“Sui vaccini chiediamo solo chiarezza”

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

Roberta Doricchi – Ho visto la registrazione del dibattito sui vaccini di San Mauro Pascoli del 24 febbraio scorso. Ancora una volta si è arrabbiato.
Stefano Montanari – Colpa mia su tutti i fronti. Ormai dovrei saperlo ma ogni volta ci casco. Come già era accaduto quando su Italia 1 ci fu l’imboscata preparata da quel curioso ma ormai abituale esempio di giornalismo televisivo che è tale Nadia Toffa e quando l’altro giornalista nostrano tale Luca Telese allestì, sempre per Mediaset, la farsa tragica insieme con la nostra, ahimè, ministra della salute e una sua amichetta, anche stavolta c’è stata la riproposizione dello stesso spettacolo inverecondo. A livelli infimi, nell’occasione particolare di San Mauro, ma la sostanza non cambia.
RD – In breve…?
SM – La solita storia. Al paesello romagnolo si è presentato un medico burocrate dell’ASL locale che ha riversato sul pubblico presente tutte le stravaganze insostenibili che pesano come macigni sul futuro dei vaccini.
RD – Il futuro dei vaccini?
SM – Sì, certo. Ormai è un fatto noto: i vaccini di oggi sono fabbricati in maniera a dir poco opinabile e, stando alle nostre analisi, contengono inquinanti che, proprio perché sono tali, là dentro non hanno il diritto di starci. Anche nel paesello romagnolo questo fatto, oggettivamente gravissimo, è stato minimizzato come se si trattasse di quisquilie. Addirittura il medico, ignorando una bella fetta di Medicina dell’ultimo quindicennio abbondante, è arrivato ad avanzare dubbi circa la patogenicità di quella roba. Insomma, chissà se iniettare pezzi di piombo, di acciaio, di tungsteno e di altre porcherie assortite fa male. A lui nessuno è andato a dirlo e, allora, bisogna aspettare che le sue fonti d’informazione lo informino. Nel frattempo, quella roba non ha alcun diritto di fare male perché lui non è avvisato in tal senso. Credo sia chiaro che siamo al copione di una farsa.
RD – Ma che c’entra il futuro dei vaccini?
SM – La cosa che sta cominciando a preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità è che le vaccinazioni sono in calo dove la cultura è più alta. Il che era da aspettarsi. Chi usa il cervello non può non porsi domande e non può non accorgersi che le risposte, quando ci sono, e non sempre è così, assomigliano tanto a prese per i fondelli. Chi usa il cervello non può non pretendere che si diano spiegazioni oneste relativamente a quello che c’è nei vaccini. E questo vale non solo per gli inquinanti sotto forma di particelle ma anche per quello che è denunciato nei bugiardini. È chiaro che, se si ragiona e ci si appella al diritto di nutrire dubbi da risolvere, è impossibile non allarmarsi per le mancate risposte e per le enormità che si pretende di far credere. Così, le vaccinazioni calano.
RD – Che cosa c’è che non va nei bugiardini?
SM – Lasciando da parte i pezzi di ferraglia ovviamente ignorati e dando per buono che tutto il resto sia riportato, fidando su ciò che è stampato io non sarei troppo contento se mi s’iniettassero proteine di uova di pollo o globuli rossi animali o cellule altrui. E neppure sarei contento se a un bambino iniettassero della Neomicina, un antibiotico che con i neonati proprio non va d’accordo. E più di un’obiezione la avanzerei per i sali di mercurio che continuano ad esserci. Proprio l’altro giorno mi è capitato di vedere la confezione di un vaccino influenzale tetravalente 2015-2016 della Sanofi Pasteur chiamato Fluzone trovandoci allegramente elencato il Thimerosal, chimicamente sodio-etilmercurio-tiosalicilato. Ma una delle cose che più mi fanno sorridere con il senso dell’umorismo bacato che mi ritrovo addosso è l’elenco degli effetti collaterali.
RD – Mi spieghi meglio.
