CRISTIANO LUGLI INTERVISTA IL DOTT. STEFANO MONTANARI

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Presentazione del libro Vaccini Sì o No? presso la libreria La Bassanese

Dottor Montanari, nell’ultimo periodo ne stanno accadendo di tutti i colori: dai fuochi nemici ai fuochi amici, forse i peggiori di tutti, il vostro operato cerca di essere oscurato o, se vogliamo, sminuito. Cosa sta succedendo?

 

Una categoria di pensatori che non ho mai apprezzato è quella cui appartengono i complottisti. Per questo cerco di astenermi dall’immaginare macchinazioni, congiure, cospirazioni e intrighi assortiti. La sola cosa cui posso e voglio pensare è la solita: l’Homo sapiens è il più stupido degli animali e la stupidità include anche la tendenza suicida non solo personale ma di specie. Nessuno stupore se laddove ci sta non solo una montagna ma una cornucopia feconda e apparentemente inesauribile di quattrini, quattrini con cui si compra il potere e, qualche gradino sotto, la ribalta cui molti poveri ingenuotti anelano, si schierino tanti politici, tanti sedicenti scienziati e quasi tutti i mezzi che noi, forse per abitudine, continuiamo a chiamare d’informazione. Un po’ meno accettabile è che chi sta dall’altra parte continui imperterrito ad assestarsi vigorose zappate sui piedi accettando e, anzi, accogliendo con entusiasmo, personaggi che sono palesemente degli infiltrati o che, regalando loro il beneficio della buonafede, sono talmente impreparati da agire come veri e propri sabotatori. Da sempre mia moglie ed io siamo elementi di disturbo per affari enormemente più grandi di noi. All’inizio furono gli inceneritori e l’inquinamento bellico, poi ci furono le centrali elettriche a oli pesanti, poi le centrali a biomasse, poi i cementifici… Ora, da quando abbiamo reso pubblici alcuni dei nostri risultati analitici sui vaccini, era da aspettarsi che ci sarebbe stata una guerra senza esclusione di colpi. E, allora, ecco gli infiltrati che, essendo tali, agiscono dall’interno. Alcuni sono personaggi buffi come quel tale che spaccia una laurea mai conseguita se non altro per non essersi mai iscritto a un’università, un passato da giornalista di guerra che non risulta a nessuna testata, una posizione da agente segreto del Mossad e una di consigliere particolare del papa emerito Benedetto XVI, un insegnamento universitario, non si sa di che, a Gerusalemme dove non ha mai messo piede, un paio di figli che non ha mai avuto ma di cui narra la morte di uno e il danneggiamento da vaccini di un altro… E potrei continuare, conoscendolo da diversi anni. Insomma, un personaggio ridicolo che, però, sta riscuotendo successo presso un pubblico sempliciotto. Ma con lui ci sono professionisti che cercano di sbarcare il lunario fingendo di pretendere quanto meno la libertà di vaccinazione ma, di fatto, agendo perché la situazione resti gattopardescamente immutata.

 

 

Un tale diceva “bene o male, purché se ne parli”. Può valere anche nel vostro caso?

 

