Ultime domande sui vaccini

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Ho visto che nel suo blog sta cercando di spostare l’attenzione sui suoi racconti.

Stefano Montanari – Non le piacciono?

RD – Credo che da lei ci si aspetti altro.

SM – Non direi. O, almeno, non secondo valutazioni democratiche. Chi si aspetta altro è un gruppetto numericamente insignificante di persone che, in fondo, risultati alla mano, hanno un interesse a dir poco superficiale sull’argomento. Pensi , invece, al sollievo di tanti personaggi che, quatti quatti, mi seguono assiduamente sul mio blog e a Radio Studio 54 e pensi al sollievo di quelli che mi spiano dal buco della serratura del mio telefono e del mio computer. I miei racconti sono innocui, non disturbano nessuno e hanno il vantaggio marginale di essere bellissimi. Il fatto, poi, di avere un pubblico limitato a persone di buon gusto e di cultura riduce fortemente il mio raggio d’azione e poco a poco sarò dimenticato. Una vera manna per chi non mi gradisce.

RD – La stiamo perdendo?

SM – No: state acquistando un giovane scrittore.

RD – Eppure io la solleciterò ancora sull’argomento che forse interesserà poche persone ma che è fondamentale. Parliamo ancora di vaccini.

SM – Un argomento interessantissimo del quale l’Italia è capofila a livello mondiale senza che gli italiani lo sappiano. Dalla caduta di Roma l’Italia è sempre stata terra di conquista e l’italiano carne da macello per il migliore offerente. E così abbiamo acquisito l’onore di essere i capofila per le cosiddette strategie vaccinali a livello planetario. L’Italia è un laboratorio: da noi si provano sul campo tutte le follie possibili legate ai vaccini e, se il popolo non alzerà più di qualche belato e porgerà sonnacchiosamente l’altra guancia, l’esperimento a metà strada tra il sociale e il tossicologico avrà avuto successo. Così sarà esportabile. L’accanimento vaccinale apparentemente assurdo cui stiamo assistendo non è affatto casuale: semplicemente stiamo ubbidendo ai 40 paesi con cui ci siamo accordati che hanno detto il classico “vai avanti tu, perché a noi viene da ridere” e le nostre cosiddette autorità sono state ben liete di mettere a disposizione quello che i francesi ottocenteschi chiamavano “il popolo dei morti”. [http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/litalia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale (N.d.R.)].

RD – E noi?

SM – Noi italiani? Noi mica siamo stati interpellati. Del resto, quando si fa un esperimento sui topolini, non è che ci si prende la briga di chiedere il loro parere.

RD – Sbaglio se dico che mi pare che sia il trattamento che si riserva a una colonia?

SM – Non sbaglia, anche se le cose stanno un po’ peggio.

RD – Ma qualche vantaggio lo avremo?

SM – Magari limitato a qualcuno, qualcuno del solito salottino buono, sì. Anzi, probabilmente per loro i vantaggi sono tutt’altro che trascurabili. Pensi che i nostri italici scienziati stanno approntando vaccini che vanno dalla sconfitta per ogni tipo di cancro all’azzeramento del colesterolo.

RD – Obiettivi reali?

SM – Totò avrebbe risposto con il suo “ma mi faccia il piacere!”

RD – Ma, allora, perché ci si lavora sopra?

