Censurato l’articolo sui vaccini

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Impossibile non iniziare chiedendole come è andata alla conferenza indetta a Roma dal Codacons.

Stefano Montanari – La saletta, per quanto in un certo modo prestigiosa, era un po’ miserella:  sessanta posti contati sono decisamente troppo pochi per un argomento che oggi sta toccando un nervo scoperto. Poi, come immaginavo, le istituzioni, regolarmente invitate. si sono rese latitanti. Comunque, le relazioni che sono state fatte, tra cui la mia e quella di mia moglie, hanno ricevuto un grande interesse tra chi c’era, il che era inevitabile.

RD – Io ero presente e ho dovuto assistere ad un’azione di disturbo. Se l’aspettava?

SM – No, ma avrei dovuto. La signora è una sorta di habituée di quelle esibizioni da più o meno una dozzina d’anni. Non mi chieda perché: non l’ho mai capito se si esclude una non proprio nobile invidia da parte di chi non è riuscito a produrre nulla di scientificamente degno di qualche nota. Ma forse c’è dell’altro. Nel suo curriculum quella donna ha una serie ragguardevole di personaggi di cui, di volta in volta, assume i nomi. Tanto perché si renda conto del livello, si figuri che una volta, e per un po’ di tempo, si spacciò per una ragazza paraplegica. Poi fu tale dottor Bianchini, Maga Magò, la Nana Ignorante e non ricordo quanti altri personaggi di sua invenzione. Stante la sua modesta dimestichezza con la grammatica e la sintassi, mascherata fino a che si vuole, non è difficile individuare l’autrice delle ingenue sciocchezze che quella partorisce: sempre le stesse difficoltà di espressione che valgono come impronte digitali. Pensi che, dopo avere imperversato con stravaganze che avrebbero interessato qualunque psichiatra sul sito di una tale di cui non faccio il nome perché gli angioletti l’hanno voluta tra loro,  arrivò perfino a scrivere a editori di giornali scientifici che, come è ovvio, cestinarono pietosamente la sua prosa dopo avercene inviato copia. E scrisse pure ai responsabili di una TV nazionale per proporsi come analista di microscopia elettronica, naturalmente senza ricevere risposta. Un paio di volte, proprio a Roma, fu la forza pubblica ad allontanarla da mie conferenze tenute in Campidoglio, ma, dopo anni, quella non demorde. In un certo senso, però, è ammirevole vedere come abbia dedicato a mia moglie e a me la sua vita. Fatti alla mano, si tratta di un personaggio totalmente estraneo al nostro settore scientifico che non si rende conto di rimediare figure non proprio brillanti con interventi grotteschi, e non ce la fa a capire che si parla solo di ciò che si conosce. Comunque, sono tutti fatti che potranno al massimo riguardare il suo medico. Per risponderle, il numero esibito a Roma non esce dai binari.

RD – Come commenta l’interesse che sua moglie e lei state suscitando?

SM – La responsabilità è tutta della signora Lorenzin, la persona che, al di fuori della Costituzione, occupa la carica di ministro della salute. Con quel decreto al quale non appongo aggettivi per pudore la signora ha decisamente esagerato, non rendendosi conto che non proprio tutti gli italiani sono stupidi. Ecco, allora, la zappata sui piedi per un dettato a dir poco frettoloso. Io capisco che ci fossero accordi per accontentare le case farmaceutiche così come previsto dal contratto con cui noi siamo trasformati in milioni di animali da esperimento, ma non era pensabile che una cosa del genere fosse accolta con entusiasmo se si eccettuano gli psicolabili. Forse sarebbe bastato arrivare alla follia desiderata facendolo gradualmente, un vaccino o due alla volta, e la reazione sarebbe stata diversa. In fondo ci si abitua a tutto e chi ha letto il libro di Primo Levi intitolato Se Questo è un Uomo sa che si può trovare modo di adattarsi anche ai lager nazisti, ma toccare i figli è decisamente azzardato e poco simpatico.

RD – Che cosa prevede per il futuro?

