popolazione senza ideali e senza dignità, disposta a lasciarsi impunemente umiliare pur di non dover rinunciare ad una vita da ignavi.

RD – Che cosa augura agli italiani?

SM – Che io abbia torto.

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