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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

 

Roberta Doricchi – Questi ultimi giorni sono stati piuttosto densi di avvenimenti. Ne parliamo?

 

Stefano Montanari – Stando alle mail e alle telefonate, forse è opportuno. Le domande che mi vengono fatte sono più o meno sempre le stesse e, se chi ha curiosità leggerà quanto suppongo ci diremo, forse non m’intaserà la posta e non terrà impegnato il mio telefono.

 

RD – Cominciamo dal suo viaggio in America e poi, inevitabilmente, passeremo alle prodezze del ministro.

 

SM – Già: da qualche anno si può arrivare in parlamento e diventare ministro o anche presidente delle italiche banane senza ricevere un solo voto. Se i poveri illusi che settanta e passa anni fa misero insieme la Costituzione potessero vedere lo scempio che si è fatto del loro capolavoro…

 

RD – In America…

 

SM – Anche se non piace a qualcuno che, restando seduto in poltrona in Italia e, dunque non essendo al corrente di niente, ha avuto da ridire su quanto ho già detto, a Pittsburgh ho incontrato persone molto preparate con cui ho scambiato idee interessanti e credo che ci sarà di che lavorare fruttuosamente insieme. Sempre che sopravviviamo.

 

RD – Immagino che lei e sua moglie abbiate parlato dei vostri studi sulle nanopatologie.

 

SM – È quello il motivo per cui siamo stati invitati. Per 45 minuti prima io e per altri 45 minuti mia moglie abbiamo illustrato a sale unificate alcuni risultati delle nostre ricerche con particolare riguardo alle porcherie che continuiamo a trovare nei vaccini.

 

RD – E quali sono state le reazioni?

 

SM – L’interesse è stato enorme. In un certo senso, gli americani sono più sportivi di noi europei ed italiani in particolare, e così sono stati tutti concordi nel dire che noi siamo diversi anni più avanzati rispetto a loro. Naturalmente i luminari nostrani non ammetterebbero mai un’evidenza del genere. Quando la luce che si emette è piccina piccina, per avere un minimo di visibilità bisogna spegnere la luce altrui, ed è così che funziona da noi. Ed è così che dei signori Nessuno salgono alla ribalta approfittando della credulità popolare.

 

RD – Ma voi state ricevendo critiche anche dall’America.

 

SM – In realtà queste provengono da un personaggio che si presenta sotto lo pseudonimo di Orac: un tale che lavora per non ricordo più quali case farmaceutiche e di cui le persone con cui ci siamo incontrati ridevano scuotendo la testa. Pare si tratti di una specie di macchietta che sta cercando di restare a galla mendicando consenso fuori dagli Stati Uniti. Basterebbe leggere le sciocchezze che scrive per accorgersi immediatamente che si tratta di qualcuno che non ha la più pallida idea delle cose che dice. Insomma, soprattutto quando c’è qualche soldo di mezzo tutto il mondo è paese. Legga le ridicole stravaganze di chi, da noi, fa calcoli sul contenuto di particelle applicando, peraltro senza capirne il significato, leggi di fisica inapplicabili nella circostanza e, per di più, sbagliando di parecchi ordini di grandezza il risultato. Nessuno di loro, poi, ha nozioni anche minime di nanotossicologia e, ahimè, la presunzione non è sufficiente a mascherare un’ignoranza crassa.

 

RD – E lei che cosa risponde a queste critiche?

 

SM – Nulla.

 

RD – Nulla?

 

SM – Sarebbe come se rispondessi alle bufale clamorose della signora Lorenzin o della mammina della pertosse. Questi personaggi fidano su un pubblico di scarsa intelligenza e di ancor più scarsa cultura e con quelli non c’è niente da fare: sono cervelli impenetrabili. In aggiunta, chi approfitta della pochezza di quel pubblico ha dalla sua parte i mezzi di cosiddetta informazione che godono della generosità dei produttori di farmaci e, così, non mi occupo più di loro. Qualche anno fa, ingenuamente, avevo persino perso tempo ad invitare quelli che sono spacciati per scienziati ad affiancare mia moglie e me al microscopio quando analizziamo un vaccino. La loro reazione è stata sempre la fuga. Stessa reazione quando ho chiesto un confronto puramente scientifico, cioè sulla scorta non di dati altrui ma di dati propri. Oggi mi sono stufato: per quei poveretti non ho tempo e delle loro sciocchezze non m’interessa un fico secco. Studino, facciano ricerca, presentino i loro risultati e ne parleremo. Così siamo al classico bar.

 

RD – Lei ha accennato ai mezzi d’informazione. Ho sentito che una stazione televisiva nazionale ha dichiarato che non la inviterà perché quando, recentemente, lo fece, lei rifiutò e, a loro detta, fece “il prezioso”.

