Un’intervista prima di incontrarci a Roma

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Di solito lasciamo passare almeno un paio di settimane, a volte di più, tra un incontro e l’altro. Stavolta, però…

Stefano Montanari  – Stavolta, però, la farsa tragica con la signora Lorenzin per autrice e protagonista ha preso una svolta e, allora… Ma la svolta era del tutto attesa e abbondantemente preparata. Inutile girare intorno al giochetto: si doveva favorire il business delle case farmaceutiche e lo si è fatto. Magari in tempi non lunghissimi si rivelerà una zappata sui piedi, ma la buona volontà da parte di chi ha messo in scena il copione c’è stata tutta. I vaccini obbligatori sono stati portati da 12 a 10 e così c’è chi ha tirato un sospiro di sollievo, senza rendersi conto di essere restato comunque una cavia. Ma a quei 10 vaccini ne sono stati affiancati 4 supplementari che saranno somministrati gratuitamente. Cioè, li pagheremo noi con le tasse. In definitiva, i venditori di farmaci potranno essere soddisfatti: una combinazione del genere non capita tutti i giorni. Poi, sempre per tranquillizzare i gonzi, cancellata in apparenza la bufala della perdita della patria potestà, vale a dire una sanzione applicabile solo per la mezz’oretta necessaria a massacrare il bambino, e diminuite le sanzioni pecuniarie. Era tutto previsto e di questo canovaccio m’informò un parlamentare un mese prima della buffonata che si è svolta in Senato. In realtà, bisogna chiarire, la storiella della patria potestà resta non solo in piedi ma molto più minacciosa di prima perché la minaccia non è immediata ma a scadenza di anni. Un espediente fantastico per tenere sulla corda i genitori. George Orwell non avrebbe saputo pensare di meglio. E, per la gioia di qualcuno, il denaro correrà sempre a fiumi. Peccato per chi dovrà rinunciare ad un po’ delle già non brillanti prestazioni dello stato. Dopotutto, da qualche parte i soldi per accontentare il salottino devono arrivare da qualche parte e, allora, raschieremo il barile.

RD – Però manca ancora il sì della Camera.

SM – Che la Camera dica no al provvedimento non ci faccia affidamento. In fondo, si mangia tutti alla stessa mensa. Vero è che ci sono dei pasticci regolamentari per gli emendamenti che, se applicati correttamente, impedirebbero di fatto la conversione in legge di quel monumento all’arroganza e alla follia, ma, come abbiamo visto, dei regolamenti il nostro parlamento se ne infischia.

RD – I senatori contrari sono stati 63 e i favorevoli 171. Che ne dice?

SM – Su quei 171 preferisco non appiccicare gli aggettivi che meriterebbero né fare considerazioni morali né soffermarmi sulla loro cultura. Del resto, se ha sentito le bestialità che Elena Cattaneo ha partorito…

RD – Elena Cattaneo è stata nominata senatrice a vita per meriti scientifici.

SM – Già. E questo dovrebbe far meditare su come si valutano i meriti scientifici, su chi quei meriti li valuta, sul perché chi li valuta dà certi giudizi e sul “cui prodest?” Insomma, a chi serve avere un senatore simile? Sì, perché a qualcuno dovrà aver portato qualche vantaggio piazzare vita natural durante in poltrona il personaggio. E, detto en passant, l’episodio mortificante che ha visto protagonista la Cattaneo dovrebbe far meditare sulla carica di senatore a vita: una tradizione che dovrebbe essere cancellata al più presto come tutti i privilegi. Comunque sia, la Cattaneo si è esibita in una maniera che, appellandomi all’articolo 21 della Costituzione, mi limito a definire allucinante. Se quella avesse dovuto sostenere l’esame di farmacologia quando lo sostenni io, un calcio nel sedere se lo sarebbe beccato senza alcun dubbio. Ma sono certo che non sia ignoranza la sua, se non altro perché siamo all’abbecedario della Medicina e nemmeno uno studentello così così può permettersi d’ignorare certe cose. Del resto, nessuno che abbia anche solo un’infarinatura dell’argomento avrebbe potuto sparare stupidaggini simili. E non stiamo parlando di Burioni o dei suoi epigoni, ma di qualcuno che almeno i fondamenti della farmacologia dovrebbe averli.