SM – Credo che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con l’argomento sappia benissimo che i vaccini stanno mostrando ogni giorno di più delle voragini. È appena uscito un articolo che riferisce di una ricerca fatta in Africa a proposito delle vaccinazioni sui bambini con il trivalente difterite-tetano-pertosse e, in più, con il vaccino orale contro la poliomielite [ http://www.ebiomedicine.com/article/S2352-3964(17)30046-4/pdf (N.d.R.)]. I risultati sono raccapriccianti: una mortalità quintuplicata rispetto ai non vaccinati. Ma di questo non importa niente a nessuno: ciò che importa al popolo è avere la coperta di Linus, la convinzione, per fasulla che sia, di non ammalarsi, e a chi è ammanicato ciò che importa è fare quattrini, e con i vaccini l’investimento è fantastico. Allora si nascondono i dati al popolo bue, si rifilano notizie totalmente false stravolgendo ogni concetto di scienza e di medicina e, perché no?, c’è pure chi fa soldi inventandosi i vaccini più assurdi e stravaganti. Una gallina dalle uova d’oro: con gli agganci giusti il business è assicurato e, se si sale di qualche gradino, c’è pure la possibilità molto ghiotta che questi intrugli diventino obbligatori per legge, il tutto facendosi beffe della legge stessa. Ma, del resto, anche tutto il nostro parlamento è composto da abusivi che siedono su quelle poltrone in barba alla Costituzione, e quegli abusivi dettano i comportamenti di sessanta milioni di persone. È ovvio, allora, che, se continueremo ad essere talmente anestetizzati e privi di dignità da permettere una situazione simile, non avremo scampo. Insomma, per rispondere alla sua domanda, ci si lavora sopra perché ci sono le condizioni giuste perché questo scempio avvenga, e questo scempio frutta soldi e carriera a chi conta.

RD – Ormai a distanza di un paio di mesi, che ne dice dell’affermazione del professor Burioni secondo cui, testualmente, “i vaccini sono sicuri ed efficaci, e chi dice il contrario è naturalmente un cretino”? [http://www.ilfoglio.it/scienza/2017/01/26/news/burioni-contro-nogarin-vaccini-figli-cretino-117048/ (N.d.R.)].

SM – Come si fa a non inchinarsi al cospetto di un genio? Forse solo il luminare Salvo Di Grazia, il noto ginecologo di Pieve di Soligo che, per sua stessa ammissione, di vaccini non si è mai occupato ma su cui pontifica da quel faro innato di sapienza che è, può avvicinarsi a lui. Controlli i curriculum dei due e vedrà lei stessa di che pozzi di scienza si tratta [http://www.unisr.it/k-teacher/burioni-roberto/   e https://www.ulss7.it/documents/10181/43458/digraziasalvatore.pdf/8caba306-ff8d-4502-9532-b8af0b5a5ccb (N.d.R.)]. Due maestri che non hanno bisogno di altro che della loro sovrumana ispirazione per entrare nell’essenza di ogni cosa. Ecco, allora, che io mi trovo irrimediabilmente catalogato fra i cretini e decenni di ricerca sul campo non fanno altro che aggravare la mia già precaria situazione.

RD – Continuando ad informarmi, per quello che in qualche modo trapela, vedo che il vostro famoso articolo sui vaccini [https://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf (N.d.R.)] sta continuando a fare scalpore.

SM – A questo punto bisognerebbe fare un lunghissimo discorso partendo dal perché di quella pubblicazione. Come ho detto mille volte, noi cominciammo ad analizzare i vaccini una quindicina di anni fa e quasi per caso, accorgendoci che questi, in tutti i campioni analizzati che non sono pochi, sono inquinati da micro- e nanoparticelle sulla cui tossicità non credo occorra insistere. Il motivo per cui abbiamo pubblicato i dati è banale: pensavamo che rendere noti certi problemi servisse a migliorare la qualità dei vaccini e a renderli meno aggressivi per la salute di quanto non siano oggi. Insomma, volevamo dare una mano sia ai produttori sia agli enti di controllo oltre che, naturalmente, a chi dei vaccini vuole o deve usufruire.

RD – Invece?

SM – Invece la reazione è stata incredibile: non solo tutto quanto ruota intorno alla pratica vaccinale ha rifiutato di accogliere dati del tutto oggettivi, ma ha ribattuto nella maniera più rozza, vale a dire con attacchi personali che, quando l’ambiente è quello scientifico, non vengono nemmeno pensati. Poi si è strillato che il giornale su cui abbiamo pubblicato i risultati era di un profilo degno di riprovazione, come se la carta su cui si scrive influenzasse il contenuto del testo. Poi si sono criticati passaggi della ricerca del tutto inesistenti, dimostrando così non solo l’incapacità di rispondere in modo corretto ma addirittura un’ignoranza imbarazzante. Pensi che l’EMA, cioè l’ente europeo per i medicinali, ha scritto uno stravagante pistolotto al British Medical Journal, cioè uno dei giornali medici di maggior prestigio, dicendo che nei vaccini le particelle ci saranno pure, ma il loro contenuto è al di sotto della soglia di sicurezza.

