Non facciamoci illusioni

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Roberta Doricchi intervista il dott. Stefano Montanari.

 

Roberta Doricchi – Come sta andando il libro sui vaccini che ha scritto con sua moglie [Vaccini: sì o no? – Macroedizioni  (NdR)]?

Stefano Montanari – Non ho idea. Ho ricevuto qualche telefonata da persone che non lo hanno trovato in libreria, ma la cosa non mi stupisce. Se lei pensa che non si sa nemmeno quanti libri escano quotidianamente in Italia… Comunque siamo a livello di qualche centinaio e, chissà, il mio forse si perde nella massa. Oggi, però, se quel libro lo si vuole davvero lo si può far arrivare in un paio di giorni ordinandolo all’editore o in una qualunque libreria.

RD – Lasciando da parte i vaccini che, però, sembrano essere sempre un argomento caldissimo, mi dà un’opinione sulla conferenza di Parigi a proposito dei cambiamenti climatici?

SM – Non credo sia il caso di farsi illusioni.

RD – Immaginavo questa risposta ma speravo che lei avesse intravisto qualcosa di buono.

SM – Siamo alla ventunesima replica di quello che a me pare un teatrino stucchevolmente ripetitivo. Da vent’anni continuiamo a fare chiacchiere senza costrutto e non mi pare possano esistere dubbi: tutti fanno i furbi.

RD – Perché dice questo?

SM – Per non  perdere tempo lascio da parte certi personaggi della nostra accademia che non si accorgono di quello che accade sotto il loro naso e ci raccontano che la Terra ha sempre attraversato periodi di cambiamento climatico senza pensare che un cambiamento del genere non impiega certo qualche anno a verificarsi ma periodo molto più lunghi e il tutto con avvenimenti un bel po’ meno drammatici di quelli che vediamo da qualche anno a questa parte. Il motivo per cui non ne usciremo è che noi continuiamo a scaricare inquinanti di ogni tipo nell’ambiente e alcuni di questi sono decisamente alteranti per il clima. Si parla sempre dell’anidride carbonica, ma il metano, gli ossidi d’azoto, certi gas a base di zolfo e perfino il vapore acqueo sono pure responsabili dell’effetto serra, e, se noi non daremo, tutti e subito, una brusca frenata, le conseguenze saranno inevitabili. Non occorrono geni o profeti: è la Fisica che ce lo dice.

RD – Vapore acqueo ha detto tra i gas ad effetto serra.

SM – Sì. E si tratta di una specie di cane che si morde la coda. L’aumento della temperatura dovuto all’effetto serra aumenta la quantità di acqua che evapora dal mare e questo aumenta a sua volta l’effetto serra.

RD –Un attimo fa lei ha parlato d’illusione.

SM – Sono i fatti. Tutti i partecipanti di Parigi ripetono la solita particina: bisogna fare i bravi. Poi, ognuno aspetta che a fare il bravo sia il suo vicino perché fare il bravo significherebbe, magari, rinunciare a un po’ di guadagni di quell’ingenuo surrogato della ricchezza che sono i quattrini. E significherebbe fare qualche sacrificio che noi bambini viziati non ce la sentiamo di affrontare. Aggiunga a questo l’atteggiamento di qualche paese emergente, anche se la loro spinta è in evidente declino. Il loro atteggiamento è “voi abitanti privilegiati del primo mondo avete fatto i soldi massacrando il Pianeta e adesso pretendete che noi contribuiamo a mettere una pezza al guaio che avete fatto. Ora tocca a noi devastare la Terra.” Un atteggiamento irresponsabile, certo, ma la filosofia dell’Homo sapiens è questa.

RD – Immagino si riferisca in particolare alla Cina.

SM – Soprattutto alla Cina e all’India. Io sono stato quattro volte in Cina e una in India e laggiù ero stato chiamato per proporre qualche contromisura. Tutto perfettamente inutile. I governanti di quei paesi hanno la stessa cultura, la stessa intelligenza e la stessa morale dei nostri e, allora, che cosa si può pretendere? Guardi le notizie che arrivano da Pechino: l’aria ha una tossicità che non è troppo lontana da quella di una camera a gas, ma crede che si faccia qualcosa di effettivo al di là delle chiacchiere per porre rimedio? E non pensi che le altre città cinesi stiano meglio. E non pensi nemmeno che quegli inquinanti abbiano un impatto che si limita alle città, Cina o India che sia: gas e polveri si diffondono in tutta l’atmosfera, certo diluiti, ma vanno ad aggiungersi ai veleni che tutti noi abitanti della Terra scarichiamo. Se, poi, considera che specialmente dalla Cina ci arrivano grandi quantità di prodotti alimentari trasformati e che quei prodotti hanno buone probabilità di contenere gli inquinanti, avrà un quadretto se non esauriente almeno indicativo della situazione.

RD – E in Italia?

