Contro i vaccini occorre aiuto politico

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

 

Roberta Doricchi – Credo che non ci siano dubbi. Con quanto è successo, e con quanto sta continuando a succedere, non possiamo non parlare ancora di vaccini. Vogliamo partire dalla firma del presidente Mattarella al decreto Lorenzin?

 

Stefano Montanari – Se dicessi ciò che penso mi arriverebbe una raffica di querele. Mi limito a riportare ciò che ha detto il giudice Imposimato [https://autismovaccini.org/2017/06/07/vaccini-via-libera-al-decreto-rovina-bambini-lorenzin-glaxo/ (N.d.R.)] che parla di tangenti legalizzate e di criminalità. Se vuole, aggiungo ciò che ha detto Zagrebelsky e che leggo direttamente dal suo testo che ho sottomano: “Non è lecito, alla stregua degli articoli 2 e 32 della Costituzione, richiedere che il singolo esponga a rischio la propria salute per un interesse collettivo, senza che la collettività stessa sia disposta a condividere, come è possibile, il peso delle eventuali conseguenze negative.” [sentenza n. 27 della Corte Costituzionale (N.d.R.)]

 

RD – Ma lei che cosa pensa?

 

SM – Vede, quando un ministro della salute, per quanto questo non solo non abbia la minima preparazione culturale in materia e occupi illegittimamente quella carica essendovi arrivato del tutto al di fuori della Costituzione, si presenta pubblicamente a parlare del proprio operato affiancato dal rappresentante di quello che forse è il maggior produttore di vaccini del mondo, non credo occorrano spiegazioni. Chi vuole capire ha capito tutto. A me non interessa più.

 

RD – Ma in quell’occasione si è parlato anche di lei.

 

SM – Le confesso che, pur essendo stato informato del fatto da alcune centinaia di messaggi, non ho letto né visto niente. Sarebbe tanto bello se io avessi il tempo di occuparmi delle perle della nostra ministra ma, purtroppo, ho altro da fare e, comunque, sotto un certo livello morale, intellettuale e culturale non ce la faccio proprio a scendere. Come si suol dire, ogni botte dà il vino che ha e la botte della signora Lorenzin di vino anche solo appena bevibile temo non ne abbia. Consulti il suo curriculum, legga le enormità che spara, veda come si comporta e giudichi lei.

 

RD – Ma il giudice Imposimato ha parlato chiaramente di tangenti.

 

SM – Il cielo mi guardi dall’accusare la signora Lorenzin e tutta la corte dei miracoli di reati del genere! Che i nostri politici siano dei modelli specchiati di virtù è un fatto che il mondo ci riconosce. Forse la signora Lorenzin, oltre a non sapere di che cosa parla quando si esprime sulla salute, non è stata informata dell’esistenza di leggi nazionali e internazionali sulle quali lei passeggia allegramente. Un avvocato mi ha mandato una lista che mi pare più fornita di quella a carico di Totò Riina, ma forse sbaglia. Il giudice Imposimato avrà le sue buone ragioni e, se la nostra magistratura vale qualcosa, potrebbe cominciare ad indagare. Sia chiaro: indagare non equivale a condannare ma solo a vederci chiaro. Io ricordo un’antica intervista rilasciata da Duilio Poggiolini, un tempo funzionario potentissimo del Ministero della Sanità come allora si chiamava. A suo dire tutti i ministri con quella funzione sono espressione delle case farmaceutiche [Corriere della Sera, 11 novembre 1993 (N.d.R.)].  Da addetto ai lavori, lui era certamente informato e, del resto, c’è anche chi, come l’onorevole De Lorenzo, soggiornò per qualche tempo in carcere proprio per le strenne natalizie ricevute da Big Pharma. Comunque, se la magistratura volesse, di temi su cui indagare ne avrebbe non pochi: dall’acquisto di vaccini mai utilizzati semplicemente perché non ci fu mai l’epidemia alla diffusione di notizie allarmanti totalmente inventate al perché di certi prodotti industriali obbligatori o raccomandati. Se, poi, si andasse a dare un’occhiata alle leggi disattese e calpestate, se si volesse indagare sui diritti negati, se si volesse indagare sui mancati controlli, se si volesse indagare su come vengono somministrati i vaccini, se si volesse indagare sul cosiddetto consenso informato che è semplicemente una beffa, se si volesse indagare sulle omesse denuncie di effetti collaterali, se si volesse indagare sugli allarmi palesemente infondati non fosse altro che  per mancanza di numeri, di lavoro ce ne sarebbe per anni. Ma chi è uomo di mondo lo sa: le leggi valgono solo per chi le rispetta. E poi, la medicina non è come la matematica: è un’opinione. E le opinioni sono democraticamente patrimonio anche di chi non ha la più pallida idea del tema trattato. Accenda la TV se ne vuole una testimonianza.