RD – Ho sentito che il senatore Vincenzo D’Anna è stato anche espulso dall’aula dopo aver votato contro il decreto.

SM – Con lui ci eravamo sentiti la sera prima del fattaccio. Si tratta di un biologo che presiede FederLab Italia, cioè l’associazione di categoria dei laboratori privati di analisi chimico-cliniche. Dunque, è un addetto ai lavori e, non avendo conflitti d’interesse e, soprattutto, essendo persona come si deve, si è espresso secondo ciò che sa e secondo la sua coscienza. Per di più, lo ha fatto in dissenso con il suo partito che ha votato al contrario definendo poi il provvedimento, a dir poco curiosamente, pessimo. Per Vincenzo D’Anna tanto di cappello. Per il suo partito un enorme punto interrogativo. Perché si dia l’assenso ad un provvedimento riconosciuto pessimo resta tutto da spiegare. Ma l’Italia è il paese dei paradossi: una parola di origine greca che significa “contro l’opinione”. Insomma, questi hanno affermato ciò che è contrario a quanto loro stessi pensano. Non mi chieda una spiegazione.

RD – Ma il provvedimento è davvero pessimo in tutti i suoi punti?

SM – Demenziale credo sia l’aggettivo che più si avvicina a descriverlo. Poi, se si vogliono precisazioni, le sei pagine d’insulti del Gargantua di Rabelais potrebbero non bastare.

RD – Vogliamo ricordare quali sono i vaccini diventati obbligatori?

SM – Per diventarlo manca l’ultima mazzata ai nostri bambini, ma a quella ci penseranno i deputati. Comunque, i vaccini passati al Senato sono quelli contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae b, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

RD – Un commento?

SM – Non voglio invadere il campo degli psichiatri né quello dei magistrati che mi auguro vorranno fare un po’ di fredda chiarezza. La poliomielite è una malattia rarissima su tre ceppi tenuta in vita di fatto solo dal vaccino. Senza quello, con molte probabilità non ne avremmo più traccia. Il tetano è pure rarissimo, non è trasmissibile da individuo a individuo, quindi la vaccinazione obbligatoria è del tutto inspiegabile, ed è una malattia percepita in modo a dir poco strambo anche da non pochi medici. A me capita di tanto in tanto di ricevere mail da mamme terrorizzate perché il figlio si è punto con un chiodo e, allora, mi chiedono se debbano correre a vaccinarlo. Naturalmente io non rispondo perché non sono un medico, ma non posso esimermi dall’allargare le braccia davanti ad un’idiozia simile. Il Clostridium tetani è un bacillo la cui tossina è l’agente patogeno che provoca la malattia. Però quel microrganismo è molto delicato ed è quello che in termine tecnico si dice un anaerobio obbligato, il che significa che vive solo in ambienti senza ossigeno. Così, all’aria, quello muore e non credo proprio che il chiodo fatidico fosse fuori del contatto con l’aria. Di fatto, è difficilissimo trovare il Clostridium tetani fuori da ambienti come l’interno di una cacca di cavallo o, più raramente, di mucca, dove è fuori del contatto con l’ossigeno. E poi, se anche, per qualunque ragione, il bacillo è entrato in contatto con la ferita, una ferita che deve essere necessariamente non sanguinante se non in modo molto modesto, basta mettere per un attimo quella ferita sotto un getto d’acqua o, come si faceva un tempo, sputarci sopra, e la cura è fatta. Ma la cosa più folle è quella di ricorrere al vaccino quando si sospetti che l’infezione si sia verificata. In quel modo si aumentano le possibilità di prendersi davvero il tetano. Insomma, si aggrava la situazione. Purtroppo, questa nozione elementare è ignota anche a non pochi medici i quali si precipitano a vaccinare i feriti. Per restare in famiglia, mia moglie fu vaccinata in condizioni simili quando era una bambina e rischiò la pelle facendosi anche un bel soggiorno in ospedale.