RD – Non è così?

SM – Temo di no. Se non altro perché l’EMA non ha mai denunciato di aver trovato le particelle che ora, forse a sorpresa, dice essere presenti, e poi perché non esiste alcun limite di sicurezza per quella roba. Lei provi a cercare un qualunque dato in proposito, un numero scientifico o burocratico che sia, e non troverà nulla. Questo semplicemente perché i limiti sotto cui l’EMA asserisce di mantenersi proprio non esistono e, dunque, ciò che l’EMA scrive è palesemente falso. Ma sulla disinvoltura dell’EMA ci sarebbe anche altro da dire. Basterebbe leggere che questi signori scrivono proprio sul British Medical Journal di non avere conflitti d’interesse quando l’89% del denaro che ricevono arriva dalle ditte farmaceutiche che dovrebbero essere controllate da loro. Faccia lei le sue considerazioni.

RD – Che cosa dovrebbero fare gli enti di controllo?

SM – Non so più quante volte l’ho detto: dovrebbero imparare a fare le analisi, rifarle e non guardare in faccia nessuno. A questo proposito, giusto per avere un assaggio della situazione, le racconto di ciò che è appena capitato in Nuova Zelanda. Una giornalista ha interpellato il ministero della salute locale a proposito del nostro articolo e del rifare le analisi. I funzionari hanno risposto che non ce n’è bisogno.

RD – Il motivo?

SM – Alla Burioni, questi hanno risposto che si sa che i vaccini sono puliti. Dunque, se si sa, che bisogno c’è di buttare tempo e soldi?

RD – E in base a che cosa lo si sa?

SM – In base a “è così perché lo dico io.” Ma, in definitiva, non stiamo parlando di scienza e nemmeno della salute pubblica. Qui si parla di un business di dimensioni immani probabilmente più redditizio delle armi e della droga e, in aggiunta, non solo legale ma santificato. E poi, grazie a leggi cui non attribuisco aggettivi, i produttori di vaccini sono immuni da qualunque responsabilità, e qui l’immunità è acquisita sul serio. Così, non solo non si finisce in galera se si danneggia o si uccide qualcuno, ma si è dei pubblici benemeriti. Insomma, la logica è quella degli affari senza alcun fastidioso risvolto morale. Che i vaccini facciano guai e che il loro effetto immunizzante non sia per nulla garantito è del tutto irrilevante, e guardi ai vaccinati contro la meningite C che di meningite C si ammalano allegramente e lo stesso vale per tutte le malattie. E irrilevante è che in non pochi casi un vaccinato diventi portatore sano della malattia, cioè veicolo d’infezione. L’ultimo caso di poliomielite in Italia, roba risalente a molto più di trent’anni fa, fu proprio causato da un bambino vaccinato. Tornando per un attimo alle reazioni dei burocrati dei controlli, abbiamo appena ricevuto per interposta persona la reazione dell’ente britannico. La cosa buffa è che quelli, come è stato per tutti gli altri gruppi di burocrati, non si mettono in contatto con noi ma parlano ad altri, fidando sulla loro credulità. Bene, anche gli inglesi scrivono non solo le stesse tenere ingenuità ma usano esattamente le stesse parole, identiche alla virgola, degli altri burocrati sparsi per il mondo. Insomma, è evidente l’enorme imbarazzo di chi porta a casa la pagnotta grazie alla generosità delle ditte farmaceutiche e questi personaggi fanno un copia-incolla delle stesse, mortificanti stupidaggini di cui ignoro l’autore originario.

RD – Se ho capito bene, ricevete solo reazioni negative.