Che dei nostri risultati si parli è senz’altro un bene. Se non altro, qualcuno aprirà gli occhi e qualche domanda se la porrà. Dall’altra parte, stante il fatto oggettivo che nessuno è capace di smentirci facendo la sola cosa che le regole scientifiche consentono, cioè rifacendo le nostre analisi o, quanto meno, prestandosi ad un confronto dal quale, come avrà notato, tutti indistintamente scappano atterriti, i mezzi di comunicazione e di convinzione di massa di cui l’industria farmaceutica dispone si stanno prodigando per ricoprirci di fango. È più che evidente che non ci è mai stata avanzata una critica che stia in piedi e nemmeno ci è stata posta una sola domanda che ci abbia messo in qualche, anche minima, difficoltà, ma questo ha un’importanza relativa. Solo le persone dotate di onestà si rendono conto della situazione mentre le altre, e sono davvero parecchie, restano ipnotizzate dal martellamento mediatico e dalle minacce di ogni tipo, dalle più grottesche alle più vili, che per loro costituiscono il trattamento psicologico quotidiano. Pensi che, venendo agli attacchi che subiamo, si continua a tirar fuori la storiella di un gruppo francese che avrebbe rifatto le nostre analisi trovandole in qualche modo errate. Nessuno si è accorto che quelle analisi erano state condotte usando un metodo inadatto a ciò che si stava cercando e che, ancora peggio, quel gruppo era totalmente ignorante di nanopatologia e nanotossicologia. Dunque, il poco che il gruppo francese ha visto semplicemente non l’ha capito. Non basta spacciarsi per esperti né, un po’ più ingenuamente, essere francesi. Se le cose non si sanno, si fa la figura non proprio brillante che quei tali hanno rimediato, una figura, però, di cui la massa non è in grado di accorgersi. La stessa cosa accade per un italiano impiegato in una piccola università americana mandato in Italia dall’industria farmaceutica come consulente, di fatto controllore, dei grillini. Questo personaggio ha preteso di fare dei calcoli matematici sulle nostre ricerche applicando una nozione chimico-fisica ma, non conoscendo né la chimica né la fisica né la matematica, ha mancato l’obiettivo sbagliando di 13 ordini di grandezza, il che significa centomila miliardi di volte. A nulla è valsa la correzione di Livio Giuliani, scienziato italiano, matematico e fisico: quell’errore, per grottescamente grossolano che sia, resta indelebile nei cervelli. Aggiungo, poi, che la sua totale ignoranza di nanotossicologia aggrava la sua posizione. Insomma, se ne parla, ma quante sciocchezze!

 

 

Eppure la gente sembra aver capito l’importanza delle vostre ricerche. Qualcosa, nell’aria, sembra si stia muovendo. Non è così? 

 

Stiamo parlando di un’infima minoranza. Quando io faccio le mie conferenze ho qualche centinaio di persone ad applaudirmi entusiaste, ma si tratta regolarmente di chi sapeva già quasi tutto dei vaccini. I dubbiosi non partecipano forse per paura di perdere quella fede che li fa vivere tranquilli. I medici, i politici e i giornalisti, invece, salvo i malauguratamente troppo pochi puliti, non vengono perché li si metterebbe davanti alla loro vergognosa criminalità. Eppure, quale migliore occasione per porre domande e per far valere le loro tesi?

 

 

La raccolta fondi sta dando qualche segnale, nonostante il traguardo sia ancora lontanissimo?

 

Siamo davvero lontanissimi dalla meta. La gente strepita, piagnucola, pretende aiuto e informazioni ma, se c’è da aprire il borsellino, si gira dall’altra parte. E una cosa che mi fa veramente arrabbiare è ricevere certe mail. Una è “non mollare!”, come se mollare o no dipendesse da me. Credo che chiunque possa capire che, se ci tolgono il microscopio come in effetti è già stato deciso, noi non potremo più fare nulla. E non faremo nulla. Ma chi ci dà i quattrini per comprare e per mantenere il microscopio che ci serve, appunto, per non mollare? L’altra cosa che mi fa imbestialire è “che cosa farà dei soldi già raccolti se non si arrivasse alla cifra necessaria per acquistare il microscopio?” La tentazione di rispondere a male parole è davvero tanta. Comunque, dando fondo a una pazienza che non credevo di avere, ripeto che noleggeremo un microscopio da qualche parte e continueremo fino a fondi esauriti. Ma, sia chiaro, se il microscopio sarà noleggiato i quattrini finiranno in un attimo e non sarà certo possibile mettere in pista un progetto di ricerca. Consideri che solo per i primi risultati sulla leucemia ci abbiamo impiegato tre anni.