RD – E gli altri vaccini?

SM – La difterite è pure rarissima ed è facilmente diagnosticabile se si sa fare il mestiere del medico. Nel caso davvero infrequente d’infezione, l’antisiero equino e la benzilpenicillina sono la cura di elezione. Il vaccino contro l’epatite B credo esista ancora per nostalgia nei confronti dell’eroica impresa di Francesco De Lorenzo, medico e politico per tradizione di famiglia diventato ministro della sanità. Grazie a lui quel vaccino diventò obbligatorio e tale resta. Qualche anno di galera, qualche milione di multa e la revoca del vitalizio sono nel suo palmarès. Detto tra parentesi, l’Ordine dei Medici non pensò mai di censurarlo pubblicamente. Pare evidente che lo ritenessero degno di restare nel loro ambito: un fatto che torna alla perfezione con il comportamento corrente dell’Ordine. L’Haemophilus b è un coccobacillo che può innescare reazioni pericolose, ma temo che il vaccino non abbia grande attività. La pertosse è una delle tante malattie infettive il cui decorso nella quali totalità dei casi è benigno. La vaccinazione, che funzioni o no, rende semplicemente il soggetto un portatore della malattia. È fatto tanto noto agli addetti ai lavori quanto taciuto che chi si vaccina è un vero e proprio untore, per usare un termine caro a Manzoni. Insomma, come scrive la rivista Pediatrics e come sottolinea addirittura la FDA, se il vaccino potrebbe anche proteggere il vaccinato dalla pertosse, e non è affatto scontato, lo fa comunque diventare un agente efficace di diffusione della malattia.

RD – Mi perdoni l’interruzione. Ma, allora, tutta la storia della mamma che pretende che ci si vaccini a tappeto contro la pertosse sarebbe una bufala?

SM – Qui dovremmo aprire un capitolo tra il ridicolo e il mortificante. Quella signora è palesemente di un’ignoranza crassa, eppure è riuscita ad infiltrarsi a livello pubblico essendo perfino pagata dallo stato e, grottescamente, facendo da insegnante a corsi per i medici. Senza ulteriori commenti, a me la cosa ricorda la famosa rivoluzione culturale maoista quando contadini analfabeti diventavano professori universitari. Il risultato inevitabile fu quello di avere per un periodo una classe dirigente cinese totalmente incapace. Se la può consolare, noi siamo sulla buona strada.

RD – Continui con i vaccini.

SM – Il morbillo era una malattia tanto comune quanto benigna. Con il vaccino si è modificato l’agente patogeno fino a far diventare il morbillo una malattia in parte nuova per la quale anche chi ebbe a contrarlo in modo naturale potrebbe non essere immune alla nuova versione. Del resto, basterebbe vedere come le epidemie americane e canadesi abbiano avuto come protagonisti quasi esclusivamente soggetti vaccinati. Insomma, dovremmo immediatamente bandire quel prodotto per non fare guai irreparabili alla nuova generazione. La parotite è una malattia virale che, contratta dalle bambine, parrebbe addirittura essere protettiva verso alcune forme di cancro. Lo riferisco ma non ho documentazione mia. Quel che è certo è che in passato sono documentate forme patologiche gravissime, per esempio di meningite, indotte dal vaccino anti-parotite e, come accade anche per altre malattie, sono documentate forme di parotite causate dal vaccino stesso come fu a Chicago a fine Anni Ottanta in forma epidemica. La rosolia è pericolosa per il feto se la madre la contrae in gravidanza. Indipendentemente dall’attività del vaccino, vaccinare una bambina molti anni prima della possibile gravidanza è segno d’ignoranza o di corruzione a favore dei fabbricanti del prodotto. Quando sarà il momento, se mai il vaccino avesse anche funzionato, il suo effetto sarebbe svanito da anni. Infine la varicella. Vaccinarsi significa diventare per sempre potenziali vittime dell’Herpes nelle sue varie forme. Naturalmente ci sarebbe tanto di più da dire, comprese le tante domande da porre a chi usa scriteriatamente quei vaccini addirittura in cocktail.