SM – Tutt’altro. Stiamo ricevendo reazioni addirittura entusiastiche da tutto il mondo da parte di scienziati che ci dicono come, grazie al nostro articolo, stanno comprendendo ciò che vedono da anni. È da sottolineare che, pur non in tutti i casi, si tratta di ricercatori appena usciti da università o da strutture istituzionali per raggiunti limiti d’età e, dunque, persone che non hanno più nulla da temere. Aggiungo, però, che capitano anche messaggi di studiosi ancora in carriera che non hanno paura e che non si lasciano intimidire.

RD – E dall’Italia?

SM – Un solo contatto da chi, ancora attivo istituzionalmente, lavora in un’università. Gli altri tacciono da quei poveri ometti che sono. Addirittura ci sono dei vergognosi voltafaccia da parte di chi prima ci applaudiva e c’incoraggiava, magari salendo da passeggero non pagante sul nostro carro, e poi, evidentemente oggetto di ricatto e della saggezza vigliacca di chi tiene famiglia, ha rigirato la frittata.

RD – Può fare qualche nome?

SM – Certo che potrei farlo, ma, almeno per ora, ho troppa pena per la miseria di questi individui. Già sono abbastanza puniti dalla sorte per essere quello che sono senza che io maramaldeggi descrivendone le oscene nudità. Ma, se non riceverò prima un pallettone tra le scapole, non è detto che, prima o poi, non ne racconti pubblicamente le gesta.

RD – Ma è proprio vero che non si occupa più di vaccini?

SM – Se non mi si fanno domande, almeno per questo non proprio nobilissimo paese io di vaccini non m’interesso più. Se alle porcherie istituzionali e a quelle delle fonti di cosiddetta informazione si unisce di fatto il popolo sovrano, perché mi dovrei scomodare?

RD – Mi spieghi la funzione del popolo sovrano in ciò che mi ha appena detto.

SM – Piccolo o grande non importa, io faccio lo scienziato e lo scienziato guarda in modo freddo i fatti. La stragrande maggioranza dei nostri connazionali è del tutto convinta che i vaccini abbiano salvato il mondo da chissà quali e quante malattie. Che il fatto sia palesemente falso e documentato falso addirittura dalla statistica istituzionale non ha la minima rilevanza. Che gli effetti collaterali dei vaccini possano essere molto peggiori delle malattie che quei farmaci promettono di combattere è cosa da negare mostrandosi scandalizzati che si possa mettere in dubbio la proprietà salvifica dei vaccini anche solo facendosi una domanda. Il popolo bue è stato allevato con quella fede, e io nel mucchio mi ci metto almeno fino a quando non ho cominciato a sbirciare nei vaccini e a documentarmi, e non permette a nessuno di deluderlo: se fa comodo che esista Babbo Natale grasso e vestito di rosso, che importa se si tratta di un personaggio inventato ottanta e passa anni fa dai pubblicitari della Coca Cola? Dunque, per decine di milioni di persone i vaccini non si discutono: scire nefas, avrebbe detto Orazio, cioè non è lecito sapere. E così le pur strambe esternazioni del sullodato professor Burioni sorrette da sillogismi che la mia vecchia professoressa di filosofia avrebbe congedato con uno zero sul registro diventano perfino prove. Poi c’è l’infima minoranza di chi vuole avere informazioni, ma nessuno, davvero nessuno, è disposto a sacrificare il costo di un caffè per quell’informazione. Da ultimo ci sono i cosiddetti antivaccinisti, quelli che, a chiacchiere, accusano i vaccini di tutti i mali del mondo, dalle guerre puniche al terremoto dell’anno scorso. Questi sono i migliori alleati del salottino buono. Guardi solo come spendono i quattrini che ricevono per studiare “scientificamente”, e la prego di mettere le virgolette intorno all’avverbio, la questione dei vaccini. È inutile raccontarci panzane: sui guai da vaccino c’è chi porta a casa la pagnotta e guai se i guai smettessero di esistere.

RD – Lei sta portando tutto ad una questione di soldi.

SM – Lo so: è volgare. Ma, se proprio vogliamo fare una radiografia e andare all’osso della questione, le ossa sono proprio i quattrini. Con quelli si corrompe, con quelli si minaccia, con quelli si distorcono i cervelli.