 

RD – Che cosa pensa della radiazione dall’ordine professionale dei medici critici sui vaccini?

 

SM – Hanno violentato l’articolo 33 della Costituzione e quello era un passo che non può meravigliare. L’Ordine dei Medici è un residuo di un passato remoto di cui non ci può essere nostalgia, un ente privato che dovrebbe essere cancellato e dimenticato al più presto. L’ho detto tante volte: quell’ente conserva affettuosamente nel suo abbraccio veri e propri criminali che non esitano a spaccare le ossa dei pazienti per fare allenamento né si fanno scrupoli ad operare chirurgicamente senza indicazioni esseri umani al solo scopo di fare quattrini e, magari, accettano allegramente di usare i propri pazienti ignari come cavie per esperimenti. Non voglio entrare nel tema della corruzione perché passeremmo ore. Io ho vissuto per decenni nell’ambiente e non ho potuto evitare di rendermi conto di come la morale sia influenzabile per contatto. Chi viene cacciato è chi vorrebbe fare il medico, cioè, nel caso specifico, vorrebbe usare i farmaci non per far fare quattrini a qualcuno ma a beneficio di chi si affida a loro. Consideri pure che mai un solo paziente si è lamentato del loro operato. E, allora, che opinione posso avere delle radiazioni? E che cosa posso pensare dell’Ordine dei Medici?  Mi auguro solo che la magistratura faccia quello che a me pare il suo dovere, cancelli quell’obbrobrio e cominci ad interessarsi di quell’ente. Nessuna condanna preventiva, per carità: solo, andiamo a vedere come funziona.

 

RD – Lei ha detto che non ci si può meravigliare. Me lo spiega?

 

SM – La cosa è semplice. Tutto quanto sta improvvisamente girando intorno ai vaccini non ha alcun senso se lo si guarda dal punto di vista sanitario. Prescindendo da pure ovvie considerazioni sull’efficacia dei vaccini e sugli effetti deleteri che troppo spesso quei farmaci manifestano, non esiste alcuna epidemia in atto e, meno che mai, esiste uno stato di emergenza. Controlli i numeri. Tutto si spiega se lo si osserva freddamente dal punto di vista del business. Nessuna impresa ha margini di guadagno anche solo lontanamente paragonabili al farmaceutico e, in quel settore, i vaccini sono la tipologia di prodotto che regala il massimo della redditività. Non avere l’onere della sperimentazione è una vera e propria manna dal cielo; poterli somministrare non alla frazione di malati di una singola malattia ma, e ripetutamente, a tutta la popolazione; non dovere dimostrare se la somministrazione ha funzionato; non avere la minima responsabilità legale di fronte agli effetti indebiti perché, malissimo che vada, paga Pantalone; avere la certezza che solo un’infima frazione dei danni provocati arriverà a conoscenza del pubblico e, comunque vada, sarà minimizzata; disporre di quantità incredibili di denaro come mezzo dolcissimo di convinzione… Insomma, si viaggia sul velluto. Ecco, allora, che non può meravigliare se chi più vistosamente fa notare che i vaccini sono farmaci che si usano con la discrezionalità, la razionalità e la prudenza con cui qualunque farmaco si adopera deve essere allontanato. Mettere a rischio il business non è cosa, per usare un’espressione vicina a fatti che nulla dovrebbero avere a che fare con la salute.

 

RD – Eppure molte persone sono entusiaste del fatto che 12 vaccini siano diventati obbligatori.

 

SM – Se siano molte è impossibile dire: tutte le dittature distorcono i numeri a loro beneficio. Ad ogni modo, l’ignoranza e la credulità non sono reati. Reato è approfittarne. Non so se lei s’interessi di calcio e ricordi la frase famosa del vecchio allenatore Vujadin Boškov. Alla domanda “Quando esistono gli estremi per assegnare un rigore?” lui, nell’italiano che non imparò mai del tutto, rispose: “Rigore è quando arbitro fischia.” Insomma, un’azione non è reato se non c’è un magistrato che la considera tale. E la magistratura non pare molto interessata a ciò che sta accadendo pur con tutte le sue più o meno evidenti illegalità.

