Tutto fuorchè allegri

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.
Roberta Doricchi – Mi ero ripromessa di non chiederle più niente a proposito dei vaccini, ma pare che l’interesse per l’argomento, invece di scemare, aumenti. Dunque, abbia pazienza: qualcosa ancora sui vaccini e poi passiamo ad altro. Radio e TV continuano a parlare con insistenza di epidemia di meningite in Toscana. Che cosa c’è di vero?
Stefano Montanari – Se si parla di epidemia, nulla. Finalmente anche l’assessore regionale alla Sanità in un’intervista al quotidiano Il Tirreno ha ammesso che l’epidemia non c’è [http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2016/02/07/news/meningite-in-toscana-sorpresi-dal-batterio-non-capiamo-come-si-diffonde-1.12915564 (N.d.R.)]. Ora pare sia in acquisto un carico di un milione di dosi di vaccino, esclusivamente per il ceppo C e per la sola Toscana. Ricordo ancora una volta che i ceppi di Meningococco non sono limitati al ceppo C ma sono 13 ceppi diversi e che la meningite ha pure cause che niente hanno a che fare con quel batterio. Qualche anno fa negli Stati Uniti ci furono diversi casi di meningite da funghi, patogeni impossibili da contrastare con i vaccini. Poi, individuata la fonte, tutto finì senza l’intervento di alcun vaccino. In poche parole, se mi vaccino per il ceppo C e, trascurando i possibili effetti collaterali, il vaccino funziona, io sarò protetto per un certo tempo solo nei confronti di quel ceppo e nient’altro. E ricordo pure che non è affatto detto che il vaccino sia sempre e comunque efficace. Tutto questo è qualcosa di ovvio e non c’è nessuna novità in quello che dico. Purtroppo le notizie che vengono fatte arrivare al pubblico sono ancora una volta molto parziali e pesantemente distorte oltre ad essere inficiate da silenzi preoccupanti. Basta ascoltare quello che racconta Walter Ricciardi, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, per restare quanto meno perplessi. Non è certo raccontando frottole o nascondendo i fatti che si aiuta la popolazione e si fa un buon servizio alla salute.
RD – Ma lei che cosa farebbe in Toscana?
SM – Ammettiamo che ci sia davvero un aumento di casi rispetto all’atteso e che quei casi siano tutti di ceppo C. Se non sono capace di individuarne l’origine, allora, vaccino per tutti e dita incrociate. Sappia, però, che chi ha fatto la profilassi normale a base di antibiotici non si è ammalato, mentre chi si è vaccinato sì, almeno stando alle notizie pervenute tramite stampa e TV. Malauguratamente, però, le notizie arrivano regolarmente distorte e trasmesse da persone poco o nulla competenti.
RD – Lei continua ad attaccare i vaccini.
SM – Evidentemente non riesco a farmi capire. Io non attacco affatto i vaccini come idea. Anzi, li ritengo una delle più importanti invenzioni della Medicina, un’invenzione, peraltro, vecchia di almeno 3.000 anni, visto che le prime notizie scritte della pratica vaccinale sono indiane e risalgono a 1.000 anni prima di Cristo. Io sollevo dubbi assolutamente razionali e sorretti dalla più rigorosa scientificità su come i vaccini sono prodotti oggi, su come vengono controllati, su come vengono somministrati e sulla disinformazione che arriva alla gente. Chi, come il ministro della salute o uno stuolo di burocrati contrabbandati per scienziati, non solo non risponde alle domande relative ai dubbi che sorgono di continuo sull’argomento ma prende ad insulti chi le domande le pone fa un pessimo servizio ai vaccini. Come ho sottolineato tante volte e come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono gli strati più colti della popolazione ad allontanarsi dalla pratica vaccinale, e questo proprio per l’atteggiamento non solo spocchioso e arrogante ma suicida di chi, invece, dovrebbe chiarire ogni dubbio in maniera onesta e competente. Consideri solo la stramberia degli enti che dovrebbero controllare i prodotti. Questi paiono non accorgersi di inquinamenti vistosissimi e, se sono costretti in qualche modo ad affrontare l’argomento, grottescamente sostengono che questi inquinamenti non esistono. Bene, sono proprio quelli ad essere i peggiori nemici dei vaccini. La stessa cosa si può dire per i produttori. Lasciando da parte le ipotesi di chi sostiene che gli inquinanti che si trovano nei vaccini sono messi a bella posta per fare clienti a vita a favore delle case farmaceutiche, io credo che quella roba si trovi dove la troviamo perché i produttori non eseguono i controlli del caso sia sugli ambienti di produzione sia sulle apparecchiature usate sia sui materiali che servono per ottenere il principio attivo sia sul prodotto finito.
