Buon Natale e buona lettura

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari

Roberta Doricchi – Durante l’ultima conversazione lei mi disse che non sapeva come sta andando il libro sui vaccini. Ora, però…

Stefano Montanari – Nemmeno adesso ne ho idea, anche se vedo le prime reazioni.

RD – Quali?

SM – In fondo, quelle che mi aspettavo. I vaccini sono un tabù e tabù devono restare. Mia moglie ed io ci siamo permessi di dare un’occhiata sotto la sottana e questo non è piaciuto.

RD – Mi pare che succeda spesso che le vostre “occhiate” non piacciano.

SM – È così ma, ormai da anni, ci abbiamo fatto l’abitudine. Andiamo dagli impianti dentari ai proiettili all’uranio impoverito, dagli inceneritori di rifiuti agli impianti a biomassa, dalle centrali elettriche ad oli pesanti o a carbone all’uso delle nanoparticelle nei prodotti industriali… Dovunque ci sia business la messa in discussione è malvista. Eppure, se ci pensa bene, mettere in discussione qualcosa significa dare a quella cosa l’opportunità di dimostrare la sua bontà. È un po’ come cimentarsi in una gara: se è vero ciò che pretendi, cioè che corri più forte o salti più in alto, dimostralo vincendo. Evidentemente, però, la messa in discussione potrebbe essere rischiosa, mettendo in luce aspetti che si preferisce tenere nascosti. E, allora, la tesi traballa.

RD – Immagino si riferisca ai vaccini.

SM – Mi riferisco a qualunque cosa pretenda un primato a chiacchiere, e i vaccini non possono ad alcun diritto sfuggire alla regola. Nel nostro libro, così come avevamo fatto nel libro molto più strettamente scientifico che abbiamo pubblicato l’estate scorsa in America [Case Studies in Nanotoxicology and Particle Toxicology (NdR)] noi riferiamo di analisi condotte su campioni di vaccini e nessuno, ad oggi, è stato capace di contraddire una sola virgola. Guardi le reazioni dei tromboni che stanno impazzando tra Internet, TV e giornali e si accorgerà che, al di là degli strepiti scandalizzati, nessuno ha presentato un solo dato proprio a smentire i nostri risultati. Io sono stato definito letteralmente deficiente e mentecatto, di me si è detto che non sono uno scienziato e che, pensi un po’, quello che faccio è per soldi, come se ci fosse qualcuno disposto a dare un centesimo per mettere in imbarazzo l’industria farmaceutica e tutti coloro che, istituzioni, funzionari, accademici e quant’altro, vengono foraggiati per tenere i vaccini lontano da occhi indiscreti. I quattrini non stanno dove sto io.

RD – Sì, ho notato anch’io molto imbarazzo.

SM – Lei è molto gentile a definirlo solo imbarazzo. Se vogliamo dirla tutta, questi personaggi temono di perdere il fiume o anche solo il ruscelletto di quattrini di cui godono. Questo senza dire del potere di cui vanno tronfi.

RD – Ma non c’è solo chi lucra tra loro.

SM – Sì: i vaccini sono come la mamma o come la squadra di calcio per cui si fa il tifo: nessuno si permetta di fare San Tommaso. Così anche i vaccini hanno i loro tifosi: gente del tutto incompetente come – forse la ricorda – la signora Alice Pignatti, quella mamma che promuove una petizione per rendere le vaccinazioni obbligatorie a tappeto per il mondo intero perché sua figlia si prese la pertosse. Ma Internet pullula di personaggi del genere, e tra loro medici pateticamente impreparati e senza una briciola di spirito critico e giornalisti nella migliore delle ipotesi ignoranti. Particolarmente curioso è un tale Gianluca Dotti che si autodefinisce giornalista scientifico e scrive stravaganze sui vaccini sostenendo tesi che, al massimo, potrebbero passare come le opinioni di un frequentatore abituale del mitico Bar Sport. La cosa buffa è che costoro riscuotono credibilità. Comunque, lasciando da parte questi personaggi per manifesta inferiorità, chi, occupando una poltrona o anche solo uno sgabello nel salotto buono, non gradisce le nostre ricerche, invece di ostacolarci in ogni modo, invece d’insultarci personalmente, presenti i suoi risultati. Dimostrino questi signori che la presenza di ferraglia che continuiamo a trovare nei vaccini non solo non deve essere rivelata ma fa addirittura bene. Fino a che non lo faranno, fino a che non saranno capaci di farlo, fino a che si lasceranno corrompere, saranno semplicemente dei poveri criminali.

RD – Una parola forte.

SM – Lei riesce a trovare un’altra definizione per loro? Consideri che quelli continuano a fabbricare alibi per chi pretende di somministrare pezzi d’acciaio, di piombo, di tungsteno e di altre porcherie a bambini di due mesi. Consideri come i controlli siano assenti e come questa assenza non possa che generare cattivi pensieri. Consideri la violenza con cui quei personaggi agiscono: diffamazioni, minacce, ricatti morali, menzogne e terrorismo sono il loro arsenale nutritissimo.

RD – Le dispiace specificare punto per punto le armi dell’arsenale?

