Quelle di Burioni sono solo chiacchiere

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Se non le dispiace, entriamo subito nel cuore di ciò che vorrei trattare oggi chiedendole un chiarimento. Qualche giorno fa lei ha pubblicato un post sul suo blog dichiarando che non si sarebbe più occupato di vaccini. Questo salvo, poi, smentire ciò che aveva scritto meno di 24 ore prima.

 

Stefano Montanari – Sì, ammetto che la cosa possa risultare strana e, se vuole, glie la spiego.

 

RD – È quello che le chiedo.

 

SM – Che io sia stanco di dare ascolto a mia moglie che vuole salvare il mondo, alla prova dei fatti, poi, senza che il mondo abbia la minima intenzione di farsi salvare, è innegabile. Sono stanco della farsa tragica in cui siamo immersi, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso, almeno per un attimo, è stata l’ultima uscita dell’ormai famoso professor Burioni. Non voglio insistere sul fatto della sua incompetenza a proposito di vaccini. Chiunque mastichi anche solo appena un po’ la materia non può non rendersi conto di come il personaggio ne sappia meno di chiunque abbia anche non più di una minima infarinatura. Prescindendo da una sfilata di affermazioni a dir poco opinabili, il solo continuare cocciutamente a ripetere in pubblico frottole come l’esavalente obbligatorio o l’assenza di mercurio nella formulazione dei vaccini lo fotografa fuori da ogni equivoco possibile come estraneo alla materia. Con tutto ciò, per motivi che non indago e che, tutto sommato, non m’interessano, Burioni è stato catapultato o, più probabilmente, si è autocatapultato alla ribalta mediatica come superesperto proprio dei vaccini. Un amico comune a lui e a me me lo aveva descritto come persona intellettualmente onesta e, stante la sua posizione di virologo in un’università italiana, avrebbe potuto partecipare al lavoro che mia moglie ed io svolgiamo da anni per cercare di fare chiarezza sui vaccini.

 

RD – E invece…? Mi pare di capire da quello che ho letto che ci sia qualcosa che è andato storto.

 

SM – Burioni ha cominciato a presenziare a un’infinità di trasmissioni radio e TV diventando in un baleno, nell’immaginario popolare, un superesperto di vaccini e lui, probabilmente lasciandosi rapire dal brivido di una notorietà improvvisa che non aveva mai sperimentato, magari se n’è pure autoconvinto. Le sue opinioni sono diventate verità, addirittura scienza, per milioni di telespettatori e temo anche per lui stesso. Forse inebriato dal successo mediatico, Burioni ha continuato a raccontare le storielle più incredibili e solo relativamente pochi si sono accorti che ciò che dice è, al massimo, qualcosa che piace a lui ma che di certo non è condiviso dal mondo intero come, invece, spericolatamente sostiene tra gli applausi di conduttori televisivi e di personaggi totalmente estranei alla materia ma trasformati in esperti d’occasione. Vede, in campo scientifico le regole sono piuttosto semplici: sostieni qualcosa? Dimostrala con ricerche tue! Non sei d’accordo su qualcosa? Rifai la stessa ricerca su cui esprimi dubbi e mostri i risultati. I tuoi: non quelli raccattati qua e là dove puoi trovare tutto e il contrario di tutto. Va da sé che, per farlo, devi esserne capace e devi volerlo fare. Qui i fatti sono chiarissimi: Burioni non ha mai presentato nulla di suo in proposito, insisto: di suo come si deve fare. E la conclusione è ovvia: ha fatto chiacchiere. Se a questo aggiunge che è sufficiente leggere i bugiardini acclusi alle confezioni di vari vaccini per trovarsi sotto il naso la prova documentata dai fabbricanti stessi che Burioni non conosce nemmeno i dati più correnti… È esperienza comune  che la TV è una scatola magica capace di trasformare in articolo di fede qualunque stramberia. Se lei, sbucando da uno schermo televisivo e sorretta da una sceneggiatura ad hoc, dà ad intendere che la vaccinazione esavalente è obbligatoria quando, invece, non è affatto vero, si troverà ad avere convinto una quantità enorme di persone a sottoporre i figli ad un abuso. La pretesa che, riferendo ai genitori fatti inesistenti, vaccinare i bambini al di là della legge faccia il loro bene è tutto da dimostrare. Indurli in inganno facendo loro credere che la pratica è obbligatoria è illegale. E come ogni azione illegale va perseguita. Che il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Ordine dei Medici non intervengano quanto meno a correggerlo è l’ennesima, non certo necessaria, dimostrazione di come si stia trattando il popolo bue e di come i diritti siano sbeffeggiati. Mi piacerebbe sapere anche che cosa ne pensa la magistratura, stante il fatto che ci si sta prendendo gioco della legge.