RD – Già altre volte le ho fatto la domanda: che cosa fa la magistratura?

SM – Il suo compito è d’indagare e di giudicare. Basterebbe dare un’occhiata agli effetti collaterali da vaccino riportati ufficialmente [http://www.vigiaccess.org/ (N.d.R.)] . Si tratta di un’infima minoranza dei dati reali perché ben poco viene di fatto denunciato, ma ci troviamo, comunque, davanti a numeri spaventosi. Pensi che per il solo vaccino anti-HPV gli effetti avversi riportati in modo ufficiale sono 162.618 con 280 morti. Mi chiedo quanto pesino le infezioni da HPV e se esista un razionale nella vaccinazione specifica. E basterebbe venire da noi a chiederci ciò che abbiamo già detto due volte ai Carabinieri del NAS e una volta ad un Procura. Da lì dovrebbe partire un’indagine che non risponde ad altro che alla verità e all’interesse pubblico.

RD – Si sta facendo qualcosa in proposito?

SM – Io non ne ho traccia ma certo non lo si viene a raccontare a me. Altrettanto certo è che chi volesse indagare non si troverebbe di sicuro la strada spianata dalle istituzioni. Ciò che è certo è che ogni giorno perso rappresenta qualcosa che nessuno potrà più recuperare.

RD – Dunque?

SM – Dunque preparatevi a leggere i miei racconti e, se non vi piacciono, fate altro. Magari, per passare il tempo, vaccinatevi. Prima o poi potrebbe capitare che qualcuno vi dica una delle tante ovvietà: per mantenere l’immunità da vaccino, se mai la si è conseguita, occorre ripetere la somministrazione molto spesso. E, allora, visto che le malattie vaccinabili sono non solo tante ma sono in crescendo, non vi resterà molto tempo tra un’iniezione e l’altra. E questo finché morte non vi separi da questa valle di lacrime. Da ultimo, mi lasci lanciare una preghiera attraverso questa intervista: non mi scrivete più per avere informazioni sui vaccini. Di tutto quanto sta accadendo avete la vostra fettina di responsabilità.

RD – Aspetti prima di finire il nostro incontro. Come va la ricerca sulla leucemia?

SM – È una pugnalata al cuore. Con enormi sacrifici, niente di insolito, però, abbiamo fatto una scoperta che potrebbe rivelarsi fondamentale sia per la prevenzione sia per la diagnosi sia per l’eventuale terapia. La continuazione della ricerca, una continuazione indispensabile, rimane a rischio.

RD – Perché?

SM – Perché, senza che questo abbia niente a che vedere con la leucemia, noi ci occupiamo di vaccini e nei vaccini sono coinvolti personaggi del salottino buono. Ecco, allora, che arriva il ricatto: se non la piantate con i vaccini e, soprattutto, se non la piantate di disturbare i compagnucci di merenda, potrebbe essere un po’ più difficile per voi fare ricerca in generale. E la ricerca sulla leucemia fa parte della ricerca in generale. Io spero sempre di riuscire a sistemare le cose, magari con l’aiuto di un’illuminazione celeste che guarisca certe anime, ma non me la sento di farci troppo affidamento. Già in un loro mito i Greci di qualche millennio fa dicevano che Giove aveva capito come non avesse bisogno di disturbarsi per annientare il genere umano, cioè l’unico abitante del Pianeta ad essere dannoso, perché il genere umano avrebbe fatto da sé.

RD – E l’apparecchiatura per ripulire il sangue dalle particelle che forse potrebbe aiutare anche i leucemici ma certo non solo loro?

SM – Resta confinata nel mondo dei sogni. Prima si accennava alla volgarità dei quattrini. Ecco che ci ricaschiamo. Per mettere a punto il sistema occorrono risorse economiche di cui noi non disporremo mai e, allora, visto che nessuno è disposto a darci una mano preferendo dedicare i propri soldi ad altro, sia fatta la volontà di tutti. Di qualcosa si deve morire. O no?

RD – Speranze?

SM – Nessuna.

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