 

 

 

Parliamo di una questione che mi sta molto a cuore: Giulia Innocenzi e il suo ultimo libro “VacciNazione”, edito con la casa editrice Baldini-Castoldi. La giornalista dell’ex salotto radical-chic di Michele Santoro, dopo essere stata messa in discussione dal colosso americano Wired, con un articolo apparso sul sito internet nella versione italiana, l’Innocenzi ha inviato subito una lettera al Direttore chiedendo rettifiche:

https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/12/05/giulia-innocenzi-wired/.

 La strategia del “un colpo al cerchio e un colpo alla botte” pare far da apripista alle intenzioni della direttrice di Giornalettismo la quale, per dissociarsi dai “no-vax” – come li chiama – usa testuali parole: “Racconto anche di uno dei testi scientifici cari a molti no-vax, e cioè lo studio di Montanari e Gatti sulle nanoparticelle di metalli pesanti trovate nei vaccini, che però di scientifico non ha niente, perché pubblicato in una rivista definita dagli esperti  “predatoria”, che pubblica cioè qualsiasi cosa”. Oltre che giornalista, la nostra pare anche ergersi a scienziata. Cosa ne pensa?

 

Le confesso che fino a qualche giorno fa l’esistenza della fanciulla mi era totalmente ignota e, temo, lo fosse a qualunque scienziato. Informandomi presso qualche amico molto più di me a conoscenza dei personaggi che sfilano cupamente o sgambettano gaiamente sul palcoscenico di questo interminabile spettacolo di arte varia, sono venuto a sapere che la ragazza esce da una famiglia cui non mancano i mezzi economici e che, perciò, ha avuto accesso ai salotti buoni o quasi buoni. Questa condizione di bambagia pare abbia convinto la signorina di essere una specie di oracolo dalla cui bocca escono verità senza possibili aggettivi. Ecco, allora, che si trovano editori disposti a sacrificare gli alberi con cui si fanno le pagine e si trovano perfino clienti, non ho detto lettori, dei suoi parti letterari di cui ammetto di non conoscere nulla. La sola frase di cui sono venuto a sapere è quella che lei riporta nella domanda che mi sta ponendo e a questa non ho risposta. Ho, invece, qualche domanda. Come farà una ragazzotta, totalmente ignorante di chimica, di fisica, di tecniche di microscopia elettronica, di nanopatologia, di nanotossicologia, di epistemologia, senza avere idea di come si faccia una ricerca e senza un barlume di esperienza sul campo a sedere in cattedra e a pontificare? Un amico mi ha mostrato una risposta di Burioni il quale, oltre a far notare alla giovane Pizia che alcuni farmaci da lei elencati come vaccini sono in realtà tutt’altro, ma questo è perfettamente coerente con l’impreparazione e la tenera presunzione della giovane, invece d’infamarla come è sua abitudine la tratta benissimo. Il che è ovvio: quella, certa di trovare consenso presso un certo tipo di pubblico, afferma che le nostre indagini non hanno nulla di scientifico e questo è ciò che più importa a Big Pharma. Finché si va a chiacchiere, vince chi strepita più forte. Quando, invece, ci si deve scontrare su dati scientificamente incontrovertibili, le chiacchiere, come si suol dire, stanno a zero, E, allora, la signorina, sputando fango, diventa preziosa.

 

 

 

Leggerà mai il suo libro, anche solo per farsi un’idea dei contenuti?

 

Non vorrei deludere la ragazza, ma temo proprio di no. Se dovessi impiegare il mio tempo a leggere ciò che scrive una schiera sempre più affollata di dilettanti allo sbaraglio, non ce la farei nemmeno a guardare di sfuggita un campione da analizzare. Insomma, ho altro da fare.

 

 

 

Qualcuno dice che probabilmente questo libro non farà gran danno a Ricciardi: concorda anche lei con questa tesi?

 

Non farà nessun danno. Un complottista potrebbe magari chiedersi come mai la lista dei conflitti d’interessi di Ricciardi contenga errori così evidenti.