RD – Ora vorrei virare sulla religione.

SM – Prima o poi ci si doveva arrivare. Sì: non pochi vaccini sono un peccato almeno per le tre grandi religioni monoteiste.

RD – Vediamo di spiegare meglio.

SM – Ci sono diversi vaccini fatti con tessuti di maiale e, come noto, ebrei e musulmani non li possono usare a pena d’infrangere le loro regole. Curiosamente, le loro autorità religiose tacciono e, dunque, la divinità sarà costretta a perdonare perché il fedele, dovutamente disinformato, è stato semplicemente sorpreso nella sua buonafede. Magari non sarà così per chi, coscientemente, ha nascosto la cosa, e costoro, a morte avvenuta e ad aldilà imboccato, dovranno fornire spiegazioni convincenti per non finire nei rispettivi inferni. Per tranquillità di chi leggerà questa intervista, pur se con convinzioni disomogenee, i musulmani hanno un inferno probabilmente limitato nel tempo e gli ebrei non fanno grande chiarezza sull’argomento. Ma, comunque vadano le cose, chi nasconde i fatti va punito.

RD – E noi?

SM – I cristiani, intende?

RD – Sì: i cristiani.

SM – Come tradizione, e facendo solo una constatazione senza emettere giudizi, i cristiani brillano per ipocrisia. È ampiamente nota la contrarietà senza discussioni nei riguardi dell’aborto volontario. Eppure, le autorità ecclesiastiche tacciono su qualcosa che è notissimo tra chi si occupa di vaccini. Nel dicembre del 2016 il senatore americano Charles E. Grassley scrisse una lettera che aveva tra i destinatari l’FBI in cui documentava il commercio di feti venduti a pezzi a varie organizzazioni che, a loro volta, li cedevano ai fabbricanti di vaccini. Nel marzo scorso, poi, lo stato federale della Virginia interrogò Alvin Moss, medico ricercatore capo della CDC. Una deposizione allucinante. Mettendo insieme le due testimonianze si arriva ad uno scenario da incubo. Tra i documenti figura anche una fattura da cui si apprendono i prezzi dei vari pezzi di feto. Vuol sapere quanto costa un fegato? 325 Dollari: lo stesso prezzo di una gamba. Aggiunga 120 Dollari di spese di spedizione.

RD – Che cosa dice la Chiesa?

SM – Esattamente quello che dicono gli ebrei e i musulmani: niente. Se ne stanno tutti zitti. Evidentemente i peccati sono tali solo se la loro esistenza fa scandalo, ma, se nessuno ne parla, anche gli omicidi seriali sono privi di rilevanza.

RD – Ma lei è sicuro che le autorità religiose siano al corrente della cosa?

SM – Io sono sicuro solo di ciò che faccio io. Mi parrebbe, però, bizzarro che persone così attente a tutto quanto deborda dall’ortodossia non sappia di cose tutto sommato per nulla misteriose. Io non trovo credibile che, per restare a casa nostra, la Chiesa Cattolica non abbia nessuno nel suo immenso staff che sia al corrente di come si fabbricano i vaccini. A mio parere, se l’aborto è un peccato da condannare senza riserve, a maggior ragione lo è a carico di chi sa e tace, addirittura trascinando nella colpa i fedeli. Se penso, poi, alle violenze efferate di certe sette musulmane rivolte a chi commette infrazioni infinitamente minori…

RD – Certo che il panorama che ne esce non è proprio consolante.

SM – Nel nord della provincia di Modena si direbbe che la questione equivale ad un bastone caduto nel fango, con il fango che, sempre nel nord del Modenese, è altro materiale. Comunque sia, da qualunque parte lei cerchi di afferrare il bastone, si sporca.