SM – Prenda il Tripedia, un trivalente della Sanofi Pasteur. Le leggo ciò che sta scritto nel bugiardino: “Le reazioni avverse riportate durante l’uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono porpora trombocitopenica idiopatica, SIDS (morte improvvisa del lattante), reazione anafilattica, infiammazioni del tessuto connettivo, AUTISMO, convulsioni/convulsioni da grande male (epilessia), ENCEFALOPATIA, ipotonia, NEUROPATIA, sonnolenza e apnea”. Si tratta di patologie gravissime e la cosa divertente, sempre tenendo conto delle mie distorsioni sull’umorismo, è che le cosiddette autorità sanitarie si arrampicano su specchi scivolosissimi per dare ad intendere che il produttore scrive quelle cose solo per evitare problemi legali. Insomma: io te l’ho detto esagerando e poi non sono più fatti miei. Perché non aggiungano l’infarto cardiaco o la cancrena delle dita dei piedi o il distacco della retina o la caduta dei capelli resta allora misterioso. Aggiungiamole e i problemi saranno ancora minori. Ecco: questa difesa d’ufficio, goffa come è, è un altro dei chiodi nella bara che si sta preparando per i vaccini. Se non la si smetterà di lasciare una classe di farmaci così importanti in mano a delle persone che uniscono l’incompetenza alla mancanza d’intelligenza, rischiamo di perderli.
RD – Ma quanto sono importanti i vaccini?
SM – Potenzialmente molto. I vaccini sono un’invenzione antica e geniale che deve essere sfruttata per quello che può dare. Intanto è indispensabile che siano prodotti come si deve perché temo che ora gli effetti collaterali, che non sono solo quelli patologici diretti, pesino fin troppo.
RD – Di che altri effetti parla?
SM – Delle illusioni. Intanto, a parte gli effetti collaterali che, più o meno raramente, ci sono sempre, come qualunque altro medicinale nessun vaccino è efficace in ogni caso. C’è sempre una quota più o meno grande di soggetti che non resta immunizzata e di questo va tenuto conto. Consideri che non si va mai a verificare se il vaccino ha funzionato o no e, dunque, chi ha ricevuto il vaccino potrebbe solo illudersi di avere ottenuto un’immunità.
RD – Si potrebbe verificare?
SM – Certo, ma occorrerebbe mettere in atto un’analisi soggetto per soggetto. Però, per evitare spese e seccature, questo non si fa. E, allora, quello che si fa al suo posto è un atto di fede: vaccino fatto uguale a immunità ottenuta.
RD – E le altre illusioni?
SM – Un’altra è quella relativa al tempo. Spesso non si sa quanto a lungo la copertura vaccinale verso quella determinata malattia resti valida. A questo proposito, nel 2012 ci fu un’epidemia di pertosse negli Sati Uniti con 9 casi di morte. Bene, come è stato reso ufficialmente noto, la maggior parte di chi si era ammalato era stato vaccinato un paio d’anni prima. In questo caso non si è saputo se sia il vaccino ad essere poco efficace o se la copertura sia troppo breve. Di prassi, nessuno viene avvertito del problema e moltissimi soggetti sono convinti che il vaccino funzioni come la malattia contratta naturalmente, cioè che dia un’immunità vita natural durante. Il che è falso e crederlo vero significa mettersi potenzialmente in condizioni di pericolo. Poi c’è la storiella che si sta vivendo in Toscana dove si dà ad intendere che ci sia un’epidemia di meningite. Così, tutti a correre a farsi vaccinare, ignorando i limiti dei vaccini in generale, il fatto che quella vaccinazione è rivolta ad uno solo dei 13 ceppi di Meningococco e che la meningite ha molte altre origini oltre a quella verso cui il vaccino dovrebbe funzionare. Dico “dovrebbe” perché basta leggere il bugiardino del Meningitec, un vaccino proprio prescritto contro il ceppo C del Meningococco, quello, cioè, protagonista della vaccinazione toscana, per leggervi “Non sono stati eseguiti studi prospettici sull’efficacia.” In poche parole, non sappiamo se funzioni. In qualche modo onesto ma anche, lo ammetterà, preoccupante. Ma la stessa cosa si può dire per un’infinità di vaccini la cui sperimentazione è a dir poco insufficiente. All’atto dell’entrata in commercio del vaccino contro l’epatite B, per esempio, i due produttori presentarono sperimentazioni sui bambini di età inferiore ai 10 anni rispettivamente di 5 e 4 giorni. Se c’è qualcuno capace di spiegare come si possa valutare se un vaccino protegge da una malattia determinata osservandolo in vivo per qualche giorno… E guardi quello che riguarda il vaccino presentato come attivo nei riguardi del Papilloma virus, un prodotto che oggi è di moda tra le ragazzine: I dati saranno disponibili solo nel 2020 e durante la sperimentazione gli effetti avversi sono stati osservati per 14 giorni. Dunque, incrociamo le dita e speriamo. Ancora, guardi ai vaccini anti-influenzali. Sarebbe di fatto impossibile sperimentarli, dato che il virus continua a mutare. “Non ci sono stati trials che provino adeguatamente una diminuzione della patologia influenzale dopo vaccinazione con Flulaval” è quello che le sto leggendo dal bugiardino di un vaccino della GSK. Il raccontare che i vaccini sono adeguatamente sperimentati, cosa che il medico burocrate romagnolo ha tranquillamente fatto, è non solo falso ma ridicolo. E di questo chi ha cultura si accorge.