RD – Perché?
SM – Perché la burocrazia vigente non lo chiede e perché si vive sulla certezza che nessuno farebbe mai chiudere una fabbrica di vaccini, trattandosi di prodotti santificati da una tradizione che, pur non sorretta da dati scientifici come dovrebbe essere, è radicata profondamente nella popolazione. È così, forti di quelle certezze, che chi dovrebbe rispondere sfugge alle domande.
RD – Io ho sentito spesso le sue domande, ma quanto possiamo sperare che queste arrivino a chi di dovere?
SM – Io sono certo che le domande arrivino, ma sono altrettanto certo che vengano immediatamente cestinate. Lei avrà visto senz’altro quelle trasmissioni TV in cui si finge di fare informazione nel corso delle quali non mi si è lasciato parlare, eppure io ero di fronte a persone che, se non altro per dovere istituzionale, avrebbero dovuto ascoltare le domande e avrebbero dovuto dare le risposte. Molto recentemente ho pubblicato una lettera aperta diretta al ministro della salute [http://www.ilfalsoquotidiano.it/index.php/scienza-1/salute/lettera-aperta-al-ministro-della-salute (N.d.R.)]. Senza sorpresa da parte mia, non c’è stata la minima reazione. La stessa cosa è accaduta ogni volta che ho scritto ad una tale signora Ulrike Schmidleithner, responsabile del sito Internet VaccinarSì, un sito sponsorizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dalla Società Italiana di Igiene.
RD – Chi è questa signora?
SM – E’ una ragioniera austriaca che di medicina, di biologia, di farmacologia sa quello che sanno i ragionieri e che, curiosamente, fa parte di un comitato scientifico in cui c’è pure il sunnominato Walter Ricciardi. Io le ho scritto varie volte perché affrontasse onestamente o, meglio, facesse affrontare onestamente da chi di vaccini dovrebbe sapere qualcosa, il problema dell’inquinamento che continuiamo a rilevare in quei farmaci. E oggi siamo a 29 vaccini analizzati con 28 casi d’inquinamento in tutti i campioni controllati e un solo vaccino pulito, l’unico per animali che abbiamo controllato. Mai ho ricevuto risposta, e questo è palesemente deleterio per l’immagine dei vaccini. Lo ripeto per l’ennesima volta: io non ho preconcetti, non ho niente contro l’idea del vaccino, ma voglio risposte a critiche più che ovvie e abbondantemente documentate perché ho pesanti ragioni per ritenere che i vaccini impiegati oggi non siano sicuri. Questi personaggi non si rendono conto che sono proprio io ad offrire la possibilità di riabilitare un trattamento che sta perdendo consensi, e la possibilità la offro ponendo domande chiare. È incredibile che non ci si renda conto dell’opportunità che offro di sgombrare il campo da ogni dubbio e il vantaggio di poter agire su una fonte di rischio già individuata. Non è tacendo e insultando che si ottengono i risultati voluti perché non tutta la gente è disposta a credere a qualunque cosa.