RD – E, allora, che fare?

SM – Io mi rendo conto che i vaccini rappresentino per miliardi di persone la classica coperta di Linus. I fatti documentati sono di una chiarezza lampante: non servono a nulla e a nulla sono mai serviti. Mi dispiace ma questa è la verità. Questo perché l’organismo non reagisce come si vorrebbe che facesse e come si finge che faccia. Naturalmente non è colpa di nessuno, ma colpevole è chi s’illude o, peggio, illude il prossimo. A questo aggiunga i milioni di danneggiati da questa pratica e non ne ricaverà nulla di confortante. Malauguratamente i vaccini sono diventati un business colossale, a dispetto di quello che, non so quanto onestamente, afferma la Cattaneo. Come sa chiunque sia del mestiere, il business non sta tanto nel fatturato complessivo ma nell’enorme valore aggiunto che quei prodotti assicurano. Con le leggi vigenti, senza sperimentazione e senza controlli, chi è già attrezzato può produrre quella roba a costi infimi e venderli con moltiplicatori impensabili per qualunque altro prodotto, armi e droghe comprese. Insomma, si tratta di un investimento che non ha uguali. È tristemente evidente che con tutto quel denaro la corruzione possibile ha pochi limiti.

RD – Possiamo difenderci?

SM – In teoria, sì. In pratica la cosa è molto difficile perché la credulità popolare gioca contro. Allo stato dei fatti, grazie a questo uso demenziale dei vaccini noi stiamo rapidamente trasformando la popolazione mondiale in zombie, e questo sia dal punto di vista fisico sia da quello intellettuale. In qualche modo, giusto cento anni fa Rudolf Steiner aveva capito la potenza dei vaccini per chi aspirava a dominare il mondo.

RD – Da dove possiamo cominciare?

SM – Un primo passo significativo se non altro come segnale potrebbe essere quello di rimandare a casa la signora Lorenzin.

RD – Vorrei terminare con il vostro articolo riguardante le analisi effettuate sui vaccini. Che sta succedendo?

SM – Tutto quanto c’era da aspettarsi. L’industria farmaceutica si serve di un troll con lo pseudonimo di Orac e, con lui, di qualche decina di altri personaggi i quali, come è loro richiesto, premono sull’editore perché cancelli il nostro articolo. Quando uno scienziato vuole contestare un risultato, altro non fa se non rifare le analisi e presentare i suoi dati. Senza sorpresa, nessuno di quelli l’ha fatto e le critiche sono, se non altro per questo, basate sul nulla. Sono certo che avrà notato come un signor Nessuno spacciato in Italia per grande scienziato non abbia rifatto le analisi ma abbia fatto dei calcoli sui nostri dati sbagliando della bellezza di 13 ordini di grandezza: diecimila miliardi di volte! Eppure, c’è chi gli ha dato credito. È inevitabile, però, che un editore non se la senta d’inimicarsi chi gli procura la pagnotta e, allora, le intimidazioni diventano un’arma efficace. In definitiva, si tratta semplicemente dell’antichissimo metodo dei falò dei libri scomodi attraverso cui tutte le dittature inevitabilmente passano. Di solito i cervelli fanno più paura dei muscoli. Ma, ormai, quell’articolo ha fatto il giro del mondo e sarà molto difficile eliminarlo dalla memoria. Pensi che il Massachusetts Institute of Technology, una delle maggiori università del mondo, si è espresso attraverso Stephanie Seneff, di cui la prego di controllare il curriculum, scienziata vera e non da carnevale come quelli che di volta in volta qualcuno inventa per la ribalta mediatica, ha detto di aver capito alcuni dei suoi risultati proprio grazie al nostro articolo.

RD – Rabbia?

SM – Alla mia età e con la mia esperienza? No di certo: divertimento, però, e tanto. Vedere tutti questi ometti in vendita arrabattarsi rischiando la faccia, che, però, forse non hanno mai avuto, è uno spettacolo impagabile.

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