RD – E allora?
SM – E, allora, basta. Se non vogliamo perdere i vaccini come stiamo perdendo tanti antibiotici, ma questo, in particolare, per sola incompetenza di troppi medici, dobbiamo fare pulizia in tutti i sensi. I vaccini sporchi vanno bloccati subito e le ispezioni ai produttori devono essere effettuate assiduamente e con la massima cura da persone non solo competenti ma al di sopra di ogni possibile sospetto. Altrettanto va fatto per ogni lotto dei vaccini, lasciando da parte i controlli che vengono praticati correntemente oggi, stante il fatto che non rilevano nemmeno la presenza di pezzi di materiale inorganico del tutto indebito. Poi le vaccinazioni andranno eseguite solo nei casi di effettiva necessità e solo dopo che ogni soggetto è stato visitato in maniera da escludere per quanto possibile da parte della Medicina, una disciplina che è tutt’altro che una scienza, gli effetti indesiderabili, e in maniera tale da affermare credibilmente l’effettiva necessità della somministrazione. Pensi che mai si controlla se un soggetto sia già naturalmente immune rispetto a quella malattia, cosa che, invece, facevano i medici napoleonici quando nel 1805 entrò presso l’esercito francese l’obbligo di vaccinarsi contro il vaiolo. Questo con la vaccinazione che era praticata solo a patto che il militare non avesse già contratto la malattia e che ne fosse guarito. Un’altra cosa da fare è smettere di mentire sull’effettiva efficacia dei vaccini. Se sono fabbricati come si deve e se la vaccinazione è fatta con raziocinio, si otterrà una copertura di buona o anche ottima qualità, però con tutti i limiti del caso. Ma la gente va informata in modo corretto ed esauriente.
RD – Torniamo per un attimo a San Mauro Pascoli. Lei si è arrabbiato anche con il sindaco del paese.
SM – E ho commesso un errore. La signora sindachessa non era palesemente in grado di capire di che cosa si stesse effettivamente trattando. Non so se l’inciampo fosse di natura culturale o anche intellettuale o solo di attenzione, ma questi sono fatti che, al massimo, riguardano gli elettori. L’errore iniziale è stato commesso dalla moderatrice che, per ridicola piaggeria, ha invitato il personaggio a parlare come se avesse qualche competenza. Se questa ha preso la parola reputando che, senza avere competenza, si possano dire cose intelligenti di natura tecnica è qualcosa che non poche persone, preparate quanto lei, ministro in testa, condividono correntemente. Il mio errore è stato quello di non andarmene da una pagliacciata come si stava svolgendo in quella sala. Comunque sia, sono proprio personaggi come quelli, dal ministro in giù transitando attraverso non pochi medici, che stanno affossando i vaccini senza rendersi conto che ad ogni occasione aggiungono elementi per chi, magari anche solo per la pessima abitudine a tifare che abbiamo noi italiani, incolpa i vaccini di tutti i mali del mondo. Ciò che io chiedo è solo chiarezza, una cosa che, stando ai fatti, non è gradita a nessuno. Pensi che, scavalcando la trincea, si è addirittura arrivati a raccontare che mia moglie avrebbe nascosto il risultato di nostre analisi sui vaccini perché non si sapesse quanto questi sono micidiali e che solo grazie alla magistratura di Bolzano si è venuti a capo della cosa.
RD – Che cosa c’è di vero?
SM – Naturalmente non una parola, neppure vagamente di lontano, con Bolzano che è una specie di ciliegina sulla torta della stupidità più evidente. Le ho detto questo solo per farle capire che anche chi si schiera contro i vaccini, e, sia chiaro, io non sono con loro, non ci vede di buon occhio.
RD – State antipatici a tutti?
SM – I fatti dicono di sì.

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