 

 

Da come parla nella lettera inviata al Direttore di Wired, Innocenzi pare che abbia fatto una ricerca su di voi tramite qualche sito internet non ben definito. Ora, so che il giornalismo non è il suo campo, ma pensa che davvero si possa parlare di “inchiesta giornalistica” se questi sono i presupposti dell’ “inchiesta”? Persino il team di Wired riprende la giornalista, facendole notare che non si possono tirare fuori Gatti e Montanari per poi smentirli in poche righe…

 

Diversi anni fa un personaggio che si autodefiniva giornalista d’inchiesta e che, detto tra parentesi, era stata radiata dall’ordine professionale e poi il suo sito fu bloccato dalla Polizia Postale perché quella aveva pubblicato il suo piano per uccidere Berlusconi, scriveva fiumi di bizzarrie su di noi inventando qualunque infamia le passasse per il cervello tristemente disturbato. Una torma di suoi tifosi, perché il pettegolezzo e l’ignominia esercitano un’attrazione irresistibile presso certi cervelli, le scriveva senza interruzione, ognuno inventando qualcosa di nuovo che, immediatamente, andava a formare la cosiddetta inchiesta. Inevitabilmente, poi, la verità, una verità quanto mai diversa da quella inventata, saltò fuori e la sedicente giornalista scomparve nel nulla. Chi passeggiasse su Internet oggi, però, a distanza di parecchi anni continuerebbe a trovare quelle stramberie diventate indelebili e, di tanto in tanto, c’è chi le prende per buone. Temo che le inchieste della signorina Innocenzi, condotte rigorosamente su Internet senza mai intervistarci come qualunque giornalista che conosce il mestiere avrebbe fatto non si allontanino troppo da quel livello. Il vantaggio della signorina è di non essere mai stata radiata dall’ordine dei giornalisti semplicemente perché fu bocciata alla prova scritta per l’esame di stato valido per l’iscrizione all’ordine. Mi chiedo, però, con il livello dei giornalisti che ci ritroviamo, come si possa bocciare una scrittrice di tanto successo.

 

Il libro “Vaccin-Nazione” sta riscuotendo un discreto successo anche fra diverse associazioni impegnate sul fronte per la libertà di scelta, oltre che fra tanti genitori. Perché accade questo? Disattenzioni o malafede?

 

Glie l’ho detto: l’Homo sapiens è il più stupido tra gli animali e non ci si può meravigliare se si comporta in coerenza con la propria levatura. Io non posso sapere se la signorina sia in malafede o se sia solo grottescamente disinformata. Le confesso, però, che, avendo altro da fare, di certi personaggi m’importa meno di nulla. E le dirò pure che m’importa sempre meno delle associazioni dei genitori che, fatti alla mano, si comportano in maniera che non arrivo a comprendere ma che, comunque, mi pare li porti alla deriva.

 

 

Un altro cavallo di battaglia che Giulia Innocenzi sembra voler cavalcare nel suo ultimo libro è quello inerente ai feti abortiti o, meglio, alle linee cellulari di feti abortiti presenti nei vaccini. Nel libro spiegherebbe “la genesi di questa bufala“, come la definisce lei stessa. Com’è possibile smentire ciò che le stesse case farmaceutiche confermano? 

 

Ricordi che stiamo parlando di un personaggio che, stando a uscite come questa, non ha la minima conoscenza di ciò che scrive. Che per la produzione dei vaccini si usino linee cellulari prese da feti sani abortiti volontariamente non esiste nessun dubbio, non fosse altro che perché la pratica rientra nella tecnica di produzione ed è chiaramente riportata dalle ditte farmaceutiche. Che cosa abbia capito la ragazza non saprei dire.

