L’immunità di gregge non esiste

DSCN0732

Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Impossibile questa volta non iniziare dai risultati del referendum. Che ne dice?

Stefano Montanari – Si aspettava qualcosa di diverso? Se mai ce ne fosse stato bisogno, ci siamo trovati di fronte all’ennesima prova dell’incompetenza e anche dell’ingenuità di Matteo Renzi, un personaggio la cui preparazione politica deriva solo da un ipotetico patrimonio genetico trasmesso da un padre che aveva calcato i campetti politici della provincia. Arrivato per una bizzarra volontà del caso alla presidenza del consiglio senza esperienza e senza il conforto di un solo voto legittimato dalla Costituzione, ha improvvisamente creduto di poter fare e disfare a suo capriccio quello che gli tornava comodo. Il pastrocchio che ha partorito insieme con dei pari incompetenti era palesemente ridicolo. Mettere insieme dettati che nulla avevano a che fare reciprocamente dimostra l’incapacità del personaggio e all’incapacità si è sommata l’illusione di avere dalla sua parte la volontà popolare. La cosa è tipica di tutti i dittatori, ma per fare il dittatore, nel bene e nel male, se mai ci possa essere del bene in una porcheria del genere, occorre una statura che Renzi non ha.

RD – E ora?

SM – Ora ci sarà da rimettere insieme le briciole. Nella sua sventatezza Renzi ha coinvolto la politica estera e l’unità del suo stesso partito, un partito in cui convivono da separati in casa Don Camillo e Peppone e tutti i nanopartiti in cui la sinistra si è sempre frammentata.

RD – Secondo lei Renzi se ne andrà davvero?

SM – Le dimissioni le ha promesse e nel’immediatezza della sconfitta le ha date ma è cosa nota che l’Italia è la terra delle opportunità: una terra dove chiunque può sostenere qualunque cosa  trovando anche consenso. Il solo fatto che quattro Italiani su dieci abbiano appoggiato una stramberia come il SI’ al referendum ne è la prova. Quindi, non mi meraviglierei se ce lo ritrovassimo da qualche parte riciclato in un modo o nell’altro. Del resto, si metta nei suoi panni: che cosa sa fare a parte fare danni all’intero paese? Dunque, dovrà per forza trovare una poltroncina su cui accomodarsi, e vedrà che la troverà.

RD – Ma, a suo parere, che cosa sarà del governo?

SM – Fare previsioni non è facile e io previsioni le faccio solo in campo scientifico se ho dati miei disponibili. Comunque sia, da italiani, molti lasceranno precipitosamente il carro dello sconfitto, uno sconfitto che non aveva nemmeno capito come il referendum che aveva promosso fosse diventato anche un plebiscito nei suoi riguardi senza rendersi conto che tanti italiani non ne potevano più di lui e dei suoi grotteschi atteggiamenti. Poi ci saranno per forza nuove elezioni, non so proprio condotte come. Se ancora una volta si calpesterà la Costituzione come si è fatto ritrovandoci un parlamento e un presidente della repubblica più abusivi di un parcheggiatore davanti all’ospedale, non saremo più nemmeno una repubblica delle banane. Ad essere obiettivi, non abbiamo nessuno che abbia le doti di capacità, di esperienza e di onestà necessarie per guidare il paese. Il pericolo è che trionfino i grillini, un’accolita d’improvvisati nemmeno all’altezza di Renzi e sulla cui onestà intellettuale mi lasci il permesso di non esprimermi. Pensare di avere al timone dell’Italia persone che non saprebbero amministrare un condominio e che hanno la moralità dei maiali della Fattoria degli Animali di Orwell è cosa che fa accapponare la pelle.

RD – In fin dei conti, allora, secondo lei hanno perso tutti.

SM – Non ci sono dubbi.

RD – Cambiamo argomento. Anche se non pare che i media s’interessino particolarmente alla questione, da qualche tempo si susseguono gli scandali sulla gestione dei rifiuti: Toscana, Umbria… per non dire di quello ormai tradizionale della Campania. Anche in questo caso le chiedo un’opinione.

SM – Il discorso sarebbe lunghissimo e si dovrebbe partire da molti anni fa. Cercando di riassumere tutto in poche battute, la Mafia ha perfettamente ragione: “monnezza” che entra, oro che esce. Esattamente come è accaduto per una miriade di argomenti, dall’amianto al tabacco, dall’olio di palma ai gas delle bombolette spray e dei condizionatori d’aria, le conoscenze scientifiche di cui disponiamo magari da secoli o, in altri casi, da diversi decenni sono stravolte in nome dell’interesse di denaro da parte di una classe apparentemente privilegiata. L’Italia è l’unico paese tra quelli che si vantano di essere avanzati ad avere i rifiuti in costante aumento, e la cosa altro non è se non la conseguenza naturale di una politica folle volta esclusivamente a garantire l’interesse economico di qualche personaggio. Che la salute di 60 milioni di persone sia messa seriamente a rischio pare non interessare la politica. Che il territorio ne esca devastato interessa ancora meno. Che il costo reale di questa politica scriteriata sia enorme pare, invece, essere guardato con favore: più soldi girano, più è grasso il banchetto cui si partecipa. Tutte queste sono cose notissime da anni, ma confinate al disinteresse evidente di un popolo in anestesia generale se non in coma. Negli addetti ai lavori l’unico stupore è quello di vedere emergere, e solo di tanto in tanto, appena la punta di un iceberg che sottacqua è immenso.