RD – Usciamo dall’Italia. Ho letto che in California si costringono i genitori a vaccinare i bambini. Com’è la situazione?
SM– La situazione in California è mortificante, e non solo per quanto riguarda i vaccini. Impossibile non riandare ai vecchi tempi del nazismo e non concludere che c’è chi, con tutta l’ironia del caso, sa quasi fare di meglio, almeno sotto il profilo psicologico. Molto in breve, le scuole che ammettono allievi non vaccinati si vedranno ritirare le sovvenzioni statali, ma la cosa più interessante è che si faranno i profili genetici dei bambini, cioè si valuterà il loro DNA per vedere se hanno una predisposizione a determinate malattie. Con questi documenti in mano si selezioneranno gli individui: non più razza ariana contro il resto del mondo ma DNA perfetto contro DNA bacato, e mi piacerebbe sapere quanti DNA perfetti esistono al mondo, sempre che ne esista qualcuno. Seguendo quel criterio di selezione e di giudizio, di fatto chiunque può vedersi precluso qualunque accesso: una società da incubo. Tanto per citare un episodio, un bambino di nome Colman Chadam è stato espulso dalla scuola che frequentava perché il suo profilo genetico conteneva dei marker che lo davano come predisposto alla fibrosi cistica.
RD – Ma era malato?
SM – Assolutamente no. Vede, la genetica è una disciplina di grande interesse e di grande importanza, ma ora si sta franando nel grottesco. Secondo gli integralisti della genetica, e non sono pochi, come nei tarocchi nel DNA c’è scritto tutto, dalla passione per il tresette al rischio di finire sotto il treno passando per la probabilità, una probabilità che in certe menti diventa certezza, di ammalarsi di una determinata malattia. Insomma, una specie di fato al quale non si sfugge. Quando si perde la misura delle cose, si entra nel dominio della follia. La psichiatria, per esempio, quando è male applicata è un’altra delle discipline mediche da prendere con le molle.
RD – Che cosa vuole dire?
SM – Basta vedere quello che è accaduto con diversi casi di cui ci siamo interessati in laboratorio. Non troppo raramente i militari che tornano dalle cosiddette missioni di pace cambiano carattere. Per esempio, faticano a conservare la memoria a breve e possono assumere atteggiamenti violenti. Stress è la diagnosi immediata. Così vengono affidati alle cure di un reparto di psichiatria da dove escono imbottiti di psicofarmaci che questi soggetti dovrebbero assumere vita natural durante. Il mio vecchio professore di Farmacologia chiamava quella roba “camicie di forza farmacologiche” perché, come le camicie di forza vere, non curano niente e servono solo a fare in modo che i matti non disturbino, magari in attesa o nella speranza che rinsaviscano. Accade, però, che quei ragazzi di ritorno dalle zone dove la guerra c’è o c’è stata abbiano respirato e ingerito polveri da esplosione in quantità e che quelle particelle siano finite al cervello, cosa ampiamente dimostrata non solo da noi. È così che si sviluppa un tumore cerebrale, per esempio un astrocitoma, che, curato in maniera a dir poco inadeguata perché gli psicofarmaci non aiutano di certo in quei frangenti, porta al Creatore. È una tragedia della presunzione e dell’ignoranza che è costata caro anche a New York dopo il crollo delle Torri Gemelle dove, a Ground Zero, di polveri ce n’erano a iosa e dove si è andati senza le precauzioni del caso.
RD – Cambiamo completamente argomento. È uscita una notizia preoccupante relativa alle discariche. Pare che molte siano fuorilegge.