 

 

La questione delle linee cellulari di feti abortiti lei e sua moglie l’avete sempre affrontata in un modo strettamente laico e finanche scientifico, evidenziando però che per un credente o anche una persona di buon senso, che ha chiaro cosa voglia dire l’introduzione di DNA umano in un bambino, risulta moralmente difficile accettare una simile cosa. Perché allora questo sembra essere l’argomento più fastidioso? Pensa possano temere la breccia che una simile verità può creare nelle false sicurezze scientifiche di alcuni signori di potere? 

 

L’argomento vaccini dovrebbe essere affrontato in termini esclusivamente scientifici. I fatti mostrano chiaramente che la percezione generale esula totalmente dalla scienza o, peggio, che si contrabbanda per scienza, e con grande successo di pubblico, qualcosa che più assurdamente antiscientifico non potrebbe essere. Se lei osserva in modo freddo la situazione vedrà che non viene concessa alcuna possibilità di confronto tra chi lavora in termini scientifici e basta e chi molto semplicemente millanta una scientificità che non ha né ha mai avuto e truffa il prossimo, con l’aggravante di sottrarre non solo il denaro ma la salute. Ciò che si è fatto è di mettere l’argomento su un piano equivalente a quello del tifo calcistico, qualcosa, cioè, che non ha nulla di razionale. A un livello più elevato c’è la religione. Anche qui non c’è nulla di razionale e persino il tentativo di dimostrare l’esistenza di Dio, cioè il fondamento necessario di ogni religione, è miseramente fallito anche quando a cimentarsi sono stati grandi filosofi, spesso contraddetti da colleghi peraltro fermamente credenti. A mio parere la sconfitta più onorevole fu quella di San Tommaso d’Aquino, il cosiddetto Doctor Angelicus, che sostenne che Dio è dimostrabile solo intuendone l’esistenza. E allora, scendendo, e di parecchio, al livello precedente, la divinità del vaccino è solo intuita e tanto basta. Ma, Dio dimostrato esistente o no, la religione cristiana ha oltre due miliardi di fedeli e quegli oltre due miliardi di attuali o potenziali clienti si troveranno di certo in imbarazzo scoprendo che, per fare il vaccino con cui inoculano il figlio sperando in qualche effetto sanitario, si transita da tanti anni, non importa come, da qualcosa che la Chiesa condanna senza possibilità di discussione. Da qui l’utilità di mentire negando un’evidenza che più evidente non potrebbe essere, addirittura confermata ripetutamente da chi quei feti abortiti usa per fabbricare i prodotti che vende. Ma anche il paio di miliardi tra islamici ed ebrei deve sapere che la gelatina componente dei vaccini è ricavata dai maiali: animali che le due religioni non vedono proprio di buon occhio. Insomma, se la gente si togliesse le classiche fette di prosciutto dagli occhi, ci sarebbe il rischio di perdere una clientela grande quanto oltre metà della popolazione terrestre. È evidente che le industrie farmaceutiche non ne sarebbero proprio felici e, allora, non si lesinano sforzi arrivando perfino all’equivalente delle scenette più scontate dell’avanspettacolo di un tempo quando il marito scopriva l’amante della moglie nell’armadio e quello si toglieva d’impaccio affermando di essere lì ad aspettare il tram.

 

 

 

 

Più aborti spontanei nelle donne, soprattutto quelle alle prese con la prima gravidanza. Si sono stimate delle cifre che confermano questo dato. Casualità, o siamo alle prese con l’aria più “contraccettiva” di sempre?

 

È un dato di fatto: mai come oggi si verificano aborti spontanei e nascite di bambini devastati che nei tessuti ospitano presenze non certo tranquillizzanti di polveri che inquinano acqua, aria, cibo e farmaci. Non so quanto possa consolare sapere che i feti assorbono gran parte delle polveri che inquinano le donne in gravidanza le quali, così, di fatto, vengono ripulite. Peccato che poi il bambino venga abortito o nasca deforme o malato.

 

 

 

 

 

Grazie, Dott. Montanari, per la sua solita chiarezza e la disponibilità mostrata.

 

 

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