 

RD – D’accordo, ma che cosa c’entra questo con i suoi due post?

 

SM – Sappia che io ho invitato più volte Burioni a presenziare alle nostre analisi sui vaccini. So benissimo che Burioni non è uno scienziato e pare che nessuno gli abbia spiegato quali sono le regole che valgono in campo scientifico, ma le assicuro che chiunque sarebbe capace di capire ciò che si vede attraverso un microscopio elettronico se è messo di fianco a qualcuno che gli spiega che cosa c’è nello schermo e che cosa significano i grafici che accompagnano le immagini. Bene: Burioni, pur avendomi risposto diverse volte menando il can per l’aia, non ha mai nemmeno accennato ad una disponibilità ad affiancarci al microscopio. Al mio ultimo invito, speditogli pochissimi giorni fa, del tutto a sorpresa mi ha risposto minacciando una querela. Questa è stata la goccia.

 

RD – Dunque, lei ha avuto paura della querela di Burioni?

 

SM – Se la vuole mettere in questi termini, no: non ho avuto paura. Semplicemente la minaccia mi ha fatto capire che sto lottando contro i mulini a vento. È palese che Burioni non ha nessun argomento logico, tanto meno scientifico, meno che mai dati propri, per controbattere a ciò che io mostro e che non gli aggrada. E, allora, per difendere non è chiaro che cosa, ricorre a qualcosa d’altro. È evidente che non esiste nessun appiglio per una querela. Dire ad una persona che è ignorante non è di sicuro un’offesa ma una semplice constatazione che si applica a qualunque abitante di questo pianeta. E Burioni la sua ignoranza non la lesina e non ha nessun timore a palesarla. Consideri che non ho mai parlato di malafede ma solo d’ignoranza: una tautologia, una caratteristica insita nello stesso essere uomo. Burioni dovrebbe prendersela non con me ma con il Creatore che non ci ha voluti onniscienti.

 

RD – Ma la querela?

 

SM  – Nel nostro sistema giudiziario lei mi querela e il magistrato competente chiede l’archiviazione perché non ci sono motivi sostenibili. Lei, allora, fa opposizione e la procedura dice che si deve per forza andare a giudizio in tribunale. Di passaggio in passaggio, lei continua a vedersi respinte le sue istanze, però lei non molla e si arriva in Cassazione, a volte magari perfino abusivamente perché la legge, in certe condizioni, lo proibisce. Là le cose restano com’erano e lei perderà ancora, ma nel frattempo io avrò speso tempo, impegno e un pacco di soldi per pagarmi un avvocato. Se le dico questo è perché da anni io sono vittima di qualche personaggio che usa la magistratura a proprio uso e consumo. Poco importa se alla fine mi si dà costantemente ragione per il semplice motivo che  i capi d’accusa abitano solo nel cervellino di chi si fa beffe della magistratura. Intanto mi si è distolto dal lavoro e mi si sono fatti spendere soldi che non ho e che sono sottratti alla ricerca. Di fatto, proprio ciò che si è cercato. È solo questo che, se vuole, in un certo senso, mi fa paura e Burioni lo sa perfettamente. A margine, tanto per avere un’idea della persona di cui stiamo parlando, Burioni ha querelato Red Ronnie. Se questo difende la propria posizione in questa maniera e pretende la veste di scienziato…

 

RD – Mi pare di capire, allora, che è per questo che lei ha annunciato di non voler avere più nulla a che fare con i vaccini.

 

SM – Sì, mi ero stufato di avere a che fare con individui del genere. Aggiunga anche i funzionari del settore sanitario che abbiamo, i politici, i giornalisti e i conduttori radio e TV, gli esperti inventati e, insomma, tutta la messa in scena del caso. Ho avuto un momento d’insofferenza e le confesso che ho pensato che il mondo merita ciò che ha. E, allora, molto semplicemente, mi sono detto “andate tutti al diavolo!”

 

RD – Bene. Ma poi…?