SM – Le persone intelligenti si comportano in maniera logica e, per questo, sono abbastanza prevedibili. In questo caso non riesco a fare previsioni.

RD– Ma secondo lei il decreto sarà applicato?

SM – Non voglio entrare in discussioni che implichino concetti quali moralità, onestà, cultura e altro. Facciamo conto che sia tutto perfettamente in ordine. Dico solo che, se noi avessimo un governo eletto secondo Costituzione, il decreto non sarebbe nemmeno stato pensato. Con il governo abusivo che, per colpa nostra, ci ritroviamo da anni, qualunque cosa è possibile. Pensi solo a tutti gli articoli di legge, Costituzione abbondantemente rappresentata, che quella porcheria calpesta con arroganza [http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/3033-beatrice-santa-subito.html (N.d.R.)] e pensi che i senatori hanno decretato la sua costituzionalità. Insomma, quei signori piovuti dal cielo non hanno nemmeno capito la domanda: “è o no costituzionale?” La risposta sarebbe stata ovvia se la domanda fosse stata rivola a persone con un minimo di cultura: “certo che no!” I senatori, invece, o, almeno, la maggioranza, hanno capito che si chiedeva loro se quella roba era di loro gradimento, cioè una domanda che non era stata posta. Potrà risultare indicativo notare come il PD abbia votato compatto per l’inchino alle case farmaceutiche. Aggiungo, poi, che la domanda era stata posta oltre i termini previsti dalle procedure, ma chi di dovere ha sorvolato e la votazione è andata in aula in barba alla legge. Una porcheria in più o una porcheria in meno ormai non fanno differenza. Ognuno, comunque, è libero di farsi un’opinione. Quello che è certo è che viviamo un periodo di un tipo di dittatura mai sperimentato prima e che l’esistenza della situazione, una situazione che ci depreda di ogni dignità, è dovuta all’anestesia cui l’Italia è sottoposta grazie, soprattutto, alla corruzione di chi dovrebbe informare.

RD – Mi risponda almeno con un’opinione: che cosa accadrà?

SM – Gli scienziati non hanno opinioni. Da uomo della strada le dico che le possibilità sono che Mattarella, abusivamente presidente della Repubblica perché eletto da un’assemblea di abusivi, non firmi il decreto. È in suo potere. Vedremo se è anche in suo volere. Poi si dovrà fare i conti con milioni di italiani, perché quello dei milioni è l’ordine di grandezza, che non hanno alcuna intenzione di immolare i propri figli a scopo di lucro. Quello altrui,naturalmente. La sola cosa che mi posso augurare è che, non appena avremo la possibilità di votare, le cellule cancerose siano eliminate. Nel mio blog io ho pubblicato i nomi dei senatori che hanno votato per la costituzionalità del decreto [http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/3037-chi-sono.html (N.d.R.)]. Chi andrà a votare ne tenga conto. In definitiva, non possiamo lasciare i nostri figli in balia di quella gente.

RD – Lei fa spesso accenni ai mezzi d’informazione…

SM – Se ha stomaco, dia un’occhiata a ciò che Il Fatto Quotidiano pubblica a firma di tale Marco Bella, il luminare di turno. Non importa se quello pontifica su argomenti di cui non sa nulla: legga i vari Burioni, Di Grazia, Saviano, Gramellini, Mieli, Giordano e tanti altri personaggi della stessa commedia dell’arte e se ne renderà conto: parlare senza sapere di che diavolo si parla è di gran moda e, anzi, pare essere condizione indispensabile per avere credibilità. L’importante è che la gente o, almeno, un numero significativo di persone, ci caschi. In un trionfo d’ignoranza, quel tale Bella, un assoluto non pervenuto in campo scientifico, intitola “Vaccini, la bufala del mercurio e altri metalli pesanti” [https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/09/vaccini-la-bufala-del-mercurio-e-altri-metalli-pesanti/3717650/ (N.d.R.)]. Al di là di ogni altra considerazione, il ragazzotto dimostra con osceno candore di non avere le nozioni di base della tecnica farmaceutica e, dunque, non sa che senza mercurio il vaccino non si fa e che il mercurio non è allontanabile che in parte dal prodotto finito. E nemmeno ha idea di che cosa significhino gli inquinanti che ora troviamo non solo noi. In definitiva si tratta della solita esibizione a sostegno di qualcosa che sta diventando sempre meno appetibile perché sempre più gente si rende conto che si tratta di informazione avvelenata. Ma, naturalmente, quei personaggi non sono gravati dall’onere della conoscenza. La bava è più che sufficiente e nell’esercizio sono tutt’altro che soli: la ribalta pullula di scienziati da carnevale.