 

SM – Chiariamo il punto. Ultimamente sono state tre o quattro le reti nazionali che mi hanno invitato. Invariabilmente, in ogni caso nessuno mi garantì la parola come è necessario per controbattere almeno in estrema sintesi alle bugie vergognose che quelli hanno sparato e sparano a raffica, truffando i malcapitati teledipendenti. Quei salottini contengono personaggi che non hanno la minima preparazione e che fanno perdere tempo con fesserie ridicole. Ascolti i vari Gramellini, Mieli, Giordano, Cecchi Paone, per non nominare che qualcuno, e se ne renderà conto. Magari quelli sono in buona fede e non si rendono nemmeno conto che la loro presuntuosa ignoranza li mortifica. Consideri come un tale come Piero Angela che, ovviamente, di vaccini sa zero e, altrettanto ovviamente, mai ha fatto una ricerca nella sua vita, diventi per il popolo un faro di verità. E consideri che Roberto Burioni, un perfetto non pervenuto, è lo scienziato su cui si appoggia il regime.  Ma Burioni non è solo: c’è un tale Di Grazia, medico pure lui perché una laurea non si nega a nessuno, che, anche lui a livello zero, spara raffiche imbarazzanti. Ma, se il regime si appoggia sulla mammina della pertosse che paga pure con i nostri soldi, su un bigiottiere che pontifica su ogni argomento senza conoscere nulla di nessuno di quelli e su un ministro che non solo di salute non sa nulla ma che racconta panzane su cui preferisco non appiccicare aggettivi, mediti un attimo e comincerà ad avere lo schizzo di un affresco da incubo.

 

RD – Perché non le garantiscono la parola?

 

SM – Fanno di peggio. Dopo aver sguazzato nel chiacchiericcio, io vengo interpellato. Dopo qualche secondo mi s’interrompe con gli strilli di qualche imbecille e con le inquadrature del regista che manda in onda l’espressione del becero scandalizzato di qualcuno. Manco a dirlo, nessuna delle mie immagini che mostrano con chiarezza le porcherie che stanno nei vaccini viene trasmesso. Il giochetto è che loro possono dire che io c’ero e che, di fatto, non ho detto niente. Quindi, me ne sto a casa. Se questo è fare il prezioso, allora sì: sono prezioso. E prezioso sono davvero, perché quello che vedo da almeno 15 anni nei vaccini potrebbe essere eliminato se solo ci fosse meno corruzione nel circo della sanità, e questo salverebbe innumerevoli vite. Insomma, se mi si vuole, se si vuole fare informazione, mi si dà il tempo che si concede alle discussioni su un rigore o su un fuorigioco o per un talent show e si mostrano le mie immagini. Comunque, a me della TV non interessa niente. E poi, le confesso che mi irrita il fatto che le zucche parlanti televisive mi facciano telefonare da qualche ragazzotta che mi fa notare quanto sia importante e prestigioso il loro padrone al quale io dovrei essere onorato di ubbidire e di prestarmi ai suoi poco nobili giochetti. Io sono infinitamente più importante, se non altro perché sono un uomo. Lei mi chiede perché? Controlli il fatturato delle ditte farmaceutiche. Controlli i margini vertiginosi di guadagno che hanno e provi ad indovinare.

 

RD – L’ho fatta arrabbiare.

 

SM – Sì.

 

RD – Mi dica dell’audizione in Senato.

 

SM – Sono stato ascoltato in Commissione Sanità. Immediatamente mi si è detto che dovevo fare presto, e già questo le dice molto sulla serietà della cerimonia. Comunque, ho fatto il riassunto del riassunto del riassunto e alla fine c’è stata una sola domanda, peraltro intelligente, posta dal senatore Bartolomeo Pepe, uno dei tanti epurati da Grillo.

 

RD – Che esito si aspetta dall’audizione?

 

SM – La più totale indifferenza. Non parlo di corruzione perché, come ampiamente noto, i nostri parlamentari non conoscono nemmeno la parola e sono un esempio di virtù. Ma l’ignoranza è rampante, e dover dipendere per decisioni cruciali da personaggi così palesemente incompetenti e per i quali iniettare i vaccini è una questione di schieramento politico è terrorizzante. La decisione che quelli prenderanno è del tutto indipendente da ciò che ho detto in Commissione ed era già presa. In poche parole, a loro non interessa niente se i vaccini contengono veleni.

 

RD – Per ora il Senato ha espresso il parere che il decreto della ministra Lorenzin è costituzionale.

