Intervista al Dott. Stefano Montanari

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A seguito della recente vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Roberta Doricchi dell’Ass.ne Vita al Microscopio   ha intervistato il dott. Stefano Montanari per fare il punto della situazione su quello che è stato un cavallo di battaglia in campagna   elettorale, la lotta contro gli inceneritori.
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R.D. – Beppe Grillo si è espresso in toni molto morbidi a proposito della vicenda ILVA. Come commenta l’atteggiamento?

S.M. – Conoscendo molto bene e per esperienza diretta il personaggio, trovo la cosa perfettamente in linea con il lavoro che gli è stato commissionato. Da buon genovese da barzelletta Grillo ha una venerazione per le palanche e dovunque girano quattrini lui ci vede una possibilità da non perdere. Se lei va indietro qualche anno, vedrà che Beppe tuonava contro le grandi banche e, in particolare, contro il signoraggio. Poi,da quando Casaleggio, tra i cui clienti c’è la JP Morgan, lo ingaggiò, il silenzio assoluto. Anzi, ricordo bene – lo ricordo perché c’ero – quando nel 2006 a Sorrento ci fu una riunione dei meetup (allora le 5 Stelle erano ancora di là da venire) e qualcuno sollecitò Grillo a parlare del signoraggio. La reazione fu d’imbarazzo e poi un “tutte balle!” Il che stupì non poco i grillini che forse non si aspettavano il voltafaccia. Per quanto riguarda l’ILVA, perché inimicarsi un miliardario?

R.D. – Ma Grillo ha fatto della lotta all’incenerimento dei rifiuti una delle sue bandiere, e intorno all’incenerimento girano miliardi.

S.M.
– Forse i quaranta e più anni di consuetudine con la scienza mi hanno deformato e io non riesco a considerare le chiacchiere ma solo i fatti. È vero: Grillo ha attirato a sé una gran parte del popolo anti-inceneritorista, ma lo ha fatto per uno scopo evidente. Usando una tecnica collaudata e di successo insieme con la sua indubbia abilità di venditore, Beppe si è presentato come il campione del no ai falò dell’immondizia. Ecco, allora, che un esercito di persone, quasi tutte in buona fede, mettendosi con lui ha creduto di lottare contro quella pratica senza poi accorgersi o preferendo non accorgersi che, in ogni caso, il risultato è stato obiettivamente nullo. Nullo esattamente come Grillo e, soprattutto, Casaleggio che di Grillo detta ogni mossa volevano perché è lì che girano le palanche. Guardi quello che è successo a Parma: un incidente di percorso, ma qualcosa che illustra bene la tecnica. A Parma le 5 Stelle presentano alle elezioni amministrative un tale Federico Pizzarotti. È poco più di un ragazzo, non ha esperienza, non ha cultura, ma esperienza e cultura non sono certo doti che interessino Casaleggio. Anzi, non ci devono proprio essere perché, ci fossero, il rischio sarebbe quello di dover spiegare comportamenti imbarazzanti e, in definitiva,di essere messi in discussione. Uno dei cavalli di battaglia del candidato di Parma è il blocco del costruendo, anzi, dell’ormai terminato inceneritore di rifiuti che appesterà la città. Casaleggio è abbastanza sicuro: Pizzarotti non arriverà nemmeno al ballottaggio e così ci si può permettere di mettergli in bocca la promessa che, lui sindaco, quell’inceneritore non sarebbe stato acceso. Sfortuna volle che, a sorpresa e con la costernazione di Casaleggio, Pizzarotti sia diventato sindaco. Che fare? Il business dell’impianto non doveva certo essere fermato perché Casaleggio e, di conseguenza, Grillo, stanno dalla parte dei quattrini. E allora il povero ragazzo Federico, pulcino nella stoppa, si è visto accendere l’inceneritore senza nemmeno essere preso inconsiderazione, dovendosi sobbarcare una sconfitta voluta dai suoi stessi capi che lo ha reso ridicolo. Ridicolo a tutti tranne che ai grillini, naturalmente,perché il grillino ha il senso critico del tifoso di calcio.

R.D. – Ma ad Aosta Grillo si è battuto perché l’impianto di gassificazione non venisse costruito.