SM – Noi abbiamo un governo che nessuno si è mai sognato di eleggere e i nostri governanti mostrano in media una preparazione culturale mortificante. Le basti vedere che quei personaggi hanno messo in pista 12 nuovi inceneritori di rifiuti: il monumento più chiaro all’ignoranza, alla stupidità, all’incapacità di condurre un paese e alla corruzione. A parte il danno economico causato dai premi che noi riconosciamo a  chi brucia rifiuti, un sistema che ha condotto all’aumento della loro produzione, quegli impianti contribuiranno in maniera corposa all’inquinamento di tutto l’ambiente e i gas clima-alteranti faranno inevitabilmente parte del repertorio. Tenga poi conto di come i controlli sugli inceneritori vengano di fatto eseguiti dai gestori stessi, con tutto quanto ne può conseguire e, ahinoi, ne consegue. Così noi continuiamo ad essere imbrogliati e a vivere illudendoci che le cose non sono poi così catastrofiche.

RD – Insomma, la frenata non c’è.

SM – No. Chi ci governa continuerà a fare chiacchiere e a prendersi gioco di noi. Pensi che nel 1998 noi italiani abbiamo firmato un documento comunitario chiamato Convenzione di Aarhus che impegna le cosiddette autorità ad informare il pubblico di ogni passo burocratico compiuto per allestire un impianto potenzialmente inquinante – da un inceneritore a una centrale a biomasse – rendendo anche note tutte le potenzialità inquinanti del progetto. In più obbliga a sentire il parere della gente in proposito. Poi, nel 2013, abbiamo accettato dall’Europa obblighi ancora più stringenti. Eppure, quei mostri continuano ad essere costruiti senza che nessuno ne sappia nulla, infischiandoci delle leggi in vigore senza, addirittura, che la gente sia al corrente dei diritti di cui gode. Ma fino a che pretenderemo di vivere come viviamo e avremo governanti come abbiamo – e parlo di governanti a livello mondiale – non avremo vie d’uscita, sempre che una via d’uscita ora esista e che non abbiamo superato il punto di non ritorno. Il mondo finge di non sapere che le malattie da inquinamento registrano casistiche in un aumento ripidissimo e, anzi, finge persino che non sia vero. Ma i cancri sono diventati una malattia comune e abortire o partorire figli ammalati sta diventando un evento accettato come ineluttabile. Se lei vedesse che cosa troviamo dentro i feti morti, si spaventerebbe.

RD – Ha qualche ricetta?

SM – La mia ricetta non è per niente originale. Anzi, è qualcosa che tutti conoscono. Noi continuiamo sventatamente a fondare la nostra vita sulla combustione, petrolio in primis, e questo ci condanna. Noi tutti ci spostiamo e, per farlo, usiamo motori che sfruttano solo in parte, di fatto piccola, l’energia contenuta nei carburanti. Questo porta a sprechi enormi e ad un altrettanto enorme inquinamento. Poi ci sono le stravaganze come, un esempio fra i tanti, l’uso dei filtri antiparticolato che da noi si mettono obbligatoriamente sui motori Diesel: aggeggi che aumentano, e non di poco, l’inquinamento. E pensi a quella follia che sono le centrali a biomasse, di fatto degli inceneritori di rifiuti mascherati dal prefisso bio. Oggi stiamo costellando l’Italia di quelle piccole centrali che sprecano energia e inquinano aria, acqua e terra per il solo vantaggio di chi ne fa un business.

RD – Perché dice che sono inceneritori di rifiuti?

SM – Perché per noi italiani biomassa è un combustibile qualunque ammesso dalla legge compresi i rifiuti classificati come C.D.R. Insomma, se lei vuole trattare, ad esempio, pneumatici fuori uso in un impianto a biomassa nessuno glie lo può impedire. Ma non ci sono solo quelle centrali nell’elenco psichiatrico. I cementifici bruciano quantità enormi di rifiuti producendo polveri e gas e, come se non bastasse, aggiungendo le ceneri tossiche di combustione al prodotto finito, cioè al cemento.

RD – Quindi gli edifici contengono sostanze tossiche?

SM – Sì. E, stranamente, lei non troverà mai sul sacco di cemento un avviso che informi come quel prodotto contenga veleni. Io non sono un esperto di legge, ma mi pare che questo fatto contravvenga qualche regola.

RD – Da quanto dice, le combustioni parrebbero essere il maggiore imputato.

SM – È così. Almeno per quanto riguarda l’effetto serra non ci sono dubbi.

RD – Che cosa ci dobbiamo aspettare da questo ennesimo congresso mondiale sul clima?

SM – Glie l’ho detto: non facciamoci illusioni. Per contrastare l’inefficienza, l’incapacità e la corruzione di chi governa il mondo ognuno di noi si deve impegnare a dare il suo contributo. Il solo eliminare le quantità enormi di materie plastiche protagoniste inutili della nostra vita e quasi sempre combustibili per gli inceneritori porterebbe ad una bella diminuzione dei gas che scarichiamo in atmosfera. E l’uso dei mezzi pubblici risparmierebbe anche un bel po’ d’inquinamento. Questo a patto che il mezzo pubblico funzioni in maniera decentemente pulita e sia proporzionato al numero di persone che trasporta.

RD – Pessimista?

SM – Sì.

 

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