FILTRO ANTIPARTICOLATO: ancora occhi chiusi sull’inquinamento “omologato”.

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Le nostre denunce sono state archiviate. Eppure Stefano Montanari lo aveva detto chiaramente: le nanoparticelle prodotte da questi dispositivi sono molto dannose per la salute e per l’ambiente e  lo smaltimento dei filtri non è regolamentato. 
Come ho scritto decine di volte – evidentemente invano, visto che mi vengono rivolte sempre le stesse ben poco originali osservazioni –  i costruttori sostengono che il materiale carbonioso che esce dalle camere di scoppio viene prima arrestato e poi, quando l’intasamento del filtro supera un determinato valore, bruciato.

È fin troppo ovvio che nulla di quanto è stato intrappolato dal filtro va a scomparire, e su questo spero mi si esima dalla spiegazione, essendo questa riportata nei libri di Chimica Generale del primo anno d’università. Dunque, che questa roba venga espulsa in continuo o a singhiozzo non fa differenza sulla quantità totale. Quello che accade è semplicemente che il carbonio viene ossidato ad anidride carbonica aumentando, così, la massa di ciò che esce (l’anidride carbonica ha una massa che supera di tre volte e mezzo abbondanti quella del carbonio). Stessa cosa accade a quel po’ di zolfo che è contenuto nelle particelle, zolfo che viene trasformato anch’esso in gas per ossidazione (la combustione altro non è se non un’ossidazione). A questo punto è inevitabile che le particelle metalliche contenute nelle grosse particelle carboniose se ne escano tali e quali dalla matrice che è stata gassificata.
Sono costretto a ripetere per l’ennesima volta che più una particella è piccola e più questa è patogena, cosa di cui si è accorta anni fa persino l’ARPA. Dunque, ciò che avviene nel corso della combustione nel filtro comporta la liberazione di particolato molto piccolo che, se lasciato in pace, sarebbe restato contenuto in particelle più grossolane e, per questo, meno aggressive, senza uscire “allo scoperto”. Va poi aggiunto che ogni particella carboniosa può contenere parecchie particelle metalliche, il che significa una moltiplicazione del numero di particelle che entrano nell’ambiente.

Prescindendo dalla patogenicità delle polveri risultanti su cui si preferisce glissare per non tirarsi la zappa sui piedi, tutto il resto è contenuto puntualmente nella descrizione del dispositivo dato dai costruttori e, quindi, basta e avanza per squalificare il prodotto. Se, poi, aggiungiamo il fatto che il motore consuma di più (deve vincere la resistenza al flusso dei gas di scarico data dall’intasamento progressivo) e il maggior consumo comporta forzatamente un maggiore inquinamento, e se aggiungiamo pure il fatto che diversi modelli usano sostanze chimiche (ossido di cerio o ferrocene) che non sarebbero mai usate se il dispositivo non esistesse, che certo non fanno bene e che vengono scaricate in aria, non vedo come si potrebbe difendere il prodotto.

Su richiesta della trasmissione TV Le Iene (http://videobam.com/eUALf)  noi abbiamo analizzato le particelle emesse senza filtro, con il dispositivo in funzione di filtro e quando il dispositivo era in quella fase chiamata di “rigenerazione”, cioè quando bruciava il materiale carbonioso. Ciò che abbiamo trovato è esattamente quanto ci si aspettava di trovare a conferma di quello che i costruttori stessi scrivono e che si desume facilmente dalla lettura dei loro testi.

È mia opinione che fare studi “più approfonditi” sia del tutto inutile. “Più approfondito”, in questo caso, significherebbe solo ripetere all’infinito una prova che confermerebbe quella che è l’ovvietà e quanto i costruttori affermano. Dunque, non ci sarebbe discussione, essendo tutti d’accordo.

A noi una ricerca del genere non interessa, e questo per più di una ragione. La prima è che roba del genere è scientificamente oziosa, la seconda è che non abbiamo i soldi per farla, la terza è che le poche ore di microscopio che abbiamo a disposizione dopo la sottrazione da parte di Grillo le dedichiamo ad argomenti che hanno bisogno di approfondimento o a lavori su scoperte vere e proprie. Naturalmente io sono sempre disponibile ad essere smentito, ma devo dire che una smentita comporterebbe almeno due cose: la revisione radicale di qualche legge che sta alla base del funzionamento dell’Universo (ma a questo i politecnici ci hanno ormai assuefatti) e la smentita di ciò che i costruttori stessi dichiarano.

Ora, al di là di ogni polemica che non m’interessa, prego gli scienziati da bocciofila di esibirsi in sedi più appropriate: per esempio, la bocciofila. Quanto all’ingenuità di chiedermi quali siano gli enti affidabili, la mia risposta è nessuno. Non sono gli enti ma le persone ad essere degne o non degne di fiducia. E la fiducia si guadagna con l’onestà oltre che con le capacità.

Per finire, se qualcuno volesse spiegare al mondo che interesse io avrei a sostenere che quei filtri sono delle bufale, mi farebbe cosa gradita. Al contrario di qualche scienziato juke box, io non sono pagato da nessuno.

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