SM – È sempre interessante vedere come noi italiani siamo dotati di enti dedicati alla salvaguardia dell’ambiente e, di conseguenza, della salute per i quali versiamo fiumi di quattrini, e come, un po’ troppo spesso, questi enti elefantiaci partoriscano a malapena dei topolini. Da anni io continuo a dire la stessa cosa che è saltata fuori ora, e la dico in grande anticipo sull’apparato che ci trasciniamo appresso senza gravare di un centesimo il bilancio statale. Certo, io non dispongo dei numeri esatti, non ho il censimento discarica per discarica, ma la sostanza cambia ben poco. Ora, guarda un po’, ci si è accorti che in moltissimi casi i rifiuti non vengono trattati come è obbligatorio fare prima che siano versati in discarica. Qualcuno potrebbe domandarsi come mai solo ora ci si accorga di qualcosa che va avanti indisturbato da chissà quanti anni. Insomma, che cosa hanno fatto finora i controllori che noi paghiamo e del cui lavoro abbiamo il diritto di fidarci? A margine, poi, ci si potrebbe chiedere se anche questo ennesimo scandalo che scandalo non è più per assuefazione finirà a tarallucci e vino, cosa che è nostra abitudine lasciare che avvenga. Ma sarebbe bellissimo se i problemi delle discariche o, più nello specifico, della qualità e della quantità dei rifiuti in discarica, fossero limitati a questo.
RD – Immagino che ci sia di più.
SM – E immagina giusto. Vada a visitare qualunque discarica e non si sorprenda se ci troverà un sacco di roba vietata, come, ma è solo un esempio, ciò che è compostabile o materiali di legno. E tra quei rifiuti potrà trovare sostanze dotate di forte acidità che finiscono vicino ad altre estremamente alcaline, un incontro che può sfociare in un incendio. Ricordi che una discarica che va a fuoco è una fonte micidiale di veleni, diossine comprese. Non è raro, poi, che le discariche siano fatte in luoghi del tutto inadatti come all’interno di cave di tufo abbandonate, cosa certo non insolita dal Centro Italia verso sud, o siano situate appena sopra a falde acquifere o a corsi d’acqua sotterranei. E di solito ciò che si mette per isolare i rifiuti dal terreno è un esile foglio di plastica che dopo qualche settimane sarà un colabrodo.
RD – Perché un colabrodo?
SM – Perché il percolato dei rifiuti è capace di corrodere la plastica con grande facilità.
RD – E qual è la conseguenza?
SM – Quella di avere il terreno intriso di veleni e, peggio ancora, di avere i veleni nella falda acquifera. Detto tra parentesi, ripulire una falda è tecnicamente quasi impossibile e l’unica cosa da fare è aspettare il ricambio naturale dell’acqua. Se lei considera che il terreno è pieno di veleni che continuano a penetrare nella falda, potrebbe essere una questione di secoli. Come è spesso il caso, soddisfare le regole della burocrazia non basta. Di regole ne esiste una lunga collezione, ma i punti dolenti toccati sono pochi e le probabilità di essere sanzionati tutto sommato pochissime. Restando al foglio di plastica, quello è perfettamente nell’ambito delle regole ma, come le ho detto, la sua utilità è nulla. E poi ci sono le numerosissime discariche abusive di cui pare non ci si accorga o, se lo si fa, lo si fa con grande ritardo. Pensi solo a quella di dimensioni immense scoperta pochi giorni fa in Abruzzo. Quaranta ettari di discarica: un’estensione davvero incredibile. Mi chiedo come si sia potuti arrivare ad un gigante del genere senza che nessun controllore se ne accorgesse. Eppure ci doveva essere un bel viavai di camion e in tanti dovevano sapere.
RD – Che cosa si può fare?
SM – Come si suol dire, il pesce inizia a puzzare dalla testa. Non abbiamo altra possibilità se non bonificare la politica e tutta la Corte dei Miracoli che alla politica ruota intorno, dagli enti di controllo alla cosiddetta informazione. Insomma, dobbiamo riappropriarci di ciò che ci appartiene.
RD – Anche stavolta un bel po’ di argomenti tutto fuorché allegri.
SM – La nostra è una società malata e la malattia non è mai allegra.

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