Chi sbaglia non paga

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L’Italia non è certo un paese del terzo mondo. Da qui è partita la civiltà romana, la spina dorsale della cultura europea. Qui sono nati geni universali come Dante e Leonardo. Qui c’è la più grande concentrazione planetaria di opere d’arte. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra Patria: parola del nostro Presidente.

L’Italia è un paese dove la corruzione è parte integrante del DNA, dove davanti al “tengo famiglia” non si sollevano obiezioni, dove “io speriamo che me la cavo” è la filosofia corrente da sempre. L’Italia è il paese di “o Franza o Spagna, purché se magna.” Questo vale per tutti, su fino alle massime cariche di quella farsa tragica che sono le nostre istituzioni e chi non striscia in cambio di un soldo bucato di miserabile privilegio viene bastonato impietosamente e altrettanto impietosamente sbeffeggiato.

La nostra Costituzione (io lo scrivo con la maiuscola) ripudia la guerra. Sta scritto all’articolo 11.  Ma noi la guerra la facciamo lo stesso, e la facciamo per ragioni che non voglio discutere. Almeno non adesso. O forse la guerra non la facciamo. Chissà: dipende dai punti di vista. Fatto sta che noi mandiamo in zone di guerra, dove la guerra la fanno ufficialmente degli altri, i nostri soldati. Tutti volontari. Nessuno cosciente. Nessuno cosciente di come il pericolo non sia limitato a qualche pallottola, a qualche mina sotto il blindato, a qualche decerebrato fedele di un dio bestemmiato con il sangue che si fa saltare per aria schizzando le proprie interiora addosso a chi sta ammazzando. C’è un pericolo infinitamente più sottile: quello delle esplosioni, uranio impoverito, tungsteno o altro fa ben poca differenza. E quelle esplosioni partoriscono quantità inimmaginabili di particelle tanto piccole da insinuarsi con facilità irrisoria negli organismi per ammazzarli a distanza di tempo con un cancro. A volte due cancri diversi insieme. A volte tre. A volte sanno fare forse di peggio: ti fanno nascere un figlio malformato o già bell’e pronto per qualche anno di ospedale prima di lasciare questa valle di lacrime. Sì, perché qualcuno nasce già con il suo cancro in corpo. Così, detto tra parentesi, quelle polveri viaggiano con una facilità irrisoria e ammazzano a centinaia di chilometri di distanza, magari parecchio oltre il confine geografico del “nemico”. E ammazzeranno per secoli. Sì, perché molte di quelle polveri non si degradano e una volta generate è per sempre.

Meglio non far sapere queste cose ai ragazzi che, allettati da stipendi che non si sognerebbero mai di riscuotere altrimenti, qualcuno addirittura illuso di difendere la patria, da che non è chiaro, partono verso una guerra che per noi non esiste. Vanno a portare la pace con i carri armati.

Ma non pochi di loro tornano ammalati. Selezionati fisicamente come vuole la norma, erano partiti pieni di salute, a volte dei veri atleti, e tornano pieni di polverine che piano piano, a volte nemmeno troppo piano, fanno quello che le pallottole, le mine e i fedeli di un dio bizzarro uscito intatto dal più crudo Medio Evo non sono riusciti a fare. Così capita che loro o chi per loro chiedano che chi li ha mandati faccia fronte alle sue responsabilità, e lo faccia nell’unica maniera possibile: sborsando denaro perché quello è l’unico surrogato della salute e l’unica maniera perché il massacro non si estenda del tutto alla famiglia rapinandola di ogni suo avere. È capitato. Ma soldi in cassa l’Italia delle Grandi Opere, l’Italia dal sito Internet multimilionario che ha fatto ridere il mondo non ne ha, e allora… E allora ci si comporta da veri italiani.

Qualche giorno fa, ripulendo il  mio computer da roba vecchia, mi sono imbattuto in un articolo che avevo scritto per il giornale Giorni più di tre anni fa. In quell’articolo, il cui file avevo salvato come “porcata Ministero Difesa”, descrivevo una riunione di “scienziati” indetta presso il CNR di Roma dal Ministero della Difesa. L’argomento era una domanda: le particelle sono dannose alla salute o no?, qualcosa su cui nessuno scienziato senza virgolette avrebbe mai perso tempo a dibattere perché il sì era già allora talmente scontato da non meritare nemmeno la perdita di tempo di farsi la domanda. Da anni la risposta era non solo nei risultati scientifici inequivocabili (addirittura i lavori dell’ARPA!) ma era confermata pure dalla legge che stabiliva i limiti di concentrazione di quegl’inquinanti nell’aria. Insomma, pure i burocrati se n’erano accorti.

nanoparticelle-dannose-montanariBisogna tenere conto, però, che c’erano in ballo i risarcimenti per qualche migliaio di soldati ammalati e dunque… E dunque s’invitano al convegno dei personaggi che si presentano come uomini di scienza senza che s’indaghi sul titolo che avrebbero almeno per l’argomento in questione. Anzi, meglio invitare qualcuno di “affidabile” e affidabile nel senso voluto non si può essere se si conosce la materia.  Così, dopo aver presentato i loro esperimenti, quelli emettono il loro oracolo: nessuno è mai morto di particelle e, al massimo, la tossicità di quella roba non ci risulta. Chi ha voglia di sottrarre dieci minuti della sua vita magari ad una godibile rissa TV di Vittorio Sgarbi o a qualche talent show per rileggere il mio articolo troverà qualche particolare e pure i nomi di quei personaggi. Qui mi limito a ripetere che nessuno di loro aveva mai visto un solo paziente, che nessuno degli esperimenti di cui costoro riferivano aveva il minimo contenuto scientifico relativamente all’argomento, che non fu ammesso il contraddittorio, che i risultati di quella ignobile farsa furono resi pubblici. Popolo tranquillizzato e lavoratori (sì, lavoratori, perché i soldati mica andavano in guerra) fregati: parola di scienziati di prima grandezza.

Oggi, a tre anni di distanza, le prove a smentita delle enormità esternate da quei personaggi che non mi abbasserò ad aggettivare sono ancora più soverchianti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata chiara in proposito. Eppure a nessuno di quei tali è stato chiesto di rendere conto del loro operato. Nessuno di loro ha dato le dimissioni dalla poltrona che occupa come avrebbe fatto una persona che non viene a patti con l’onestà. Anzi, oggi uno di loro viene addirittura spacciato per un accusatore severissimo delle polveri. Certo, solo gl’imbecilli non cambiano idea davanti all’evidenza, ma…

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