Difendersi dal bisfenolo negli scontrini

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Articolo tratto da iodonna.it di Agnese Codignola31 ottobre 2014 

La sostanza, già bandita da ciucci e biberon, è presente anche nella carta termica che ogni giorno riceviamo dai cassieri di negozi e supermercati. Come difendersi?

La tocchiamo ogni giorno, grazie a scontrini e ricevute: è la carta termica, resa così versatile dal bisfenolo A o Bpa, sostanza già bandita dai biberon perché può avere gravi ripercussioni sullo sviluppo sessuale e favorire malattie, come cancro e diabete.

Assorbito soprattutto con i cibi, nei quali passa tramite gli imballaggi, il bisfenolo arriva all’organismo anche per contatto, tanto che la Francia ha deciso di vietare l’uso della carta termica dal gennaio 2015.

Una misura giustificata da uno studio, appena pubblicato suPLoS One, in cui ricercatori dell’Università del Massachussetts dimostrano che basta un brevissimo contatto con le dita per far entrare il Bpa nel sangue.
Non solo: se, con le stesse dita, si afferra un alimento grasso come le patatine, il Bpa passa nel cibo e viene così anche ingerito.

Spiega Alberto Mantovani, esperto di interferenti endocrini e direttore del reparto tossicologia dell’Istituto Superiore di Sanità (iss.it): «A parte la più rischiosa esposizione dei cassieri, di per sé quella dei cittadini comuni non sarebbe così grave. Tuttavia, il Bpa assorbito con la cute si somma all’altro, e questo può dare origine ad accumuli pericolosi. Bisogna quindi cercare un valido sostituto, che ancora non c’è: non potremo bandire del tutto il Bpa finché non avremo un’alternativa sulla cui sicurezza non ci sia alcuna ombra».
Nell’attesa, maneggiamo con la massima velocità la carta termica.

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