RD – E la magistratura?

SM – Ogni tanto qualche magistrato tenta di fare il mestiere che si è scelto da giovane, quando ancora viveva d’illusioni.

RD – E il risultato?

SM – Molto vicino a zero. Guardi, uscendo, anche se di ben poco, dall’argomento specifico, ciò che sta accadendo a Taranto con l’Ilva. E, in un certo senso, ancora peggio, guardi quanto sta accadendo a Trieste con la cosiddetta Ferriera. Un popolo civile non avrebbe mai consentito situazioni del genere.

RD – Se capisco bene, lei chiuderebbe tutto.

SM – Certo: tutti nudi al freddo e al buio al riparo di una caverna! No, non è così. Almeno in parte le tecnologie per evitare avvelenamenti su grande scala esistono già e, se la società in cui viviamo capisse che il progresso vero non è quello di correre sempre più veloci ma è quello di correre sempre più sicuri, invece di buttare metà dei quattrini di cui il mondo dispone a fare guerre demenziali (ma, beninteso, tutte le guerre lo sono), a fabbricare prodotti di cui si vuole cocciutamente ignorare la pericolosità o a far girare ricchezze sotto i tavoli s’impegnasse a finanziare ricerche ad hoc, i problemi si ridurrebbero non di poco.

RD – Invece…

SM – Invece siamo nelle mani di quello che io chiamo il salottino buono e da lì non siamo capaci di uscire. E, allora, in un certo senso, peggio per noi: raccogliamo per ciò che seminiamo. Poi c’è il problema culturale: la gente non sa e ancora più spesso non vuole limitare la produzione dei rifiuti e preferisce ammalarsi piuttosto che pensare e, vedi mai, sacrificare qualche comodità.

RD – Cambiamo ancora argomento e, inevitabilmente, torniamo ai vaccini. Dopo l’Emilia Romagna anche Trieste impedisce l’accesso agli asili ai bambini non vaccinati con i vaccini obbligatori.

SM – Non ho intenzione di avanzare ipotesi di corruzione. Come è noto a tutto il mondo i politici emiliano-romagnoli e quelli triestini sono modelli di onestà e, dunque, di questo non si discute. Mettiamola, allora, sul piano del’ignoranza. Qui, se d’ignoranza si tratta, siamo a livelli giganteschi. Il solo immaginare che i quattro vaccini obbligatori, per di più iniettati alla cieca e senza controlli né prima né a cose fatte, possano immunizzare in modo efficace i bambini è grottescamente ridicolo. Il solo ignorare che cosa c’è nei vaccini, come sono sperimentati, che efficacia reale abbiano, quanto duri quell’efficacia se mai viene raggiunta, come vengono somministrati , come arrivano le segnalazioni di effetti collaterali è segno di totale incompetenza. Credere alla storiella della cosiddetta immunità di gregge, poi, è come voler credere davvero ai sali antimalocchio della mai abbastanza rimpianta Wanna Marchi. L’ho spiegato mille volte: l’immunità di gregge è la bufala di maggior successo inventata dai pubblicitari delle case farmaceutiche e solo un gonzo può cascarci. Non ho detto un corrotto: ho detto un gonzo. La cosa buffa è che quando lo dico, quando chiedo spiegazioni, mi trovo davanti al silenzio totale.

RD – Come, del resto, mi pare sia per tutte le domande che fa.

SM – Già. Ad oggi non ho mai avuto altre risposte alle domande che pongo all’infuori di strilli sgangherati. È vero che, quando ci si trova come potenziali interlocutori personaggi come la signora Lorenzin, misteriosamente assurta a ministra della salute senza aver mai ottenuto un solo voto popolare e, in aggiunta, senza avere la benché minima conoscenza della materia, o al professor Ricciardi, capo dell’Istituto superiore di sanità, o al professor Burioni, luminare da Radiocorriere TV, le reazioni non possono essere che quelle. Che cosa mai potrebbero dire? Ma probabilmente è colpa mia: io m’illudo di poter discutere in termini scientifici o, almeno, ragionevoli, ma evidentemente il terreno è del tutto diverso. A questo si aggiunge il problema dei mezzi di cosiddetta informazione, il quarto potere di cui già si parlava in Inghilterra nel Settecento. Se lei legge la quasi totalità degli articoli in tema di vaccini o se guarda una trasmissione televisiva facendolo con la mente libera da pregiudizi e, magari, con cognizione di causa, non può non accorgersi dell’imbroglio colossale che ne esce. Purtroppo la maggioranza della gente è pronta a bersi qualunque cosa, purché sia resa in qualche modo appetibile. E la ripetizione dei mantra è più efficace di qualunque vaccinazione.