SM – Legga le infamie che quelli inventano sul mio conto e ne avrà una riprova. Manca solo l’accusa di cannibalismo e poi saremo al completo. Va da sé che nessuno degli argomenti si avvale di una qualunque prova, ma questo requisito, per ovvio ed elementare che sia, pare essere non richiesto. Per quanto riguarda le minacce, tenga conto delle proposte di chi vorrebbe cacciare i medici critici sui vaccini e di chi, certo in modo almeno altrettanto assurdo, pretenderebbe la proibizione di entrare a scuola per i bambini non vaccinati.

RD – Due parole su quest’ultimo punto…

SM – Ci sono insegnanti e presidi che vorrebbero proprio l’allontanamento da scuola dei bambini non vaccinati, dimostrando con questo la loro stupidità oltre che la loro ignoranza. Prescindendo dalla palese illegalità della pretesa, se si ha davvero fiducia nell’attività dei vaccini, che importa se un bambino non vaccinato rischia di portare, ad esempio, il morbillo? Se io credo sul serio che il vaccino sia una protezione efficace, che m’importa di venire a contatto con un malato?

RD – Siamo arrivati ai ricatti morali.

SM – Sono quelli rivolti ai genitori: se non vaccini tuo figlio, gli fai rischiare la vita. Naturalmente nessuno racconta che la vaccinazione non è sempre efficace, che la protezione, quando c’è, è limitata nel tempo e che spesso le malattie contro cui ci si vaccina esistono in una molteplicità di forme differenti contro cui il vaccino non è comunque efficace. Quest’ultima cosa è importantissima perché con la vaccinazione s’illude il soggetto di essere immune nei confronti di una malattia quando, invece, ben che vada l’immunità sarà limitata solo a una frazione dei patogeni. Prenda la meningite, prenda il Papilloma virus… Anche se la vaccinazione dovesse raggiungere l’obiettivo, la protezione sarà ottenuta solo nei confronti di una piccola parte delle cause. E l’illusione provoca guai perché le precauzioni vengono abbandonate e si potrebbe addirittura arrivare ad un effetto opposto a quello promesso, cioè ad un aumento dei casi di malattia.

RD – Mi dica ora delle menzogne e del terrorismo.

SM – Le menzogne sono le illusioni di cui ho appena detto; sono il fingere che certi effetti collaterali, peraltro debitamente riportati nei bugiardini, non esistano; sono il nascondere che la sperimentazione è spesso ridicola quando non inesistente del tutto; sono il pretendere che le vaccinazioni abbiano fatto scomparire diverse malattie o ne abbiano ridotti i casi, quando, al massimo, potrebbero aver dato un contributo. E basterebbe consultare i dati ufficiali dell’andamento di malattie come la poliomielite, come il morbillo, come la pertosse per vedere che la cosa è campata in aria. Menzogne e terrorismo, poi, vanno a braccetto. Se dà un’occhiata a ciò che si racconta in Toscana riguardo ad un’epidemia di meningite, ne potrà avere un esempio. In quella regione si dà ad intendere proprio questo: che ci sia in atto un’epidemia quando, invece, non sta accadendo proprio nulla. E poi, se epidemia ci fosse davvero, di che ceppo parliamo? La malattia è presente in 13 ceppi diversi di Meningococco e i vaccini sono rivolti ad uno solo di questi o, nel caso di un prodotto, a quattro. E gli altri? E le meningiti da piombo? E quelle da antibiotico? E quelle da Haemophilus influenzae? Insomma, siamo al livello dei sali antimalocchio.

RD – Ho visto che lei insiste spesso sulla presa di responsabilità.

SM – Mi pare che non ci sia niente di strano. Se lo stato impone le vaccinazioni, deve anche assumersi tutte le responsabilità del caso. Stessa cosa per i medici che inducono i loro pazienti a vaccinarsi. Invece, nulla di tutto questo. Insomma: tu mi obblighi a sottopormi ad una pratica medica e poi ti lavi le mani se da quella pratica io ricavo guai. Dire che siamo alla viltà e alla prepotenza più smaccata mi pare il minimo, una viltà e una prepotenza aggravate dal fatto che chi subisce la vaccinazione in prima persona o come tutore del vaccinando è costretto a firmare un documento attraverso cui si assume le responsabilità di qualcosa che non fa per sua scelta ma per obbligo. Demenza pura. Purtroppo fino a che chi comanda prende ordini da chi paga, non avremo speranza.

RD – Come stiamo a livello politico?

SM – Provi ad ascoltare il nostro ministro della salute e non avrà dubbi. Io non mi permetterei mai di sospettare che la signora Lorenzin prenda quattrini dalle ditte farmaceutiche, ma che sia di un’ignoranza crassa sono pronto a sostenerlo in qualunque sede. E come un personaggio con quella preparazione possa essere a capo della salute di un paese di oltre sessanta milioni di persone è qualcosa che non mi lascia tranquillo.

RD – Per finire, torniamo al libro. A chi lo consiglierebbe?

SM – A tutti: genitori, medici, insegnanti, politici e giornalisti prima di tutto. Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale, oltretutto molto economico.

RD – E, allora, buon Natale.

SM – Buon Natale anche a lei.

 

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