 

RD – Quali saranno le conseguenze del nuovo corso sui vaccini?

 

SM – Domanda facile. Risposta difficile. Dal punto di vista sanitario potrebbe essere una catastrofe ma, almeno per qualcuno, sarà una manna e gli affari prospereranno. La protezione effettiva verso le 12 malattie sarà in molti casi illusoria e, comunque, limitata nel tempo. La popolazione s’indebolirà e diventerà più prona ad ammalarsi. Guardi al lavoro di ricerca pubblicato da poco da un gruppo danese: i bambini africani vaccinati con un trivalente e con il farmaco orale antipoliomielite presentano una mortalità quintupla rispetto ai non vaccinati. Il che è assolutamente ovvio: il loro sistema immunitario è ridotto a un colabrodo. È difficile pensare che non ci sarà una miriade di effetti collaterali e se, come di regola accade, questi non saranno denunciati, gli effetti ci saranno ugualmente ma pochi lo sapranno. Dal punto di vista economico, sempre fatti salvi coloro che lucrano sul giochetto, ci saranno da affrontare spese che saranno pagate raschiando i soliti barili: pensioni, scuola, sanità… Sanità quella vera, intendo. Più difficile è prevedere la reazione popolare. Se l’ignoranza e la credulità continueranno ad irrobustire l’esercito dei furbetti, mi pare tuttavia che la consapevolezza dell’esistenza di problemi legati ai vaccini aumenti considerevolmente. Di certo io ho una visione appena parziale, ma mai come in questi giorni ho ricevuto valanghe di messaggi e di telefonate di persone veramente disperate. Chi mi chiedeva come sfuggire alla violenza di stato, chi quali indagini fare per capire se i vaccini avrebbero provocato guai, chi come disintossicarsi dall’avvelenamento già subito…

 

RD – E le risposte?

 

SM – Partiamo dalle indagini da fare per sottrarsi alle siringhe di regime: non si può fare altro che analizzare il sangue per vedere se esistano già gli anticorpi verso la particolare malattia. Se esistono, chi pratica la vaccinazione è solo un delinquente. Non che la cosa turbi i sonni di qualcuno, ma delinquenti restano. Prevedere soggetto per soggetto l’insorgenza di guai da vaccino è molto difficile, anche perché non è affatto chiaro che cosa c’è davvero in quei prodotti. Pensi solo alle sciocchezze che credono tanti medici i quali, tra l’altro, sono convinti che nei vaccini non ci sia il mercurio mentre c’è sempre per ragioni di tecnica farmaceutica che loro ignorano. Per le disintossicazioni, l’unica possibilità che io conosco è quella legata a ciò che fa il Centro Stelior di Ginevra ma, ovviamente, potrebbe esserci altro.

 

RD – E lei che fa?

 

SM – Con difficoltà e ostacoli crescenti, io analizzo i vaccini e faccio domande.

 

RD – Difficoltà e ostacoli di che genere?

 

SM – Le più piccole e banali sono le intrusioni nel mio blog di cui una è in corso proprio ora con tanto di blocco. Le più squallide sono quelle che tendono ad impedirci di fare ricerca. E tra le squallide la più squallida è quella che tenta di bloccare le nostre ricerche sulla leucemia, una ricerca che ha già dato risultati che mi permetta di definire straordinari. Poi ci sono gli attacchi buffi: quelli firmati da personaggi mai pervenuti che si spacciano per scienziati. Senza che ci si possa sorprendere, migliaia di persone sono prontissime a prestare fede a dei poveri millantatori che scrivono delle vere e proprie enormità senza, naturalmente, avere un minimo di cultura e di esperienza in proposito. La cosa mi sarebbe indifferente se non diventasse fastidiosa perché ricevo decine di messaggi di chi mi chiede di rispondere a questi che altro non sono se non degli imbecilli, e la prego di scusarmi se uso questo aggettivo, ma è il più morbido che riesco a trovare.

 

RD – Ho visto che lei non partecipa alle manifestazioni contro il decreto Lorenzin.

 

SM – Mi limito a dire che c’è dentro qualcuno che non mi piace affatto e che rischia di mandare tutto a catafascio. Non mi chieda altro perché non dirò altro.