RD – Che fare per informarci davvero?

SM – Domanda facile, risposta difficilissima. Quando si hanno in mano giornali, radio e TV, esattamente come accade in qualunque dittatura moderna, l’informazione, quella veritiera, intendo, può essere solo clandestina o quasi. Ad aggravare le cose c’è il problema di Internet. Grazie alla facilità con cui si accede a quel mezzo, anche Internet è invaso da distorsioni gravissime e non è raro che quella roba arrivi a gran parte del pubblico. Consideri solo i cosiddetti troll: migliaia di poveri ometti e donnicciole moltiplicate dalla possibilità di assumere senza limiti pseudonimi che, chi per un’elemosina chi per pura infermità mentale, fanno da manutengoli ad un’industria che fa più danni di quella delle armi. L’unica possibilità che abbiamo è riprenderci il cervello e smetterla di berci qualunque stramberia e di prestare atti di fede.

RD – Mi spiega perché l’articolo di sua moglie e suo sui vaccini non è più reperibile su Internet?

SM – Sono appena stato informato che chi tiene i fili dei burattini è terrorizzato da quello che abbiamo scritto e, dunque, nella migliore tradizione dell’informazione di regime, ciò che disturba va semplicemente cancellato.

RD – A questo punto credo sia lecito chiedersi come mai venne pubblicto.

SM – Già: a qusto punto me lo chiedo anch’io. Evidentemente era sfuggito alle maglie della censura e ora sta facendo troppo rumore. Vedi mai che qualche casa farmaceutica minaccia di togliere l’amicizia su Facebook all’editore.

RD – Che si fa?

SM – Beh, l’articolo io ce l’ho in copia e, magari, lo facciamo circolare. Intanto abbiamo capito che facciamo paura.

RD – Cambiamo per un attimo argomento: come va la raccolta di fondi per salvare il laboratorio [http://www.stefanomontanari.net/sito/sostienici.html (N.d.R.)]?

SM – Qui ci sarebbe da parlare una settimana.

RD – Riassuma.

SM – Qualcosa si sta muovendo. Ora abbiamo raggiunto una cifra che, pur non essendo quella che serve per rimettere davvero in piedi le cose, ci permette di sopravvivere forse per tutta l’estate. Purtroppo l’obiettivo di dotarci del microscopio che Grillo e la onlus Bortolani ci sottrassero è lontanissimo, ma, a dispetto di tanti, pur con mille limitazioni e con risultati che potrebbero essere ben più sostanziosi, le ricerche non sono mai state interrotte. Se la gente capirà che ora tocca a lei perché noi abbiamo già dato e non ne abbiamo più, ce la faremo. Se non capirà, la gente farà da sola. Dovesse accadere, mia moglie ed io ci ritireremo per la felicità di tanti cui abbiamo pestato i piedi e anche nostra.

RD – Vostra?