S.M. – Beh, la cosa andò in maniera diversa. Io feci un sacco di lavoro per il comitato locale tenendo tre conferenze, una ad Aosta, una a Pont Saint Martin e una a Courmayeur, e preparando documentazione tecnica e scientifica che mise in palese difficoltà chi voleva quel gassificatore. A quel punto, all’immediata vigilia del referendum popolare che avrebbe dovuto decidere se l’inceneritore si sarebbe fatto o no, Grillo andò ad Aosta dove si esibì in una sorta di comizio in cui intrattenne la folla su argomenti che ben poco avevano a che fare con i rifiuti, argomento di cui, in realtà, sa ben poco e molto spesso, esattamente come avviene per molti altri argomenti, spara castronerie di tutto riguardo. Ad Aosta c’erano due possibilità relative al referendum: la prima era che non si raggiungesse il quorum che in regione è del 40% e, per questo, non si facesse neppure lo spoglio delle schede. Il secondo era che il quorum venisse raggiunto e, in quel caso, per l’impianto non ci sarebbe stato scampo. In ambedue i casi Grillo, procurandosi come suo costume meriti che non ha, avrebbe avuto da guadagnare perché senza quorum il gassificatore si sarebbe fatto come voleva lui ma lui avrebbe salvato la faccia. Raggiungendo il quorum, invece, niente impianto a dispetto delle mire reali di Grillo ma il risultato gli avrebbe regalato la “prova” (metta le virgolette) della sua sincerità, un risultato del tutto funzionale a consolidare il suo travestimento ad uso e consumo dei grillini. In questi giochetti Beppe è sempre stato maestro da persona non intelligente ma furba qual è.

R.D. – Quindi, l’ambientalismo…

S.M. – Al duo Casaleggio-Grillo dell’ambiente non importa un fico secco. Guardi con che disinvoltura Grillo ci ha fatto sottrarre ormai tre anni e mezzo fa il microscopio elettronico con il quale portavamo avanti una ricerca sull’ambiente che era micidiale per i suoi interessi [la vicenda è raccontata all’indirizzo http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf (N.d.R.)]. La mossa di mettersi alla testa di chi per l’ambiente si batte è stata vincente per i suoi clienti e, di conseguenza, un colpo da KO per l’ambiente e per la salute di tutti. Milioni di persone illuse di combattere e, di fatto, neutralizzate.

R.D. – Possibile che nessuno si accorga della situazione?

S.M. – Il fenomeno ha più di un aspetto. Si è mai chiesta perché nessun partito, destra o sinistra non fa differenza né fa differenza chi ipocritamente ficca la parola ecologia nel nome dello schieramento, ha mai colto l’opportunità di attaccare Grillo su una vicenda come quella della ricerca che lui ha imbavagliato, vicenda che avrebbe dovuto scatenare il putiferio e che, invece, è passata sotto silenzio?

R.D. – Me lo dica lei.

S.M. – È ovvio: la nostra ricerca non dà via d’uscita a chi lucra sui rifiuti e sui rifiuti si mantiene almeno in parte notevole la politica italiana, in assoluto la più lussuosa e sprecona del mondo. Di fatto Grillo è perfettamente funzionale a questo tipo di corruzione pubblica. E poi, legga i giornali, guardi la TV, ascolti la radio: il silenzio più totale. Ancora una volta la cosa è ovvia, i media vivono di pubblicità e la pubblicità la paga chi fa girare in quattrini. Dunque, censura e Grillo in assoluta libertà di fare ciò che Casaleggio gli fa fare.

R.D. – Eppure Grillo ogni tanto porta con sé degli scienziati che parlano a favore dell’ambiente e della salute.

S.M. – Se per lei uno scienziato è qualcuno che fa ricerchine da scuola media su Internet senza mai aver fatto un giorno di ricerca scientifica sul campo… Quei personaggi sono utilissimi alla causa reale di Grillo perché non possono incidere, riportando semplicemente notiziole raccattate qua e là prive della forza che hanno i risultati offerti da chi la ricerca la fa davvero. In quel modo gli eventuali dibattiti sono di ben scarsa efficacia perché da una parte c’è un ciarlatano di qualche politecnico che, prostituendosi, presenta risultati propri, per falsi che siano. Dall’altra c’è un tale che cita dati altrui senza conoscerne i risvolti e gli approfondimenti. Insomma, una sconfitta già al momento di scendere in campo esattamente come deve essere.

R.D. – Ma la gente?