 

RD – Quanto c’è di vero nella voce che lei entrerà in politica.

 

SM – Non ho idea.

 

RD – Mi faccia capire.

 

SM – Dobbiamo partire da un fatto indiscutibile: noi non abbiamo più un soldo e non ce la facciamo più a tenere aperto il laboratorio. Il che significa che tutte le persone che si sono sempre servite di noi e dei nostri risultati senza il dramma di separarsi da un Euro faranno da sole. Peccato, ma io non so che farci. Io ho due figli che da parecchio hanno superato la trentina e abitano all’estero. Quindi, i vaccini non sono un problema che mi tocchi personalmente. Se lo sono per qualche milione di famiglie, saranno fatti loro. Dopotutto è giusto che si ottenga quanto si è voluto a fatti e non a chiacchiere.

 

RD – Non credo di capire che cosa c’entri questo con la politica.

 

SM – Pensi un po’ la stranezza: non sono state solo le istituzioni e non è stato solo il partito di Grillo a ridurci alla chiusura. Sono state le migliaia di persone che sono sempre venute a pretendere risultati, risposte e difese da noi gratis et amore Dei e noi siamo stati così ingenui da dare a piene mani pagando di tasca nostra. Era evidente che prima o poi si sarebbe arrivati alla fine e adesso alla fine siamo arrivati. Ora, più o meno in punto di morte, spaventati dalla follia del decreto sui vaccini, qualcuno comincia ad intravvedere che gli irritanti “non mollare!” che mi scrivevano mentre ci si guarda morire non portano da nessuna parte. E ci si accorge che bisogna assolutamente fare qualcosa e che la sola maniera efficace è quella di irrompere nella politica o, quanto meno, in quella porcheria tutta italiana che noi chiamiamo politica. Era inevitabile che mi si tirasse per la giacchetta e io, forse ancora una volta ingenuamente, ho dato la mia disponibilità. A questo punto, sempre che lo si voglia, le possibilità sono almeno un paio: si fonda l’ennesimo partito, ma per questo occorre gente disponibile e ci vogliono quattrini. L’altra è che un partito tra la ricca collezione di quelli esistenti si assuma l’impegno. In ambedue i casi occorre comunque superare la soglia di sbarramento per accedere al parlamento, una soglia che non mi pare prevista dalla Costituzione che afferma tutt’altro ma che c’è e la cui legittimità viene data per scontata. Poi è indispensabile che il partito, nuovo o riciclato che sia, resti ben saldo sulla posizione che è quella primaria di abolire immediatamente la legge demenziale sui vaccini. Su questo punto bisogna fare molta attenzione perché l’Italia e gli italiani sono noti nel mondo per i loro voltafaccia e i loro retropensieri. Se si supera lo sbarramento, poi, si può sperare di poter rappresentare l’ago della bilancia.

 

RD – Che cosa significa?

 

SM – Significa che questo ipotetico schieramento potrebbe essere appetito perché, con i suoi voti, potrebbe significare maggioranza di governo. Fosse così, il suo appoggio deve essere barattato con l’abolizione incondizionata di quella follia che Imposimato ha definito criminale e che potrebbe diventare legge.

 

RD – Ma da che parte si schiererebbe? Destra, sinistra o centro?

 

SM – Qui stiamo parlando di vita o di morte. Che cosa vuole che m’importi quali saranno i colori della casacca? Io sono disposto a vestire qualunque maglia pur di salvare milioni di bambini. Poi, eventualmente, si vedrà, ma chi fa lo schizzinoso cavillando sull’accostamento di colori del salvagente che gli viene gettato merita solo di annegare. La priorità assoluta è cancellare quell’ignominia e mandare finalmente a casa certi personaggi devastanti.

 

RD – E il laboratorio?

 

SM – Sopravviverà se lo vuole la gente rinunciando, magari, a una pizza o, con un sacrificio veramente eroico, al concerto del cantante di turno. Non parlo del telefonino o del tablet assolutamente da cambiare con l’ultima novità perché qui l’eroismo diventerebbe martirio. Io ho già dato, non ne ho più e me ne pento.

 

RD – Se ne pente?

 

SM – Tornassi a nascere, non vorrei mai avere la coscienza che, improvvidamente, i miei genitori mi diedero. Io mi farei i fatti miei e chi vuole morire lo faccia. Io spero solo che non mi faccia inciampare.

 

RD – Spero che stia scherzando.