 

SM – E questo le dimostra l’assoluta impreparazione di quei personaggi. Il decreto viola una serie nutritissima di leggi e la Costituzione è svillaneggiata nella maniera più squallida. Sul mio blog ho fatto un elenco delle leggi calpestate, ma è possibile che ci sia altro [http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/3033-beatrice-santa-subito.html (N.d.R.)]. Pensare che quelli sono i timonieri del nostro paese fa davvero paura e invito tutti ad annotarsi i loro nomi [http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/3037-chi-sono.html (N.d.R.)] per evitare come la peste i partiti che, vedi mai, li mettessero in lista per le prossime elezioni. A questo proposito sottolineo ancora una volta che, facendosi beffe degli articoli 56 e 58 della Costituzione, senatori e deputati non sono eletti dal popolo ma piazzati illegalmente in poltrona dai partiti. È così che ci ritroviamo un parlamento del tutto abusivo che ci sta massacrando senza che nessuno tra gli italiani alzi più di un occasionale belato.

 

RD – E, allora, visto che c’è entrato lei, veniamo alla politica. Lei ha dichiarato che è pronto a scendere in campo.

 

SM – L’espressione ricorda troppo qualcosa di berlusconesco, e poi potrebbe trarre in inganno. Io ho dichiarato qualcosa che è sotto gli occhi di tutti: se non ci liberiamo immediatamente di questo parlamento, se non ci liberiamo di funzionari che non aggettivo, se continueremo a tollerare una TV, una radio e dei giornali come ora, non ci sarà scampo per la generazione dei bambini di oggi. Semplicemente, per pigrizia, per ignoranza, per stupidità, per credulità, per comodità noi stiamo rapinando i nostri figli del futuro cui hanno diritto e dobbiamo alzare la testa riprendendoci le chiavi di casa. Nessuna rivoluzione con i forconi in piazza, ma, molto banalmente, la riappropriazione di quello che è nostro e che ci siamo fatti soffiare sotto il naso.

 

RD – Ma lei…

 

SM – Sì: io sono disposto ad esserci. Ho provato a lanciare l’idea a livello dei vari partiti, ma l’unico che, in qualche modo, ha risposto è un partitino nanoscopico, di fatto inesistente, che mira solo a portare in senato il suo padrone. In definitiva si tratta di un tale intriso di ambizione che non arriverà da nessuna parte e che pensa ad ambiente e salute solo come argomenti da cavalcare per appagare la propria ansia di minuscolo potere. Quindi, è scartato per manifesta incapacità. Io voglio ben altro. A me non importa nulla di stupidaggini come destra o sinistra: io voglio essere sano in un ambiente pulito ed è questo che devo lasciare a chi verrà dopo di me e che, d’altra parte, su questo povero pianeta c’è già.

 

RD – Risposte dai partiti?

 

SM – Nessuna. A pensare male si fa peccato ma… Temo che la situazione faccia più o meno comodo a tutti e, per questo, nessuno vuole rischiare un sussulto. Oppure c’è chi non vuole scontentare qualcuno che, poi, gli renderà il favore. E, così, ben vengano le leggi demenziali che ci marchiano a fuoco.

 

RD – E allora?

 

SM – E allora io ho perso. In realtà, mi correggo, io vincerò quando sarà troppo tarsi. Tutti hanno perso perché ammalarsi, morire a lasciare massacrare i propri figli è una sconfitta di cui non trovo confronti.

 

RD – Che cosa farà lei?

 

SM – Che cosa devo fare? Pensi che io non riesco nemmeno a reggere il laboratorio di cui centinaia di persone ogni giorno pretendono i risultati. L’ho detto mille volte: non ho più soldi e, se i vostri figli non valgono un pacchetto di sigarette o una pizza, sono fatti vostri. “Non mollare!” è la frase che mi sento ripetere più spesso e che mi irrita di più. Io non devo mollare, e voi che cosa fate?

 

RD – Lei ha lanciato una raccolta fondi per far sopravvivere il laboratorio [http://www.stefanomontanari.net/sito/sostienici.html )N.d.R.)]. Come sta andando?

 

SM – In realtà sono anni che sto dicendo che siamo alla canna del gas, e questo senza risultati. Oggi, però, siamo davvero in articulo mortis. Insomma, se non riusciremo a pagare nemmeno l’affitto del laboratorio, per non parlare dei miseri stipendi dei nostri pochissimi collaboratori rimasti (mia moglie ed io lavoriamo non solo gratis ma a nostre spese), non avremo scelta. Qualcosa sta arrivando e questo ci dà almeno un altro paio di mesi di vita, ma non voglio che questo si trasformi in un accanimento terapeutico. Dopotutto, io sono vecchio e ho figli molto avanti con l’età che vivono a migliaia di chilometri dalla signora Lorenzin e, se ai genitori di bambini piccoli non importa niente dei loro figli, non vedo perché dovrei occuparmene io.

 

RD – Previsioni?

 

SM – Se ci sarà un miracolo, resteremo aperti. Altrimenti, sia fatta la volontà popolare: chiuderemo. E chi, poi, pretenderà qualcosa da me riceverà quello che merita.

 

RD – In definitiva occorrono soldi.

 

SM – Qualunquisticamente, due o tre giorni di lavoro di Cristiano Ronaldo.

 

 

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