RD – Ma lei ha sempre detto di non essere contrario ai vaccini.

SM – L’idea del vaccino è decisamente brillante. Peccato che i vaccini siano ideati male, sperimentati peggio, prodotti in modo allarmante, di fatto incontrollati e somministrati con modalità demenziali. A questo si aggiunge la caterva d’informazioni truffaldine che vengono propinate a raffica alla popolazione alla quale si fanno credere cose impossibili, con questo mettendo a rischio chi si vaccina e, ingenuamente, crede d’indossare una corazza imperforabile addirittura nei riguardi di malattie che con quel vaccino nulla hanno a che vedere. Insomma, una buona idea, comunque tutta da migliorare, e non di poco, trasformata in una sorta di arma potenzialmente micidiale.

RD – Per essere pratici, che cosa consiglierebbe a un genitore che intende iscrivere il figlio alla scuola materna senza vaccinarlo?

SM – Siamo chiari: è solo per gli istituti di regime che viene imposta la violenza. Alle altre scuole materne si può tranquillamente accedere, a meno che la gestione non sia in mano a dei folli. Poi, resta sempre l’appello alla legge: se le vaccinazioni che il regime impone sono quattro, quattro siano. Ciò che si fa, invece, è di somministrarne con l’inganno sei e, dunque, due sono palesemente abusive e, dunque, illegali a meno che non sia il vaccinando stesso a richiederle espressamente. Chi somministra quelle due senza il consenso dei tutori del bambino commette un reato penale e per questo va denunciato alla magistratura che dovrebbe fare il dovere cui è chiamata. L’articolo 32 della Costituzione è chiarissimo. In aggiunta, se non siamo in un regime dittatoriale, nessuno può obbligare a sottoscrivere il documento con il quale i genitori si assumono la responsabilità di un atto cui sono obbligati. Qui nemmeno un Kafka nel pieno della forma ce l’avrebbe fatta ad arrivare a tanto.

RD – Invece, da quanto so, tutti firmano.

SM – Quando io parlo di popol bue, una ragione ce l’ho. Chi firma quel documento pazzesco merita quello che ha, e se il bambino resta danneggiato dal vaccino, cosa tutt’altro che impossibile, è giusto che non riceva alcuna assistenza. In fondo, ignoranza, pigrizia o viltà che siano, se l’è voluto e ha sottoscritto la sua volontà.

RD – Però non è facile non firmare.

SM – Basta semplicemente non farlo. E, magari, quando si va alle elezioni, basta non mettere la croce premiando chi si è macchiato di un atto criminoso. Se la gente si comportasse in modo dignitoso, non avrebbe lasciato che s’instaurassero le abitudini di cui siamo tutti vittime e, se siamo in queste condizioni, è perché siamo un popolo smidollato.

RD – Che cosa direbbe ai magistrati?

SM – Fate il vostro mestiere onestamente, applicando la legge e non stravolgendola come si sta facendo troppo spesso ora, senza lasciarvi trascinare dai vostri preconcetti. E, visto che di vaccini e di salute in generale non sapete nulla, quando scegliete un consulente accertatevi che almeno conosca l’argomento e non abbia conflitti d’interesse. A me è capitato d’incrociarmi con consulenti che dopo molti mesi hanno abbandonato il compito semplicemente perché lo avevano accettato senza capirci niente. Altri, purtroppo, hanno invece influenzato il giudice sparando veri e propri deliri a non finire. In questo modo la giustizia diventa una farsa tragica.

RD – Che cosa direbbe ai medici?

SM – Prima di tutto, facendo di ogni erba un fascio e, dunque, facendo torto a più di qualcuno, vergognatevi! Avete buttato alle ortiche non solo tutto ciò che vi dovrebbe essere stato insegnato, ma anche la vostra dignità lasciando che vi si trasformasse in automi decerebrati. Ricordatevi che avete giurato di fare solo il bene di chi si affida a voi e non gli interessi economici e di potere di qualcuno, voi stessi compresi. Se queste condizioni non vi vanno, cambiate mestiere!

RD – Che cosa direbbe ai politici?

SM – Ridateci il mago do Nascimento e il comandante Schettino!

 

Diffondi questo articolo

PinIt