SM – Non creda sia piacevole navigare sempre nella tempesta. E non creda sia piacevole dover continuare a subire diffamazioni e calunnie, anche se, in verità, si tratta di manifestazioni che non hanno bisogno di commento. Ma nemmeno è piacevole continuare ricevere centinaia di mail quotidiane con cui ci si chiede sempre la stessa manciata di cose: devo fare il quindicesimo richiamo di questo o di quel vaccino e non so che fare. Che cosa contiene la mia tintura per capelli? Faccio bene a rimpinzarmi di argento colloidale? Mi dà l’indirizzo dell’associazione Stelior? Insomma, se la gente deciderà che può fare senza di noi, noi ci ritireremo coscienti di aver fatto molto più del nostro dovere. Sarà impagabile anche soltanto il fatto di non dover più mandare al diavolo i milordini che mi scrivono in fotocopia che sono un gruppo di persone senza soldi e pretendono che io vada a fare una conferenza per loro. Già: i soldi ce li metto io e, allora, perché loro dovrebbero rinunciare alla pizza, alle sigarette o al week end al mare? Loro, svenandosi, si prenderanno carico di rimborsarmi il biglietto del treno. E sarà bello non ricevere più le reazioni di chi, dopo avermi posto una raffica di domande cui ho già risposto non saprei dire quante volte ed essersi sentito rispondere di leggere i miei libri perché lì c’è proprio quello che mi si domanda, mi scrive stizzito che ha due figli e mica ha tempo per leggere. Insomma, io mi devo armare di santa pazienza e rispondere punto per punto per soddisfare le loro legittime curiosità. Sì: sono antipatico. Però, o così o niente.

RD – Devo dedurre che smetterà di occuparsi di nanopatologie e, in particolare, di vaccini?

SM – Deve dedurre che la scelta non è più mia. Se si pretendono i risultati, ci si deve assumere l’onere di mantenere la sorgente dei risultai. Tutto qui. E ci si deve pure prendere la briga di leggere ciò che scrivo perché io non sono l’ufficio informazioni e ho altro da fare.

RD – Terminiamo con l’appello politico che ha già lanciato altre volte. Com’è la situazione?

SM – Se si vogliono contrastare i politicuzzi che da anni ci calpestano non abbiamo scelta: dobbiamo entrare anche noi in quel letamaio. Qualche proposta l’ho ricevuta ma deve essere chiaro: la priorità assoluta e su cui non perdo tempo a discutere è quella di tenere aperto il laboratorio e di farlo lavorare come è sua potenzialità fare. Se arrivano proposte serie, sensate e non imbottite di se e di ma, io ci sarò. Altrimenti avrò il sollievo di tornare a scrivere i miei racconti che sono certo meglio di tata letteratura corrente.

RD – È vero che sta organizzando una mega-manifestazione a Roma?

SM – Non proprio: è vero solo che mi è stato suggerito e che io ho dato la mia disponibilità.

RD – In che cosa consisterebbe la manifestazione?

SM – Non certo nelle sfilate con numeri ballerini che ai politicuzzi non fanno un baffo. L’idea è quella di radunare qualche vero addetto ai lavori e con loro si affronterebbe l’argomento dei vaccini da punti di vista diversi: scientifico, medico, legale… Per farlo occorre uno spazio chiuso sufficientemente grande perché ad intervenire sarebbero in migliaia. Vediamo chi se ne sobbarcherà la spesa. Magari qualcuno offrirà il proprio spazio a costo zero. Chissà. Sia chiaro, però: se si farà io ci sarò e sarò io a scegliere i relatori senza venditori da fiera intorno ai quali si faccia girare lo show.

RD – E se la cosa non andasse in porto?

SM – Semplice: non si farà.

RD – Ha letto l’articolo di Gianni Lannes in cui lei è citato?

SM – Sì, anche se le confesso che non ho prestato grande attenzione. Una delle fisse di Lannes è che io, naturalmente all’interno della sua mente, sia in qualche modo una bieca pedina, pensi un po’, della NATO. Credo che un bravo psichiatra potrebbe essere d’aiuto al personaggio. Ma ormai sono abituato a tutto: sono già stato un dentista, un informatore farmaceutico, un medico abusivo… In fondo, lavorare per la NATO potrebbe essere un diversivo. Magari, se qualcuno pensa ad informarli…

RD – Per il resto dell’articolo…?

SM – Purtroppo i vaccini sono diventati un argomento molto attraente per chi cerca un briciolo di popolarità e, se è capace di farlo, per intascare quattro soldi. Forse era prevedibile che qualcuno, meglio se con le doti di un imbonitore da fiera, s’infiltrasse.

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