 

SM – Poi la notte non ho dormito. Nella mia ormai più che trapassata vita da atleta io ho corso oltre 600 gare  molte delle quali durissime, e mi sono ritirato solo 3 volte. Mi sono ritirato perché stavo davvero male ma ho sempre fatto fatica a perdonarmelo. Il giorno dopo aver scritto il primo post, a notte passata, per uno strano caso del destino, alle 9 è arrivato in laboratorio un avvocato il quale mi ha detto che i campioni non si arrendono e, se perdono, è solo quando l’avversario è più forte di loro. E questo – continuò l’avvocato – non era certo il caso. La minaccia di querela altro non era se non la più disperata ammissione di debolezza da parte di Burioni. A questo punto devo chiarire un po’ di cose senza ipocrisie. Io e Burioni siamo dei perfetti estranei e non possiamo nemmeno essere avversari per più di un motivo. Il primo è che io sono uno scienziato, piccolo o grande è irrilevante, e lui no. Il secondo è che le cose io le dimostro e lui no. Il terzo è che prima di parlare io mi accerto della verità di ciò che dico e lui no. Il quarto è che, come le ho detto, ho sperato che Burioni potesse in qualche modo dare una mano a fare chiarezza. Questo anche se sapevo bene che, trattandosi di lavorare scientificamente, quello sarebbe solo venuto al traino. Ma, almeno, avrebbe potuto testimoniare e, nei miei voti, avrebbe contribuito a chiarire una situazione che, particolarmente a causa di chi crede di favorire la pratica vaccinale, la sta invece avvilendo. Se sono proprio le persone di cultura ad abbandonare i vaccini, il motivo non è altro che questo: non le si può trattare da idioti rimbecillendole di fandonie. Sarò ingenuo: sono conscio del fatto che tra noi c’è un abisso ma in una sorta di caduta sulla via di Damasco ci spero ancora. Allora, lasciando da parte le differenze, potremo confrontarci senza le gazzarre televisive con tanto d’imbavagliamento a mio scapito e potremo discutere non solo delle ricerche di mia moglie e mie ma tutte le inesattezze, chiamiamole così, con cui Burioni ha infarcito la testa dei suoi tifosi. Sì, tifosi, perché la società in cui viviamo è fatta così: divisa dal tifo.

 

RD – Crede che la cosa sarà possibile?

 

SM – Da uno che querela Red Ronnie… Ma non si sa mai. Dopotutto, se per pur remotissima ipotesi il mio invito ripetuto fosse accettato, Burioni godrebbe della la possibilità di sedere per un po’ di fianco ad uno dei maggiori scienziati del mondo, e le assicuro che a veder lavorare mia moglie in laboratorio c’è tanto da imparare. Va da sé che occorre onestà e modestia, ma ciò che se ne ricava è impagabile. Consideri anche un’altra cosa. Nelle sue parabole Burioni mi paragona, tra l’altro, ad un centometrista che afferma di correre fortissimo ma non vuole essere cronometrato. Bene, prescindendo dal fatto che nel mio caso sono i cronometristi a non voler cronometrare, venga e cronometri lui. Evidentemente, però, almeno per ora, in attesa del patatrac che lui stesso si sta preparando, pagano di più le chiacchiere.

 

RD – Ma, restando al pratico e al di là delle fantasie, che cosa farà se Burioni, dopo Red Ronnie, querelasse anche lei?

 

SM – Per prima cosa m’incuriosirebbe leggere come abbia potuto scovare un capo d’accusa dignitoso. Poi telefonerei all’avvocato che mi è venuto a trovare assicurandomi che con lui c’è un gruppo di suoi colleghi pronti a patrocinarmi gratuitamente. Consideri che io dirigo un laboratorio privato e una querela lo danneggerebbe. Un avvocato sa che cosa fare.

 

RD – Una controminaccia?

 

SM – Tutt’altro. Una speranza che la dignità, la ragione, l’onestà e la deontologia prevalgano. Tenga pure conto di ciò che ho sempre detto: io mi occupo di scienza e non ho altri interessi se non quelli legati alla verità e questo mi sta costando seccature e guai a non finire. Il fatto che, solo perché cerco chiarezza, mi si definisca un “antivaccinista” è molto grave perché significa che chi vuole solo la verità è considerato un nemico.  I tifosi dovrebbero meditare su questo.

 

RD – Allora, diamo per scontato che lei continui a lavorate sui vaccini.

 

SM – Finché mia moglie non rinsavirà e sarà finalmente d’accordo a chiudere il laboratorio. Nel frattempo mia moglie ed io abbiamo accettato di scrivere un altro libro per uno dei maggiori editori scientifici del mondo. Tra qualche giorno, poi, io andrò in Svizzera a tenere una giornata intera di lezione sulle nanopatologie, vaccini compresi, e poi andrò in Francia, in una delle maggiori università, a tenere un seminario. Le sembrerà strano ma né in Svizzera né in Francia hanno mai sentito nominare Burioni come, del resto, è stato per gli italiani fino al miracolo mediatico.

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