 

SM – Tutti i giorni me la prendo con me stesso. Io ho voluto seguire mia moglie che pretende di salvare il mondo. Così ogni giorno m’incrocio con situazioni strazianti che mi uccidono e davanti alle quali non posso girarmi dall’altra parte. Non ce la faccio. Capisce che io muoio tutti i giorni? Così ho continuato fino alla rovina e ciò che ho ottenuto è stata una collezione di insulti, di diffamazioni e di calunnie. A volte di irritanti “non mollare!” Dall’altra parte è evidente: il mondo non ha la minima intenzione di essere salvato. E, allora, io sono stato inutile al mondo e dannoso a me stesso.

 

RD – A parte questa ondata di pessimismo cosmico, in politica ci entra o no?

 

SM – Se qualcuno vorrà il mio impegno, io ci sarò e, come le ho detto, non m’importa un fico secco di chi fa lo schifiltoso. E sicuramente, se la cosa avvenisse, di schifiltosi ce ne saranno tanti. L’obiettivo impellente è quello di cancellare una follia che si fa beffe della medicina, della legge, della dignità del prossimo e della vita che vale solo per i quattro soldi del suo sacrificio. Da dove viene l’aiuto è irrilevante, venisse anche da Al Capone redivivo. Destra? Sinistra? Che roba è? Sia chiaro, se qualcuno si presentasse davvero per dare una mano e qualcuno dei soliti milordini cominciasse a sofisticare, almanaccare, sottilizzare e fare i suoi distinguo riceverebbe una risposta come merita, sempre che io perda tempo a rispondere.

 

RD – Posso chiederle se ha dei contatti?

 

SM – Io non cerco nessuno. Chi vuole sa benissimo dove trovarmi. Se, poi, quel qualcuno disponesse anche dei mezzi per far sopravvivere il laboratorio, sarebbe una ragione in più, e una ragione importante, per dare il mio impegno. Forse determinante. Le dico solo che mi piacerebbe avere con me Chantal Certan, assessora all’istruzione della Val d’Aosta. La conosco personalmente e, anzi, con lei mi sono sentito qualche giorno fa. È una donna che occupa una posizione politica e che ha il coraggio di dire le cose come stanno [http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/06/08/news/_vaccini_come_le_sperimentazioni_di_massa_dei_nazisti_val_d_aosta_polemica_sulle_dichiarazioni_choc_dell_assessora_region-167603555/ (N.d.R.)]. È di persone come lei che abbiamo bisogno a Roma.

 

RD – Ma subito è arrivata la reazione dell’Ordine dei Medici [http://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2017/06/09/ordine-medicigravi-dichiarazioni-certan_90c95903-f299-440a-b177-fd901c1402c6.html (N.d.R.)].

 

SM – Si aspettava qualcosa di diverso dalle enormità che il presidente dell’Ordine valdostano ha sparato? Se non facesse piangere farebbe ridere. Se quei personaggi continuano in quella maniera, presumendo che tutta la popolazione italiana viaggi con l’anello al naso, si scavano la fossa da soli.

 

RD – Lei non cerca nessuno. E se arrivasse il Movimento 5 Stelle?

 

SM – Non credo proprio che esista questo rischio.

 

RD – E se non arrivasse nessuno?

 

SM – Sia fatta la volontà del mondo.

 

RD – Allora facciamo un’altra ipotesi: si trova il partito giusto, esistente o da fondare che sia, e quel partito non ottiene il risultato elettorale che gli permette di essere rappresentato in parlamento.

 

SM – Tra gli scienziati non esistono esperimenti inutili perché una risposta la danno tutti. Quando l’esperimento non produce i risultati attesi o sperati, significa che la metodica è inadatta o che l’ipotesi su cui si fonda l’idea è sbagliata. Si tratta di conoscenze utilissime per non ricadere nell’errore. Se accadesse quello che lei ipotizza significherebbe al di fuori di ogni dubbio che gli italiani vogliono quello che hanno. Così non sarebbe un fallimento: avremmo capito che noi non serviamo a niente e potremmo ritirarci in pace, senza rimorsi, coscienti che abbiamo fatto davvero tutto quanto era in nostro potere e nelle nostre capacità per qualcosa che era solo nella nostra fantasia. Sa: io penso spesso di essere come quei boy scout un po’ tonti che vogliono fare attraversare la strada ad una vecchietta ma la vecchietta non ha alcuna intenzione di attraversare.

 

 

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