S.M. – Molti grillini non sanno niente delle imprese di Beppe. La loro informazione viene dal blog di regime dove i post firmati Grillo sono scritti dai Casaleggio padre e figlio e in quel blog, oltre alle panzane più clamorose fino al grottesco, vige una censura ferrea. Chi sa qualcosa si difende con un goffo “se Beppe l’ha fatto, avrà avuto le sue ragioni.” Il che è ineccepibile, ma le sue ragioni non sono certo presentabili, tanto che Beppe scappa terrorizzato al solo pensiero d’incontrami. Ma la cosa più squallida è il comportamento dei parlamentari. Scelti oculatamente da Casaleggio per la loro “affidabilità”, molti sono perfettamente al corrente delle imprese di Grillo, ma ben si guardano dall’alzare un dito. Dopotutto è grazie a lui che si trovano ad occupare una poltrona comoda e strapagata il cui mantenimento chiede solo che si dia in cambio la dignità. E, se la dignità non c’è, viene tutto gratis. Detto a margine, ci sarebbe da ridere se non fosse tragico lo spettacolo che questi figuranti offrono. Impegnatissimi a discutere degli scontrini delle spese, del ristorante del Senato, delle scomuniche a chi ha presenziato ad una trasmissione TV o ha rilasciato uno spezzone d’intervista ad un giornale, mentre il paese che quelli rappresentano come da Costituzione va a ramengo.

R.D. – Qual è, secondo lei, il futuro del partito di Grillo?

S.M. – Se i sussulti di dignità,che ci sono, non saranno episodi isolati e, soprattutto, se questi sussulti verranno da chi siede in parlamento, il partito si sbriciolerà rapidamente. Comunque sia, per le 5 Stelle non c’è futuro come per qualunque partito nato esclusivamente intorno ad una persona. Ma basta anche che i clienti di Casaleggio, quelli per i cui interessi il Movimento è stato creato e viene sostenuto economicamente, decidano per mille motivi di cambiare strada ed ecco che delle 5 Stelle resterà solo il ricordo pittoresco. Può essere interessante e anche consolante osservare come i presenti ai comizi di Grillo si siano drasticamente ridotti rispetto a ben poco tempo fa. Non ho idea del motivo, ma voglio sperare si tratti di aperture di occhi e di cervello. Per aver partecipato a non pochi spettacoli del Grillo ancora non travestito da politico mi viene da sorridere al ricordo di come il personaggio si disperasse allora quando vedeva un posto vuoto in platea. A soffrire era l’ego e in aggiunta c’era il rodimento di un incasso da cui mancava un biglietto. Chissà, potrebbe pure essere che Beppe, da prima donna isterica com’è, vedendosi privato dei bagni di folla, si ritiri a vita privata. È una battuta, naturalmente, perché fino a che esisteranno interessi cospicui Grillo stringerà in denti.

R.D. – E per il resto come vede il futuro?

S.M. – Il futuro ce l’abbiamo in mano noi. Noi tutti, intendo, grillini e persone normali. È incontestabile il fatto che ci siamo incanalati in una strada senza ritorno e la valanga di voti ad un personaggio incredibile come Beppe Grillo ne sono la testimonianza. Ma questo fa parte della psicologia dello psicolabile, di colui che demanda ad altri il pensiero, un soggetto che, ahimè, costituisce una bella fetta della società. Basta guardare al successo di Wanna Marchi per averne contezza. Del resto, però, sono stati proprio tutti i partiti che infestano il panorama della nostra politica a costituire i suoi sponsor migliori continuando a tenere una condotta oggettivamente intollerabile e, alla lunga, è scritto in cielo che la corda si spezzi. Così si corre, disposti a tutto o, almeno, a molto, da chi per riparare il buco propone una pezza, e lo si fa rifiutando di vedere che la pezza è infinitamente peggiore del buco. Mi rendo conto che, per chi vive e prospera di politica, è difficile rinunciare ai privilegi acquisiti, ma non c’è altra strada se non si vuole cadere in mano ad un gruppo di soldatini ciechi,sordi e accuratamente decerebrati che ubbidiscono senza occhi, senza orecchi e senza cervello a qualcuno che mira dichiaratamente a portarci al macello. Il futuro? Il futuro lo vedo se non nero almeno grigio ferro perché il futuro è, per ovvi motivi, in mano ai giovani, e i giovani ce li hanno in gran parte portati via con l’inganno, privandoci della possibilità di un riscatto o, almeno, rendendoci il riscatto molto difficile.
Ma ogni tanto i miracoli esistono e, allora, bisogna essere ottimisti nonostante tutto.

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